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Dario Capello

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b2ap3_thumbnail_o-SHARING-ECONOMY-facebook.jpgQualcosa sta cambiando nel nostro modo di essere consumatori, ne abbiamo una percezione più o meno definita, ma molto spesso non sappiamo cosa sia esattamente. Eppure lo sanno i tassisti, che si trovano a fare i conti con gli autisti amatoriali di Uber, lo sanno gli albergatori che vedono molti dei loro clienti scegliere gli alloggi informali di Air BnB, lo sanno i ristoranti che sempre più sono alternati alle cene a domicilio organizzate con Gnammo. 
 
Tutti questi nuovi modelli di consumo (e di impresa) vanno sotto la definizione di sharing economy o “consumo collaborativo”. Tale termine definisce un modello economico basato su varie pratiche di scambio e condivisione di beni materiali, servizi o conoscenze. Le tecnologie dell’informazione (I.T.) giocano un ruolo fondamentale nella circolazione delle informazioni che permettono agli utenti di ottimizzare le proprie risorse, ridistribuendo, condividendo o riutilizzando beni o servizi che per il singolo sarebbero “in eccesso”.
 
Un esempio di consumo collaborativo è quello di un utente che dispone di una risorsa in eccesso (p.e. un posto in auto mentre guida fino al lavoro) e attraverso una piattaforma (sempre più spesso internet) la offre ad altri utenti (che devono percorrere la stessa tratta) in cambio di denaro (oppure di tempo, prestazioni analoghe, reputazione): ecco a voi il car pooling!
 
Esempi di queste dinamiche, favorite dallo sviluppo tecnologico (p.e. la diffusione del GPS negli smartphone, che permette di effettuare scambi in tempo reale e “sul posto”) sono sempre più diffusi e presenti nella nostra quotidianità. Il denominatore comune dei vari Uber, Blabla car, Air BnB, Etsy ma anche di Ebay è la disintermediazione (o meglio, di una nuova intermediazione gestita da una piattaforma online) in cui gli utenti si parlano direttamente, si conoscono e si accordano per soddisfare al meglio i propri bisogni di ospitalità, mobilità, beni e servizi.
 
Il sistema Ecopunti.it messo a punto da Achabgroup, ed ormai ampiamente sperimentato in diverse realtà nazionali, ha l’obiettivo di rendere accessibili i benefici del consumo collaborativo a cittadini, aziende di servizi e pubbliche amministrazioni (che da sempre sono i destinatari delle nostre idee più innovative e dei nostri interventi di comunicazione) attraverso la creazione di uno schema nel quale le interazioni possono avvenire in maniera semplice e diretta.
Quando il cittadino compie una delle azioni virtuose individuate dall’amministrazione locale (p.e. raccolta differenziata, uso dei mezzi pubblici, volontariato, ecc.) riceve un credito di Ecopunti che può utilizzare per i propri acquisti, sempre attraverso la piattaforma. Il grande vantaggio di questo strumento è proprio l’eliminazione delle intermediazioni che renderebbero lento e poco percepibile da parte del cittadino il beneficio che porta fare qualcosa di buono per la comunità.
 
Con Ecopunti il meccanismo è più semplice, per esempio: uso l’ecocentro e BAM! Ecco i miei ecopunti, pronti da spendere sulla prossima spesa. Questo è il nostro piccolo contributo al grande cambiamento in atto nel mondo consumista: l’economia condivisa (e più sostenibile)!
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ambiente spa ciampinoLa collaborazione fra Achab Group e Ambi.en.te S.p.A. di Ciampino ci dà lo spunto per alcune riflessioni importanti. 
Essere presenti in rete è indispensabile: nella vita privata come in quella professionale. Sempre più relazioni vivono grazie ai social network e sempre più indagini di mercato si svolgono su internet. Nella corsa all’oro (digitale) di questi anni il mercato dei siti web si è ingrandito a dismisura, con grandi compagnie e piccoli professionisti che competono a colpi di back end e search engine optimization. Purtroppo non è semplice per le aziende che necessitano di un sito internet orientarsi nella scelta di prodotti così specialistici, in un mercato dove il miglior portfolio può essere reso obsoleto in poche settimane con l’affermarsi di una nuova piattaforma. 
 
Non è il caso però di disperare: proprio come nel “mondo reale”, anche in rete i contenuti sono molto più importanti della forma: questo significa che la vostra azienda ha in mano molte più carte del vostro webmaster per determinare il successo della propria presenza sul web. 
Già, malgrado in molti stiano cercando di vendervi piattaforme da decine di migliaia di euro o, per contro, soluzioni incredibilmente a buon mercato, il 90% degli accessi lo faranno i vostri contenuti, la frequenza dei vostri aggiornamenti, la vostra capacità di dialogo con gli utenti.
Ma che interesse ha un’azienda che offre servizi di igiene urbana, che chiude contratti attraverso gare pubbliche, a impostare il proprio sito inseguendo l’efficacia e il gradimento degli utenti? In fondo l’aggiudicatario di servizio ne diventa il monopolista per 2, 5, 7 anni... non deve “vendere” nulla a nessuno.
 
Non è proprio così. A partire dalla carta dei servizi, ogni azienda ha l’obbligo di comunicare con i propri utenti, ma soprattutto ha la “convenienza” a farlo: una comunicazione efficace sui servizi si traduce in maggiore collaborazione degli utenti, meno conflitti, migliori risultati, rapporti più sereni con l’Ente appaltante. E torniamo al principio: oggi la comunicazione è molto più interattiva che in passato, e questa interazione per forza di cose passa attraverso il vostro sito internet. Se il vostro sito internet ancora non la permette, sarà una mancata comunicazione: un potenziale conflitto.
 
Lavorando con Ambi.en.te S.p.A. di Ciampino questo approccio orientato più ai contenuti che alle soluzioni tecniche è stato il fattore di successo nella proposta Achab Group: ciò che davvero serviva all’azienda era un supporto affidabile nella gestione della propria presenza in rete, molto più del webmaster avuto finora. E il sito internet che è sortito da questa collaborazione ne è la prova: contenuti aggiornati quotidianamente, una forma grafica semplice ma di impatto, e soprattutto facile accesso alle informazioni e possibilità di dialogo per gli utenti: www.ambiente-spa.com
Un sito di servizio come questo verosimilmente migliorerà i vostri affari molto più che la nuova piattaforma che stanno cercando di vendervi con intriganti massime sulla web economy.
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