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bassano

Il concorso si chiamava "È tempo di metterci il cuore", ma i quartieri che hanno partecipato alla sfida ci hanno messo anche il cervello e le braccia. "Good news is no news": la buona notizia non fa notizia e i media solitamente si accorgono dei quartieri solo quando scoppia qualche schermaglia al loro interno. Questa invece è una storia di valori buoni che vale la pena raccontare.
Il bando in questione è stato promosso nel 2017 dal Comune di Bassano del Grappa in collaborazione con Etra Spa. Scopo del concorso, quello di premiare l'impegno dei quartieri per la valorizzazione e la tutela del proprio territorio e la promozione di una cultura sostenibile e di decoro, in particolare dopo l'introduzione del nuovo sistema di conferimento e di raccolta dei rifiuti. Ai partecipanti è stato richiesto di presentare un elenco con la descrizione delle attività in essere del quartiere in tema di promozione del decoro e della cultura ambientale. I riscontri oggettivi della produzione di rifiuti e degli abbandoni di rifiuti nei singoli rioni sono stati invece elaborati dalla banca dati di Etra.

Al concorso hanno partecipato 9 dei 22 quartieri cittadini: Angarano, Campese, Margnan-Conca d'Oro, Merlo, Prè, Rondò Brenta-Treponti, San Bassiano, San Vito e Sant'Eusebio.
In base al materiale raccolto, sono stati attribuiti dei punteggi per sei distinti criteri di valutazione: il numero di conferimenti del secco residuo, il numero di interventi per l'abbandono di rifiuti nel territorio, il numero di volontari partecipanti al progetto "Ecovolontari" attivato dal Comune, la realizzazione di giornate ecologiche, di eventi sostenibili e di altro (conferenze a tema sostenibile, divulgazione delle buone pratiche sul riutilizzo dei materiali riciclabili, eccetera).

Dati specifici sui rifiuti a parte, il quadro generale che è emerso è quello di un sorprendente attivismo dei quartieri proprio sui temi della tutela e del decoro dell'ambiente. Giornate di disimballo della spesa nei supermercati, laboratori per bambini con materiali naturali, pulizia del quartiere col progetto "Ci sto affare fatica", feste della famiglia senza plastica, pulizia dei parchi pubblici, pranzi comunitari con posate lavabili: sono solo alcune delle attività segnalate dai quartieri, segno di una vitalità sotterranea in materia ambientale che grazie al concorso è venuta a galla.

Rispetto ai dati più strettamente relativi al sistema di raccolta, molte le note positive emerse: il quartiere più virtuoso per i conferimenti di secco residuo è risultato proprio Rondò Brenta-Treponti, al quale ha senza dubbio giovato l'installazione del press-container. Gli abbandoni di rifiuti in città stanno cambiando connotato: salvo qualche eccezione, non vengono cioè più lasciati per strada come in passato rifiuti ingombranti ma soprattutto sacchi e oggetti di piccole dimensioni, a vantaggio dei tempi e dei costi della raccolta. Infine, la media di svuotamenti di secco residuo per utenza è ben al di sotto del numero di conferimenti già compresi in tariffa, segno del fatto che il sistema sta funzionando senza creare grosse difficoltà ai bassanesi.
Sulla base dei punteggi acquisiti nelle singole voci la classifica finale ha visto quindi ai primi tre posti, nell'ordine, i quartieri Angarano (86,22 punti), San Vito (66,87) e Rondò Brenta-Treponti (66,86). Ai primi tre quartieri classificati andrà un contributo del Comune di 5.000 euro ciascuno da investire per lo sviluppo culturale del territorio del rione.

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Braviegrazie

Achab Group ha realizzato due progetti per premiare i comportamenti positivi e diffondere valori condivisi: www.ecopunti.it e www.braviegrazie.it

Negli anni trascorsi si sono erroneamente identificati i sistemi incentivanti con la riduzione della TARI, una soluzione che sconta almeno 2 problemi, uno finanziario e l'altro di comunicazione.

La TARI è il corrispettivo per il servizio di igiene urbana e per legge deve coprire il 100% dei costi di gestione. Ne deriva che gli sconti nel loro complesso diventano un capitolo di spesa dell'Ente che deve essere finanziato con la fiscalità generale. Con il paradosso che l'eventuale successo dell'iniziativa determina un incremento di spese a carico di tutti, anche dei beneficiari degli sconti, in un quadro generale in cui le risorse sono cronicamente scarse.

In termini di pura comunicazione, erogare contestualmente all'emissione della classica bolletta uno sconto di qualche punto percentuale è quanto meno poco efficace. Il peso della tariffa che devo pagare è sempre superiore allo sconto e ne annulla o riduce la percezione, vanificando l'aspetto incentivante. E' naturale percepire più la tariffa che pago che lo sconto che ricevo. Inoltre gli sconti non fanno leva sui classici meccanismi di gamification che permettono invece di amplificare l'efficacia dei sistemi incentivanti e di attivare altre dinamiche di coinvolgimento, oltre al premio in denaro, che per molti cittadini sono altrettanto gratificanti. Classifiche, badge, attestati, feste, sfide: tutte azioni che attivano una dimensione ludica che coinvolge e veicola valori.

Achab Group ha sviluppato e testato in ormai decine di applicazioni, un proprio sistema incentivante a disposizione delle amministrazioni e delle aziende di pubblici servizi per premiare i comportamenti positivi degli utenti. Non solo nel campo rifiuti, ma integrando anche mobilità, riduzione rifiuti e acquisti consapevoli, filiera corta, cultura e volontariato.

Entro il mese di marzo lanceremo un concorso nazionale, con in premio veicoli elettrici (auto, motorino, bicicletta) per promuovere il riciclo, la mobilità sostenibile, la formazione sui temi ambientali. Al concorso possono partecipare tutti i cittadini, le amministrazioni pubbliche, le aziende di pubblici servizi e di trasporto pubblico.

Il concorso potrà essere promosso solo dopo il deposito del regolamento, ma se vuoi saperne di più per valutare la tua adesione puoi scrivere alla mail paolo.silingardi@achabgroup.it

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ricicloniCalabria

Si è svolta a Catanzaro la 3^ edizione dei "Comuni Ricicloni Calabria", manifestazione organizzata da Legambiente Calabria per premiare i Comuni calabresi che si sono contraddistinti nella gestione dei rifiuti urbani. Nel suo complesso la Regione si attesta al 33,2% di raccolta differenziata, in ascesa rispetto al 25% del 2015 ma con tanta strada da fare verso l'obiettivo del 65%. Sono i piccoli Comuni a dare il buon esempio nella gestione dei rifiuti, come già accaduto in altre Regioni, mentre le città fanno fatica ad allinearsi verso modelli di gestione incentrati sulla raccolta differenziata. Fanno eccezione Cosenza e Catanzaro che hanno avviato raccolte domiciliari su tutto il territorio comunale ed i cui risultati sono incoraggianti. Resta il nodo degli impianti di trattamento che rappresenta la vera criticità di tutte le Regioni del Sud Italia per una gestione ottimale dei rifiuti sia dal punto di vista economico che ambientale.

Nella top ten dei Comuni Ricicloni della Calabria, anche quest'anno Casole Bruzio si classifica al primo posto con il 91,8% di raccolta differenziata (RD). Proseguendo nella classifica dei dieci Comuni ricicloni troviamo, sempre in provincia di Cosenza, San Giorgio Albanese, San Benedetto Ullano, San Vincenzo La Costa, Pietrafitta, Carolei, Civita e San Pietro in Guarano ed infine Mongiana in provincia di Vibo Valentia. I Primi 8 Comuni sono anche "Comuni rifiuti free", ovvero le amministrazioni che, oltre ad aver superato il 65% di differenziata finalizzata al riciclaggio, hanno contenuto anche la produzione pro-capite di secco residuo al di sotto dei 75 Kg/anno/abitante. I Comuni rifiuti free calabresi di questa edizione sono 14 di cui ben 12 nella provincia di Cosenza (Scigliano, Casole Bruzio, San Giorgio Albanese, San Benedetto Ullano, San Vincenzo La Costa, Trenta, Pietrafitta, Carolei, Civita, Serra Pedace, Morano Calabro, Mongrassano) e 2 in quella di Catanzaro (Cardinale e Amato). Menzioni speciali sono state consegnate dal Conai al Comune di Catanzaro come migliore "Start Up"; al Comune di Cosenza come "Best Practice" e al Comune di Villapiana come "Teniamoli d'Occhio".

Francesco Falcone, Presidente di Legambiente Calabria, ha affermato che "alla luce di questi importanti risultati, è necessario spingere le politiche di gestione dei rifiuti a scoraggiare il ricorso alle discariche, favorendo la raccolta differenziata "porta a porta" con un sistema impiantistico a supporto e con impianti di prossimità per la gestione anaerobica del rifiuto organico. Da parte loro anche i Sindaci sono chiamati a farsi carico delle proprie responsabilità avviando gli ATO e definendo le ARO".
Anche Laura Brambilla, responsabile nazionale Comuni Ricicloni, ha evidenziato che "l'aumento dei Comuni Ricicloni e la presenza di Comuni Rifiuti Free in Calabria siano un dato positivo anche se c'è preoccupazione per la restante parte dei Comuni calabresi, alcuni dei quali ancora a livelli di raccolta differenziata inaccettabili".

L'Assessore regionale all'Ambiente Rizzo ha evidenziato che "il costante aumento in Calabria della raccolta differenziata che ha fatto registrare un balzo in avanti di ben 8 punti percentuali, passando dal 25% del 2015 al 33,2%, dimostra che la nostra Regione è ben salda su un percorso corretto che ci incoraggia a tendere verso il raggiungimento della percentuale del 65% di raccolta differenziata da raggiungere entro il 2020. Per tale motivo è prioritario il recupero della frazione umida attraverso il compostaggio, la promozione delle filiere del riutilizzo e del riciclo".

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news-piemonte

Il 28 dicembre 2017 è stata approvata la nuova Legge Regionale del Piemonte "Norme in materia di gestione dei rifiuti e servizio di gestione integrata dei rifiuti urbani e modifiche alle leggi regionali 26 aprile 2000, n. 44 e 24 maggio 2012, n. 7".

Con questa legge la Regione Piemonte disciplina:
a) gli strumenti della pianificazione regionale;
b) l'organizzazione del servizio di gestione integrata dei rifiuti urbani, in attuazione della normativa nazionale di settore e secondo i principi di sussidiarietà, differenziazione, adeguatezza, nonché di leale collaborazione tra gli enti locali;
c) l'organizzazione della gestione dei rifiuti speciali;
d) il tributo speciale per il deposito in discarica dei rifiuti, nonché per lo smaltimento dei rifiuti tal quali in impianti di incenerimento senza recupero di energia;
e) il sistema sanzionatorio in materia di produzione dei rifiuti e di tributo speciale per il deposito in discarica dei rifiuti, nonché per lo smaltimento dei rifiuti tal quali in impianti di incenerimento senza recupero di energia.

Per quanto riguarda gli obiettivi e le finalità, oltre a recepire i principi dell'economia circolare e della gerarchia della gestione dei rifiuti (art. 179, comma 1 del D. Lgs. 152/06), ulteriormente dettagliati nell'articolato del provvedimento, vengono fissati una serie di principi:
a) le frazioni raccolte in maniera differenziata sono conferite ad impianti che ne favoriscono la massima valorizzazione in termini economici e ambientali in coerenza con il principio di prossimità, privilegiando il recupero di materia a quello di energia;
b) sono incentivati l'autocompostaggio e il compostaggio di comunità, a partire dalle utenze site in zone agricole o a bassa densità abitativa e, in generale, il comportamento virtuoso della cittadinanza nel differenziare i rifiuti;
c) sono incentivati lo scambio, la commercializzazione o la cessione gratuita di beni usati o loro componenti presso i centri del riuso o in aree appositamente allestite nei centri di raccolta per rifiuti urbani ai fini del loro riutilizzo;
d) la tariffazione puntuale è strumento fondamentale e da privilegiare per la responsabilizzazione della cittadinanza e delle imprese al fine della riduzione della produzione dei rifiuti e di sostegno al miglioramento della qualità dei rifiuti raccolti in modo differenziato.

La Regione Piemonte persegue l'obiettivo di raggiungere:
a) entro l'anno 2018 la produzione di un quantitativo annuo di rifiuto urbano indifferenziato non superiore a 190 chilogrammi ad abitante;
b) entro l'anno 2020 la produzione di un quantitativo annuo di rifiuto urbano indifferenziato non superiore a 159 chilogrammi ad abitante.

L'aspetto più rilevante è la riorganizzazione della "governance". Ai fini dell'organizzazione del servizio di gestione integrata dei rifiuti urbani il territorio della regione viene suddiviso in:
* un ambito territoriale ottimale regionale per le funzioni inerenti alla realizzazione e alla gestione degli impianti a tecnologia complessa, compreso il trattamento del rifiuto organico;
* in ambiti di area vasta, coincidenti con il territorio della Città di Torino, di ciascuna delle province e della Città metropolitana di Torino, con l'esclusione del territorio della Città di Torino, articolate e organizzate per aree territoriali omogenee, per le funzioni inerenti alla prevenzione della produzione dei rifiuti urbani, alla riduzione, alla raccolta differenziata, al trasporto e all'avvio a specifico trattamento delle raccolte differenziate, ad esclusione del rifiuto organico, alla raccolta e al trasporto dei rifiuti urbani residuali indifferenziati e alle strutture a servizio della raccolta differenziata".
Sono poi dettagliate le funzioni di organizzazione e controllo diretto del servizio di gestione integrata dei rifiuti urbani al livello dell'area vasta, che sono esercitate dai Comuni attraverso consorzi, denominati consorzi di area vasta. Si passerà quindi dagli attuali 21 Consorzi di bacino ai 9 nuovi Consorzi di area vasta.
Le funzioni dell'ambito regionale sono invece esercitate attraverso un'apposita conferenza d'ambito. Quindi per la gestione degli impianti le attuali 8 Autorità Territoriali Ottimali provinciali (ATO) vengono sostituite da un'unica autorità di dimensione regionale.

La legge, oltre a stabilire alcune disposizione per la gestione dei rifiuti speciali, disciplina il tributo speciale per il deposito in discarica dei rifiuti, e provvede a ricondurre in capo alla Regione le competenze relative alla riscossione dello stesso.

Sono poi stabilite sanzioni in materia di produzione dei rifiuti, da applicare in caso di mancato raggiungimento, a livello di ambito di area vasta, degli obiettivi di produzione del quantitativo annuo di rifiuto urbano indifferenziato stabiliti. Si tratta di importi che vanno da 0,05 a 0,30 Euro ad abitante. Non costituiscono di per sé una leva determinante, ma stabiliscono un principio importante.

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ats

Sono più di 4.600 gli alunni e gli studenti delle scuole trevigiane, da quelle dell'infanzia alle secondarie di II grado, che hanno aderito al progetto "Ama l'acqua del tuo rubinetto!", che Alto Trevigiano Servizi propone ormai da diversi anni alle scuole dei 53 Comuni del territorio gestito.

Si tratta di una proposta educativa che punta a fornire ai più giovani la conoscenza sull'uso consapevole e sull'importanza della risorsa acqua. Con l'obiettivo di sensibilizzare all'utilizzo responsabile dell'acqua fin da piccoli.
C'è infatti molto da scoprire parlando della nostra acqua, dietro al gesto quotidiano, persino meccanico, di aprire il rubinetto per riempire un bicchiere, lavarsi le mani o farsi una doccia. Per i più giovani l'acqua è un bene scontato, che tanti pensano persino inesauribile. Ma non è così: imparare a utilizzare l'acqua evitando gli sprechi è qualche cosa che deve diventare la buona abitudine di tutti i giorni. E le buone abitudini, si sa, è meglio impararle proprio da piccoli.

Durante l'anno scolastico in corso saranno 54 le scuole interessate, per un totale di 225 classi. Numeri che segnano un incremento rilevante rispetto alle adesioni registrate nell'anno scolastico 2016/2017, quando gli alunni coinvolti erano stati quasi 1.800, per un totale di 83 classi e 21 scuole.
La mostra didattica propone un percorso esperienziale che attraversa tutte le tematiche relative al ciclo dell'acqua, dalla fonte fino al rubinetto di casa nostra, per arrivare alla depurazione e pone l'accento sull'uso corretto e sul concetto di risparmio.
L'approccio pedagogico scelto è quello del cosiddetto "learning by doing", facendo cioè provare ai bambini e ai ragazzi, in maniera pratica e concreta, le nozioni apprese attraverso semplici ma divertenti (e interessanti) giochi di sperimentazione che si abbinano alla "lezione" tenuta da un educatore.
Il progetto prevede, oltre all'attività formativa svolta in classe, la possibilità di visitare gli impianti del ciclo idrico integrato. Una guida esperta conduce infatti studenti e docenti alla scoperta delle sorgenti, spiega come funziona un acquedotto, illustra le fasi di lavorazione di un depuratore. Nel 2016 i visitatori a impianti e sorgenti (tra cui la sorgente Muson a Castelcucco, la centrale di Via Aceri a Castelfranco Veneto, le sorgenti Fium e Tergonzo a Quero-Vas) sono stati 770. Di questi 500 gli studenti dalle scuole primarie all'u niversità e 270 cittadini che hanno approfittato delle attività culturali promosse dai Comuni. Altri 460 studenti hanno invece fatto visita agli impianti di depurazione.

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