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CIFA

E' durato una settimana, dal 7 all'11 maggio il ToT (Training of Trainers) in comunicazione ambientale e gestione dei rifiuti plastici svolto da Achab Group ad Hawassa, in Etiopia. L'attività è stata ideata nell'ambito del progetto "100% Plastic" di Cifa Onlus, cofinanziato dall'Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo. Il progetto ha l'obiettivo di avviare la filiera del riciclo dei contenitori per bevande in plastica PET nella capitale della Regione delle Nazioni, Nazionalità e Popoli del Sud, che conta quasi 160.000 abitanti.

Hawassa è una città in rapida crescita, con grandi investimenti dall'estero, un'economia ed una società che stanno rapidamente cambiando, conducendo ampie fasce della popolazione verso uno stile di vita consumista, importato dall'occidente industrializzato. Questo sviluppo socio-economico è alla base dell'inquinamento ambientale collegato a una crescente produzione di rifiuti da imballaggio, da cui trae spunto il progetto "100% Plastic", con l'obiettivo di avviare al riciclo tutte le bottiglie di plastica immesse sul mercato cittadino.

Il progetto comprende azioni materiali per l'organizzazione della raccolta differenziata, dello stoccaggio, del trasporto e trasformazione delle bottiglie raccolte, ed azioni immateriali di formazione imprenditoriale dei raccoglitori e sensibilizzazione della popolazione e delle istituzioni.
Il training condotto da Dario Capello per Achab ha trasmesso a vari portatori di interesse le competenze di base sulla comunicazione ambientale e sui rischi ambientali e sanitari connessi alla crescente presenza di rifiuti in plastica nell'ambiente, con l'obiettivo di smuovere le coscienze e spronare all'azione, facendo sinergia con le azioni di progetto. Nei 5 giorni di formazione sono stati coinvolti lo staff etiope di progetto, gli amministratori della Municipalità di Hawassa e della Regione SNNPR, i rappresentanti delle associazioni di raccoglitori di rifiuti, i rappresentanti dei kebelè e delle sub-cities di Hawassa, per un totale di 124 partecipanti.

Le lezioni sono state svolte in lingua inglese, spesso con il supporto di un interprete madrelingua amarico, ed hanno alternato momenti di spiegazione frontale al dialogo e all'interazione organizzata in forma di laboratorio (workshop).
La modalità della formazione dei formatori (training of trainers) è finalizzata a fare sì che i partecipanti siano in grado di replicare la formazione ad altri soggetti, potenziandone esponenzialmente l'impatto.

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Per il secondo anno consecutivo il CO.VAR.14, consorzio di bacino per 19 comuni dell'area sud ovest di Torino, promuove con gli enti locali un nuovo modo di vivere sagre e manifestazioni, facendo "Ecofesta insieme"

Così, nel comune di Carignano, prima tappa nel 2018, per la frequentatissima festa "Fiori e Vini" si è ripetuta la positiva esperienza dello scorso anno, organizzando un sistema efficace di raccolta dei rifiuti e predisponendo un apparato comunicativo tale da invogliare gli avventori e gli espositori ad operare una corretta raccolta differenziata, rendendo la fiera una manifestazione più leggera per l'ambiente.

Spesso infatti, questo tipo di eventi, che durano più giornate e che ospitano numerosi punti di ristoro portano con sè un impatto ambientale fortissimo ed è necessario agire su ambo i lati (organizzazione e fruizione) per limitarlo.

Cosa effettuata dal CO.VAR. 14 in collaborazione con Achab Group e, a giudicare dalle reazioni, piaciuta ai carignanesi e ai "forestieri", tanto che in molti si sono alzati spontaneamente a fine pasto a cercare ed utilizzare i cassonetti per la raccolta differenziata, spostati in mezzo alla piazza e custoditi da alcuni animatori, incitati anche dai visibili strumenti di comunicazione che hanno reso centrale la gestione dei rifiuti assieme alla fruizione del momento di svago da parte del pubblico.

"Spesso non ci rendiamo conto di quale sia la quantità di rifiuti che viene prodotta in questo tipo di eventi - sottolinea Leonardo Di Crescenzo, presidente del Consorzio torinese - e, dunque, azioni come queste sono molto utili sia per investire nella sensibilità del pubblico e degli operatori, senza la collaborazione dei quali non si avrebbero risultati apprezzabili, sia per ottenere a fine evento una tangibile minimizzazione dei rifiuti prodotti".

 

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"Lo spreco è un insulto alla società, al bene comune, all'economia del nostro come di ogni Paese. Alcuni progetti di solidarietà stanno dando risultati positivi. Occorre estenderli, valutando come intervenire con strumenti legislativi di sostegno. Ridurre gli sprechi è un grande impegno pubblico, a cui possono partecipare da protagonisti la società civile organizzata, il volontariato, il no-profit, la cooperazione, l'impresa privata". Queste sono le parole pronunciate dal Presidente Mattarella il 5 giugno 2015. Da quel momento sono stati fatti importanti passi avanti, a partire dalla legge n.166/2016 o "Legge Gadda" contro gli sprechi alimentari e farmaceutici entrata in vigore il 14 settembre 2016 che ha riorganizzato il quadro normativo che regola le donazioni degli alimenti invenduti sensibilizzando e incentivando l'uso consapevole delle risorse e dei prodotti ancora utilizzabili dalle organizzazioni di volontariato.

L'obiettivo è quello di diffondere una maggiore sensibilità ambientale, dal momento che i rifiuti alimentari rappresentano un problema per l'Europa e l'Italia che ha effetti sull'ambiente e l'economia, oltre ovviamente a importanti risvolti sociali.
I numeri dello spreco sono ancora molto alti: dai dati del rapporto Waste Watcher 2016 (l'Osservatorio nazionale sugli Sprechi, attivo per iniziativa di Last Minute Market) in Italia ogni anno si sprecano 8 miliardi di euro in cibo che finisce nella spazzatura, questo dato si basa sull'auto-percezione dello spreco da parte di un campione rappresentativo di soggetti. Da esperienze realizzate in diversi paesi europei è però emerso che il dato auto-percepito è generalmente sottostimato rispetto a quello reale, si tratterebbe quindi di una cifra ancora maggiore. Lo spreco riguarda l'intera catena alimentare, dalla produzione al consumo e ristorazione, ed è di vitale importanza riuscire a ridurlo. Dall'entrata in vigore della "legge Gadda" il bilancio può però dirsi positivo, tanto che la legge italiana è diventata un modello anche per gli altri Paesi europei. Un dato confermato dalle associazioni di volontariato che hanno visto aumentare i beni erogati gratuitamente per quantità e tipologia. Le stime della fondazione Banco alimentare, la più grande realtà italiana di recupero del cibo e di sostegno ai più bisognosi, parlano infatti di un aumento del 20% del recupero eccedenze dalla grande distribuzione da settembre 2016 a settembre 2017.

A questo vanno aggiunte le buone pratiche già attuate in molti comuni proprio in attuazione della normativa contro gli sprechi.
Una di queste buone pratiche è "Eco e non spreco", una interessante iniziativa lanciata nel territorio del Portogruarese in provincia di Venezia, che mira a ridurre gli sprechi alimentari incentivando all'uso della family bag tra ristoranti, pizzerie, trattorie, osterie, agriturismi e punti ristoro locali.
Il progetto ha già raccolto 57 adesioni da parte dei ristoratori degli 11 comuni coinvolti, numero che però aumenterà con il passare del tempo e il diffondersi delle buone pratiche. Ad ogni ristoratore verranno fornite le family bag, ovvero le buste con cui portare a casa il cibo avanzato e un kit informativo composto da vetrofania da applicare sulla porta del locale, cartoline per i clienti con informazioni sul progetto, espositori da tavolo e informativa per menù che invita i clienti a chiedere l'avanzo.
Scopo del progetto è ridurre lo spreco alimentare che coinvolge la parte finale della catena alimentare, cioè il consumo e la ristorazione (circa il 21% dello spreco totale) e vede come attore principale il cittadino. In questa fase una delle cause dello spreco sono le porzioni standard troppo abbondanti nei locali, circa il 70% dei clienti infatti non porta a casa ciò che rimane nel piatto, abitudine dovuta spesso alla vergogna nel chiedere. L'iniziativa vuole cambiare la concezione della family bag trasformandola da elemento di vergogna a merito ecologico e buona abitudine.
Tramite "Eco e non spreco" diventa possibile ridurre il rifiuto umido prodotto dai ristoratori sensibilizzando i cittadini sul tema della riduzione e degli sprechi e rivalutando i comportamenti sostenibili.
Un importante passo nella giusta direzione per ridurre gli sprechi alimentari.

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Il decreto del Ministero dell'Ambiente del 26/05/16, che aveva finalmente introdotto le linee guida per un metodo di calcolo della raccolta differenziata dei rifiuti urbani e assimilati, omogeneo a livello nazionale, prevedeva. nel calcolo anche la possibilità del contributo dell'autocompostaggio, oltre che del compostaggio di prossimità e di comunità, purché fosse garantita la tracciabilità ed il controllo.

Le Regioni hanno progressivamente recepito tali indicazioni; in particolare la Regione Piemonte con D.G.R. n. 15-5870 del 3/11/17 ha adeguato il proprio metodo di calcolo, stabilendo quindi l'inserimento nel calcolo della raccolta differenziata dei quantitativi di rifiuti organici sottoposti a compostaggio domestico, di prossimità e di comunità e l' applicazione dal 1 gennaio 2017.
Da tali provvedimenti ne consegue che il monitorare l'autocompostaggio non è solo opportuno al fine dell'individuazione di utenti scorretti che usufruiscono di sconti sulla TARI non dovuti, con il conseguente danno economico per i Comuni e gli altri cittadini, ma è anche uno strumento per migliorare uno degli indicatori ambientali più rilevanti, anche sotto il profilo mediatico, quale la percentuale di raccolta differenziata.

Il Consorzio CISA di Ciriè ha avviato, grazie ad un contributo della Regione Piemonte, un programma molto intenso di verifiche presso le utenze, condotto alla fine del 2017, che ha visto l'effettuazione di sopralluoghi presso 1800 utenze, per lo più domestiche.
I risultati di questa iniziativa sono stati presentati nell'ambito di un convegno tenutosi a Ciriè a Febbraio, dal titolo "Le buone pratiche danno sempre buoni frutti", alla presenza dell'Assessore Regionale all'Ambiente, Alberto Valmaggia, nel quale sono state presentate le più recenti iniziative portate avanti dal Consorzio in tema di prevenzione e gestione dei rifiuti.
Il progetto sul compostaggio realizzato da CISA ha riguardato 14 Comuni in cui la raccolta dei rifiuti urbani avviene con modalità porta a porta ed è presente la raccolta dell'umido e le attività realizzate sono state:
* incontri con amministratori e tecnici dei Comuni coinvolti
* redazione del Regolamento tipo per l'istituzione dell'Albo Compostatori secondo le nuove regole
* campagna di comunicazione
* corsi per i cittadini
* sopralluoghi presso le utenze.
* attività e risultati presentati
L'attività di monitoraggio è stata effettuata da tecnici della società Corintea ed è consistita nella rilevazione di una serie di dati ed informazioni di tipo anagrafico, di carattere tecnico «obbligatorie» per l'Albo Compostatori (secondo le specifiche fissate dalla Regione Piemonte) oppure complementari utili a comprendere come viene affrontato e gestito il compostaggio, del gradimento da parte delle utenze ed infine dell'esito delle verifiche.
Le informazioni raccolte sono state registrate su "cloud" (modulo Google), attraverso l'uso di tablet. Normalmente, al fine di ottenere l'accesso alle aree private, i tecnici sono stati accompagnati da personale, amministratori o altre figure dei Comuni, conosciute dagli utenti.

Complessivamente sono state effettuate 1.783 verifiche a buon fine presso le utenze domestiche e qualche utenza non domestica.
In estrema sintesi, tra i dati rilevati su segnala:
* il 90% delle utenze verificate effettua correttamente l'autocompostaggio e non conferisce la frazione organica nei circuiti di raccolta dei rifiuti, differenziati o non
* una quota del 5% ha importanti lacune, ma sostanzialmente è "recuperabile" e quindi l'iscrizione all'Albo è stata confermata ma verrà effettuata una nuova verifica nei prossimi mesi
* il 5% non pratica l'autocompostaggio e deve essere depennata dall'Albo; nella maggior parte dei casi questi utenti dopo aver iniziato a compostare hanno poi abbandonato la pratica senza preoccuparsi di segnalarlo
* l'età delle persone che praticano l'autocompostaggio è risultata (come peraltro già noto) tendenzialmente elevata, con una larga maggioranza di persone oltre i 65 anni e solo il 6% con meno di 45 anni
* solo il 13% degli utenti compostatori ha seguito i corsi realizzati dal Consorzio, nonostante ogni anno ne vengano proposti e realizzati parecchi
* la compostiera in plastica fornita a prezzo agevolato dal Consorzio viene usata solo in poco più di 1/3 dei casi, mentre è prevalente l'uso di modalità alternative (cumulo, buca) od una compostiera acquistata autonomamente o costruita "fai da te"
* tutti coloro che effettivamente praticano il compostaggio, con rarissime eccezioni, sono soddisfatti di questa pratica.
Le conclusioni tratte nel contesto specifico dei 14 Comuni del Consorzio CISA sono che il compostaggio si conferma una pratica non difficile, che normalmente appassiona e lascia soddisfatti gli utenti, ma che oggi coinvolge per lo più fasce di popolazione anziana. Le modalità adottate indicano che la pratica riguarda per lo più famiglie con forte connotazione culturale rurale, l'approccio è prevalentemente empirico, la conoscenza dei principi tecnici del processo è abbastanza limitata.

Tra i suggerimenti che si possono ricavare si sottolineano:
* vanno creati nuovi strumenti e nuovi «linguaggi» per diffondere il compostaggio presso famiglie più giovani e famiglie di estrazione urbana
* l'incentivazione economica deve riguardare anche le utenze non domestiche (agriturismi, ristoranti che compostano)
* è opportuno, nel caso di adozione della tariffazione puntuale, soprattutto in contesti rurali, il passaggio dalla riduzione del prelievo, per chi pratica l'autocompostaggio, alla quantificazione dell'effettivo servizio reso. Tale approccio è in effetti applicato da quest'anno in un comune di CISA.

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E' partito con successo il progetto "A scuola... con AAMPS!", promosso dall'azienda di Livorno e fortemente voluto dall'Assessore all'Ambiente del Comune Giuseppe Vece per le scuole primarie e secondarie di I° e II° grado.

Ci racconta Paola Petrone, Direttore Generale di AAMPS: "La nostra azienda crede molto nell'educazione ambientale ed in particolare nella "gamification" dei concetti da trasmettere. E' per questo che in sintonia con l'Amministrazione Comunale abbiamo proposto un nuovo progetto biennale che affiancherà ai classici e sempre validissimi interventi in classe anche dei giochi. Da un lato sfruttando metodi più tradizionali e concreti per le scuole primarie, dall'altro sfruttando le tecnologie tanto care ai ragazzi per le scuole secondarie. Con l'obiettivo di coprire tutte le fasce d'età scolastiche".

La prima attività nel mese di marzo 2018 è consistita, appunto, nello svolgimento di laboratori di educazione ambientale nelle classi con più di 40 lezioni organizzate grazie alle adesioni degli insegnanti delle scuole, i quali hanno potuto scegliere l'argomento trattato tra tematiche riguardanti raccolta differenziata e riduzione dei rifiuti, come ad esempio l'affrontare un modo consapevole di fare gli acquisti quotidiani.

Durante le lezioni sul tema "Rifiuti e Raccolta Differenziata" i bambini e i ragazzi sono stati accompagnati dall'educatore in un percorso logico che li ha aiutati a comprendere che i rifiuti non sono solo oggetti di cui disfarsi ma sono importanti risorse che, se gestite correttamente, possono diventare nuovi oggetti risparmiando energia e salvaguardando l'ambiente. Invece, le lezioni sul "Peso dei Rifiuti e la Spesa Consapevole", hanno come spunto iniziale l'idea che fare la spesa è un gesto che non riguarda solo i nostri gusti, il nostro portafoglio, ma anche i problemi ambientali, la nostra salute, il nostro stile di vita. Tramite un consumo consapevole, l'uomo comune può determinare e controllare il modo in cui i beni di consumo vengono prodotti dalle aziende, diventando così padrone vero delle sue scelte e non più consumatore passivo ed indifferente a tutto ciò che sta dietro l'immagine di un prodotto. 

Alcune classi delle secondarie di I e II grado che hanno partecipato ai laboratori hanno aderito anche a un'altra delle proposte formative nel progetto di AAMPS, ovvero Ecoquiz, il gioco-concorso sulla sostenibilità ambientale.

Dal 9 aprile e fino al 7 maggio Ecoquiz è attivo e le classi aderenti possono giocare e sfidarsi attraverso il "serious game" di Achab Group, progettato come strumento di sensibilizzazione finalizzato a misurare e migliorare le conoscenze nel campo della sostenibilità ambientale.
Al termine del mese di gioco i giocatori in testa alla classifica e le migliori classi saranno premiati.
In particolare, i 2 studenti vincitori, il migliore delle secondarie di primo grado e il migliore delle secondarie superiori, saranno premiati con un tablet, mentre le 2 classi migliori (sempre una per grado scolastico) ciascuna con un buono d'acquisto da 250 Euro per materiale didattico.

Infine, ma non da ultimo, nei mesi di aprile e maggio invece verranno formulate le richieste di adesioni per l'ulteriore attività prevista nel progetto, ovvero il concorso per scuole primarie l' "EcoPagella di Capitan Eco" Saranno contattate tutte le scuole primarie di Livorno e il progetto inizierà nei mesi di settembre/ottobre del prossimo anno scolastico. Il gioco-concorso farà perno sulle Ecopagelle (sorta di questionari) che, nelle settimane antecedenti un grande evento finale, i ragazzi somministreranno direttamente agli adulti (genitori, parenti, vicini di casa, ecc.) per testare il loro grado di conoscenza e di informazione sul tema raccolta differenziata. Le Ecopagelle dovranno essere poi riconsegnate in classe con la possibilità di una menzione speciale per le classi che ne compileranno il maggior numero! La festa finale, prevista nel mese di novembre, con la presenza del Pirata ecoloogico per eccellenza, sarà l'occasione per comunicare la classifica e premiare (con un buono per materiale didattico per la classe prima classificata e dei cd di Capitan Eco per gli alunni delle prime 5) i vincitori!

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