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comuni ricicl puglia

Si è svolta qualche settimana fa a Bari la X^ edizione di "Comuni Ricicloni Puglia", premio che Legambiente assegna alle Amministrazioni Comunali che nel 2016 hanno raggiunto il 65% di raccolta differenziata.

Diciotto le riconferme e tredici le new entry, mentre diminuiscono i comuni Rifiuti Free che scendono da tre a uno. Nel 2016, infatti, solo Roseto Valfortore (Fg), oltre ad aver superato il 65% di RD, riesce a contenere la produzione pro capite di secco residuo al di sotto dei 75 kg per abitante all'anno. Nella rosa delle riconferme, il comune di Rutigliano (Ba) spicca ancora una volta al vertice della classifica con una percentuale media di raccolta differenziata del 78,7%, seguito dai comuni di Faggiano (Ta) con il 75,9, Latiano (Br) con il 74%, Monteparano (Ta) con il 72,9 %, Casalvecchio di Puglia (Fg) con il 70,6%,Troia (Fg) con il 70,5%, Barletta (Bt) con il 69,9%, Poggio Imperiale (Fg) con il 70,1%, San Vito dei Normanni (Br) con il 69,7%, San Giorgio Ionico (Ta) e Laterza (Ta) con il 68,2%, Canosa di Puglia (Bt) e Crispiano (Ta) con il 67%, Cellamare (Ba) con il 67,3%, Cassano delle Murge (Ba) con il 66,2%, Andria (Bt) con il 65,5%, e infine Sava, con il 65,4% di RD.

Dicevamo tredici le new entry, ossia i Comuni che diventano Ricicloni quest'anno: Torricella (Ta) con il 72,8%, Ruvo di Puglia (Ba) con il 71,2%, Erchie (Br) con il 70,5%, Copertino (Le) con il 69,9%, Apricena (Fg) con il 69,6%, Mesagne (Br) con il 69%,Torre Santa Susanna (Br) con il 68,9%, San Michele Salentino (Br) con il 67,6%, San Pancrazio Salentino (Br) con il 66,1%, Ostuni (Br) e Villa Castelli (Br) con il 66,2%, Corato (Ba) con il 65,7%, e Terlizzi (Ba) con il 65% di RD.

Aumentano i Comuni anche per la categoria Menzione Speciale "Teniamoli d'Occhio", passando da diciassette nel 2016 a ventiquattro nel 2017. Ricevono la menzione i comuni di Volturino (Fg) con il 64,2%, Serracapriola (Fg) con il 64%,San Marco La Catola (Fg) con il 63,8%, Mola di Bari (Ba) con il 63,1%, Galatina (Le) con il 62,3%, Putignano (Ba) con il 61,4%, Bisceglie (Bt) con il 61,3%, Francavilla Fontana (Br) con il 61,1%,Torchiarolo (Br) con il 60,7%, Oria (Br) con il 60,5%, Polignano a Mare (Ba) con il 60,4%,San Severo (Fg) con il 59,7%,Massafra (Ta) con il 59,7%,Triggiano (Ba) con il 59,5%, Casalnuovo Monterotaro (Fg) con il 58%, Monteiasi (Ta) con il 57,7%, Spinazzola (Bt) con il 57,4%, Capurso (Ba) con il 57,3%, San Giovanni Rotondo (Fg) con il 57%, Locorotondo (Ba) con il 56,5%, Candela (Fg) con il 56,2%, Noicattaro (Ba) con il 55,5%, e Rocchetta Sant'Antonio (Fg), con una percentuale di RD del 55,3%. Il riconoscimento è stato conferito alle Amministrazioni comunali che nei primi nove mesi del 2017 hanno registrato una media percentuale di raccolta differenziata pari o superiore al 55%.

Continuano a confermarsi come unici Capoluoghi di Provincia Ricicloni Barletta e Andria, rispettivamente con il 69,9% e il 65,5% di RD. Brindisi, con l'avvio della raccolta differenziata porta a porta su tutto il territorio comunale, si candida a diventare il terzo comune Capoluogo Riciclone. Lecce e Bari si fermano al 37%, mentre chiude la classifica Taranto con il 16,3% di RD.

"La presentazione del Rapporto Comuni Ricicloni Puglia, in questi dieci anni, è stata non solo l'occasione per premiare i Comuni virtuosi ma anche un importante momento di confronto sull'importanza della gestione sostenibile dei rifiuti. La Puglia continua a procedere a piccoli passi verso la chiusura del ciclo dei rifiuti. Rimane bassa, infatti, la media percentuale di raccolta differenziata che si attesta al 41,5%, mentre il 48% dei rifiuti urbani prodotti continua a finire in discarica, anche a causa della continua rimodulazione dell'ecotassa. Il nodo più scottante resta quello dell'impiantistica, ancora oggi carente e insufficiente. Fondamentale è la realizzazione di nuovi impianti di compostaggio per il trattamento della frazione umida, destinata ad aumentare con la crescita della raccolta differenziata che, spesso, viene smaltita in impianti fuori regione. In quest'edizione salgono a 84 i comuni premiati di cui sono solo 31 quelli ricicloni. Il 2017 è l'anno dell'approvazione definitiva del pacchetto europeo sull'economia circolare, che rappresenta la vera sfida del prossimo futuro. Dobbiamo iniziare a vedere i rifiuti come una risorsa da valorizzare, un'opportunità di crescita economica e occupazionale. È necessario che la Regione Puglia, nella revisione del piano regionale dei rifiuti, tenga conto degli obiettivi del pacchetto dell'economia circolare, puntando su un nuovo sistema di premialità e penalità che incentivi la riduzione, il riutilizzo e il riciclo dei rifiuti " . Questo il commento di Francesco Tarantini, presidente di Legambiente Puglia.

"La modifica e l'aggiornamento del piano regione dei rifiuti – ha commentato Filippo Caracciolo, Assessore regionale all'Ambiente - sono le grandi sfide che la Regione Puglia è chiamata ad affrontare. Partendo dalla raccolta differenziata vorremmo che il sistema rifiuti si evolva, all'interno di un tracciato definito, verso un'economia circolare e verso la chiusura sostenibile e programmata del ciclo dei rifiuti. La strada che abbiamo intrapreso è ambiziosa ma fattibile. Intendiamo sostenerla con investimenti nell'impiantistica pubblica".

Nella medesima direzione anche il commento di Gianfranco Grandaliano Commissario dell'AGER - Agenzia regionale per il servizio di gestione rifiuti. "L'AGER sarà IL soggetto attuatore di un progetto che prevede la messa in campo di 60 milioni per la realizzazione di 7 impianti pubblici per il trattamento delle frazioni differenziate ed organica ma anche con processi innovativi che come il trattamento degli scarti da spazzamento stradale".

"Nel 2017 come Legambiente – ha commentato Giorgio Zampetti, responsabile scientifico di Legambiente Puglia – abbiamo percorso l'Italia per toccare con mano e incrociare le migliori esperienze di economia circolare, sia nel settore pubblico e delle amministrazioni che tra le aziende. Il risultato è stato molto positivo con oltre 100 campioni censiti in un Atlante che abbiamo presentato al Parlamento europeo, per dire che l'Italia oggi è pronta alla sfida. Nel nostro Paese sono stati compiuti importanti passi in avanti. Le tante esperienze presenti dimostrano che siamo la culla della nascente economia circolare europea al centro dell'importante pacchetto votato all'Europarlamento, che prevede l'archiviazione di discariche e inceneritori con politiche di riuso, riduzione e riciclo. Ora serve però un'azione politica forte a livello nazionale per rimuovere gli ostacoli normativi e non tecnologici allo sviluppo di queste esperienze. Al tempo stesso dobbiamo chiudere con il passato nella gestione dei rifiuti, che in Puglia porta oltre metà di essi in discarica, trasformando i singoli casi positivi in vere e proprie politiche di sistema, in campo ambientale, economico e occupazionale" .

 

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elettrico2018

Quando si dice "predicare bene e razzolare ancor meglio". Con il 2018, infatti, è in arrivo nella sede Achab Group di Scorzè (VE) un'importante novità che punta ad applicare concretamente (e promuovere con l'esempio!) i principi più ecologici della mobilità: un'automobile 100% elettrica, prodotta da una nota casa automobilistica, che permetterà ai dipendenti locali di spostarsi comodamente e senza emissioni, in tutto il Triveneto (ma non solo) grazie alla buona autonomia del mezzo (400 km dichiarati) e alle varie colonnine veloci che sono in fase di installazione in vari punti strategici dell'intero territorio nazionale.
La ricarica della nuova automobile potrà essere fatta ovunque (ufficio, garage di casa) grazie al caricatore di bordo, anche se è preferibile effettuarla appunto sulle colonnine intelligenti, liberamente acquistabili ed installabili anche presso le abitazioni private.

Per alimentare una vera mobilità sostenibile, anche l'energia deve essere differente!
Per questo motivo la sede Achab veneziana è ormai prossima all'autonomia energetica totale, visto che l'impianto fotovoltaico da 20 kW produce già da tempo abbondantemente l'energia necessaria a soddisfare tutte le necessità degli uffici: alimentazione computer, strumentazioni varie, illuminazione.
Infine, grazie alle pompe di calore, anche il riscaldamento e la climatizzazione dei locali (che sono stati già dal 2011 oggetto di un'importante iniziativa di riqualificazione con intervento sul cappotto, sugli infissi e su un sistema di areazione forzata) sono ormai prossime al funzionamento 100% con energia autoprodotta.

Mobilità urbana e riscaldamenti sono gli attori principali dell'emergenza ambientale e sanitaria che caratterizza molte delle nostre metropoli, specialmente nel periodo invernale: l'inquinamento atmosferico che diventa rischio concreto per la salute. Incidere sugli impatti ambientali e le emissioni di automobili e case, così come su quelli delle flotte aziendali e degli uffici, è indispensabile per invertire la tendenza. Solo in questo modo le città del futuro potranno essere veramente sostenibili, tutelando la salute di chi le abita e l'ambiente che le ospita.

Buone feste sostenibili a tutti!

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ricicloni 2017 campania

Si è svolta giovedì 30 novembre a Napoli la XIII edizione di Comuni Ricicloni Campania 2017 ed aumentano i Comuni che superano il 65% di raccolta differenziata. Nel dettaglio, per il 2016 il numero di Comuni che hanno raggiunto e superato la soglia del 65% di differenziata è salito a 227, per una copertura totale di 1.368.487 abitanti, in aumento del 15% rispetto allo scorso anno. Risultati che fanno della Campania di gran lunga, con il suo 51,6 % di raccolta differenziata, la più virtuosa dell'intero Mezzogiorno e con performance migliori anche di regioni del Centro-Nord. Tortorella (Sa), Sassano (Sa), Guardia Sanframondi (Bn), Monte di Procida(Na), Bacoli (Na), Pozzuoli (Na) sono i Comuni vincitori nelle sei categorie per numero di abitanti.

Tra i Comuni capoluoghi di Provincia, nessuno raggiunge la quota del 65% anche se alcuni sono molto vicini a tale soglia. La migliore performance spetta a Benevento con il 62%, segue Salerno con il 61%, Caserta con il 45%. Chiudono Avellino e Napoli con rispettivamente il 31,39% e 31,31 %.
La palma per il maggior numero di Comuni Ricicloni spetta alla Provincia di Salerno dove sono 86 le Amministrazioni comunali che hanno raggiunto il 65%, segue la provincia di Benevento con 53 e la Provincia di Avellino con 45 Comuni. Chiudono la provincia di Caserta con 25 e quella di Napoli con solo 18 Comuni.
Approfondendo l'analisi sulla produzione delle varie frazioni di rifiuto urbano, alla luce dei dati dell'osservatorio regionale, si evidenzia come la produzione procapite di frazione organica sia pari a 121 kg/anno (come la virtuosa Lombardia - 122 kg/anno) nettamente superiore rispetto alla media nazionale di 107 kg/anno. Ciò certifica la necessità di intervenire in maniera decisa sull'impiantistica sia di grande taglia (compostaggio, digestore con produzione di compost e biometano) che di piccola (autocompostaggio, compostaggio domestico e di comunità)

"L'economia circolare nella nostra regione è una strada realmente praticabile e prova ne sono i nostri 227 Comuni Ricicloni. Oggi per entrare nell'Olimpo della gestione sostenibile dei rifiuti è necessario puntare sulla qualità e sulle politiche di prevenzione, per chiudere definitivamente le emergenze che ancora incombono sul nostro territorio – spiega Michele Buonomo, presidente Legambiente Campania -. Per far ciò dobbiamo innanzitutto superare i pregiudizi sul tema dei rifiuti che nascono da preoccupazioni concrete ma che possono essere superate grazie ad un'alleanza di tutti gli attori dell'economia circolare regionale e nazionale. Nella nostra regione sono presenti eccellenze imprenditoriali su cui poter contare e, partendo proprio da queste, dobbiamo lavorare affinché si modifichi il tessuto connettivo dell'economia campana per mettere in piedi un vero e proprio progetto di sostenibilità e circolarità".

"Come raccontiamo da qualche anno a questa parte la Campania è pronta a lasciarsi alle spalle la stagione dalla grave emergenza rifiuti e oggi con il 51,6% di raccolta differenziata è tra le regioni più virtuose del Mezzogiorno, con performances migliori di diverse regioni del Centro Nord – dichiara Stefano Ciafani, direttore nazionale di Legambiente -. In questi anni è cresciuta l'attenzione dei cittadini ai temi ambientali, e nel nostro Paese sono stati compiuti importanti passi avanti. L'Italia deve però lavorare per superare ostacoli non tecnologici che frenano l'economia circolare e chiudere con l'emergenza rifiuti. Purtroppo – conclude Ciafani – non vediamo ancora segnali univoci in questa direzione da parte delle istituzioni nazionali e locali. La Campania può fare da apripista nel Mezzogiorno, ma serve adottare immediatamente nuovi obiettivi europei di riprogettazione dei prodotti e di prevenzione, riuso e riciclo dei rifiuti per ridurre gradualmente il ricorso al recupero energetico da incenerimento aumentando quello da digestione anaerobica per produrre biometano, per archiviare lo smaltimento in discarica e per essere meno dipendenti dalle importazioni di materie prime".

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moreclaylessplastic

"MORE CLAY LESS PLASTIC". Lo slogan (e nome del movimento) è in inglese ma ci piace sottolineare come una delle iniziative di sensibilizzazione e di coinvolgimento per farci ragionare sulla riduzione dei rifiuti ed in particolare sul problema dell'inquinamento globale dovuto alla plastica usa e getta, sia invece tutta italiana, in particolare friulana e nata a Frisanco, provincia di Pordenone.

Proprio lì, la ceramista Lauren Moreira ha avuto questa bella idea, sfruttando la sua arte, di invitare su Facebook le persone a riflettere sugli utilizzi degli oggetti nel quotidiano e di come si possa prevenire il problema dell'inquinamento puntando di più sugli strumenti fatti in ceramica piuttosto che in plastica. Il movimento si prefigge inoltre di consolidare anche l'utilizzo di altri materiali riciclabili come vetro, acciaio, alluminio e legno. Insomma, tutti tranne la plastica, una sorta di ritorno alle origini e, per fare questo, si punta sulla formazione e sull'informazione per tutti.

"MORE CLAY LESS PLASTIC" a distanza di 3 anni è ormai un movimento molto popolare sul web, il gruppo Facebook è molto attivo e conta più di 5.000 iscritti. Ma c'è anche un sito internet, in lingua inglese, a dimostrazione di come il messaggio sia ormai globale e presente in ben 84 paesi. Il 19 dicembre infine è stato indetto il MORE CLAY LESS PLASTIC DAY e, a Nove, in provincia di Vicenza esso sarà preceduto dal 15 al 17 dicembre da una mostra itinerante di ceramica funzionale (scarica il programma).

Importante quindi anche il contributo che il movimento può dare alla salvaguardia dell'artigianato locale e alla sostenibilità del lavoro. Insomma, un'idea che ci sentiamo anche noi di condividere: più ceramica meno plastica! 

 

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garbage-dump

La riduzione della Tassa Rifiuti per un albergo per continuata disfunzione nel servizio di raccolta è un obbligo di legge indipendente da una responsabilità del Comune nella mancata raccolta rifiuti.

La Sezione civile della Corte di Cassazione nell'ordinanza 27 settembre 2017, n. 22531 ha fissato un importante principio in materia di riduzione della Tarsu (articolo 59 del D.Lgs. 507/1993) valido anche in materia di TARI, la nuova tassa rifiuti in vigore dal 1° gennaio 2014 (introdotta dall'articolo 1, comma 639 della Legge 147/2013, la "Legge di Stabilità 2014).

I Giudici della Corte di Cassazione hanno accolto il ricorso di un albergo di Napoli che chiedeva la riduzione della tassa rifiuti per una mancata erogazione del servizio continuata e non certo temporanea o imprevedibile. Viene stabilito che la riduzione del tributo per il servizio rifiuti è prevista dalla legge per il fatto oggettivo che il servizio istituito non venga espletato ed è irrilevante una eventuale responsabilità del Comune.
Secondo i Giudici la riduzione non opera quale risarcimento del danno da mancata raccolta rifiuti, e nemmeno come "sanzione" per il Comune inadempiente, bensì al diverso fine di ripristinare un equilibrio impositivo tra tassa che il Comune può pretendere e costi generali del servizio ancorché alterato. E questo senza che la tassa rifiuti perda la sua connotazione prettamente tributaria.

Va in proposito considerato che il sesto comma dell'articolo 59 del D.Lgs. 507/1993 esclude, in effetti, l'esonero o la riduzione dal tributo nell'ipotesi in cui l'interruzione del servizio di raccolta sia temporanea, e dovuta a motivi sindacali ovvero ad "imprevedibili impedimenti organizzativi". È dunque soltanto in tale situazione — di disfunzione temporanea — che può darsi ingresso ad una valutazione di imprevedibilità del disservizio e, per questa via, di non imputabilità dello stesso alla sfera tecnico-organizzativa dell'Amministrazione comunale.
Al contrario, in presenza di una situazione di disfunzione non temporanea, ma apprezzabilmente protratta nel tempo (qual è quella qui lamentata dall'albergo), la legge attribuisce all'utente – in presenza di una accertata emergenza sanitaria — la facoltà di provvedere a proprie spese fermo restando il diritto alla riduzione.

La previsione del regolamento comunale allora in vigore per l'applicazione della Tarsu, secondo cui il diritto alla riduzione non potrebbe trovare riconoscimento qualora il disservizio fosse determinato "da situazioni emergenziali legate alla saturazione degli impianti terminali di conferimento dei rifiuti solidi urbani" è stata ritenuta suscettibile di disapplicazione, in quanto illegittima per contrasto con la disciplina statuale.
Va ricordato come nel caso in oggetto, ai sensi dell'articolo 59 comma 4 del D.Lgs. 507/1993, se il servizio di raccolta, sebbene istituito ed attivato, non è svolto nella zona di residenza o di dimora nell'immobile a disposizione ovvero di esercizio dell'attività dell'utente o è effettuato in grave violazione delle prescrizioni del regolamento del servizio di nettezza urbana, relative alle distanze e capacità dei contenitori ed alla frequenza della raccolta ..., il tributo è dovuto in misura non superiore al 40 per cento della tariffa.

Oggi la TARI (articolo 1, comma 656 della Legge 147/2013) è dovuta "nella misura massima del 20 per cento della tariffa in caso di mancato svolgimento del servizio di gestione dei rifiuti, ovvero di effettuazione dello stesso in grave violazione della disciplina di riferimento, nonché di interruzione del servizio per motivi sindacali o per imprevedibili impedimenti organizzativi che abbiano determinato una situazione riconosciuta dall'autorità sanitaria di danno o pericolo di danno alle persone o all'ambiente".
Nella stessa sentenza viene ritenuto infondato invece un altro motivo di ricorso relativo alla presunta illegittimità della previsione regolamentare di diversificazione tariffaria tra locali ad uso alberghiero e locali ad uso abitativo, ritenuta dall'albergo non assistita da adeguata motivazione, comportando l'applicazione di una tariffa ritenuta molto superiore alla reale produzione e quindi in violazione del principio Ue del "chi inquina paga".

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