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stoviglie plastica
 
 
Cene con tanti invitati e feste di compleanno dei figli con piatti e bicchieri in plastica. Rito del caffè alla macchinetta con bicchierino in plastica in ufficio. Sono solo alcune delle attività che in Francia, entro quattro anni, non si potranno più realizzare. O meglio... non si potranno più realizzare in plastica!
 
In base a una legge entrata in vigore il 30 agosto scorso, infatti, i francesi diranno "basta" per sempre a piatti, bicchieri e posate di plastica usa e getta, il tutto per dare ancor più un segnale alla salvaguardia dell’ambiente e del territorio. Nel 2020 scatterà, al fine di eliminarne l’utilizzo da parte dei cittadini, il divieto di produzione, vendita ed anche cessione gratuita delle stoviglie monouso di plastica e i produttori avranno tempo fino a quella data per sostituirle con prodotti realizzati con materie organiche biodegradabili. 
 
Per dare un’idea dei risultati che si vogliono ottenere con la misura, basti pensare che ogni anno in Francia sono prodotti 4,73 miliardi di bicchieri di plastica e solo una piccolissima parte di questi viene riciclato (circa il 2%).
 
La Francia è il primo paese che prende un tale provvedimento: siamo abituati a norme e misure che aboliscono (o hanno già abolito da tempo) i sacchetti in plastica ma mai abbiamo riscontrato una simile restrizione (anzi, eliminazione) per le stoviglie dello stesso materiale.
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Il nuovo Codice dei contratti pubblici (D. Lgs. 18 aprile 2016, n. 50) integra nel proprio articolato diversi elementi di attenzione all’ambiente, in parte coerenti con norme già presenti nel vecchio codice o in altri provvedimenti, in parte di nuova introduzione.
In linea generale i criteri ambientali, così come quelli sociali, entrano a pieno titolo nella valutazione delle offerte e viene introdotta anche l’ottica dell’analisi del ciclo di vita, non solo sotto il profilo economico, ma anche sotto quello ambientale.
 
Il Codice punta sulla centralità degli Acquisti Pubblici Verdi (Green Public Procurement - GPP). Ricordiamo che Il Piano Nazionale di Azione per la sostenibilità ambientale dei consumi nel settore della Pubblica Amministrazione (adottato con il Decreto Interministeriale dell'11 aprile 2008 - G.U. n. 107 dell'8 maggio 2008) definisce gli Acquisti Pubblici Verdi come “l’approccio in base al quale le Amministrazioni Pubbliche integrano i criteri ambientali in tutte le fasi del processo di acquisto, incoraggiando:
• la diffusione di tecnologie ambientali
• lo sviluppo di prodotti validi sotto il profilo ambientale, attraverso la ricerca e la scelta dei risultati e delle soluzioni che hanno il minore impatto possibile sull’ambiente lungo l’intero ciclo di vita”.
 
L’art. 34 del nuovo Codice prevede che le stazioni appaltanti contribuiscono al conseguimento degli obiettivi ambientali previsti dal Piano d'azione per la sostenibilità ambientale dei consumi nel settore della pubblica amministrazione attraverso l'inserimento, nella documentazione progettuale e di gara, almeno delle specifiche tecniche e delle clausole contrattuali contenute nei criteri ambientali minimi adottati con decreto del Ministro dell'Ambiente. I criteri ambientali minimi sono tenuti in considerazione anche ai fini della stesura dei documenti di gara per l'applicazione del criterio dell'offerta economicamente più vantaggiosa. 
L’obbligo si applica per gli affidamenti di qualunque importo, per almeno il 50% del valore a base d'asta, relativamente alle categorie di forniture e affidamenti non connesse agli usi finali di energia e oggetto dei criteri ambientali minimi, mentre si applica per l'intero valore delle gare, relativamente alle categorie di appalto con le quali si può conseguire l'efficienza energetica negli usi finali.
 
Di fatto il nuovo Codice ha, in linea di massima, ripreso quanto introdotto dal c.d. Collegato Ambientale nell’art. 68 del vecchio Codice degli Appalti. Solo nel caso dei contratti relativi ai servizi di ristorazione, nonché di ristorazione ospedaliera, assistenziale, scolastica la percentuale obbligatoria potrà anche essere inferiore al 50% del valore a base d'asta, prevedendo comunque nello specifico (artt. 95 e 144) l’aggiudicazione esclusivamente secondo il meccanismo dell’offerta economicamente più vantaggiosa e la valutazione dell'offerta tecnica che tenga conto degli aspetti relativi a fattori quali la qualità dei generi alimentari con particolare riferimento a quella di prodotti biologici, tipici e tradizionali, di quelli a denominazione protetta, nonché di quelli provenienti da sistemi di filiera corta e da operatori dell'agricoltura sociale, il rispetto delle diposizioni ambientali in materia di green economy, dei criteri ambientali minimi e della qualità della formazione degli operatori.
 
Nell’aggiudicazione secondo il meccanismo dell’offerta economicamente più vantaggiosa, che è quello prevalente secondo il nuovo Codice, si da largo spazio ai criteri ambientali, tra quelli da valutare in sede di gara (art. 95): “l'offerta economicamente più vantaggiosa individuata sulla base del miglior rapporto qualità/prezzo, è valutata sulla base di criteri oggettivi, quali gli aspetti qualitativi, ambientali o sociali, connessi all'oggetto dell'appalto. Nell'ambito di tali criteri possono rientrare: 
a) la qualità, che comprende (omissis) … caratteristiche sociali, ambientali, contenimento dei consumi energetici e delle risorse ambientali dell'opera o del prodotto….;
b) il possesso di un marchio di qualità ecologica dell'Unione europea (Ecolabel UE) in relazione ai beni o servizi oggetto del contratto, in misura pari o superiore al 30 per cento del valore delle forniture o prestazioni oggetto del contratto stesso; 
c) il costo di utilizzazione e manutenzione avuto anche riguardo ai consumi di energia e delle risorse naturali, alle emissioni inquinanti e ai costi complessivi, inclusi quelli esterni e di mitigazione degli impatti dei cambiamenti climatici, riferiti all'intero ciclo di vita dell'opera, bene o servizio, con l'obiettivo strategico di un uso più efficiente delle risorse e di un'economia circolare che promuova ambiente e occupazione
d) la compensazione delle emissioni di gas ad effetto serra associate alle attività dell'azienda calcolate secondo i metodi stabiliti in base alla raccomandazione n. 2013/179/UE della Commissione del 9 aprile 2013, relativa all'uso di metodologie comuni per misurare e comunicare le prestazioni ambientali nel corso del ciclo di vita dei prodotti e delle organizzazioni;
(omissis) …”
 
In particolare nell’ art. 96 (Costi del ciclo di vita), si introduce la valutazione specifica di tutta una serie di costi ed esternalità ambientali: 
a) costi sostenuti dall'amministrazione aggiudicatrice o da altri utenti, quali: 
1) costi relativi all'acquisizione; 
2) costi connessi all'utilizzo, quali consumo di energia e altre risorse; 
3) costi di manutenzione; 
4) costi relativi al fine vita, come i costi di raccolta, di smaltimento e di riciclaggio; 
b) costi imputati a esternalità ambientali legate ai prodotti, servizi o lavori nel corso del ciclo di vita, purché il loro valore monetario possa essere determinato e verificato. Tali costi possono includere i costi delle emissioni di gas a effetto serra e di altre sostanze inquinanti, nonché altri costi legati all'attenuazione dei cambiamenti climatici.
Infine nell’art. 93 (Garanzie per la partecipazione alla procedura) il Codice prevede sconti per le imprese che possiedono certificazioni ambientali, in alcuni casi cumulabili tra di loro.
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visita a domicilio
 
Nelle scorse settimane i nostri operatori hanno effettuato centinaia di sopralluoghi sul territorio del Comune di Civitavecchia, nell’ambito dell’incarico per la campagna informativa di avvio della raccolta domiciliare dei rifiuti
 
I rilievi territoriali hanno coinvolto in particolare condomini ed utenze non domestiche, riportando una fotografia dello scenario indispensabile per determinare le volumetrie necessarie, e quindi la quantità e tipologia dei contenitori necessari per il servizio di raccolta differenziata. 
 
Durante i sopralluoghi gli operatori, dotati di pettorina e badge identificativo, hanno verificato in modo puntuale la corrispondenza tra i dati a disposizione del comune ed il reale numero di utenze, nonché gli spazi a disposizione di ciascun condominio per il posizionamento dei nuovi contenitori. Il rilievo è stato organizzato seguendo le indicazioni progettuali che prevedono la suddivisione in 6 step di attivazione del servizio. 
 
A seguito dell’attività svolta saranno via via attivati i nuovi servizi nei vari quartieri, coinvolgendo la cittadinanza in un percorso informativo mirato ai diversi target che prevede tra l’altro una serie di incontri di concertazione e formazione con gli stakeholder, un mailing informativo, incontri pubblici e punti informativi sul territorio, affissioni, un sito web ed una app dedicate, uno sportello informativo e un numero verde.
 
 
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Si chiama “Tiramisu” la campagna promossa da Amiat (Gruppo Iren) nella Città di Torino in occasione dei mesi estivi per cercare di sensibilizzare i cittadini su un problema che non riguarda solo il capoluogo piemontese (l'obiettivo è quello di rendere Torino città più accogliente e pulita) ma un po’ tutte le strade (e giardini, aree verdi, spiagge) del nostro paese: la maleducazione di chi non raccoglie e non smaltisce correttamente gli escrementi del proprio cane.
 
A quanti sarà capitato di tornare a casa con una scarpa sporca (e di manifestare il relativo nervosismo...) o di dover cambiare strada e camminare con gli occhi ben aperti per la forte presenza di queste “pupù” non raccolte.
 
Amiat e il Gruppo Iren, quindi, provano a dare un segnale ricordando ai cittadini torinesi che non solo le deiezioni canine devono essere raccolte per Legge ma che sono previste anche delle sanzioni per chi le abbandona. Una questione di decoro ed educazione in primis, ma anche di responsabilità civile da parte di chi abita le nostre città.
 
Gli strumenti (distribuzione a cura di Achab Group) sono semplici ma molto efficaci, con un target mirato. Sono stati consegnati questa estate infatti, presso tutti gli studi veterinari ed i negozi di settore (oltre che negli uffici pubblici), dei manifesti formato 50x70 e dei flyer che ricordano anche in quali cassonetti debbano essere smaltite correttamente tutte le deiezioni animali.
 
Confidando in una maggiore presa di coscienza da parte dei padroni, ricordiamo che in Italia sono presenti circa 7 milioni di cani… 
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Achab Group, la rete di comunicazione che dal 1999 promuove progetti su temi ambientali e Coop Allenza 3.0, la Cooperativa di consumo più grande del paese, insieme per premiare i comportamenti virtuosi. Grazie all’accordo Achab e Coop Alleanza 3.0 l’impronta ecologica e i comportamenti ambientali corretti fanno accedere alla “Raccolta Punti 2016” della Cooperativa. 
 
Il meccanismo è semplice: le buone pratiche ambientali, sociali e culturali sono trasformate in punti da utilizzare su tutte le promozioni presenti nel catalogo 2016 di Coop Alleanza 3.0 fruibili in centinaia di punti vendita tra Veneto, Friuli-Venezia Giulia, Lombardia, Emilia Romagna, Marche e Abruzzo.
5 Ecopunti maturati danno diritto a 1 punto Coop utilizzabile per tutte le iniziative e sconti del catalogo “Raccolta Punti 2016”.
 
Coop Alleanza 3.0 ha a cuore il tema della sostenibilità e dell’efficienza energetica: è infatti impegnata nella riduzione di risorse e costi energetici su tutta la rete di vendita, con investimenti tecnologici che hanno incrementato l’ottimizzazione dei consumi energetici. Il ricorso alle fonti rinnovabili inoltre è molto elevato: un risultato ottenuto anche grazie ai 71 impianti fotovoltaici della rete di vendita che producono il 26% di energia verde sul totale.
 
“Siamo molto soddisfatti dell’accordo con Coop Alleanza 3.0, la più importante cooperativa del paese - dichiara Paolo Silingardi, Presidente Achab - è la conferma che la responsabilità di impresa e le strategie di marketing si possono coniugare con la condivisione di valori sociali, culturali e ambientali del territorio. Ecopunti, grazie alle tecnologie per la Smart City facilita la collaborazione tra le diverse parti sociali, premiando la transizione verso stili di vita più sostenibili e partecipativi”.
 
Gli Ecopunti si maturano dal sito www.ecopunti.it, dall’app Ecopunti, o dalle azioni concrete svolte sul territorio.
 
Ad esempio con il test “Quanta Terra Usi” i cittadini possono verificare la propria impronta ecologica e controllare quanti pianeti servirebbero se tutti avessero lo stesso stile di vita. Mentre il “Test di apprendimento” con oltre 1.000 domande a risposta multipla, premia le competenze delle persone e ripropone casualmente solo le domande sbagliate. 
 
I Comuni possono aderire a Ecopunti e definire azioni tracciate e certificate, premiando la riduzione delle emissioni di CO2, la raccolta differenziata, i conferimenti all’ecocentro, il compostaggio domestico o chi utilizza il trasporto pubblico, il treno e la bicicletta. Inoltre ottiene punti chi fa volontariato, chi dona sangue, chi partecipa ad eventi speciali, chi preleva libri in biblioteca o visita musei e teatro. 
 
Con gli Ecopunti le opportunità di risparmio in Coop Alleanza 3.0 sono diverse: si può risparmiare sulla spesa, accedere a servizi a prezzi esclusivi o sostenere progetti solidali. Con i punti accumulati, Coop Alleanza 3.0 propone sei tipologie di sconti: il 15% sul fresco, il 25% su una spesa di prodotti a marchio Coop, lo sconto 10% o lo sconto 15% su una spesa, lo sconto a valore di 10 euro su una singola spesa e  la possibilità di potenziare lo sconto di un prodotto non alimentare, trasformando lo sconto dal 20 al 25%).
Con i punti è poi possibile acquistare parzialmente o interamente alcuni prodotti presenti sui vari volantini promozionali.
Il catalogo consente inoltre altre occasioni di risparmio grazie a Coopvoce, Librerie Coop, Noi Salute, Coop Online e buoni per skypass e parchi a tema o il sostegno a progetti di solidarietà promossi da Medici Senza Frontiere, Caritas, GVC e Fairtrade.
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Un Decreto del ministro dell’Ambiente pubblicato il 24 giugno in Gazzetta Ufficiale (DM Ambiente 26/05/16) introduce finalmente linee guida per un metodo di calcolo della raccolta differenziata dei rifiuti urbani e assimilati, omogeneo a livello nazionale.
Il decreto, che attua l’articolo 32 del Collegato Ambientale, è finalizzato a permettere un reale confronto dei risultati tra le diverse aree geografiche del territorio nazionale e tra i Comuni, calibrando i tributi comunali a seconda dei livelli di raccolta raggiunti e certificati dalle Regioni.
 
I contenuti delle linee guida sono da intendersi come disposizione alle quali le singole Regioni si attengono nella formulazione del proprio metodo per calcolare e verificare le percentuali di raccolta differenziata. 
Una prima novità (almeno rispetto ai metodi utilizzati attualmente in alcune Regioni), è quella di considerare nel calcolo tutti i rifiuti raccolti separatamente, anche tramite conferimento nei centri di raccolta comunali.
Tra i rifiuti considerati sono compresi anche quelli da costruzione e demolizione, purché provenienti da piccoli interventi di rimozione effettuati direttamente dal conduttore della civile abitazione. In particolare va sottolineato come su questa tipologia di rifiuti (cosiddetti “inerti”) è possibile che si creino, così come da sempre succede con gli scarti verdi, evidenti disparità delle quantità computate nei vari territori, in funzione della più o meno grande severità nell’assimilazione e nel relativo controllo.
 
La novità più significativa è sicuramente la possibilità di conteggiare il compostaggio domestico nella raccolta differenziata. E’ una lunga diatriba, dato che si tratta di una tipica azione di prevenzione e come tale non veniva presa in considerazione nella classica formula che si basava sui flussi di rifiuti raccolti.
Il Ministero ha deciso che si possa tener conto degli effetti di questa pratica anche nel calcolo della % di raccolta differenziata, ma  solo nei comuni che abbiano disciplinato questa attività e che possano quindi garantire la tracciabilità e il controllo. Nasce quindi per tutti quelli che non l’abbiano già fatto, l’esigenza di istituire l’Albo Compostatori, anche per ottemperare a quanto previsto dell’art. 37 del c.d. Collegato Ambientale, il quale prevede che”…  alle utenze domestiche che effettuano compostaggio aerobico individuale per i propri rifiuti organici da cucina, sfalci e potature da giardino è applicata una riduzione della tariffa dovuta per la gestione dei rifiuti urbani”. Inoltre, ai fini del controllo, vi è anche l’esigenza di attuare delle iniziative “stabili” di monitoraggio, come d‘altronde le buone pratiche insegnano.
 
Sulla modalità di valutazione dei rifiuti evitati con il compostaggio domestico, il Decreto prevede un calcolo basato sulla “volumetria installata". Infatti invece di fare riferimento a valori procapite medi, testati da indagini svolte in alcune Regioni (Veneto, Piemonte ecc.), si fa riferimento alla volumetria delle compostiere assegnate, ad una densità del rifiuto e ad un tempo di trasformazione medio (90 giorni). Spesso però la fornitura delle compostiere è “forfettaria” (l’ente che acquista lo fa sulla base di un modello scelto in fase di gara od a priori) e quasi mai “personalizzata” ed inoltre il ciclo di trasformazione e maturazione avviene in tempi più lunghi: 9-12 mesi. Va anche considerata la quota garantita dalle operazioni di compostaggio realizzate con attrezzature “fai da te” ed in cumulo o buca.
 
Dalla riflessione sul metodo definito dal Ministero si conferma in generale il fatto che questo indicatore, pur importantissimo, va sempre analizzato in parallelo ad altri, in primo luogo la quantità di rifiuto indifferenziato residuo (peraltro anch’esso soggetto a grande variabilità in funzione di elementi socio-economici), al fine di valutare la “bontà” del sistema ed attuare meccanismi di incentivazione/penalizzazione.
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L’attuazione di un corretto sistema di raccolta differenziata dei rifiuti è fondamentale per garantire il recupero dei materiali ed ottenere un riciclo di qualità. Come è noto, le utenze condominiali rappresentano una fascia particolarmente critica rispetto alle possibilità di monitoraggio e miglioramento della qualità delle raccolte differenziate. Nei casi in cui il sistema di raccolta non permetta un controllo diretto, come avviene invece nella raccolta domiciliare di utenze singole, serve una maggiore presa di coscienza, specie nell’attribuzione delle responsabilità dei conferimenti scorretti.
 
Achab Group ha svolto recentemente alcune esperienze di controllo sulla differenziazione dei rifiuti in aree condominiali, ispezionando oltre 2.500 contenitori in diversi territori geografici.
La procedura prevede un’azione di rilevamento a campione da parte di personale autorizzato e munito di tesserino di riconoscimento all’interno delle aree private presso gli stabili, con l’analisi di una serie di elementi riguardanti la correttezza dei conferimenti, in particolare la presenza di materiali differenziabili nei contenitori dei rifiuti indifferenziati. Il rifiuto secco non riciclabile (indifferenziato) contiene purtroppo ancora molto materiale riciclabile. 
Questa azione rappresenta in genere un primo avviso, avente scopo informativo e preventivo, finalizzato ad evitare possibili sanzioni da parte delle amministrazioni comunali o altre tipologie di interventi quali la mancata raccolta del rifiuto non conferito correttamente (ove disciplinato dal regolamento per la gestione dei rifiuti urbani, secondo art.198 comma 2, Dlgs 152/2006). 
 
L’obiettivo è quello di educare i cittadini rispetto agli errori più frequenti legati al conferimento dei rifiuti, rendendoli consapevoli della concreta e semplice possibilità di migliorare la qualità e la quantità delle raccolte, a partire da una riflessione sui propri comportamenti e valorizzando l’impegno di coloro che effettuano correttamente questo gesto fondamentale per la collettività. 
 
I risultati evidenziano come il sistema integrato di raccolta dei rifiuti urbani ottenga spesso risultati inferiori alle potenzialità, che devono raggiungere l’obiettivo del D.Lgs. 152/06 (65%), per effetto di una separazione a monte da parte degli utenti insufficiente. 
Si riscontra in moltissimi casi una sostanziale mancata differenziazione dei rifiuti, con grossi quantitativi di rifiuti riciclabili presenti nei contenitori dell’indifferenziato (come testimoniato dalle foto allegate). Troppi i sacchi in cui finisce ancora tutto insieme: avanzi di cibo, scarti di frutta e verdura, carta e cartone, bottiglie di plastica, lattine e vetro… rifiuti facilmente separabili e recuperabili che, se conferiti correttamente, consentirebbero un rapido aumento delle percentuali di raccolta differenziata.
 
Le anomalie più frequenti sulle altre frazioni di raccolta riguardano: la presenza di carta non conforme come carta sporca e scontrini nei contenitori della carta; la presenza di ceramica nel vetro e l’utilizzo dei sacchetti in plastica per raccogliere le bottiglie; impurità come stracci, assorbenti, mozziconi di sigaretta e sacchetti in plastica (laddove non permessi) nella raccolta dell’organico, scarsa intercettazione di quest'ultimo. 
Costruire e rendere operativi impianti di smaltimento accettati dalle comunità è sempre più impegnativo; questo bisogno è però strettamente correlato alla fidelizzazione quotidiana alla raccolta differenziata. Un altro degli obiettivi del monitoraggio è rendere consapevoli i cittadini di questo correlazione.
 
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A Vasto Marina nelle prime settimane di attivazione del servizio “porta a porta” si è raggiunto il 75% di raccolta differenziata. Con questo risultato l’intera città di Vasto (41.000 abitanti con punte di 100.000 nel periodo estivo) si sta attestando al 60% con la raccolta porta a porta estesa a tutto il territorio comunale.
 
"Un bel balzo in avanti, visto che nello stesso periodo dell’anno precedente ci si attestava intorno al 45%. Sono così sottratti allo smaltimento in discarica, in sole due settimane oltre 124 tonnellate di rifiuti indifferenziati, rispetto agli stessi giorni del 2015".
I dati sono stati illustrati a Palazzo di Città, nel corso di una conferenza stampa, dal sindaco Francesco Menna, dal vice sindaco e assessore all’Ambiente Paola Cianci, dall’amministratore delegato della società di gestione Pulchra Ambiente Paola Vitelli, e dal responsabile dell’area tecnica di Pulchra Davide Fanelli.
Sia il primo cittadino che l’assessore hanno parlato di “scommessa vinta grazie alla grande campagna di sensibilizzazione e, soprattutto, senza alcun aggravio di costi per i cittadini. Un risultato oltre ogni aspettativa, visto che l’obiettivo di legge è del 65% - hanno aggiunto - Ottima la risposta da parte degli esercizi commerciali, alberghi e lidi, sia in termini di collaborazione che di qualità dei rifiuti conferiti”.
 
Sui tempi dell’inizio del servizio, oggetto di recenti polemiche, Fanelli ha spiegato che “è necessario dire che sarebbe stato tecnicamente sbagliato iniziare in un periodo diverso, quando a Vasto Marina le abitazioni sono vuote, o quasi. Non ci sarebbe stata sensibilizzazione, con un danno notevole per tutti”. “Con la raccolta differenziata porta a porta a Vasto Marina è stata lanciata una sfida, quella della salvaguardia dell’ambiente e del riciclo dei materiali. Un passo in avanti culturale e di sensibilità ambientale, quindi, verso la riduzione dei rifiuti indifferenziati da smaltire in discarica. La tutela dell’ambiente, oltre che un obbligo di legge, è un valore universale, prioritario rispetto alle strumentali lamentele di qualcuno”, ha aggiunto Fanelli.
 
Con l’avvio del porta a porta a Vasto Marina questo servizio si è ormai esteso a tutta la città. Il personale di Pulchra è costantemente impegnato a intervenire in situazioni di criticità che, seppur fastidiose, sono limitate rispetto alle attese. In particolare si auspica di regolarizzare i conferimenti di alcuni condomini indisciplinati e, da parte della Polizia Municipale, fermare gli abbandoni dei rifiuti lungo le strade da parte di chi si ostina a non differenziare.
 
Dal 15 Luglio sono attivi anche due Ecopunti temporanei, aperti e presidiati da un operatore nelle ore pomeridiane a disposizione dei turisti e dei non residenti. Da qualche giorno è stato messo in funzione nel parcheggio di Lungomare Cordella l’Ecopunto informatizzato, al centro di Vasto Marina, utilizzabile per carta, plastica, vetro, previa identificazione con tessera sanitaria. Dalla prossima settimana sarà attivato anche un ulteriore ritiro di rifiuti pomeridiano per esercizi commerciali. Sono stati attivati lo spazzamento pomeridiano e il lavaggio delle strade. Infine è stato annunciato che dal mese di settembre saranno adottate nuove iniziative per migliorare la raccolta differenziata anche a Vasto paese.
 
Pulchra ha già attivato un sistema di controllo e monitoraggio della qualità dei rifiuti conferiti, mentre è in corso con il Comando di Polizia Municipale un coordinamento per interventi da parte degli agenti. Inoltre, prosegue incessante l’attività di comunicazione e sensibilizzazione coordinata da Achab Med. Oltre 3.000 kit domestici sono stati consegnati dai facilitatori messi in campo da Pulchra, che proseguiranno per tutta la stagione per intercettare anche le brevi presenze di turisti. Con l’iniziativa “Estate con Capitan Eco” proseguono gli appuntamenti a tema di animazione in spiaggia, il 23 e 24 luglio.
Si intensifica, infine, anche la campagna informativa che prevede, tra l’altro, la novità della info-bike di Pulchra Ambiente SpA. Si tratta di una bicicletta pubblicitaria che, condotta dai facilitatori territoriali, percorrerà le strade di Vasto Marina informando i residenti e turisti sulle corrette modalità di separazione dei rifiuti.
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“Signals (Segnali)”, il Rapporto che l’Agenzia Europea dell’Ambiente (EEA) pubblica ogni anno che fornisce temi ambientali volti a stimolare la discussione all'interno del grande pubblico quest’anno si focalizza sui trasporti.  “Verso la mobilità verde ed intelligente” è il titolo di una serie di articoli dedicati alla tematica e Achab Group si sente pienamente dentro alla discussione grazie alla promozione di Flootta, il nuovo sistema di car-pooling lanciato da Inno.vie
 
I trasporti sono ormai fondamentali e indispensabili nel nostro stile di vita, ma il crescente utilizzo di aerei, automobili e autocarri che fanno uso di carburanti fossili stanno causando un maggior inquinamento, mettendo a rischio ambiente e salute, con circa un quarto delle emissioni imputabili al settore, tanto che nell’UE lo stesso settore trasporti è dipendente al 94% dall’oro nero. C’è necessità dunque di incentivare e aumentare soluzioni alternative al fossile ad ogni livello, non solo per ridurre l’inquinamento dell’aria ma anche per normalizzare quello acustico: in Europa si registrano 43 mila ricoveri in ospedale e circa 10 mila morti premature all’anno a causa di malattie correlate alla non sopportabilità delle emissioni acustiche, come disturbi cardiocircolatori o ipertensione e stress.
 
Secondo il rapporto, il settore europeo dei trasporti può essere trasformato in un sistema più verde e intelligente grazie all’adozione di politiche comuni, non solo nelle città, dove già ci sono buoni esempi di “sharing economy” dei trasporti, ma anche e soprattutto nel settore turistico. La soluzione migliore per un viaggio, singolo o abituale, entro i 5km in ogni caso è sempre l’uso della bicicletta!
 
E i carburanti e le vetture alternative al fossile? Secondo il rapporto bisogna incentivare il mercato seguendo le indicazioni dei consumatori che, oltre ad una questione di prezzo, sono incentivati all’acquisto di vetture con carburanti alternativi solo quando si sentono sicuri di poter fare rifornimenti comodi, che durino per un numero ragionevole di km e senza l’ansia di poter rimanere “a secco”.
Il sistema fiscale potrebbe poi preparare il terreno, aumentando le tasse per le modalità di trasporto più inquinanti e riducendolo per le soluzioni più green, proprio per il maggior utilizzo e acquisto di mezzi alternativi. Anche una introduzione di pedaggi equi ed efficienti sulla base del del principio “chi inquina, paga” potrebbe guidare i cittadini verso scelte di mobilità più sostenibile!
 
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Il Decreto 31 maggio 2016, n. 121 “Regolamento recante modalità semplificate per lo svolgimento delle attività di ritiro gratuito da parte dei distributori di rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE) di piccolissime dimensioni, nonché requisiti tecnici per lo svolgimento del deposito preliminare alla raccolta presso i distributori e per il trasporto” è stato pubblicato sulla GU Serie Generale n.157 del 7-7-2016.
Il Decreto disciplina le modalità semplificate per il ritiro gratuito, da parte dei distributori, dei RAEE di piccolissime dimensioni (quelli di dimensioni esterne inferiori a 25 cm) provenienti dai nuclei domestici e conferiti dagli utilizzatori finali, senza obbligo di acquisto di apparecchiature elettriche ed elettroniche (AEE) di  tipo equivalente (criterio di ritiro dell'uno contro zero).
In particolare il decreto definisce: 
  • a) le procedure per il conferimento dei RAEE di piccolissime dimensioni da parte degli utilizzatori finali; 
  • b) i requisiti tecnici per allestire il luogo di ritiro all'interno dei locali del punto vendita del distributore o  in prossimità immediata di     essi; 
  • c) i requisiti tecnici e le modalità per lo svolgimento del deposito preliminare alla raccolta dei RAEE ritirati; 
  • d) i requisiti tecnici per il trasporto dei RAEE di piccolissime dimensioni dal deposito preliminare alla raccolta fino ad un centro di raccolta oppure ad un impianto di trattamento.
I distributori hanno l'obbligo di informare esplicitamente gli utilizzatori finali della gratuità del ritiro e del fatto che esso non comporta l'obbligo di acquistare altra o analoga merce, con modalità chiare e di immediata  percezione, anche  tramite avvisi facilmente leggibili collocati nei locali commerciali. 
Al fine di favorire il conferimento dei RAEE di piccolissime dimensioni provenienti dai nuclei domestici da parte degli utilizzatori finali, i distributori devono promuovere, anche attraverso le associazioni di categoria, campagne informative o di sensibilizzazione, e iniziative commerciali incentivanti o premiali. 
 
Il ritiro gratuito dei RAEE di piccolissime dimensioni provenienti dai nuclei domestici deve essere effettuato all'interno dei locali del punto di vendita del distributore, ovvero in un luogo situato in prossimità immediata dello stesso, purché di pertinenza del punto vendita. 
Presso il luogo di ritiro il  distributore deve mettere a disposizione degli utilizzatori finali uno o più contenitori.
In generale, gli oneri per i distributori derivanti dalla gestione dei rifiuti conferiti presso i loro locali sono stati semplificati e in parte allineati con quanto già previsto dalle modalità di raccolta “1 contro 1” in vigore dal 2010. 
Il decreto si applica ai distributori con superficie di vendita di AEE al dettaglio di almeno 400 mq. Nel caso dei distributori più piccoli, il ritiro può avvenire in maniera facoltativa.
 
Interessanti anche le norme per i distributori che effettuano la vendita a distanza. Infatti i distributori che effettuano la vendita mediante tecniche di comunicazione a distanza, comprese la televendita e la vendita elettronica, qualora effettuino il ritiro dei RAEE di piccolissime dimensioni provenienti dai nuclei  domestici secondo il criterio dell'«uno contro zero», si possono avvalere del luogo di ritiro e del luogo di deposito preliminare alla raccolta già allestito da un altro distributore che non operi mediante tecniche di  comunicazione a distanza; ovvero provvedono ad organizzare direttamente tali attività in conformità alla disposizioni del decreto. Questa tipologia di distributori assicura che l'utilizzatore finale conosca  facilmente il luogo di ritiro presso il quale conferire gratuitamente i RAEE di piccolissime dimensioni, e che tale ritiro avvenga senza maggiori oneri di quelli che l'utilizzatore finale sopporterebbe in caso di vendita non a  distanza. Anche in questo caso i distributori hanno l'obbligo di informare esplicitamente gli utilizzatori finali della gratuità del ritiro.
 
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Anche un’altra grande città come Genova è passata alla raccolta porta a porta (veste grafica della campagna a cura di Achab Group) ed un valido strumento per accompagnare i cittadini al fondamentale cambiamento è quello utilizzato da AMIU: la realizzazione di un simpatico ed efficace video in “motion graphic” che spieghi in poche battute agli utenti, richiamando proprio la grafica della campagna generale, in che cosa consiste il cambiamento.


La motion graphic (grafica in movimento) è una tecnica di animazione di elementi grafici (disegni, illustrazioni, testi...) non solo fine a se stessa (e cioè alla semplice produzione di un video con un messaggio) ma anche utilizzabile per creare uno strumento integrato a materiali informativi cartacei, per esempio inserendo un QR code che richiami il video appositamente creato su prodotti chiave quali i calendari di raccolta rifiuti!

Tale tecnica, in ogni caso, attraverso la combinazione di visivo, audio e speaking ha un grande impatto emotivo e un coinvolgimento immediato da parte del fruitore, caratteristica importante per messaggi, come in questo caso, che presuppongono cambiamenti di stili di vita. Importanti anche l’utilizzo e la programmazione degli effetti: si possono generare luci/ombre, distorsioni, traslazioni, trasformazioni, e gestire a piacimento suoni e musiche.

Può essere usata comunque per tutte le tipologie di messaggi e di campagne e ha l’obiettivo principale, attraverso i prodotti realizzati, di presidiare con strumenti integrati i cosiddetti “luoghi frequentati” della rete quali Facebook, YouTube o altri “touch points” sensibili. In questo modo, lo ribadiamo ancora, rendiamo i nostri contenuti molto più raggiungibili e potenzialmente virali rispetto alla mera pubblicazione su un sito istituzionale!

Buona visione del video di AMIU Genova!

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Esso si ispira al principio dell’economia circolare per la progettazione e la produzione di beni riutilizzabili e detta, quindi, disposizioni di riassetto della gestione dei rifiuti solidi urbani e di pianificazione regionale in materia di rifiuti speciali e per la bonifica dei siti inquinati, in coerenza con la normativa europea e con la legislazione statale. Il DDL fissa i principali obiettivi da raggiungere entro il 2020 che sono:
-       la raccolta differenziata al 65% per ciascuna frazione differenziata;
-       il 70% di materia effettivamente recuperata.
 
A tali fini, la Regione assicura, tra l’altro, incentivi economici e misure premiali sulla tariffa per i Comuni che fanno registrare i migliori risultati, favorisce progetti di riduzione degli sprechi alimentari, promuove lo sviluppo dell’impiantistica collegata al riuso e al riciclaggio, promuove la ricerca sul rifiuto residuale, favorisce i sistemi di raccolta differenziata che garantiscono la massima differenziazione dei rifiuti ai fini del loro riciclaggio e la migliore qualità delle frazioni raccolte separatamente, quali le raccolte domiciliari di tipo “porta a porta” o sistemi equipollenti.
 
Per quanto riguarda la gestione dei rifiuti urbani, sono previsti gli Ambiti Territoriali Ottimali (ATO):
-       tre ATO per la Città Metropolitana di Napoli;
-       un ATO per ciascuna delle province di Avellino, Benevento, Caserta, Salerno.
 
Ciascun ATO può essere articolato in aree omogenee denominate Sub Ambiti Distrettuali (SAD). I Comuni dovranno aderire all’Ente dell’Ambito Territoriale in cui ricade il rispettivo territorio per l’esercizio in forma associata delle funzioni in materia di gestione del ciclo dei rifiuti. Il Piano d’ambito territoriale costituisce lo strumento per il governo delle attività di gestione per lo svolgimento del servizio di gestione integrata dei rifiuti, in attuazione del Piano Regionale di gestione del ciclo integrato dei rifiuti solidi urbani.
 
Altra novità è l’istituzione del "Sistema regionale di informazione e di educazione alla sostenibilità ambientale della Regione Campania" (SIESARC), con l'obiettivo di promuovere il coordinamento, la qualificazione e la continuità delle attività di educazione alla sostenibilità socio-ambientale. È prevista la disciplina dei "Centri di informazione ed educazione alla sostenibilità ambientale della regione Campania" (CIESARC) che sono organizzati in rete a livello regionale e operano in prevalenza a livello comunale e intercomunale.
 
Sono previste azioni per la riduzione della produzione dei rifiuti, tra cui la pratica di compostaggio domestico e di compostaggio di comunità degli scarti alimentari e di giardinaggio;
 
Infine, dalla data di entrata in vigore della presente Legge è consentito ai Comuni di indire nuove procedure di affidamento dei servizi a condizione che siano conformi a quanto disposto dalla Legge e che prevedano la cessazione espressa ed automatica dell'affidamento a seguito dell'individuazione del nuovo gestore del servizio integrato da parte dell'Ente di Ambito.
 
Scarica qui il testo completo della Legge.
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Solo qualche tempo fa riportavamo il fatto che in Valle d’Aosta non si sta mai fermi con i rifiuti. Ed è il caso anche di questa stagione estiva, nella quale sono in preparazione e/o realizzazione importanti cambiamenti in altre porzioni del territorio regionale, grazie alle iniziative promosse per l’introduzione della raccolta del rifiuto organico dagli enti locali e gestite da Quendoz srl.
 
Ma andiamo con ordine. Dal 16 Maggio è toccato all’Unité des communes valdôtaines Grand-Paradis: partita la raccolta porta a porta dell’organico nel comune di Sarre (5 mila abitanti) e per le utenze non domestiche selezionate degli altri comuni. La raccolta dell’organico è poi collocata anche presso tutti i punti di prossimità esistenti al fine di coprire interamente la zona gestita dalla Unité Grand Paradis (ben 13 comuni).
Segue a ruota la Unité des Communes valdôtaines Valdigne-Mont-Blanc. Anche qui: introduzione della raccolta di prossimità dell’organico su tutti i 5 comuni alle pendici del Bianco (Courmayeur, Pré-Saint-Didier, La Salle, La Thuile, Morgex) e raccolta porta a porta per le utenze non domestiche selezionate in località di grande pregio turistico.
Ed infine ecco arrivare l’organico per il mese di Luglio nella Unité des Communes valdôtaines Evançon: raccolta porta a porta per i comuni ove il sistema è già in vigore (Bassa Valle) e per le utenze non domestiche selezionate negli altri (Alta Valle).
 
Insomma, ancora grandi cambiamenti per la popolazione valdostana, sempre più chiamata alla tutela ambientale del proprio meraviglioso territorio e ad una gestione dei rifiuti sempre più evoluta.
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Ascit Spa, l’azienda che gestisce i servizi di igiene urbana in parte dell’area lucchese (comuni di Altopascio, Capannori, Montecarlo, Pescaglia, Porcari e Villa Basilica) lancia una importante iniziativa di customer satisfaction al fine di intraprendere un forte percorso di rinnovamento e creare più partecipazione attiva da parte degli utenti finali.
 
Un passo importante all’interno della politica di innovazione e miglioramento che ASCIT mette in capo è rappresentato quindi da questa attenta indagine che vuole portare ad ottenere indicazioni precise, di natura operativa, sul livello di soddisfazione degli utenti riguardo a ciò che Ascit esegue sul territorio. 
 
Il tutto attraverso dei questionari che saranno somministrati in più modi: grazie a indagini telefoniche, in versione on-line sul sito www.ascit.it oppure in forma cartacea presso le isole ecologiche e gli sportelli al pubblico di Ascit e delle Amministrazioni interessate.
Ogni questionario sarà redatto in forma anonima, e si richiederà di dare una valutazione su una scala di gradimento da 1 a 5 riguardo al ventaglio dei servizi erogati. 
Le informazioni che verranno raccolte, una volte organizzate e classificate, permetteranno così all’azienda di valutare la rispondenza tra il livello di qualità percepito e quello atteso sia in relazione a ciascun fattore di qualità del servizio che nel suo complesso.
 
ASCIT intende portare con questo primo passo la percezione dell’utente all’interno dell’azienda, per ripensare anche la stessa gestione del proprio lavoro in modo coerente con le opinioni e i criteri di valutazione dei cittadini.
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L’Unione Montana Centro Cadore ha presentato qualche settimana fa l’iniziativa "Buoni oggi e anche domani" e, a breve, a tutti i ristoratori di Auronzo, Calalzo, Domegge, Lorenzago, Lozzo, Perarolo, Pieve e Vigo verranno distribuiti i materiali informativi e le “Family bag”, le borsette con cui i clienti potranno portare a casa il cibo non consumato. I ristoratori così vedranno il frutto del loro lavoro non andare sprecato e singoli e famiglie saranno parte attiva di un sistema di “economia circolare”, in cui a essere ridotta sarà anche la produzione di rifiuti.
 
“L’iniziativa gode del patrocinio del Ministero dell’Ambiente e del contributo di Ecomont, Enaip e Comieco”, fa presente Luca De Carlo, presidente dell’Unione Montana Centro Cadore. “Si tratta della prima esperienza di questo tipo in provincia. E sarebbe bello poterla estendere. Chiederemo poi che ristoratori e albergatori facciano promozione all’iniziativa, mettendo vetrofania, cartoline da distribuire e, sui tavoli dei locali, dei segnaposto, affinché il cliente non si senta in imbarazzo a chiedere di portare via ciò che non ha consumato”.
 
Il progetto si colloca nella campagna nazionale “Family bag”, avviata in via sperimentale in Veneto da Barbara Degani, sottosegretario del ministero dell’Ambiente. In una nota, arrivata proprio dalla sottosegretario Degani per la conferenza stampa, si legge che i numeri dello spreco sono impressionanti: 1 miliardo e 600 milioni di tonnellate di alimenti viene gettato via e l'80% di questi sarebbe ancora consumabile. Per questo motivo, recita sempre il comunicato del Ministero dell’Ambiente, la “Family bag” sarà introdotta a breve per legge.
 
“Buoni oggi e anche domani!” mira anche a ridurre la produzione di rifiuti, diminuendo quindi anche i costi in bolletta. “Fino a pochi anni fa Pieve, Calalzo e Lozzo erano, con il 31%, agli ultimi posti in provincia sul fronte della differenziata”, precisa Ivan Dalla Marta, amministratore unico di Ecomont. “Sensibilizzazione e lavoro fatto hanno permesso di arrivare a un valore che supera il 74%. L’umido, per fortuna, viene recuperato in energia. Ma tra trasporto e smaltimento per l’Unione Montana Centro Cadore si spendono 450 mila euro all’anno. Iniziative come questa sono fondamentali”.
 
“All’estero si parla di “doggy bag”. Il concetto di “Family bag” è più estensivo e ci piace di più”, aggiunge De Carlo. “Con questo progetto, tra l’altro, non si fa che andare a recuperare le tradizioni dei nostri nonni e avi, che non sprecavano nulla e sapevano come riutilizzare il cibo avanzato”.
 
E a proposito di ricette, gli allievi del terzo anno di ristorazione dell’Enaip di Calalzo ne hanno già preparate una dozzina. “Tradotte in lingua”, spiega Graziano Sadocco, responsabile Enaip per Longarone e Calalzo, “sono già inserite sul nostro sito. Ne prepareremo altre. A esse si accede con un Qr Code sulla borsetta”.
 
Con l’avvio del prossimo anno scolastico, saranno coinvolti anche i bambini delle scuole del territorio: ad ognuno sarà consegnato un contenitore ermetico con cui portare a casa l’avanzo del pranzo della mensa. “Pappe a casa”, questo il nome dell’iniziativa, si collocherà quindi come coerente prosecuzione del progetto “Buoni oggi e anche domani” che arriverà a coinvolgere ancora di più le famiglie residenti. 
Ma le idee e la volontà dell’Unione Montana Centro Cadore non si fermano qui. “Questa estate mi piacerebbe realizzare un pranzo sociale in piazza coinvolgendo i ristoratori e preparando le pietanze con gli avanzi delle cucine”, dice De Carlo.
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In provincia di Torino, a più di un mese dall’avvio della nuova campagna di comunicazione “La Ricetta Giusta per una buona Raccolta Differenziata” (gestita da Achab Group) le attività messe in campo da Seta S.p.A. procedono nei diversi Comuni del Bacino 16.
 
Molti i corsi sul compostaggio domestico già svolti: costituiti da attività teorico-pratiche, stanno riscontrando una buona partecipazione da parte dei cittadini, anche grazie alle azioni informative messe in campo dai Comuni e da Seta stessa. 
Il compostaggio domestico è una importante strategia per prevenire la formazione di rifiuti organici, in un contesto, quello del Bacino 16, dove è stata riscontrata una eccessiva presenza di rifiuti organici (scarti di cucina, frazione verde) nell'indifferenziato.  
Questo sistema di smaltimento in loco permette a chi può usufruire di un giardino o di uno spazio adeguato di gestire autonomamente gli scarti organici prodotti, ottenendo un ottimo fertilizzante. L’azione di promozione di tale pratica è sostenuta dalla possibilità di ottenere una compostiera in plastica al costo di soli 5 € e da sconti sulla TARI (Tassa Rifiuti).
I corsi, gratuiti e aperti a tutti, proseguiranno ancora in altri comuni.
 
Procede inoltre parallelamente la campagna di controlli sulle raccolte differenziate condominiali che prevede l’effettuazione di 500 sopralluoghi condominiali a Settimo Torinese e Chivasso, con comunicazione diretta alle utenze degli esiti e degli errori rilevati.
Le rilevazioni vengono effettuate all’interno delle aree private presso utenze condominiali (stabili con almeno 5 famiglie), con l’analisi di una serie di elementi riguardanti la correttezza dei conferimenti da parte degli utenti, in particolare la presenza di materiali differenziabili nei contenitori grigi dei rifiuti indifferenziati. Successivamente alla verifica, viene compilata rilasciata una locandina d’esito, affissa in uno spazio comune interno del condominio.
La strategia di azione è in questo caso finalizzata a migliorare la quantità e la qualità delle raccolte differenziate, riducendo conseguentemente la quantità di rifiuto indifferenziato raccolto. L’azione preannuncia inoltre una futura attività di verifiche a cura degli Ispettori Ambientali, al fine di dare continuità all’azione di controllo e miglioramento delle raccolte.
I primi risultati su Chivasso indicano che oltre l’80% dei punti di raccolta hanno evidenziato una presenza importante di organico, carta e imballaggi in plastica nei contenitori dell’indifferenziato invece che in quelli delle rispettive raccolte differenziate. Ed è proprio nel miglioramento di situazioni come queste che ci sono le potenzialità per passare da una percentuale di raccolta differenziata di poco superiore al 50%, come quella attuale sul bacino di SETA, al 65% (obiettivo minimo previsto dalle norme nazionali) ed oltre. La qualità dei rifiuti differenziati invece appare buona.
 
In corso anche gli info-point nei mercati cittadini, già allestiti con grande successo presso i mercati, ad esempio, di Leinì e Settimo Torinese.
Gl info-point, oltre a garantire un momento di contatto informativo diretto con  i cittadini, che possono ricevere informazioni e risolvere dubbi sulla raccolta differenziata e sul compostaggio domestico, costituiscono un’occasione per distribuire gratuitamente sacchetti di compost, il risultato concreto di una corretta raccolta dell’organico e della successiva fase di “riciclaggio” mediante trasformazione in un fertilizzante.
 
Per tutte le informazioni relative ai corsi di compostaggio e alla campagna si può seguire la pagina Facebook di Seta S.p.A. 
 
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Si è svolta qualche giorno fa a Scisciano, comune della Città Metropolitana di Napoli di circa 6 mila abitanti, alla presenza del Sindaco Edoardo Serpico, la cerimonia di premiazione del progetto Water Game GORI spa, l'iniziativa destinata agli alunni delle scuole primarie di tutti i Comuni in cui GORI (Gestione Ottimale Risorse Idriche) ha realizzato le Case dell'Acqua in collaborazione con le Amministrazioni.

Water Game, sviluppato e promosso da Achab Group per GORI SpA, ha coinvolto complessivamente 3844 alunni ed è costituito da un gioco interattivo con il quale i bambini hanno potuto approfondire le loro conoscenze sulla risorsa acqua, attraverso un quiz con domande a risposta multipla.

Al primo posto si sono classificati i bambini della 5° B dell'Istituto Omodeo-Beethoven, del plesso Matteo Rossi di Scisciano. Capitan Eco, l'eroe amico dell'ambiente, ha personalmente consegnato, nel corso dell'evento di premiazione, borraccine, t-shirt e cappellini a tutti i vincitori e per la classe un E-book Reader, che rappresenta il giusto connubio tra tecnologia e cultura. A seguire, sul podio, al 2° posto la classe 4° D del I° Circolo didattico (plesso Frasso) – Pomigliano d'Arco mentre al 3° posto la classe 4° B Istituto Sulmona Leone (plesso Sulmona) sempre di Pomigliano d'Arco.

Water Game ha generato ottimi risultati anche in merito all'utilizzo delle Case dell'Acqua nei Comuni interessati; un dato particolarmente interessante si è registrato a Scisciano, dove, nei primi 3 mesi di esercizio la struttura di via Sabato Borzillo ha erogato 61.550 litri di acqua, evitando l'utilizzo di 41.030 bottiglie di plastica e risparmiando in tal modo all'ambiente 8.918 kg di anidride carbonica.

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Allo scopo di promuovere la raccolta differenziata dei cartoni per bevande, Tetra Pak e Centro Latte Rapallo - Latte Tigullio hanno avviato, in collaborazione con Amiu e il Comune di Genova, l’iniziativa di comunicazione itinerante “io lo riciclo e tu?” rivolta ai cittadini e ai turisti della città di Genova.
 
Dal 10 al 19 giugno informatori ambientali su speciali tricicli hanno percorso le principali piazze, strade, mercati e i maggiori luoghi di frequentazione della città, distribuendo a residenti e turisti materiale informativo sulla raccolta differenziata, insieme a una confezione di prodotto Latte Tigullio
 
Il progetto di comunicazione ambientale info-bike tour è stato ideato e realizzato da La Lumaca.
 
“Abbiamo promosso questa iniziativa con l’obiettivo di rafforzare ulteriormente la raccolta differenziata delle confezioni Tetra Pak, approcciando il tema in un modo nuovo ed aperto - ha dichiarato Lorenzo Nannariello, responsabile ambiente di Tetra Pak Italia – Il nostro motto “protegge la bontà`” è un impegno a garantire non solo la protezione degli alimenti ma anche dell’ambiente. La raccolta differenziata delle confezioni Tetra Pak contribuisce infatti a salvaguardare il territorio e permette, attraverso il riciclo, il riutilizzo della materia. Obiettivi importanti sono già stati raggiunti: nel 2015 in Italia sono state avviate a riciclo oltre un miliardo e quattrocento milioni di confezioni, pari a circa 25.000 tonnellate.
 
Così commenta Mario Restano, responsabile marketing di Centro Latte Rapallo – Latte Tigullio “Da oltre 60 anni la nostra azienda opera con costante attenzione alle risorse energetiche utilizzate per il ciclo produttivo e con profondo rispetto per l’ambiente. Ogni evento che ponga la giusta attenzione al riciclo si sposa perfettamente con la nostra filosofia. La nostra presenza alla manifestazione “io lo riciclo e tu?” conferma l’attenzione e l’investimento verso l’innovazione sostenibile del futuro, a favore delle nuove generazioni”. 
 
Il tour ha coinvolto tutti i nove Municipi della città. 
 
“Ogni iniziativa che porta maggiore informazione e consapevolezza sulla raccolta differenziata – spiega Marco Castagna Presidente di Amiu Genova – crea sensibilità e induce comportamenti virtuosi tra i cittadini. Amiu sta sviluppando un innovativo progetto di raccolta differenziata spinta, partito già in alcuni quartieri del levante della città. Questa collaborazione con Tetra Pak rientra tra le attività utili a informare i genovesi sulla separazione dei diversi materiali, anche quelli meno noti, affinché il riciclo dei materiali che trattiamo nell’impianto di Bolzaneto sia sempre di maggiore qualità”. 
 
Per ulteriori informazioni sul riciclo dei contenitori Tetra Pak è possibile consultare il sito web www.tiriciclo.it
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ecoquizIren

Premiazioni e applausi il 4 giugno scorso alla Rocca di Montecchio, per i vincitori del concorso "EcoQuiz in missione per il pianeta", che ha visto per un mese gli studenti dell’Istituto D’Arzo sfidarsi nell'avvincente gioco a quiz sui temi della sostenibilità.

L’iniziativa è stata promossa da Iren insieme al Comune di Montecchio Emilia per sensibilizzare i più giovani sui rifiuti, energia, mobilità ed ecosostenibilità attraverso uno strumento diverso dal solito: un gioco a quiz sottoforma di app per smartphone agile e avvincente, che contiene più di 1000 domande a scelta multipla

EcoQuiz, ideato da Achabgroup, è quindi uno strumento molto vicino alla loro realtà quotidiana che, in qualche modo, si contrappone agli strumenti più tradizionali utilizzati a scuola, per parlare di ambiente e anche di rifiuti con una modalità nuova, il gioco a punteggio. 

Chi fa più punti e nel minor tempo possibile vince. La sfida ha interessato gli studenti dell’Istituto Superiore “D’Arzo” (sede di Montecchio Emilia e di Sant’Ilario) e i risultati testimoniano l’interesse dimostrato dai ragazzi. Hanno partecipato complessivamente 52 classi ed individualmente 261 alunni, totalizzando oltre 21 milioni di punti in 18.733 partite giocate. Significativo anche il dato delle sfide che i ragazzi si sono lanciati fra loro: 692 sfide con 143 giocatori che hanno lanciato almeno una sfida.

Primo classificato tra i ragazzi Luca Gulisano 3DI, che vince un tablet, seguito da Marco Frignani 3AI e da Enrico Brizzi 3AI, vincitori entrambi di uno smartphone. Prima classificata come classe la 3DI che vince un buono di 600 euro per l’acquisto di materiale didattico.

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I 32 comuni della Convenzione di Sesto Calende (in collaborazione con i gestori dei servizi Econord, Aspem, Iseda e Tramonto Antonio srl) lanciano una nuova e massiccia campagna di comunicazione con l’obiettivo di migliorare la percentuale di raccolta differenziata in tutti i comuni coinvolti e presentare il nuovo servizio di raccolta rifiuti per il periodo 2016-2020.
 
I primi interventi, già iniziati a Maggio, mireranno a far raggiungere ai comuni non ancora in linea il minimo di Legge del 65%, mentre per quelli che lo hanno superato l’obiettivo sarà migliorare la percentuale di raccolta differenziata raggiunta. Per tutti i comuni inoltre ulteriore obiettivo è migliorare la qualità delle raccolte e ridurre i rifiuti. 
 
A tal proposito tutti i residenti dei 32 comuni stanno ricevendo in primis una comunicazione che li inviterà a perfezionare il proprio modo di differenziare, preannunciando poi importanti novità:
* a partire dal 1°Luglio non verranno più raccolti i sacchi contenenti materiali non conformi e su di essi verrà lasciata apposita comunicazione;
* è stato attivato un servizio a pagamento per il ritiro e lo smaltimento dell’amianto fino a 50 m2, con preventivo gratuito e prezzi convenzionati;
* inoltre vi sarà la possibilità di poter dare il proprio contributo, per far parte di un gruppo di cittadini attivamente coinvolti nelle attività di comunicazione e promozione e la possibilità di ricevere una newsletter periodica;
 
Le azioni previste per questi mesi di bella stagione sono molte e mirate: a partire dal mese di Giugno e per tutta l’estate si assisterà ad un vero e proprio festival di gazebo informativi che toccherà tutti i comuni, impreziosito, nelle zone a maggior afflusso turistico come ad esempio le spiagge, da una colorata infobike che distribuirà materiali informativi anche nelle principali lingue straniere. Già partiti i primi eventi a Vergiate e Brebbia!
 
E la Convenzione Rifiuti Sesto è anche su Facebook e Twitter!
 
Queste sono solo le prime di tante iniziative che poi sfocieranno nell’autunno in altri interventi mirati per turisti, scuole, grandi utenze commerciali, attività di ricezione turistica e in importanti novità anche per la modalità di raccolta e tassazione di alcuni comuni. Ma non anticipiamo nulla…
 
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