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Il decreto del Ministero dell'Ambiente del 26/05/16, che aveva finalmente introdotto le linee guida per un metodo di calcolo della raccolta differenziata dei rifiuti urbani e assimilati, omogeneo a livello nazionale, prevedeva. nel calcolo anche la possibilità del contributo dell'autocompostaggio, oltre che del compostaggio di prossimità e di comunità, purché fosse garantita la tracciabilità ed il controllo.

Le Regioni hanno progressivamente recepito tali indicazioni; in particolare la Regione Piemonte con D.G.R. n. 15-5870 del 3/11/17 ha adeguato il proprio metodo di calcolo, stabilendo quindi l'inserimento nel calcolo della raccolta differenziata dei quantitativi di rifiuti organici sottoposti a compostaggio domestico, di prossimità e di comunità e l' applicazione dal 1 gennaio 2017.
Da tali provvedimenti ne consegue che il monitorare l'autocompostaggio non è solo opportuno al fine dell'individuazione di utenti scorretti che usufruiscono di sconti sulla TARI non dovuti, con il conseguente danno economico per i Comuni e gli altri cittadini, ma è anche uno strumento per migliorare uno degli indicatori ambientali più rilevanti, anche sotto il profilo mediatico, quale la percentuale di raccolta differenziata.

Il Consorzio CISA di Ciriè ha avviato, grazie ad un contributo della Regione Piemonte, un programma molto intenso di verifiche presso le utenze, condotto alla fine del 2017, che ha visto l'effettuazione di sopralluoghi presso 1800 utenze, per lo più domestiche.
I risultati di questa iniziativa sono stati presentati nell'ambito di un convegno tenutosi a Ciriè a Febbraio, dal titolo "Le buone pratiche danno sempre buoni frutti", alla presenza dell'Assessore Regionale all'Ambiente, Alberto Valmaggia, nel quale sono state presentate le più recenti iniziative portate avanti dal Consorzio in tema di prevenzione e gestione dei rifiuti.
Il progetto sul compostaggio realizzato da CISA ha riguardato 14 Comuni in cui la raccolta dei rifiuti urbani avviene con modalità porta a porta ed è presente la raccolta dell'umido e le attività realizzate sono state:
* incontri con amministratori e tecnici dei Comuni coinvolti
* redazione del Regolamento tipo per l'istituzione dell'Albo Compostatori secondo le nuove regole
* campagna di comunicazione
* corsi per i cittadini
* sopralluoghi presso le utenze.
* attività e risultati presentati
L'attività di monitoraggio è stata effettuata da tecnici della società Corintea ed è consistita nella rilevazione di una serie di dati ed informazioni di tipo anagrafico, di carattere tecnico «obbligatorie» per l'Albo Compostatori (secondo le specifiche fissate dalla Regione Piemonte) oppure complementari utili a comprendere come viene affrontato e gestito il compostaggio, del gradimento da parte delle utenze ed infine dell'esito delle verifiche.
Le informazioni raccolte sono state registrate su "cloud" (modulo Google), attraverso l'uso di tablet. Normalmente, al fine di ottenere l'accesso alle aree private, i tecnici sono stati accompagnati da personale, amministratori o altre figure dei Comuni, conosciute dagli utenti.

Complessivamente sono state effettuate 1.783 verifiche a buon fine presso le utenze domestiche e qualche utenza non domestica.
In estrema sintesi, tra i dati rilevati su segnala:
* il 90% delle utenze verificate effettua correttamente l'autocompostaggio e non conferisce la frazione organica nei circuiti di raccolta dei rifiuti, differenziati o non
* una quota del 5% ha importanti lacune, ma sostanzialmente è "recuperabile" e quindi l'iscrizione all'Albo è stata confermata ma verrà effettuata una nuova verifica nei prossimi mesi
* il 5% non pratica l'autocompostaggio e deve essere depennata dall'Albo; nella maggior parte dei casi questi utenti dopo aver iniziato a compostare hanno poi abbandonato la pratica senza preoccuparsi di segnalarlo
* l'età delle persone che praticano l'autocompostaggio è risultata (come peraltro già noto) tendenzialmente elevata, con una larga maggioranza di persone oltre i 65 anni e solo il 6% con meno di 45 anni
* solo il 13% degli utenti compostatori ha seguito i corsi realizzati dal Consorzio, nonostante ogni anno ne vengano proposti e realizzati parecchi
* la compostiera in plastica fornita a prezzo agevolato dal Consorzio viene usata solo in poco più di 1/3 dei casi, mentre è prevalente l'uso di modalità alternative (cumulo, buca) od una compostiera acquistata autonomamente o costruita "fai da te"
* tutti coloro che effettivamente praticano il compostaggio, con rarissime eccezioni, sono soddisfatti di questa pratica.
Le conclusioni tratte nel contesto specifico dei 14 Comuni del Consorzio CISA sono che il compostaggio si conferma una pratica non difficile, che normalmente appassiona e lascia soddisfatti gli utenti, ma che oggi coinvolge per lo più fasce di popolazione anziana. Le modalità adottate indicano che la pratica riguarda per lo più famiglie con forte connotazione culturale rurale, l'approccio è prevalentemente empirico, la conoscenza dei principi tecnici del processo è abbastanza limitata.

Tra i suggerimenti che si possono ricavare si sottolineano:
* vanno creati nuovi strumenti e nuovi «linguaggi» per diffondere il compostaggio presso famiglie più giovani e famiglie di estrazione urbana
* l'incentivazione economica deve riguardare anche le utenze non domestiche (agriturismi, ristoranti che compostano)
* è opportuno, nel caso di adozione della tariffazione puntuale, soprattutto in contesti rurali, il passaggio dalla riduzione del prelievo, per chi pratica l'autocompostaggio, alla quantificazione dell'effettivo servizio reso. Tale approccio è in effetti applicato da quest'anno in un comune di CISA.

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Dal 1° febbraio al 1° aprile Ecoquiz è stato il terreno di sfida per 9 istituti superiori dei comuni di Rivoli, Pianezza, Venaria, Collegno, Sangano e Grugliasco, (facenti parte del bacino del CIDIU) che hanno gareggiato in migliaia di partite, contendendosi i vari premi in palio. I ragazzi hanno avuto la possibilità di giocare partite singole oppure lanciare sfide con tutti gli utenti on-line, mettendosi alla prova sulle diverse tematiche ambientali, cercando di accumulare punti e scalare la classifica generale.

L’iniziativa ha avuto un seguito eccezionale:

in 2 mesi di concorso sono state 21.190 le partite giocate dagli oltre 450 giocatori iscritti, per una media di  60 partite per giocatore e 353 partite al giorno.  

Ogni partita ha avuto un punteggio medio di circa 2.000 punti: il primo classificato del concorso ha totalizzato quasi mezzo milione di punti!

Questi i premi per i vincitori: un Tablet Android 10 pollici con Wifi e fotocamera per il campione assoluto e due Tablet Android 7 pollici con Wifi per il secondo e terzo classificati.

Gli studenti, premiati dall’ Amministratore unico di CIDIU SERVIZI Giovanni Demarco, sono tre ragazzi della classe 3D Informatica dell’Istituto d’Istruzione Superiore E. Majorana di Grugliasco, cui si aggiunge uno studente della classe 4LC del Liceo Scientifico Filippo Juvarra di Venaria, premiato anch’egli alla presenza dell’Assessore all’Ambiente venariese Scisci.

Altra nota interessante: avendo previsto, da regolamento, di premiare cittadini residenti all’interno del proprio bacino, CIDIU ha poi ritenuto di offrire un premio aggiuntivo, un Ipod Shuffle, per premiare l’impegno di uno dei ragazzi posizionatosi ai primi posti della classifica ma residente nel comune di Torino.

Le classifiche a conclusione del concorso (1 aprile ore 15:00) sono consultabili qui.

L’evento di premiazione ha inoltre visto la partecipazione attiva del dirigente del Majorana Tiziana Calandri e del sindaco di Grugliasco Roberto Montà, a testimonianza di un’iniziativa promossa, a partire dal coinvolgimento delle istituzioni scolastiche, sull’intero territorio dei Comuni soci.

Il successo di Ecoquiz è stato decretato da una dinamica di gioco veloce, in cui le risposte devono essere fornite entro un tempo massimo, con la possibilità di guadagnare bonus e postare i propri risultati in tempo reale su Facebook ove da poco è stata aperta la pagina ufficiale del gioco.

E’ possibile continuare a giocare a Ecoquiz da smartphone, tablet o pc, attraverso il sito internet www.ecoquiz.it.

 

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Costituite due reti di imprese amiche della riduzione dei rifiuti nell'ambito del progetto ALCOTRA C3PO

foto accordo cirieUn tavolo importante si è riunito negli scorsi giorni, presso la sede del Consorzio CISA di Ciriè si è infatti costituita la rete delle imprese amiche della riduzione dei rifiuti.
Nell’ambito del progetto Italia- Francia denominato C3PO, il Consorzio CISA, in collaborazione con Corintea e Achab Group, ha lavorato negli scorsi mesi al coinvolgimento di diversi attori imprenditoriali (e di amministrazioni locali) su obiettivi di sostenibilità ambientale, per creare una sensibilizzazione indiretta della cittadinanza attraverso le azioni di comunicazione correlate agli accordi e alle attività originate dal progetto. In particolare sono state coinvolte due macro categorie di esercizi commerciali presenti sul bacino territoriale del Consorzio:

 - gli esercizi della rete “SCELGO ECO”: attività che consentono di ridurre gli imballaggi, di prolungare la vita dei beni durevoli e semidurevoli, di diffondere l’uso dei pannolini lavabili, punti vendita di prodotti alla spina, di alimenti sfusi, di pannolini lavabili, di beni usati e imprese che offrono servizi di riparazione di beni durevoli e semidurevoli o che offrono servizi di noleggio;

- gli esercizi della rete “MANGIO ECO”: attività di somministrazione ovvero ristoranti, trattorie, pizzerie ecc., bar, agriturismi che si impegnano ad attuare buone pratiche di riduzione dei rifiuti nello svolgere la propria attività.

Le associazioni firmatarie che hanno partecipato anche a tutta la fase di concertazione sono: l’ASCOM, CNA, Confartigianato, Confesercenti, Coldiretti – Terra Nostra, CIA – Turismo Verde, il Consorzio degli operatori turistici delle Valli di Lanzo e la Direzione Ambiente della Regione Piemonte.

In riferimento alle peculiarità dell’attività di sommistrazione sono stati individuati requisiti minimi di partecipazione alle rete per gli esercizi che aderiscono alla rete “Mangio Eco” (ristoranti e Pizzerie, Bar, Agriturismi, Rifugi Alpini ed escursionistici) fra i quali si possono citare a titolo esemplificativo: svolgere correttamente la raccolta differenziata, offrire al cliente la possibilità di portare a casa il cibo non consumato (doggy bag), utilizzare tovaglioli, tovaglie e stoviglie in materiale lavabile e molto altro ancora.

Ma quali sono gli impegni concreti presi delle parti? Creare la rete delle imprese ed aggiornarla, fornire strumenti di visibilità (attestati e vetrofanie) da collocare presso i punti vendita della rete per valorizzare il ruolo delle imprese coinvolte e sensibilizzare i consumatori sulle iniziative di riduzione dei rifiuti e far conoscere la rete sia presso il mondo delle imprese, sia presso il largo pubblico. Gli esercizi di somministrazione s’impegneranno, inoltre, contribuire a superare le possibili criticità nei protocolli igienico-sanitari legati all’adozione delle buone pratiche (es. «doggy bag», acqua «alla spina»). Nei prossimi mesi partirà la campagna di comunicazione per la promozione di tali esercizi nel territorio di riferimento.

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Con il finanziamento europeo del programma ALCOTRA si avvia un progetto di compostaggio per la comunità

Al fine di contribuire alla riduzione dei rifiuti da raccogliere e smaltire, il Comune di Lemie, grazie al supporto tecnico del Consorzio CISA di Ciriè in collaborazione con Achab Group e Corintea, ha inaugurato sabato 15 marzo, il nuovo chalet del compostaggio.
Si tratta di un’iniziativa del progetto C3PO, finanziato dall’Unione Europea nell’ambito del Programma transfrontaliero Italia-Francia ALCOTRA, di cui il Consorzio CISA di Ciriè è il capofila. L’obiettivo è quello di sperimentare modalità che consentano di ridurre la quantità di scarti organici nei rifiuti, in particolare nei territori decentrati, come le alte Valli, nei quali la realizzazione della relativa raccolta differenziata della frazione organica è più onerosa, a causa delle maggiori distanze dagli impianti di destinazione. Questa strategia è già stata affrontata da CISA con la promozione del compostaggio domestico individuale, rilanciato negli scorsi anni anche attraverso il precedente progetto transfrontaliero R2D2, ma ora con lo chalet si vuole offrire un’opportunità in più a coloro che non possono effettuare il compostaggio individuale perché non dispongono di un’area verde o sono presenti solo sporadicamente (turisti).
Lo chalet è una struttura in legno che funge da “compostatore”, diviso in più scomparti: scomparto di immissione dei materiali, scomparto di maturazione del compost, scomparto di stoccaggio per il materiali legnoso da miscelare agli scarti organici.
Il progetto riprende un’idea sviluppata in Francia (Nantes, Chambery) ed applicata nella vicina Valle d’Aosta dalla Comunità Monte Cervino (Chatillon), presso alcune grandi utenze quali scuole e case di riposo. L’iniziativa parte su un nucleo ben definito di famiglie di Lemie che non possono attuare il compostaggio individuale, in parte residenti tutto l’anno e in parte in seconde case.
I cittadini conferiranno qui i loro scarti “umidi” con un secchiello appositamente fornito e senza alcun tipo di sacchetto (nemmeno biodegradabile) nello specifico comparto della chalet identificato con il pannello “scarti organici”, al quale accederanno con un’apposita chiave.  Un volontario referente aggiungerà quotidianamente materiale legnoso “strutturante” e un tecnico agronomo verificherà periodicamente il processo di compostaggio e, quando il comparto di immissione sarà pieno, trasferirà il materiale nel comparto di maturazione.
Per l’autunno si prevede la prima produzione di compost con un evento che coinvolgerà tutta la comunità.

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Incontrati più di 15.000 cittadini dell’area ovest di Torino

A partire dalla primavera 2012, i diciassette comuni della periferia Ovest della Provincia di Torino presso cui l’azienda di servizi Cidiu effettua la raccolta e il trasporto rifiuti sono stati coinvolti in un progetto di comunicazione territoriale con il posizionamento di info-stand presso i principali mercati ed eventi del territorio, che ha coinvolto più di quindicimila cittadini.
La scelta di comunicare con la propria utenza mediante una costante presenza di operatori a disposizione per fornire informazioni e supporto nella corretta gestione della raccolta differenziata, si è rivelata ottimo veicolo, a giudicare dall’ottima affluenza di pubblico. Inoltre, secondo i dati emersi dalla customer care somministrata agli utenti incontrati nel corso dell’attività, la quasi totalità degli intervistati ha sottolineato l’efficacia del momento di contatto diretto, giudicandolo come un servizio importante nel rapporto cittadino, azienda, amministrazione.
Il successo dell’iniziativa ha condotto, in occasione della Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti 2013, all’organizzazione di quattro date speciali presso i Comuni di Rivoli, Collegno, Grugliasco e Venaria durante i quali è stato allestito anche un laboratorio di riciclo creativo per i ragazzi a cui hanno partecipato anche  le scuole del territorio.

 

 

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Torino e Amiat estendono il servizio al quartiere Crocetta e al Politecnico

Il percorso di attivazione della raccolta porta a porta a Torino non si ferma, dallinizio del prossimo anno infatti coinvolgerà anche il quartiere Crocetta ed il Politecnico di Torino. La collaudata sinergia tecnica, organizzativa e comunicativa attivata fra Amiat e Achab Group riparte, a seguito della gara di affidamento per i servizi di comunicazione a supporto dello start up per questa zona della città
Dal 2003 ad oggi il passaggio da una raccolta differenziata stradale ad una di tipo domiciliare ha già coinvolto a Torino circa 410.000 abitanti, ovvero quasi metà dell’intero territorio metropolitano della Città con uno schema che ha privilegiato in prima istanza l’anello periferico per avvicinarsi poi progressivamente alle zone centrali. Attualmente la performance media della Città si colloca sul 43% di raccolta differenziata con punte oltre al 60% nelle zone in cui è stata già attivata la raccolta porta a porta. Il quartiere Crocetta, di prossima attivazione, è abitato da circa 40.000 cittadini con un’ampia presenza di utenze non domestiche per la sua vocazione commerciale e, soprattutto, ospita uno dei due poli universitari della città: il Politecnico di Torino che da solo conta circa 32.000 utenze fra studenti e personale interno. La comunicazione prevederà un intervento comunicativo personalizzato per questa grande struttura costruito anche in relazione alla componente internazionale degli utenti presenti in qualità di studenti o personale docente.
Le famiglie saranno coinvolte attraverso collaudate ed efficaci modalità di distribuzione degli starter kit e saranno supportati, insieme agli altri attori coinvolti quali utenze commerciali ed amministratori di condominio, per effettuare una corretta raccolta differenziata dei rifiuti e partecipare così al processo di rafforzamento degli standard ambientali e di sostenibilità per l’intera città.

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