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bassano

Il concorso si chiamava "È tempo di metterci il cuore", ma i quartieri che hanno partecipato alla sfida ci hanno messo anche il cervello e le braccia. "Good news is no news": la buona notizia non fa notizia e i media solitamente si accorgono dei quartieri solo quando scoppia qualche schermaglia al loro interno. Questa invece è una storia di valori buoni che vale la pena raccontare.
Il bando in questione è stato promosso nel 2017 dal Comune di Bassano del Grappa in collaborazione con Etra Spa. Scopo del concorso, quello di premiare l'impegno dei quartieri per la valorizzazione e la tutela del proprio territorio e la promozione di una cultura sostenibile e di decoro, in particolare dopo l'introduzione del nuovo sistema di conferimento e di raccolta dei rifiuti. Ai partecipanti è stato richiesto di presentare un elenco con la descrizione delle attività in essere del quartiere in tema di promozione del decoro e della cultura ambientale. I riscontri oggettivi della produzione di rifiuti e degli abbandoni di rifiuti nei singoli rioni sono stati invece elaborati dalla banca dati di Etra.

Al concorso hanno partecipato 9 dei 22 quartieri cittadini: Angarano, Campese, Margnan-Conca d'Oro, Merlo, Prè, Rondò Brenta-Treponti, San Bassiano, San Vito e Sant'Eusebio.
In base al materiale raccolto, sono stati attribuiti dei punteggi per sei distinti criteri di valutazione: il numero di conferimenti del secco residuo, il numero di interventi per l'abbandono di rifiuti nel territorio, il numero di volontari partecipanti al progetto "Ecovolontari" attivato dal Comune, la realizzazione di giornate ecologiche, di eventi sostenibili e di altro (conferenze a tema sostenibile, divulgazione delle buone pratiche sul riutilizzo dei materiali riciclabili, eccetera).

Dati specifici sui rifiuti a parte, il quadro generale che è emerso è quello di un sorprendente attivismo dei quartieri proprio sui temi della tutela e del decoro dell'ambiente. Giornate di disimballo della spesa nei supermercati, laboratori per bambini con materiali naturali, pulizia del quartiere col progetto "Ci sto affare fatica", feste della famiglia senza plastica, pulizia dei parchi pubblici, pranzi comunitari con posate lavabili: sono solo alcune delle attività segnalate dai quartieri, segno di una vitalità sotterranea in materia ambientale che grazie al concorso è venuta a galla.

Rispetto ai dati più strettamente relativi al sistema di raccolta, molte le note positive emerse: il quartiere più virtuoso per i conferimenti di secco residuo è risultato proprio Rondò Brenta-Treponti, al quale ha senza dubbio giovato l'installazione del press-container. Gli abbandoni di rifiuti in città stanno cambiando connotato: salvo qualche eccezione, non vengono cioè più lasciati per strada come in passato rifiuti ingombranti ma soprattutto sacchi e oggetti di piccole dimensioni, a vantaggio dei tempi e dei costi della raccolta. Infine, la media di svuotamenti di secco residuo per utenza è ben al di sotto del numero di conferimenti già compresi in tariffa, segno del fatto che il sistema sta funzionando senza creare grosse difficoltà ai bassanesi.
Sulla base dei punteggi acquisiti nelle singole voci la classifica finale ha visto quindi ai primi tre posti, nell'ordine, i quartieri Angarano (86,22 punti), San Vito (66,87) e Rondò Brenta-Treponti (66,86). Ai primi tre quartieri classificati andrà un contributo del Comune di 5.000 euro ciascuno da investire per lo sviluppo culturale del territorio del rione.

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Braviegrazie

Achab Group ha realizzato due progetti per premiare i comportamenti positivi e diffondere valori condivisi: www.ecopunti.it e www.braviegrazie.it

Negli anni trascorsi si sono erroneamente identificati i sistemi incentivanti con la riduzione della TARI, una soluzione che sconta almeno 2 problemi, uno finanziario e l'altro di comunicazione.

La TARI è il corrispettivo per il servizio di igiene urbana e per legge deve coprire il 100% dei costi di gestione. Ne deriva che gli sconti nel loro complesso diventano un capitolo di spesa dell'Ente che deve essere finanziato con la fiscalità generale. Con il paradosso che l'eventuale successo dell'iniziativa determina un incremento di spese a carico di tutti, anche dei beneficiari degli sconti, in un quadro generale in cui le risorse sono cronicamente scarse.

In termini di pura comunicazione, erogare contestualmente all'emissione della classica bolletta uno sconto di qualche punto percentuale è quanto meno poco efficace. Il peso della tariffa che devo pagare è sempre superiore allo sconto e ne annulla o riduce la percezione, vanificando l'aspetto incentivante. E' naturale percepire più la tariffa che pago che lo sconto che ricevo. Inoltre gli sconti non fanno leva sui classici meccanismi di gamification che permettono invece di amplificare l'efficacia dei sistemi incentivanti e di attivare altre dinamiche di coinvolgimento, oltre al premio in denaro, che per molti cittadini sono altrettanto gratificanti. Classifiche, badge, attestati, feste, sfide: tutte azioni che attivano una dimensione ludica che coinvolge e veicola valori.

Achab Group ha sviluppato e testato in ormai decine di applicazioni, un proprio sistema incentivante a disposizione delle amministrazioni e delle aziende di pubblici servizi per premiare i comportamenti positivi degli utenti. Non solo nel campo rifiuti, ma integrando anche mobilità, riduzione rifiuti e acquisti consapevoli, filiera corta, cultura e volontariato.

Entro il mese di marzo lanceremo un concorso nazionale, con in premio veicoli elettrici (auto, motorino, bicicletta) per promuovere il riciclo, la mobilità sostenibile, la formazione sui temi ambientali. Al concorso possono partecipare tutti i cittadini, le amministrazioni pubbliche, le aziende di pubblici servizi e di trasporto pubblico.

Il concorso potrà essere promosso solo dopo il deposito del regolamento, ma se vuoi saperne di più per valutare la tua adesione puoi scrivere alla mail paolo.silingardi@achabgroup.it

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ricicloniCalabria

Si è svolta a Catanzaro la 3^ edizione dei "Comuni Ricicloni Calabria", manifestazione organizzata da Legambiente Calabria per premiare i Comuni calabresi che si sono contraddistinti nella gestione dei rifiuti urbani. Nel suo complesso la Regione si attesta al 33,2% di raccolta differenziata, in ascesa rispetto al 25% del 2015 ma con tanta strada da fare verso l'obiettivo del 65%. Sono i piccoli Comuni a dare il buon esempio nella gestione dei rifiuti, come già accaduto in altre Regioni, mentre le città fanno fatica ad allinearsi verso modelli di gestione incentrati sulla raccolta differenziata. Fanno eccezione Cosenza e Catanzaro che hanno avviato raccolte domiciliari su tutto il territorio comunale ed i cui risultati sono incoraggianti. Resta il nodo degli impianti di trattamento che rappresenta la vera criticità di tutte le Regioni del Sud Italia per una gestione ottimale dei rifiuti sia dal punto di vista economico che ambientale.

Nella top ten dei Comuni Ricicloni della Calabria, anche quest'anno Casole Bruzio si classifica al primo posto con il 91,8% di raccolta differenziata (RD). Proseguendo nella classifica dei dieci Comuni ricicloni troviamo, sempre in provincia di Cosenza, San Giorgio Albanese, San Benedetto Ullano, San Vincenzo La Costa, Pietrafitta, Carolei, Civita e San Pietro in Guarano ed infine Mongiana in provincia di Vibo Valentia. I Primi 8 Comuni sono anche "Comuni rifiuti free", ovvero le amministrazioni che, oltre ad aver superato il 65% di differenziata finalizzata al riciclaggio, hanno contenuto anche la produzione pro-capite di secco residuo al di sotto dei 75 Kg/anno/abitante. I Comuni rifiuti free calabresi di questa edizione sono 14 di cui ben 12 nella provincia di Cosenza (Scigliano, Casole Bruzio, San Giorgio Albanese, San Benedetto Ullano, San Vincenzo La Costa, Trenta, Pietrafitta, Carolei, Civita, Serra Pedace, Morano Calabro, Mongrassano) e 2 in quella di Catanzaro (Cardinale e Amato). Menzioni speciali sono state consegnate dal Conai al Comune di Catanzaro come migliore "Start Up"; al Comune di Cosenza come "Best Practice" e al Comune di Villapiana come "Teniamoli d'Occhio".

Francesco Falcone, Presidente di Legambiente Calabria, ha affermato che "alla luce di questi importanti risultati, è necessario spingere le politiche di gestione dei rifiuti a scoraggiare il ricorso alle discariche, favorendo la raccolta differenziata "porta a porta" con un sistema impiantistico a supporto e con impianti di prossimità per la gestione anaerobica del rifiuto organico. Da parte loro anche i Sindaci sono chiamati a farsi carico delle proprie responsabilità avviando gli ATO e definendo le ARO".
Anche Laura Brambilla, responsabile nazionale Comuni Ricicloni, ha evidenziato che "l'aumento dei Comuni Ricicloni e la presenza di Comuni Rifiuti Free in Calabria siano un dato positivo anche se c'è preoccupazione per la restante parte dei Comuni calabresi, alcuni dei quali ancora a livelli di raccolta differenziata inaccettabili".

L'Assessore regionale all'Ambiente Rizzo ha evidenziato che "il costante aumento in Calabria della raccolta differenziata che ha fatto registrare un balzo in avanti di ben 8 punti percentuali, passando dal 25% del 2015 al 33,2%, dimostra che la nostra Regione è ben salda su un percorso corretto che ci incoraggia a tendere verso il raggiungimento della percentuale del 65% di raccolta differenziata da raggiungere entro il 2020. Per tale motivo è prioritario il recupero della frazione umida attraverso il compostaggio, la promozione delle filiere del riutilizzo e del riciclo".

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news-piemonte

Il 28 dicembre 2017 è stata approvata la nuova Legge Regionale del Piemonte "Norme in materia di gestione dei rifiuti e servizio di gestione integrata dei rifiuti urbani e modifiche alle leggi regionali 26 aprile 2000, n. 44 e 24 maggio 2012, n. 7".

Con questa legge la Regione Piemonte disciplina:
a) gli strumenti della pianificazione regionale;
b) l'organizzazione del servizio di gestione integrata dei rifiuti urbani, in attuazione della normativa nazionale di settore e secondo i principi di sussidiarietà, differenziazione, adeguatezza, nonché di leale collaborazione tra gli enti locali;
c) l'organizzazione della gestione dei rifiuti speciali;
d) il tributo speciale per il deposito in discarica dei rifiuti, nonché per lo smaltimento dei rifiuti tal quali in impianti di incenerimento senza recupero di energia;
e) il sistema sanzionatorio in materia di produzione dei rifiuti e di tributo speciale per il deposito in discarica dei rifiuti, nonché per lo smaltimento dei rifiuti tal quali in impianti di incenerimento senza recupero di energia.

Per quanto riguarda gli obiettivi e le finalità, oltre a recepire i principi dell'economia circolare e della gerarchia della gestione dei rifiuti (art. 179, comma 1 del D. Lgs. 152/06), ulteriormente dettagliati nell'articolato del provvedimento, vengono fissati una serie di principi:
a) le frazioni raccolte in maniera differenziata sono conferite ad impianti che ne favoriscono la massima valorizzazione in termini economici e ambientali in coerenza con il principio di prossimità, privilegiando il recupero di materia a quello di energia;
b) sono incentivati l'autocompostaggio e il compostaggio di comunità, a partire dalle utenze site in zone agricole o a bassa densità abitativa e, in generale, il comportamento virtuoso della cittadinanza nel differenziare i rifiuti;
c) sono incentivati lo scambio, la commercializzazione o la cessione gratuita di beni usati o loro componenti presso i centri del riuso o in aree appositamente allestite nei centri di raccolta per rifiuti urbani ai fini del loro riutilizzo;
d) la tariffazione puntuale è strumento fondamentale e da privilegiare per la responsabilizzazione della cittadinanza e delle imprese al fine della riduzione della produzione dei rifiuti e di sostegno al miglioramento della qualità dei rifiuti raccolti in modo differenziato.

La Regione Piemonte persegue l'obiettivo di raggiungere:
a) entro l'anno 2018 la produzione di un quantitativo annuo di rifiuto urbano indifferenziato non superiore a 190 chilogrammi ad abitante;
b) entro l'anno 2020 la produzione di un quantitativo annuo di rifiuto urbano indifferenziato non superiore a 159 chilogrammi ad abitante.

L'aspetto più rilevante è la riorganizzazione della "governance". Ai fini dell'organizzazione del servizio di gestione integrata dei rifiuti urbani il territorio della regione viene suddiviso in:
* un ambito territoriale ottimale regionale per le funzioni inerenti alla realizzazione e alla gestione degli impianti a tecnologia complessa, compreso il trattamento del rifiuto organico;
* in ambiti di area vasta, coincidenti con il territorio della Città di Torino, di ciascuna delle province e della Città metropolitana di Torino, con l'esclusione del territorio della Città di Torino, articolate e organizzate per aree territoriali omogenee, per le funzioni inerenti alla prevenzione della produzione dei rifiuti urbani, alla riduzione, alla raccolta differenziata, al trasporto e all'avvio a specifico trattamento delle raccolte differenziate, ad esclusione del rifiuto organico, alla raccolta e al trasporto dei rifiuti urbani residuali indifferenziati e alle strutture a servizio della raccolta differenziata".
Sono poi dettagliate le funzioni di organizzazione e controllo diretto del servizio di gestione integrata dei rifiuti urbani al livello dell'area vasta, che sono esercitate dai Comuni attraverso consorzi, denominati consorzi di area vasta. Si passerà quindi dagli attuali 21 Consorzi di bacino ai 9 nuovi Consorzi di area vasta.
Le funzioni dell'ambito regionale sono invece esercitate attraverso un'apposita conferenza d'ambito. Quindi per la gestione degli impianti le attuali 8 Autorità Territoriali Ottimali provinciali (ATO) vengono sostituite da un'unica autorità di dimensione regionale.

La legge, oltre a stabilire alcune disposizione per la gestione dei rifiuti speciali, disciplina il tributo speciale per il deposito in discarica dei rifiuti, e provvede a ricondurre in capo alla Regione le competenze relative alla riscossione dello stesso.

Sono poi stabilite sanzioni in materia di produzione dei rifiuti, da applicare in caso di mancato raggiungimento, a livello di ambito di area vasta, degli obiettivi di produzione del quantitativo annuo di rifiuto urbano indifferenziato stabiliti. Si tratta di importi che vanno da 0,05 a 0,30 Euro ad abitante. Non costituiscono di per sé una leva determinante, ma stabiliscono un principio importante.

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ats

Sono più di 4.600 gli alunni e gli studenti delle scuole trevigiane, da quelle dell'infanzia alle secondarie di II grado, che hanno aderito al progetto "Ama l'acqua del tuo rubinetto!", che Alto Trevigiano Servizi propone ormai da diversi anni alle scuole dei 53 Comuni del territorio gestito.

Si tratta di una proposta educativa che punta a fornire ai più giovani la conoscenza sull'uso consapevole e sull'importanza della risorsa acqua. Con l'obiettivo di sensibilizzare all'utilizzo responsabile dell'acqua fin da piccoli.
C'è infatti molto da scoprire parlando della nostra acqua, dietro al gesto quotidiano, persino meccanico, di aprire il rubinetto per riempire un bicchiere, lavarsi le mani o farsi una doccia. Per i più giovani l'acqua è un bene scontato, che tanti pensano persino inesauribile. Ma non è così: imparare a utilizzare l'acqua evitando gli sprechi è qualche cosa che deve diventare la buona abitudine di tutti i giorni. E le buone abitudini, si sa, è meglio impararle proprio da piccoli.

Durante l'anno scolastico in corso saranno 54 le scuole interessate, per un totale di 225 classi. Numeri che segnano un incremento rilevante rispetto alle adesioni registrate nell'anno scolastico 2016/2017, quando gli alunni coinvolti erano stati quasi 1.800, per un totale di 83 classi e 21 scuole.
La mostra didattica propone un percorso esperienziale che attraversa tutte le tematiche relative al ciclo dell'acqua, dalla fonte fino al rubinetto di casa nostra, per arrivare alla depurazione e pone l'accento sull'uso corretto e sul concetto di risparmio.
L'approccio pedagogico scelto è quello del cosiddetto "learning by doing", facendo cioè provare ai bambini e ai ragazzi, in maniera pratica e concreta, le nozioni apprese attraverso semplici ma divertenti (e interessanti) giochi di sperimentazione che si abbinano alla "lezione" tenuta da un educatore.
Il progetto prevede, oltre all'attività formativa svolta in classe, la possibilità di visitare gli impianti del ciclo idrico integrato. Una guida esperta conduce infatti studenti e docenti alla scoperta delle sorgenti, spiega come funziona un acquedotto, illustra le fasi di lavorazione di un depuratore. Nel 2016 i visitatori a impianti e sorgenti (tra cui la sorgente Muson a Castelcucco, la centrale di Via Aceri a Castelfranco Veneto, le sorgenti Fium e Tergonzo a Quero-Vas) sono stati 770. Di questi 500 gli studenti dalle scuole primarie all'u niversità e 270 cittadini che hanno approfittato delle attività culturali promosse dai Comuni. Altri 460 studenti hanno invece fatto visita agli impianti di depurazione.

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uboldo senso civico

Senso della comunità e spazio comune. Con la fine dell'anno 2017, il comune di Uboldo, 11 mila abitanti circa in provincia di Varese, ha puntato non solo sul tradizionale "rinfresco" delle regole della raccolta differenziata grazie alla produzione dell'annuale calendario di raccolta per tutte le utenze, ma anche su obiettivi più generali a livello di rispetto del territorio e senso civico.

E' così nata, ideata da Achab Group, in collaborazione con Econord, la campagna multicanale "Noi di Uboldo... non ci facciamo mettere nel sacco!" che punta a far riflettere i residenti sul tema del decoro urbano a 360 gradi.

"Anche se fare una campagna di questo tipo, che ribadisce semplici regole di buon senso e convivenza civica, può risultare pleonastico, ci accorgiamo però che è molto importante ribadire che la raccolta differenziata ed il rispetto delle sue regole sono il primo passo per una corretta gestione dell'ambiente - ci spiega Matteo Pizzi, Assessore del comune lombardo - ma a livello locale tutti ci dobbiamo sentire responsabili, quotidianamente, anche di altre piccole azioni che possono concorrere parimenti alla salvaguardia e al decoro del nostro territorio".

Quali azioni? Sono tutte elencate e focalizzate dagli strumenti utilizzati per sensibilizzare gli uboldesi. A partire dai nuovi adesivi per il corretto utilizzo dei cestini stradali che grazie al Qr code impresso portano a una pagina web ricca di messaggi e con tutti i materiali della campagna comodamente scaricabili. Passando poi per la corretta gestione delle deiezioni canine, all'incoraggiamento della popolazione con la diffusione dei dati tecnici ed economici degli ultimi anni rispetto ai rifiuti e chiudendo con l'esortazione al rispetto degli spazi ecologici comuni, comprese le aree condominiali dedicate ai rifiuti. Il tutto grazie ad un opuscolo di forte impatto visivo.

"Non farsi mettere nel sacco" dunque è facile e produttivo per il decoro urbano, tema che all'interno di una campagna di sensibilizzazione può viaggiare di pari passo con quello della raccolta differenziata se si vogliono raggiungere obiettivi completi e duraturi nel tempo.

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consorzio sea compostaggio

Grazie ad un bando emanato dalla Regione Piemonte a cui il Consorzio SEA di Saluzzo (CN) ha prontamente aderito con il supporto tecnico-progettuale di Achab Group, parte sul territorio gestito ed in particolare in 13 dei 54 comuni consorziati (Pagno, Caramagna Piemonte, Cavallermaggiore, Sant'Albano Stura, Revello, Villafalletto, Saluzzo, Savigliano, Moretta, Manta, Polonghera, Murello e Monsaterolo di Savigliano) la campagna di promozione del compostaggio domestico "Con il compostaggio fiorisce l'ambiente".

Nel mese di Gennaio 2018 infatti, gli operatori del Consorzio (sempre in collaborazione con Achab Group) presenzieranno in ben 10 mercati cittadini per promuovere ai residenti locali tutti i vantaggi dell'essere (o diventare) dei bravi compostatori. Quali?

Innanzitutto quelli economici: diventare compostatori ed essere iscritto al nuovo albo ufficiale dei comporterà uno sgravio fiscale sulla tariffa la cui entità è da verificare con i singoli uffici comunali. Il tutto però sotto l'attento controllo del Consorzio che verificherà l'effettiva adesione dei cittadini alla pratica attraverso visite di verifica a domicilio utilizzando l'innovativo sistema "Monicomp" che prevede l'inserimento di un microchip all'interno della compostiera domestica, un sistema di monitoraggio informatizzato finalizzato a rendere più efficace la gestione dei dati rilevati e il controllo nel tempo del corretto funzionamento delle compostiere attive. Le visite saranno anche l'occasione per verificare la qualità del compost attraverso la misurazione dei principali parametri fisici e per ricevere utili consigli dagli esperti del Consorzio.

Infatti, compostare è sicuramente facile, ma un minimo di esperienza deve essere condivisa: per tutti quelli già iscritti come compostatori e per quelli che vorranno diventarlo sono previsti dei corsi teorico/pratici gratuiti nei 13 comuni coinvolti.  I corsi sono promossi da materiale informativo già distribuito nei singoli Comuni. Ai partecipanti verrà inoltre regalata una utile guida cartacea al compostaggio domestico, motivo in più per partecipare! E, per gli amanti dei social, a supporto degli appassionati e dei novizi, anche la pagina Facebook "Mondocompost" utile canale di confronto sul tema.

Senza, infine, dimenticare i vantaggi che si possono dare alla comunità intera. Il compostaggio domestico infatti, soprattutto sul territorio gestito dal Consorzio SEA che ben si presta a tale pratica, è una soluzione che riduce drasticamente i rifiuti. Non conferire l'organico significa diminuire di circa il 25-30% la propria produzione di rifiuti, con vantaggi ambientali lampanti e con costi minori a carico di tutta la comunità. Insomma, il compostaggio fa fiorire il nostro ambiente!

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comuni ricicl puglia

Si è svolta qualche settimana fa a Bari la X^ edizione di "Comuni Ricicloni Puglia", premio che Legambiente assegna alle Amministrazioni Comunali che nel 2016 hanno raggiunto il 65% di raccolta differenziata.

Diciotto le riconferme e tredici le new entry, mentre diminuiscono i comuni Rifiuti Free che scendono da tre a uno. Nel 2016, infatti, solo Roseto Valfortore (Fg), oltre ad aver superato il 65% di RD, riesce a contenere la produzione pro capite di secco residuo al di sotto dei 75 kg per abitante all'anno. Nella rosa delle riconferme, il comune di Rutigliano (Ba) spicca ancora una volta al vertice della classifica con una percentuale media di raccolta differenziata del 78,7%, seguito dai comuni di Faggiano (Ta) con il 75,9, Latiano (Br) con il 74%, Monteparano (Ta) con il 72,9 %, Casalvecchio di Puglia (Fg) con il 70,6%,Troia (Fg) con il 70,5%, Barletta (Bt) con il 69,9%, Poggio Imperiale (Fg) con il 70,1%, San Vito dei Normanni (Br) con il 69,7%, San Giorgio Ionico (Ta) e Laterza (Ta) con il 68,2%, Canosa di Puglia (Bt) e Crispiano (Ta) con il 67%, Cellamare (Ba) con il 67,3%, Cassano delle Murge (Ba) con il 66,2%, Andria (Bt) con il 65,5%, e infine Sava, con il 65,4% di RD.

Dicevamo tredici le new entry, ossia i Comuni che diventano Ricicloni quest'anno: Torricella (Ta) con il 72,8%, Ruvo di Puglia (Ba) con il 71,2%, Erchie (Br) con il 70,5%, Copertino (Le) con il 69,9%, Apricena (Fg) con il 69,6%, Mesagne (Br) con il 69%,Torre Santa Susanna (Br) con il 68,9%, San Michele Salentino (Br) con il 67,6%, San Pancrazio Salentino (Br) con il 66,1%, Ostuni (Br) e Villa Castelli (Br) con il 66,2%, Corato (Ba) con il 65,7%, e Terlizzi (Ba) con il 65% di RD.

Aumentano i Comuni anche per la categoria Menzione Speciale "Teniamoli d'Occhio", passando da diciassette nel 2016 a ventiquattro nel 2017. Ricevono la menzione i comuni di Volturino (Fg) con il 64,2%, Serracapriola (Fg) con il 64%,San Marco La Catola (Fg) con il 63,8%, Mola di Bari (Ba) con il 63,1%, Galatina (Le) con il 62,3%, Putignano (Ba) con il 61,4%, Bisceglie (Bt) con il 61,3%, Francavilla Fontana (Br) con il 61,1%,Torchiarolo (Br) con il 60,7%, Oria (Br) con il 60,5%, Polignano a Mare (Ba) con il 60,4%,San Severo (Fg) con il 59,7%,Massafra (Ta) con il 59,7%,Triggiano (Ba) con il 59,5%, Casalnuovo Monterotaro (Fg) con il 58%, Monteiasi (Ta) con il 57,7%, Spinazzola (Bt) con il 57,4%, Capurso (Ba) con il 57,3%, San Giovanni Rotondo (Fg) con il 57%, Locorotondo (Ba) con il 56,5%, Candela (Fg) con il 56,2%, Noicattaro (Ba) con il 55,5%, e Rocchetta Sant'Antonio (Fg), con una percentuale di RD del 55,3%. Il riconoscimento è stato conferito alle Amministrazioni comunali che nei primi nove mesi del 2017 hanno registrato una media percentuale di raccolta differenziata pari o superiore al 55%.

Continuano a confermarsi come unici Capoluoghi di Provincia Ricicloni Barletta e Andria, rispettivamente con il 69,9% e il 65,5% di RD. Brindisi, con l'avvio della raccolta differenziata porta a porta su tutto il territorio comunale, si candida a diventare il terzo comune Capoluogo Riciclone. Lecce e Bari si fermano al 37%, mentre chiude la classifica Taranto con il 16,3% di RD.

"La presentazione del Rapporto Comuni Ricicloni Puglia, in questi dieci anni, è stata non solo l'occasione per premiare i Comuni virtuosi ma anche un importante momento di confronto sull'importanza della gestione sostenibile dei rifiuti. La Puglia continua a procedere a piccoli passi verso la chiusura del ciclo dei rifiuti. Rimane bassa, infatti, la media percentuale di raccolta differenziata che si attesta al 41,5%, mentre il 48% dei rifiuti urbani prodotti continua a finire in discarica, anche a causa della continua rimodulazione dell'ecotassa. Il nodo più scottante resta quello dell'impiantistica, ancora oggi carente e insufficiente. Fondamentale è la realizzazione di nuovi impianti di compostaggio per il trattamento della frazione umida, destinata ad aumentare con la crescita della raccolta differenziata che, spesso, viene smaltita in impianti fuori regione. In quest'edizione salgono a 84 i comuni premiati di cui sono solo 31 quelli ricicloni. Il 2017 è l'anno dell'approvazione definitiva del pacchetto europeo sull'economia circolare, che rappresenta la vera sfida del prossimo futuro. Dobbiamo iniziare a vedere i rifiuti come una risorsa da valorizzare, un'opportunità di crescita economica e occupazionale. È necessario che la Regione Puglia, nella revisione del piano regionale dei rifiuti, tenga conto degli obiettivi del pacchetto dell'economia circolare, puntando su un nuovo sistema di premialità e penalità che incentivi la riduzione, il riutilizzo e il riciclo dei rifiuti " . Questo il commento di Francesco Tarantini, presidente di Legambiente Puglia.

"La modifica e l'aggiornamento del piano regione dei rifiuti – ha commentato Filippo Caracciolo, Assessore regionale all'Ambiente - sono le grandi sfide che la Regione Puglia è chiamata ad affrontare. Partendo dalla raccolta differenziata vorremmo che il sistema rifiuti si evolva, all'interno di un tracciato definito, verso un'economia circolare e verso la chiusura sostenibile e programmata del ciclo dei rifiuti. La strada che abbiamo intrapreso è ambiziosa ma fattibile. Intendiamo sostenerla con investimenti nell'impiantistica pubblica".

Nella medesima direzione anche il commento di Gianfranco Grandaliano Commissario dell'AGER - Agenzia regionale per il servizio di gestione rifiuti. "L'AGER sarà IL soggetto attuatore di un progetto che prevede la messa in campo di 60 milioni per la realizzazione di 7 impianti pubblici per il trattamento delle frazioni differenziate ed organica ma anche con processi innovativi che come il trattamento degli scarti da spazzamento stradale".

"Nel 2017 come Legambiente – ha commentato Giorgio Zampetti, responsabile scientifico di Legambiente Puglia – abbiamo percorso l'Italia per toccare con mano e incrociare le migliori esperienze di economia circolare, sia nel settore pubblico e delle amministrazioni che tra le aziende. Il risultato è stato molto positivo con oltre 100 campioni censiti in un Atlante che abbiamo presentato al Parlamento europeo, per dire che l'Italia oggi è pronta alla sfida. Nel nostro Paese sono stati compiuti importanti passi in avanti. Le tante esperienze presenti dimostrano che siamo la culla della nascente economia circolare europea al centro dell'importante pacchetto votato all'Europarlamento, che prevede l'archiviazione di discariche e inceneritori con politiche di riuso, riduzione e riciclo. Ora serve però un'azione politica forte a livello nazionale per rimuovere gli ostacoli normativi e non tecnologici allo sviluppo di queste esperienze. Al tempo stesso dobbiamo chiudere con il passato nella gestione dei rifiuti, che in Puglia porta oltre metà di essi in discarica, trasformando i singoli casi positivi in vere e proprie politiche di sistema, in campo ambientale, economico e occupazionale" .

 

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elettrico2018

Quando si dice "predicare bene e razzolare ancor meglio". Con il 2018, infatti, è in arrivo nella sede Achab Group di Scorzè (VE) un'importante novità che punta ad applicare concretamente (e promuovere con l'esempio!) i principi più ecologici della mobilità: un'automobile 100% elettrica, prodotta da una nota casa automobilistica, che permetterà ai dipendenti locali di spostarsi comodamente e senza emissioni, in tutto il Triveneto (ma non solo) grazie alla buona autonomia del mezzo (400 km dichiarati) e alle varie colonnine veloci che sono in fase di installazione in vari punti strategici dell'intero territorio nazionale.
La ricarica della nuova automobile potrà essere fatta ovunque (ufficio, garage di casa) grazie al caricatore di bordo, anche se è preferibile effettuarla appunto sulle colonnine intelligenti, liberamente acquistabili ed installabili anche presso le abitazioni private.

Per alimentare una vera mobilità sostenibile, anche l'energia deve essere differente!
Per questo motivo la sede Achab veneziana è ormai prossima all'autonomia energetica totale, visto che l'impianto fotovoltaico da 20 kW produce già da tempo abbondantemente l'energia necessaria a soddisfare tutte le necessità degli uffici: alimentazione computer, strumentazioni varie, illuminazione.
Infine, grazie alle pompe di calore, anche il riscaldamento e la climatizzazione dei locali (che sono stati già dal 2011 oggetto di un'importante iniziativa di riqualificazione con intervento sul cappotto, sugli infissi e su un sistema di areazione forzata) sono ormai prossime al funzionamento 100% con energia autoprodotta.

Mobilità urbana e riscaldamenti sono gli attori principali dell'emergenza ambientale e sanitaria che caratterizza molte delle nostre metropoli, specialmente nel periodo invernale: l'inquinamento atmosferico che diventa rischio concreto per la salute. Incidere sugli impatti ambientali e le emissioni di automobili e case, così come su quelli delle flotte aziendali e degli uffici, è indispensabile per invertire la tendenza. Solo in questo modo le città del futuro potranno essere veramente sostenibili, tutelando la salute di chi le abita e l'ambiente che le ospita.

Buone feste sostenibili a tutti!

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ricicloni 2017 campania

Si è svolta giovedì 30 novembre a Napoli la XIII edizione di Comuni Ricicloni Campania 2017 ed aumentano i Comuni che superano il 65% di raccolta differenziata. Nel dettaglio, per il 2016 il numero di Comuni che hanno raggiunto e superato la soglia del 65% di differenziata è salito a 227, per una copertura totale di 1.368.487 abitanti, in aumento del 15% rispetto allo scorso anno. Risultati che fanno della Campania di gran lunga, con il suo 51,6 % di raccolta differenziata, la più virtuosa dell'intero Mezzogiorno e con performance migliori anche di regioni del Centro-Nord. Tortorella (Sa), Sassano (Sa), Guardia Sanframondi (Bn), Monte di Procida(Na), Bacoli (Na), Pozzuoli (Na) sono i Comuni vincitori nelle sei categorie per numero di abitanti.

Tra i Comuni capoluoghi di Provincia, nessuno raggiunge la quota del 65% anche se alcuni sono molto vicini a tale soglia. La migliore performance spetta a Benevento con il 62%, segue Salerno con il 61%, Caserta con il 45%. Chiudono Avellino e Napoli con rispettivamente il 31,39% e 31,31 %.
La palma per il maggior numero di Comuni Ricicloni spetta alla Provincia di Salerno dove sono 86 le Amministrazioni comunali che hanno raggiunto il 65%, segue la provincia di Benevento con 53 e la Provincia di Avellino con 45 Comuni. Chiudono la provincia di Caserta con 25 e quella di Napoli con solo 18 Comuni.
Approfondendo l'analisi sulla produzione delle varie frazioni di rifiuto urbano, alla luce dei dati dell'osservatorio regionale, si evidenzia come la produzione procapite di frazione organica sia pari a 121 kg/anno (come la virtuosa Lombardia - 122 kg/anno) nettamente superiore rispetto alla media nazionale di 107 kg/anno. Ciò certifica la necessità di intervenire in maniera decisa sull'impiantistica sia di grande taglia (compostaggio, digestore con produzione di compost e biometano) che di piccola (autocompostaggio, compostaggio domestico e di comunità)

"L'economia circolare nella nostra regione è una strada realmente praticabile e prova ne sono i nostri 227 Comuni Ricicloni. Oggi per entrare nell'Olimpo della gestione sostenibile dei rifiuti è necessario puntare sulla qualità e sulle politiche di prevenzione, per chiudere definitivamente le emergenze che ancora incombono sul nostro territorio – spiega Michele Buonomo, presidente Legambiente Campania -. Per far ciò dobbiamo innanzitutto superare i pregiudizi sul tema dei rifiuti che nascono da preoccupazioni concrete ma che possono essere superate grazie ad un'alleanza di tutti gli attori dell'economia circolare regionale e nazionale. Nella nostra regione sono presenti eccellenze imprenditoriali su cui poter contare e, partendo proprio da queste, dobbiamo lavorare affinché si modifichi il tessuto connettivo dell'economia campana per mettere in piedi un vero e proprio progetto di sostenibilità e circolarità".

"Come raccontiamo da qualche anno a questa parte la Campania è pronta a lasciarsi alle spalle la stagione dalla grave emergenza rifiuti e oggi con il 51,6% di raccolta differenziata è tra le regioni più virtuose del Mezzogiorno, con performances migliori di diverse regioni del Centro Nord – dichiara Stefano Ciafani, direttore nazionale di Legambiente -. In questi anni è cresciuta l'attenzione dei cittadini ai temi ambientali, e nel nostro Paese sono stati compiuti importanti passi avanti. L'Italia deve però lavorare per superare ostacoli non tecnologici che frenano l'economia circolare e chiudere con l'emergenza rifiuti. Purtroppo – conclude Ciafani – non vediamo ancora segnali univoci in questa direzione da parte delle istituzioni nazionali e locali. La Campania può fare da apripista nel Mezzogiorno, ma serve adottare immediatamente nuovi obiettivi europei di riprogettazione dei prodotti e di prevenzione, riuso e riciclo dei rifiuti per ridurre gradualmente il ricorso al recupero energetico da incenerimento aumentando quello da digestione anaerobica per produrre biometano, per archiviare lo smaltimento in discarica e per essere meno dipendenti dalle importazioni di materie prime".

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moreclaylessplastic

"MORE CLAY LESS PLASTIC". Lo slogan (e nome del movimento) è in inglese ma ci piace sottolineare come una delle iniziative di sensibilizzazione e di coinvolgimento per farci ragionare sulla riduzione dei rifiuti ed in particolare sul problema dell'inquinamento globale dovuto alla plastica usa e getta, sia invece tutta italiana, in particolare friulana e nata a Frisanco, provincia di Pordenone.

Proprio lì, la ceramista Lauren Moreira ha avuto questa bella idea, sfruttando la sua arte, di invitare su Facebook le persone a riflettere sugli utilizzi degli oggetti nel quotidiano e di come si possa prevenire il problema dell'inquinamento puntando di più sugli strumenti fatti in ceramica piuttosto che in plastica. Il movimento si prefigge inoltre di consolidare anche l'utilizzo di altri materiali riciclabili come vetro, acciaio, alluminio e legno. Insomma, tutti tranne la plastica, una sorta di ritorno alle origini e, per fare questo, si punta sulla formazione e sull'informazione per tutti.

"MORE CLAY LESS PLASTIC" a distanza di 3 anni è ormai un movimento molto popolare sul web, il gruppo Facebook è molto attivo e conta più di 5.000 iscritti. Ma c'è anche un sito internet, in lingua inglese, a dimostrazione di come il messaggio sia ormai globale e presente in ben 84 paesi. Il 19 dicembre infine è stato indetto il MORE CLAY LESS PLASTIC DAY e, a Nove, in provincia di Vicenza esso sarà preceduto dal 15 al 17 dicembre da una mostra itinerante di ceramica funzionale (scarica il programma).

Importante quindi anche il contributo che il movimento può dare alla salvaguardia dell'artigianato locale e alla sostenibilità del lavoro. Insomma, un'idea che ci sentiamo anche noi di condividere: più ceramica meno plastica! 

 

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garbage-dump

La riduzione della Tassa Rifiuti per un albergo per continuata disfunzione nel servizio di raccolta è un obbligo di legge indipendente da una responsabilità del Comune nella mancata raccolta rifiuti.

La Sezione civile della Corte di Cassazione nell'ordinanza 27 settembre 2017, n. 22531 ha fissato un importante principio in materia di riduzione della Tarsu (articolo 59 del D.Lgs. 507/1993) valido anche in materia di TARI, la nuova tassa rifiuti in vigore dal 1° gennaio 2014 (introdotta dall'articolo 1, comma 639 della Legge 147/2013, la "Legge di Stabilità 2014).

I Giudici della Corte di Cassazione hanno accolto il ricorso di un albergo di Napoli che chiedeva la riduzione della tassa rifiuti per una mancata erogazione del servizio continuata e non certo temporanea o imprevedibile. Viene stabilito che la riduzione del tributo per il servizio rifiuti è prevista dalla legge per il fatto oggettivo che il servizio istituito non venga espletato ed è irrilevante una eventuale responsabilità del Comune.
Secondo i Giudici la riduzione non opera quale risarcimento del danno da mancata raccolta rifiuti, e nemmeno come "sanzione" per il Comune inadempiente, bensì al diverso fine di ripristinare un equilibrio impositivo tra tassa che il Comune può pretendere e costi generali del servizio ancorché alterato. E questo senza che la tassa rifiuti perda la sua connotazione prettamente tributaria.

Va in proposito considerato che il sesto comma dell'articolo 59 del D.Lgs. 507/1993 esclude, in effetti, l'esonero o la riduzione dal tributo nell'ipotesi in cui l'interruzione del servizio di raccolta sia temporanea, e dovuta a motivi sindacali ovvero ad "imprevedibili impedimenti organizzativi". È dunque soltanto in tale situazione — di disfunzione temporanea — che può darsi ingresso ad una valutazione di imprevedibilità del disservizio e, per questa via, di non imputabilità dello stesso alla sfera tecnico-organizzativa dell'Amministrazione comunale.
Al contrario, in presenza di una situazione di disfunzione non temporanea, ma apprezzabilmente protratta nel tempo (qual è quella qui lamentata dall'albergo), la legge attribuisce all'utente – in presenza di una accertata emergenza sanitaria — la facoltà di provvedere a proprie spese fermo restando il diritto alla riduzione.

La previsione del regolamento comunale allora in vigore per l'applicazione della Tarsu, secondo cui il diritto alla riduzione non potrebbe trovare riconoscimento qualora il disservizio fosse determinato "da situazioni emergenziali legate alla saturazione degli impianti terminali di conferimento dei rifiuti solidi urbani" è stata ritenuta suscettibile di disapplicazione, in quanto illegittima per contrasto con la disciplina statuale.
Va ricordato come nel caso in oggetto, ai sensi dell'articolo 59 comma 4 del D.Lgs. 507/1993, se il servizio di raccolta, sebbene istituito ed attivato, non è svolto nella zona di residenza o di dimora nell'immobile a disposizione ovvero di esercizio dell'attività dell'utente o è effettuato in grave violazione delle prescrizioni del regolamento del servizio di nettezza urbana, relative alle distanze e capacità dei contenitori ed alla frequenza della raccolta ..., il tributo è dovuto in misura non superiore al 40 per cento della tariffa.

Oggi la TARI (articolo 1, comma 656 della Legge 147/2013) è dovuta "nella misura massima del 20 per cento della tariffa in caso di mancato svolgimento del servizio di gestione dei rifiuti, ovvero di effettuazione dello stesso in grave violazione della disciplina di riferimento, nonché di interruzione del servizio per motivi sindacali o per imprevedibili impedimenti organizzativi che abbiano determinato una situazione riconosciuta dall'autorità sanitaria di danno o pericolo di danno alle persone o all'ambiente".
Nella stessa sentenza viene ritenuto infondato invece un altro motivo di ricorso relativo alla presunta illegittimità della previsione regolamentare di diversificazione tariffaria tra locali ad uso alberghiero e locali ad uso abitativo, ritenuta dall'albergo non assistita da adeguata motivazione, comportando l'applicazione di una tariffa ritenuta molto superiore alla reale produzione e quindi in violazione del principio Ue del "chi inquina paga".

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cesano boscone

Piccoli pirati di Cesano Boscone... attenti! Sono venuto qui da voi, per ben due mattinate, girando scuole dell'infanzia e scuole primarie non tanto per farvi partecipare ad una gara che premierà la classe e la scuola che collezioneranno più tessere completate con timbri raccolti alla Piattaforma Ecologica al 30 aprile 2018, ma per farvi capire che in ogni viaggio c'è sempre un'isola (o proprio una piattaforma) da raggiungere.

Ed allora nel nostro viaggio nel mondo della raccolta differenziata non dobbiamo mai scordarci che esiste un posto che è sempre casa nostra, la nostra Itaca: la Piattaforma Ecologica (o il Centro di Raccolta o l'Ecocentro... chiamatelo come volete ma chiamatelo tanto) pronto ad accogliere tutti quei rifiuti che non possiamo buttare con il normale sistema di raccolta, domiciliare o stradale che sia. Con innumerevoli vantaggi per il Comune e per l'ambiente, per il recupero di quei rifiuti che troppo spesso finiscono nei cassonetti o nei sacchi del secco. O addirittura (e qui mi si spezza il cuore) finiscono abbandonati sul territorio, con conseguenze a carico di tutti!

Quindi, grazie al Comune di Cesano Boscone (ed in collaborazione con la Cooperativa Orso Blu), voi piccoli pirati (ed i vostri genitori) conoscerete ancor meglio la vostra (e anche un po' mia...) piattaforma dove potrete portare ad esempio RAEE, ferrosi, batterie, ingombranti, palle di cannone, gambe di legno, occhi di vetro ... forse sto esagerando. Ma portate, recuperate, raccogliete tutto, il mondo non ne può più di sprechi e sporcizia. Io sono qui per farvi capire quanto è importante la piattaforma e diffonderne l'utilizzo!

E allora... rileggete bene il regolamento e ricordate, a Maggio verranno premiati i migliori. E i migliori siete sempre voi, piccoli bucanieri miei, che con il vostro spirito ambientalista innato insegnate ai grandi come conferire i rifiuti.

Ma adesso vado, salgo di nuovo sulla nave, come ben sapete Capitan Eco è a disposizione di tutti per arruolare altri pirati in tutta Italia! Buone visite alla piattaforma, Cesano Boscone!

 

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albano pannolini

L'amministrazione di Albano Laziale, nell'ambito del suo impegno per la riduzione dei rifiuti e la difesa dell'ambiente, ha promosso un ciclo di incontri indirizzati ai genitori sul tema dei pannolini "lavabili". Gli incontri sono stati realizzati il 6 novembre in collaborazione con 4 farmacie locali. L'esperta Carla Babudri ha presentato informazioni dettagliate, esperienze e campioni da toccare con mano ai genitori intervenuti, attenti e curiosi.

Vale la pena di ricordare che i pannolini "lavabili" riducono di molto il volume dei rifiuti prodotti nel periodo tra gli 0 e i 3 anni del bimbo (si parla mediamente di una tonnellata di pannolini usa e getta!) essendo composti di una mutandina lavabile e di un assorbente per i bisogni del piccolo: quest'ultimo usa e getta, ma molto più leggero ed eco-compatibile di un intero pannolino.
I pannolini lavabili oggi in commercio sono una combinazione perfetta tra comodità per la famiglia, salute del bimbo, riduzione degli sprechi e dei rifiuti che finiscono in discarica.
Il risparmio economico per la famiglia rispetto all'acquisto di centinaia di pannolini usa e getta è consistente: si parla mediamente di 600 euro in meno!

Dopo un approccio titubante le mamme si sono sciolte e le domande sono state tante, così come la voglia di proseguire su questa strada. Un aspetto gratificante è stata la sorpresa dei partecipanti nel verificare che i pannolini lavabili sono anche belli e comodi. Ciò lascia intendere come, ancora, ci siano dei blocchi mentali che portano ad immaginare i pannolini lavabili come un qualcosa di brutto, ingombrante e scomodo, confermando l'opportunità dell'iniziativa intrapresa dal Comune di Albano Laziale che ha messo a disposizione dei genitori presenti un mini kit prova e per tutti un pieghevole di approfondimento (clicca qui per scaricarlo) per scoprire vantaggi e funzionamento dei pannolini lavabili disponibili sul mercato.

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ecoambiente RO

Da ottobre la Città di Rovigo è coinvolta in un percorso virtuoso che prevede importanti cambiamenti al sistema di raccolta differenziata.

"La gestione dei rifiuti è una delle sfide più importanti in tema di salvaguardia ambientale e sviluppo sostenibile e Rovigo deve recuperare il ritardo rispetto a quanto prevede la normativa in termini di quantità e qualità dei rifiuti differenziati" ha dichiarato il Sindaco Massimo Bergamin.
Infatti, pur essendo l'intera Provincia allineata al 65% di raccolta differenziata previsto per legge, il capoluogo si assesta ancora su un 56% con la necessità e l'obiettivo di compiere, entro breve tempo, importanti passi in avanti per colmare il gap.

L'Amministrazione comunale ed Ecoambiente S.r.l., gestore dei servizi di igiene ambientale, stanno lavorando su tre importanti fronti:
* nuova raccolta separata del vetro su tutto il territorio (prima raccolto con plastica e lattine).
* avvio del 'porta a porta' di tutti i rifiuti nelle frazioni di Rovigo (tutta la cintura della città)
* riorganizzazione delle isole per la raccolta stradale nel centro cittadino, per un migliore utilizzo e una disponibilità per i cittadini
L'intero progetto ha come obiettivo generale una migliore valorizzazione dei materiali conferiti, per favorire il recupero di risorse e la riduzione del volume di rifiuti avviati a smaltimento senza recupero.

Per accompagnare la popolazione in questo periodo di avvio dei nuovi servizi l'Amministrazione e Ecoambiente hanno messo in campo una campagna di comunicazione e sensibilizzazione a tutto tondo: attività di sensibilizzazione capillare a tutte le diverse utenze interessate, consegna domiciliare dei contenitori per la raccolta, 20 serate pubbliche, domeniche informative organizzate nelle piazze del territorio, locandine e manifesti informativi, pagina Facebook dedicata, supporto tecnico "door to door" alle attività commerciali, un numero verde sempre attivo, comunicazioni puntuali tramite la stampa locale e attività didattiche nelle scuole con ben 160 incontri formativi.

Le attività di comunicazione sono state programmate per informare in modo chiaro le diverse utenze (popolazione adulta, utenze non domestiche, popolazione scolastica, ecc.), attraverso strumenti, modalità e linguaggi differenziati, al fine di responsabilizzare e trasformare le attuali abitudini in comportamenti virtuosi. I risultati, siamo sicuri, non tarderanno ad arrivare.

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aosta mercati

La raccolta differenziata nei mercati è uno degli aspetti della gestione rifiuti meno visibile per i cittadini ma che influisce in modo significativo sulla quantità e sulla qualità della raccolta differenziata di una città.

La scelta quindi di apportare alcune modifiche alle modalità di gestione dei rifiuti prodotti all'interno del "sistema mercato" è finalizzata principalmente ad aumentare le percentuali di raccolta differenziata, oltre che a rendere più snelle e veloci le attività di pulizia a fine mercato.
Già dal 5 giugno 2017 Quendoz srl, azienda leader per i servizi di ecologia in Valle d'Aosta, ha attivato un nuovo servizio di raccolta rifiuti destinato agli operatori mercatali, che prevede quindi nuove modalità di conferimento dei rifiuti prodotti presso i mercati della città di Aosta.

Ma come funziona il servizio recentemente avviato? La gestione dei rifiuti dei mercati cittadini viene effettuata mediante i cosiddetti Punti Tecnologici di Raccolta (PTR). Alla chiusura del banco gli ambulanti devono conferire tutti i rifiuti prodotti nel corso della loro attività presso i PTR, fissi o mobili, posizionati nelle immediate vicinanze dell'area mercatale.
Per i cartoni e le cassette in plastica e legno, che vengono recuperati separatamente a fine mercato, sono invece previsti delle semplici aree di raccolta.
Una modalità di raccolta che dà i suoi frutti se a fine mercato, quando tutti gli ambulanti sono andati via, sul suolo mercatale rimane ben poco e la maggior parte dei rifiuti prodotti sono stati differenziati e avviati a riciclo.

Infine, i punti di raccolta, tecnologici e "intelligenti", sono utilizzabili esclusivamente con la tessera personale. Gli operatori attivi presso i mercati cittadini hanno ricevuto la tessera nominativa nel corso di una campagna informativa preliminare all'attivazione del servizio, realizzata da Achab Group, che ha previsto azioni mirate, con consegna e registrazione delle tessere.
Gli spuntisti e gli operatori che non hanno ancora ricevuto la tessera possono ritirarla invece presso il Centro di Raccolta cittadino di via Caduti del Lavoro 11, previa prenotazione al numero verde di servizio.

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legge

La tariffazione puntuale è universalmente individuata come uno degli strumenti migliori per prevenire e minimizzare la produzione di rifiuti urbani. Questo concetto è ben espresso nella premessa al Decreto del Ministero dell'Ambiente 20 aprile 2017, "Criteri per la realizzazione da parte dei comuni di sistemi di misurazione puntuale della quantità di rifiuti conferiti al servizio pubblico...": "Considerato che tale tariffa commisurata al servizio reso è tra gli strumenti economici più efficaci per l'attuazione della gerarchia gestionale dei rifiuti urbani ai sensi dell'art. 179 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152"....

E' interessante analizzare come negli ultimi anni diverse Regioni o Province Autonome abbiano previsto azioni specifiche di promozione di questo strumento, anche spingendosi alla definizione di obblighi in questa direzione, tra l'altro giudicati da alcuni invasivi delle competenze specifiche dei Comuni.
Si illustrano alcuni esempi, tutt'altro che esaustivi, di politiche attuate.

La Regione Piemonte individua nel proprio PRGR (approvato con deliberazione del Consiglio Regionale n. 140-14161 del 19 aprile 2016) la tariffazione puntuale del servizio di gestione dei rifiuti urbani tra gli strumenti economici, fiscali e di regolamentazione da diffondere per raggiungere gli obiettivi di Piano al 2020.
Secondo quanto previsto dalla successiva DGR n. 85-5516 del 3/8/17, quindi gli investimenti necessari per l'introduzione della tariffazione puntuale rientrano tra gli interventi ammissibili a finanziamento regionale.

La Provincia Autonoma di Trento, nel Quarto Aggiornamento del Piano Provinciale di Gestione dei Rifiuti (approvato con deliberazione della Giunta Provinciale n. 2175 del 9 dicembre 2014) individua nell'applicazione della tariffa puntuale uno degli strumenti determinanti per il raggiungimento dei risultati ottenuti ("il metodo di tariffazione puntuale è risultato essere la variabile determinante nella riduzione del rifiuto residuo e negli ambiti in cui è applicato la produzione di residuo è abbondantemente sotto la media") e degli obiettivi previsti. Il Quarto Aggiornamento del Piano non impone l'applicazione della tariffa puntuale, competenza dell'Amministrazione titolare del pubblico servizio di raccolta, ma la ritiene uno strumento essenziale per il raggiungimento di risultati elevati e che pertanto deve essere confermato e promosso.
Per incentivare l'applicazione della tariffa puntuale si prevede che, a decorrere dal 1 gennaio 2014, le somme versate alla Provincia per il recupero degli oneri di costruzione delle discariche per RSU. siano destinate, nella misura massima del 50% e secondo i criteri e le modalità stabilite dalla Giunta provinciale, all'adozione o mantenimento di modelli di misurazione puntuale della frazione indifferenziata. Per contro, per quegli ambiti di servizio che a partire dal 2019 non avranno ancora applicato il modello di tariffazione puntuale sarà prevista una penalizzazione tariffaria per lo smaltimento del rifiuto urbano residuo (RUR), in rapporto all'obiettivo di produzione media pro-capite che per il 2017 è fissato in 82 kg/AE (abitanti equivalenti) anno.

La Regione Liguria individua la tariffazione puntuale come uno strumento da promuovere ai fini della prevenzione dei rifiuti e del raggiungimento degli obiettivi di RD. Prevede quindi una specifica azione (B.9.1) di promozione di sistemi di tariffazione puntuale attraverso progetti specifici, linee guida, criteri premiali, semplificazione amministrativa, già dal 2015.
La programmazione regionale passa poi dai Piani delle Aree omogenee della 4 Province. Nel "Piano dell'area Omogenea Imperiese per la gestione integrata del ciclo dei rifiuti" l'introduzione della tariffa puntuale è obbligatoria a partire dal 01/01/2021.

La Regione Emilia-Romagna, con la Legge Regionale n. 16/2015 "Disposizioni a sostegno dell'economia circolare, della riduzione della produzione dei rifiuti urbani..." , nell'art. 1 (Obiettivi e finalità) al comma 6 si pone severi obiettivi minimi al 2020 in termini di riduzione della produzione pro capite dei rifiuti urban, di % di raccolta differenziata, di % riciclaggio di materia.
Nel successivo comma 7, ai fini del raggiungimento degli obiettivi di cui sopra sono promosse una serie di azioni, tra cui "applicare la tariffa puntuale quale strumento per la riduzione della produzione di rifiuti e di sostegno al miglioramento della qualità delle raccolte differenziate prevedendo specifici meccanismi incentivanti".
Infatti l'art. 5 riguarda specificamente i Criteri per l'applicazione della tariffazione puntuale ed il relativo comma 8 prevede che "Atersir (Agenzia di regolazione dei servizi pubblici locali ambientali della regione Emilia-Romagna) ... predispone le linee guida per l'applicazione della tariffa puntuale differenziata per utenze domestiche ed utenze non domestiche, basata sul criterio principale di minimizzazione della produzione dei rifiuti ed in particolare sulla minimizzazione dei rifiuti non inviati a riciclaggio, e determina le tempistiche della sua applicazione, che dovrà avviarsi su tutto il territorio regionale entro e non oltre il 31 dicembre 2020, con priorità per l'applicazione alle utenze non domestiche anche prevedendo verifiche sull'impatto ed eventuali correttivi.

La Regione Lazio, con L.R. 10 Agosto 2016, n. 12, all'art. 12 (Modifica alla legge regionale 9 luglio 1998, n. 27 "Disciplina regionale della gestione dei rifiuti" e successive modifiche), stabilisce che la Regione promuove la tariffazione puntuale quale strumento per incentivare prioritariamente il contenimento e la riduzione della produzione di rifiuti e per potenziare l'invio a riciclaggio delle diverse frazioni di rifiuti tramite le raccolte differenziate. La Giunta regionale, sentita la commissione consiliare competente, predispone le linee guida per l'applicazione della tariffa puntuale differenziata per utenze domestiche ed utenze non domestiche, basata sul criterio principale di minimizzazione della produzione dei rifiuti ed in particolare sulla minimizzazione dei rifiuti non inviati a riciclaggio, e determina le tempistiche della sua applicazione, che deve avviarsi su tutto il territorio regionale entro e non oltre il 31 dicembre 2020, con priorità per l'applicazione alle utenze non domestiche anche prevedendo verifiche sull'impatto ed eventuali correttivi.
Con DGR DEC2 del 17/01/2017 sono approvate "Linee guida regionali per l'applicazione della tariffazione puntuale da parte dei Comuni". Nelle linee guida si dichiara che si tratta di una opportunità e non di un obbligo e vengono delineate le motivazioni a favore della scelta della tariffazione puntuale.

La Regione Campania, con la Legge Regionale 26/05/2016 n. 14 "Norme di attuazione della disciplina europea e nazionale in materia di rifiuti", individua l'incentivazione dell'applicazione della tariffa puntuale tra le azioni da attuare per il raggiungimento degli obiettivi della pianificazione regionale.
In particolare all'art. 6 lett. e) si specifica che la Regione incentiva l'applicazione della tariffa puntuale quale strumento per la riduzione della produzione di rifiuti e di sostegno al miglioramento della qualità delle raccolte differenziate prevedendo specifici meccanismi incentivanti.
All'art. 9 si prevede che la Regione predispone linee guida per la gestione dei rifiuti solidi urbani e la determinazione della tariffa puntuale su scala comunale.

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ecoquizsesto

Coniugare gioco a premi e didattica, sensibilizzazione alla sostenibilità e nuove tecnologie care ai ragazzi di secondarie di 1° e 2° grado: tutto questo è EcoQuiz, piattaforma on-line gestita da Achab Group che sbarca in questi giorni in più di 40 classi dei comuni della Convenzione di Sesto Calende di Istituti Secondari Superiori e scuole secondarie di 1° grado (classi terze) per dar vita ad una gara all'ultimo click e all'ultimo secondo.

I 32 comuni della Convenzione (in collaborazione con le ditte di raccolta Econord, Aspem, Tramonto Antonio e Iseda) dopo il grande successo di un'altra campagna di educazione ambientale associata ad una gara a premi ("L'ecopagella di Capitan Eco" dello scorso anno, riservata alle scuole primarie) rendono quindi protagonisti gli alunni delle scuole secondarie che si sono iscritte negli scorsi mesi.

EcoQuiz è un gioco on line, accessibile su sito web o scaricabile su dispositivi IOS o Android con domande a risposta multipla su tematiche inerenti la sostenibilità ambientale. Scopo del gioco è accumulare punti rispondendo in modo corretto a più domande possibili nel minor tempo possibile, con bonus, possibilità di sfide "one to one" e altri meccanismi di accumulo punti tutti da scoprire.

Dal 16 ottobre dunque e fino al 17 novembre, per le classi iscritte Vi saranno due classifiche aggiornate in tempo reale associate a due concorsi paralleli: classifica individuale (a sua volta da sdoppiare in alunni delle secondarie di 1° grado e di 2°) con in palio per i primi tre classificati di ciascun grado un iPad mini, uno smartphone Huawei e un lettore Kindle; classifica unica delle classi con 750 euro in palio per la migliore (quella che avrà il maggior punteggio assommando i singoli giocatori).

Gli operatori della Convenzione stanno passando in tutte le classi iscritte per consegnare il materiale informativo e lanciare il gioco... che vinca il migliore, che vinca la sostenibilità ambientale!

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disco orario Genova

L'arte della grafica è quanto di più stimolante e sorprendente possa accompagnare una campagna di comunicazione e di sensibilizzazione. Misurare l'obiettivo, centrare il messaggio, mirare al target e... fuoco di colori, lettere e immagini!

Liberare una spiccata creatività, selezionare tra centinaia che frullano in testa l'idea giusta con tinte e toni azzeccati... ma non solo. La scelta del "vestito" effettuata qualche tempo fa da AMIU Genova per l'avvio della raccolta "porta a porta" in alcuni quartieri del capoluogo ligure (stilista Achab Group) è stata concepita anche per poter essere declinabile su vari strumenti e canali di comunicazione.
Così oltre ai tradizionali materiali cartacei di servizio (lettere, pieghevoli informativi, calendari di raccolta) si è potuto costruire, grazie alla scelta del layout identificativo della campagna, anche un breve e simpatico video esplicativo in motion graphic.

Ma per capire quanto sia determinante e impattante anche "l'abito" e non solo la struttura dello strumento ricordiamo un particolarissimo gadget voluto da Amiu per i cittadini: il disco orario della raccolta differenziata, un originale materiale in cartoncino, dotato anche di magnete (per essere posizionato ad esempio sul frigorifero) da far ruotare per scoprire giorni di raccolta e regole relative a tutte le tipologie di rifiuto!
Libertà di ideare e necessità di informazioni corrette dunque si possono sposare alla perfezione, aggiungeteci un pizzico di voglia di osare e il risultato è garantito!

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rocca priora monistreet

Con il contributo erogato dalla Città Metropolitana di Roma Capitale attraverso il bando 2016 per la realizzazione di interventi volti a incrementare la percentuale di raccolta differenziata del territorio, a Rocca Priora, Comune di 12.000 abitanti dei Colli Albani, a sud di Roma, sarà avviato nelle prossime settimane il sistema Monistreet, ideato da Achab Group.

Con l'utilizzo di fototrappole per la videosorveglianza e del software gestionale (accessibile anche via app per dispositivi mobili) per il censimento e la gestione dei siti di abbandono, l'Amministrazione mira a contrastare con efficacia la nascita di piccole e grandi discariche abusive, evidenti soprattutto nelle strade periferiche.

Il problema di di Rocca Priora è ben diffuso: in molti comuni dove è attiva la raccolta porta a porta dei rifiuti è purtroppo frequente vedere sacchi di rifiuti, ma anche vecchi elettrodomestici e macerie gettati a bordo strada, persino amianto! L'abbandono di questi materiali (peraltro conferibili comodamente e gratuitamente presso il Centro di Raccolta Comunale) è uno uno sfregio alla decenza ed al decoro urbano, oltre che un pericolo per la salute pubblica e l'ambiente.
L'inversione di tendenza in questo caso si chiama Monistreet: uno strumento potente nelle mani dell'amministrazione, per cogliere sul fatto i responsabili di questo scempio, realizzando fotografie e video degli illeciti con videocamere nascoste, che comunicano in tempo reale con il programma di gestione e permettono di giungere in tempi rapidi a sanzioni amministrative ed in alcuni casi penali.

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