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"Bibione Respira il mare" continua anche per l'estate 2018 nell'intento di promuovere le vacanze al mare libere dal fumo e dai mozziconi di sigaretta. La fortunata campagna di sensibilizzazione, nata nella rinomata località turistica balneare di Bibione per volontà dell'Amministrazione Comunale di San Michele al Tagliamento - Comune di cui Bibione fa parte con la collaborazione di Asvo, Bibione Spiaggia, Bibione Live e delle Associazioni di Categoria, continua anche quest'anno con il prezioso supporto di tutto il comparto turistico bibionese.

L'evento di lancio ha visto coinvolti circa un centinaio di bambini impegnati a dipingere un murales di tela, diventato poi la coda di un pallone aerostatico, che, come un variopinto aquilone, ha portato nell'aria un chiaro messaggio: un cielo libero dal fumo e pieno di colori.

Come detto in conferenza stampa da Luca Michelutto, presidente di Asvo "i bambini sono i migliori testimonial delle iniziative ambientali: ad esempio, ogni volta che attiviamo formazione nelle scuole otteniamo un innalzamento delle percentuali di raccolta differenziata. Un motivo in più per continuare su questa strada".

Per tutta l'estate i turisti, dai più piccini agli adulti, saranno coinvolti nei laboratori di costruzione degli aquiloni in spiaggia, per continuare la diffusione del messaggio. Parallelamente sarà comunicato l'invito al rispetto del divieto di fumo lungo la battigia e di limitare il più possibile il fumo sotto l'ombrellone all'insegna del rispetto dell'ambiente, della salute e del benessere.

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compostgoal

Presso la sede di Anci Puglia, si è tenuta la conferenza stampa di presentazione di "Compost Goal", il programma di misurazione di performance che premia i comportamenti virtuosi dei circa 40 Comuni delle regioni Puglia, Basilicata e Campania che conferiscono la frazione organica presso l'impianto di compostaggio di Progeva con sede in Laterza (TA).

Il progetto è organizzato da Progeva Srl, in collaborazione con Assobioplastiche e Consorzio Italiano Compostatori, coordinato e diretto da Achab Med SrlAnci Puglia, Associazione dei Comuni Virtuosi e Utilitalia sono i partner che hanno concesso il patrocinio morale. Main sponsor dell'iniziativa è Novamont Spa.

Il progetto prende forma attraverso una sfida, una competizione, un campionato: sono 34 i Comuni che hanno risposto alla convocazione ufficiale per giocare nel campionato di "Compost Goal". Scenderanno in campo in rappresentanza di 3 regioni: 24 per la Puglia, 7 per la Basilicata e 3 per la Campania. La partita si gioca sulla sostenibilità ambientale, in particolare sulla qualità dei rifiuti organici raccolti nei diversi Comuni (ossia gli scarti di cucina, i rifiuti dei mercati e i relativi sacchi biodegradabili e compostabili a norma UNI EN 13432:2002). 

I giocatori (i Comuni) potranno prepararsi al meglio alle sfide grazie al media kit informativo ed alla partecipazione a seminari tecnici di approfondimento tenuti da esperti relatori in materia dell'intero panorama nazionale. Potrannno, dunque, sensibilizzare le utenze sul tema della qualità della frazione organica con l'obiettivo di migliorare le proprie performance a beneficio dell'iniziativa stessa.

"Compost Goal" metaforizza i contenuti comunicativi della propria campagna, attraverso l'immaginario del gioco del calcio, traendo ispirazione dall'Agenda Globale per lo sviluppo sostenibile approvata il 25 settembre 2015 dalle Nazioni Unite, e dai relativi 17 Obiettivi di sviluppo sostenibile (Sustainable Development Goals – SDGs nell'acronimo inglese), articolati in 169 Target da raggiungere entro il 2030.

Per info sul progetto: www.compostgoal.net

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Finalmente ci siamo. Con la firma ufficiale da parte di rappresentanti dei 32 Comuni della Convenzione di Sesto Calende e dei ristoratori del territorio aderenti (ad oggi ben 42) del simbolico "Protocollo d'Intesa per la riduzione dello spreco alimentare", avvenuta venerdì 6 luglio nel Municipio del comune capofila, parte ufficialmente il progetto "Qui non sprECO", ovvero il lancio di un circuito di ristoranti, patrocinato dalla Convenzione, attrezzati per ridurre rifiuti e sprechi. Il tutto in collaborazione con le ditte che gestiscono il servizio rifiuti Econord, Tramonto Antonio, Iseda e ACSM-AGAM Ambiente srl (nuova denominazione di Aspem) e in sinergia con Achab Group.

Tutto è partito dalla volontà della Convenzione Rifiuti di Sesto Calende, la quale sta raggiungendo ottimi risultati di raccolta differenziata, di sensibilizzare tutti gli utenti del servizio, compresi anche i visitatori del territorio, sul tema "riduzione dei rifiuti e degli sprechi", come già testimonia il calendario di raccolta 2018, interamente dedicato proprio alla lotta allo spreco alimentare.
Il tutto con l'obiettivo di applicare quanto previsto dalla normativa nazionale sugli sprechi (la ormai famosa Legge n.16 del 19 agosto 2016, conosciuta anche come "Legge Gadda") e di cercare di instaurare una nuova mentalità per ciò che riguarda la gestione degli avanzi dei pasti nei ristoranti. Molto spesso, infatti possono essere portati a casa e consumati in un secondo tempo ma, proprio per una mancanza di abitudine, sia da parte dei clienti che dei ristoranti, invece vengono lasciati al ristoratore che deve necessariamente conferirli nella raccolta dell'umido e sprecare del cibo ancora buono e nutriente.

Con questo obiettivo dunque, la Convenzione ha contattato tutti i ristoranti del territorio chiedendo di aderire al nuovo circuito "Qui non sprECO".
I ristoranti, aderendo, si impegnano a confezionare gli avanzi di pasto offrendoli ai clienti, per il trasporto a casa, all'interno di un eco-sacchetto in carta riutilizzabile (marchiato appunto Qui non sprECO), fornito dalla Convenzione e ad adottare almeno altre due misure atte a ridurre i rifiuti quali ad esempio esercitare pratiche di rifornimenti bevande con vuoto a rendere, offrire acqua solo in contenitori di vetro riutilizzabili, utilizzare tovaglie in stoffa e stoviglie lavabili o sapone liquido in dispenser ricaricabili in bagno.

La Convenzione, in cambio, offre il proprio certificato "Qui non sprECO" attraverso targhe, vetrofanie ed espositori da esibire nei ristoranti e, soprattutto, attraverso la diffusione della lista dei ristoranti su tutti i propri canali di comunicazione, a partire da quelli social come il sito ufficiale, la app e i canali Facebook e Twitter, per continuare con quelli cartacei, come apposite locandine e cartoline che saranno diffuse presso le sedi dei 32 comuni e, soprattutto, gli oltre 80 mila calendari di raccolta 2019 che andranno nelle case di tutti gli utenti del servizio a partire dall'autunno.
Da ultimo, condizione necessaria in iniziative di questo tipo, la Convenzione effettuerà periodicamente delle visite ai ristoranti aderenti per monitorare l'andamento del progetto e per verificare gli impegni presi dai ristoratori.

Ad oggi, dunque la lista dei ristoratori stessi comprende 42 soggetti, ma sarà sempre in aggiornamento: nuove adesioni sono possibili in qualunque momento e chi volesse aderire potrà semplicemente contattare la Convenzione di Sesto Calende o il proprio Comune di appartenenza. 

Scarica qui la locandina con i 42 ristoranti aderenti!

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ecoquiz APPA TN

Qualche settimana fa si sono svolte, presso l'aula magna del Liceo Classico Giovanni Prati di Trento, le premiazioni di "Ecoquiz: in missione per il pianeta", il quiz a premi dinamico, divertente ed educativo sotto forma di App per smartphone, tablet o pc che ha permesso agli studenti delle scuole secondarie di secondo grado del Trentino di misurarsi con le conoscenze in materia di biodiversità, smaltimento e riciclaggio dei rifiuti, raccolta differenziata, consumo consapevole, mobilità sostenibile e risparmio energetico: più di 2000 domande e un test per scoprire "quanta terra usi", ovvero il peso del proprio stile di vita in termini di sostenibilità ambientale.

A premiare i tre studenti vincitori e la classe vi erano la dirigente generale di APPA, Laura Boschini, la sostituta dirigente del Settore tecnico per la tutela dell'ambiente di APPA, Raffaella Canepel, la dott.ssa Monica Tamanini referente del progetto, assieme a Stefano Trainotti del Servizio del Istruzione e Formazione del secondo grado università e ricerca della Provincia. Presenti numerosi docenti e studenti che hanno partecipato al gioco. Quello di Ecoquiz è stato infatti un successo oltre alle aspettative: si sono iscritte 41 classi con 587 studenti di 10 Istituti scolastici delle secondarie di 2° grado (20 licei, 17 istituti tecnici, 4 scuole della formazione professionale). Le partite giocate dal 6 aprile al 12 maggio sono state ben 22.812, con una media di 617 partite al giorno e 116 partite per giocatore.
Un complimento particolare ad APPA per aver creduto nel progetto e averlo portato avanti nel tempo ma soprattutto agli studenti vincitori Nicoletta, Tiziano, Gabriele, e a tutta la classe 2°A del Liceo scientifico Scienze applicate dell'Istituto L. Guetti di Tione di Trento  per il risultato raggiunto.

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valutazione impronta ambientale

E' nata la "certificazione italiana dell'impronta ambientale" ed alla Università Bocconi di Milano (piazza Sraffa 13), mercoledì 20 giugno, dalle ore 13.45, presso l'aula N20 verrà approfondito il tema grazie ad un apposito ed interessante convegno.

Infatti, il 29 maggio scorso è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il Decreto Ministeriale 21 marzo 2018 n.56, recante il "Regolamento per l'attuazione dello schema nazionale volontario per la valutazione e la comunicazione dell'impronta ambientale dei prodotti, denominato "Made Green in Italy", di cui all'Art. 21, comma 1, della Legge 221/2015. Con questo atto normativo prende definitivamente il via la fase applicativa dello schema, basato sul metodo della Product Environmental Footprint della Commissione Europea, dopo una lunga e travagliata gestazione.
Il meeting avrà l'obiettivo di entrare nel merito di tutti i dettagli del Regolamento e di raccogliere le prime reazioni da parte dei key-players italiani.

Ecco il programma:

ore 13.45: registrazione e welcome coffee

ore 14.30: i contenuti del DM 56/2018, a cura di Fabio Iraldo, Coordinatore Osservatorio Green Economy, IEFE, Università Bocconi e Istituto di Management, Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa

Intervengono: Enrico Cancila (Osservatorio GreenER e segreteria tecnica delle Rete Cartesio); Laura Cutaia (ENEA); Paolo Masoni (EcoInnovazione); Simonetta Roncari (Regione Lombardia)

Per informazioni: iefe@unibocconi.it 

Le iscrizioni possono essere effettuate on-line su www.unibocconi.it/eventi 

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ecoquiz LI

Tecnologia e studenti che si alleano per l'ambiente grazie a EcoQuiz: a Livorno ancora una dimostrazione di quanto ormai non sia più possibile "evitare" il contatto tra ragazzi e nuove tecnologie, ma anzi quanto esso debba essere sfruttato in modo positivo ed incanalato per ottenere nuove opportunità didattiche e metodi diversi di apprendimento.

Si è concluso così, ufficialmente giovedì 31 maggio, con una partecipatissima premiazione, il concorso didattico "Eco Quiz, in missione per il Pianeta", organizzato da Aamps e Comune di Livorno, e rivolto ai ragazzi delle scuole livornesi. L'evento si è tenuto nella Sala Cerimonie del Palazzo Comunale, alla presenza del direttore generale di Aamps, Paola Petrone, e dall'assessore comunale all'Ambiente, Giuseppe Vece.

Tommaso Antonini della 2a BPA del Liceo Cecioni e Tommaso Cafferata della 2a B della Micali, rispettivamente per le categorie "Scuola secondaria di 2° grado" e "Scuola secondaria di 1° grado", si sono aggiudicati il primo premio in palio. Per entrambi un nuovissimo tablet di ultima generazione firmato Samsung. Attestati di riconoscimento per i secondi e terzi classificati nelle rispettive categorie: Francesco Fraca (1a CLA Istituto Colombo) e Lorenzo Occhetto Giorgi (2a BPA Liceo Cecioni) per le superiori e Gessica Sacaj (1a B Micali) e Christian Panciatici (2° B Micali) per le medie. Un premio in denaro del valore di 250 euro, simboleggiato da un simpatico eco-assegno, è stato vinto dal liceo Cecioni e dalla scuola secondaria di primo grado Micali, per aver ottenuto il punteggio più alto complessivo tra tutti i loro studenti in gara.

"Eco Quiz, in missione per il Pianeta" ha coinvolto oltre 100 alunni di 13 classi di alcuni degli istituti secondari di Livorno. Da inizio aprile fino al 9 maggio, i ragazzi hanno risposto a una serie di domande online su vari argomenti di natura ambientale, in una sorta di sfida digitale per mettere a dura prova la sensibilità ecologica dei più giovani: biodiversità agricola, qualità dell'aria, mobilità, energie rinnovabili, smaltimento rifiuti ed eco-sostenibilità sono stati gli argomenti su cui si sono confrontati gli studenti per circa un mese cercando di raggiungere il punteggio più alto per ogni tematica. I risultati sono stati sorprendenti: quasi 6 milioni di punti complessivamente accumulati e più di 7000 partite giocate, con una media di 74 per ogni giocatore. Il record di punti del vincitore assoluto in una sola partita è di 6632 punti.

Visto il successo di questa edizione, che ha visto una partecipazione più alta rispetto alla media delle città in cui si è svolta l'iniziativa, EcoQuiz verrà replicato il prossimo anno scolastico. Inoltre a settembre partirà un altro progetto, "Capitan Eco", rivolto anche alle scuole elementari.

"Siamo molto soddisfatti della risposta degli studenti di Livorno" – ha dichiarato Paola Petrone, direttore generale di Aamps. "Pensiamo che i più giovani siano il simbolico terreno fertile dove far germogliare la sensibilità ecologica e allo stesso tempo siano anche i migliori portavoce delle istanze ambientali, sia per la nostra città che per il pianeta intero. Il numero dei partecipanti e i risultati ottenuti da ognuno di loro sono la dimostrazione che nelle scuole i temi così importanti come quelli ambientali sono affrontati nella maniera corretta. Del resto, la disponibilità degli istituti coinvolti per partecipare a EcoQuiz è stata immediata, già dai primi incontri di presentazione dell'iniziativa. Siamo sicuri che le buone pratiche che i ragazzi hanno dimostrato di conoscere non si siano limitate solo al completamento del gioco, ma siano per loro un patrimonio acquisito e rappresentino convinzioni importanti da diffondere dentro e fuori casa".

"Quello di oggi – ha concluso l'assessore comunale all'Ambiente, Giuseppe Veceè un passo avanti determinante per lo sviluppo di una sensibilità ambientale sempre più radicata. Le buone pratiche che sono entrate nel bagaglio culturale di questi cento ragazzi attraverso l'EcoQuiz, potranno facilmente essere trasferite all'interno delle famiglie. Questo contribuirà a costruire una catena di Sant'Antonio virtuosa capace di moltiplicare il numero di cittadini educati alle buone pratiche e alla sostenibilità ambientale. Non è il primo progetto di educazione ambientale che viene messo in campo da questa amministrazione e non potrebbe essere altrimenti: questa è infatti la sfida del nostro tempo".

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kamikatsu

Recentemente i media internazionali hanno raccontato l'esperienza di Kamikatsu, comune rurale situato sull'isola di Shikoku, nel sud-ovest del Giappone, tra montagne e risaie, con 1.700 abitanti. Dal 2003, questo comune ha avviato la sfida verso i rifiuti zero entro il 2020, anno dei giochi olimpici a Tokyo.

Presso le famiglie di Kamikatsu la differenziazione non è una parola vuota, ci sono contenitori ovunque, poiché vengono selezionate in totale 45 categorie di rifiuti! Ad esempio una semplice bottiglia in plastica viene suddivisa nei 3 elementi, etichetta, tappo e bottiglia stessa, da risciacquare prima di conferirla, il cartone rigido viene separato da quello cartone morbido, il vetro bianco da quello colorato, l'acciaio dall'alluminio.
La raccolta avviene esclusivamente attraverso il conferimento al centro di raccolta, aperto anche la domenica, dove quindi le famiglie si recano frequentemente, e che conseguentemente è diventato un luogo di incontro e socializzazione. Molti residenti sono anziani e non guidano più, per loro vi è un servizio pubblico di raccolta, con frequenza mensile, rafforzato da personale volontario.
L'autocompostaggio è la norma in questo villaggio, anche con macchine compostatrici fornite dal Comune.
Fino agli anni 2000 lo smaltimento era effettuato con la modalità più diffusa in Giappone, ossia l'incenerimento. I risultati attuali sono di una differenziazione di oltre l'80% dei rifiuti prodotti e solo il resto viene incenerito, non più a Kamikatsu, ma in un'altra città.

Viene inoltre promosso il riuso: a lato del centro di raccolta è possibile depositare gli oggetti ed i vestiti che non si usano più e di prenderli gratuitamente da parte di chi ne ha bisogno. Delle 13 tonnellate di oggetti lasciati all'anno, 11 sono stati riutilizzati.
Si sono inoltre sviluppate attività artigianali che impiegano materiali di scarto, quali ad esempio orsacchiotti realizzati con vecchi kimono.
I comportamenti virtuosi sono seguiti anche dalle attività non domestiche. I ristoranti ad esempio utilizzano prevalentemente prodotti locali, non usano tovaglie di carta, forniscono scontrini digitali.

Sicuramente un'esperienza interessante in un contesto particolare, che dimostra innanzitutto quanto sia importante la consapevolezza e la partecipazione dei cittadini. Anche nelle nostre realtà abbiamo esperienze estremamente virtuose, magari un po' meno spostate sul contributo dei cittadini, ma con una quota importante di servizi di raccolta garantiti. In quanto alle frazioni da selezionare, guarda caso il decreto che disciplina la gestione dei centri di raccolta elenca 45 codici CER...

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CIFA

E' durato una settimana, dal 7 all'11 maggio il ToT (Training of Trainers) in comunicazione ambientale e gestione dei rifiuti plastici svolto da Achab Group ad Hawassa, in Etiopia. L'attività è stata ideata nell'ambito del progetto "100% Plastic" di Cifa Onlus, cofinanziato dall'Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo. Il progetto ha l'obiettivo di avviare la filiera del riciclo dei contenitori per bevande in plastica PET nella capitale della Regione delle Nazioni, Nazionalità e Popoli del Sud, che conta quasi 160.000 abitanti.

Hawassa è una città in rapida crescita, con grandi investimenti dall'estero, un'economia ed una società che stanno rapidamente cambiando, conducendo ampie fasce della popolazione verso uno stile di vita consumista, importato dall'occidente industrializzato. Questo sviluppo socio-economico è alla base dell'inquinamento ambientale collegato a una crescente produzione di rifiuti da imballaggio, da cui trae spunto il progetto "100% Plastic", con l'obiettivo di avviare al riciclo tutte le bottiglie di plastica immesse sul mercato cittadino.

Il progetto comprende azioni materiali per l'organizzazione della raccolta differenziata, dello stoccaggio, del trasporto e trasformazione delle bottiglie raccolte, ed azioni immateriali di formazione imprenditoriale dei raccoglitori e sensibilizzazione della popolazione e delle istituzioni.
Il training condotto da Dario Capello per Achab ha trasmesso a vari portatori di interesse le competenze di base sulla comunicazione ambientale e sui rischi ambientali e sanitari connessi alla crescente presenza di rifiuti in plastica nell'ambiente, con l'obiettivo di smuovere le coscienze e spronare all'azione, facendo sinergia con le azioni di progetto. Nei 5 giorni di formazione sono stati coinvolti lo staff etiope di progetto, gli amministratori della Municipalità di Hawassa e della Regione SNNPR, i rappresentanti delle associazioni di raccoglitori di rifiuti, i rappresentanti dei kebelè e delle sub-cities di Hawassa, per un totale di 124 partecipanti.

Le lezioni sono state svolte in lingua inglese, spesso con il supporto di un interprete madrelingua amarico, ed hanno alternato momenti di spiegazione frontale al dialogo e all'interazione organizzata in forma di laboratorio (workshop).
La modalità della formazione dei formatori (training of trainers) è finalizzata a fare sì che i partecipanti siano in grado di replicare la formazione ad altri soggetti, potenziandone esponenzialmente l'impatto.

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Per il secondo anno consecutivo il CO.VAR.14, consorzio di bacino per 19 comuni dell'area sud ovest di Torino, promuove con gli enti locali un nuovo modo di vivere sagre e manifestazioni, facendo "Ecofesta insieme"

Così, nel comune di Carignano, prima tappa nel 2018, per la frequentatissima festa "Fiori e Vini" si è ripetuta la positiva esperienza dello scorso anno, organizzando un sistema efficace di raccolta dei rifiuti e predisponendo un apparato comunicativo tale da invogliare gli avventori e gli espositori ad operare una corretta raccolta differenziata, rendendo la fiera una manifestazione più leggera per l'ambiente.

Spesso infatti, questo tipo di eventi, che durano più giornate e che ospitano numerosi punti di ristoro portano con sè un impatto ambientale fortissimo ed è necessario agire su ambo i lati (organizzazione e fruizione) per limitarlo.

Cosa effettuata dal CO.VAR. 14 in collaborazione con Achab Group e, a giudicare dalle reazioni, piaciuta ai carignanesi e ai "forestieri", tanto che in molti si sono alzati spontaneamente a fine pasto a cercare ed utilizzare i cassonetti per la raccolta differenziata, spostati in mezzo alla piazza e custoditi da alcuni animatori, incitati anche dai visibili strumenti di comunicazione che hanno reso centrale la gestione dei rifiuti assieme alla fruizione del momento di svago da parte del pubblico.

"Spesso non ci rendiamo conto di quale sia la quantità di rifiuti che viene prodotta in questo tipo di eventi - sottolinea Leonardo Di Crescenzo, presidente del Consorzio torinese - e, dunque, azioni come queste sono molto utili sia per investire nella sensibilità del pubblico e degli operatori, senza la collaborazione dei quali non si avrebbero risultati apprezzabili, sia per ottenere a fine evento una tangibile minimizzazione dei rifiuti prodotti".

 

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"Lo spreco è un insulto alla società, al bene comune, all'economia del nostro come di ogni Paese. Alcuni progetti di solidarietà stanno dando risultati positivi. Occorre estenderli, valutando come intervenire con strumenti legislativi di sostegno. Ridurre gli sprechi è un grande impegno pubblico, a cui possono partecipare da protagonisti la società civile organizzata, il volontariato, il no-profit, la cooperazione, l'impresa privata". Queste sono le parole pronunciate dal Presidente Mattarella il 5 giugno 2015. Da quel momento sono stati fatti importanti passi avanti, a partire dalla legge n.166/2016 o "Legge Gadda" contro gli sprechi alimentari e farmaceutici entrata in vigore il 14 settembre 2016 che ha riorganizzato il quadro normativo che regola le donazioni degli alimenti invenduti sensibilizzando e incentivando l'uso consapevole delle risorse e dei prodotti ancora utilizzabili dalle organizzazioni di volontariato.

L'obiettivo è quello di diffondere una maggiore sensibilità ambientale, dal momento che i rifiuti alimentari rappresentano un problema per l'Europa e l'Italia che ha effetti sull'ambiente e l'economia, oltre ovviamente a importanti risvolti sociali.
I numeri dello spreco sono ancora molto alti: dai dati del rapporto Waste Watcher 2016 (l'Osservatorio nazionale sugli Sprechi, attivo per iniziativa di Last Minute Market) in Italia ogni anno si sprecano 8 miliardi di euro in cibo che finisce nella spazzatura, questo dato si basa sull'auto-percezione dello spreco da parte di un campione rappresentativo di soggetti. Da esperienze realizzate in diversi paesi europei è però emerso che il dato auto-percepito è generalmente sottostimato rispetto a quello reale, si tratterebbe quindi di una cifra ancora maggiore. Lo spreco riguarda l'intera catena alimentare, dalla produzione al consumo e ristorazione, ed è di vitale importanza riuscire a ridurlo. Dall'entrata in vigore della "legge Gadda" il bilancio può però dirsi positivo, tanto che la legge italiana è diventata un modello anche per gli altri Paesi europei. Un dato confermato dalle associazioni di volontariato che hanno visto aumentare i beni erogati gratuitamente per quantità e tipologia. Le stime della fondazione Banco alimentare, la più grande realtà italiana di recupero del cibo e di sostegno ai più bisognosi, parlano infatti di un aumento del 20% del recupero eccedenze dalla grande distribuzione da settembre 2016 a settembre 2017.

A questo vanno aggiunte le buone pratiche già attuate in molti comuni proprio in attuazione della normativa contro gli sprechi.
Una di queste buone pratiche è "Eco e non spreco", una interessante iniziativa lanciata nel territorio del Portogruarese in provincia di Venezia, che mira a ridurre gli sprechi alimentari incentivando all'uso della family bag tra ristoranti, pizzerie, trattorie, osterie, agriturismi e punti ristoro locali.
Il progetto ha già raccolto 57 adesioni da parte dei ristoratori degli 11 comuni coinvolti, numero che però aumenterà con il passare del tempo e il diffondersi delle buone pratiche. Ad ogni ristoratore verranno fornite le family bag, ovvero le buste con cui portare a casa il cibo avanzato e un kit informativo composto da vetrofania da applicare sulla porta del locale, cartoline per i clienti con informazioni sul progetto, espositori da tavolo e informativa per menù che invita i clienti a chiedere l'avanzo.
Scopo del progetto è ridurre lo spreco alimentare che coinvolge la parte finale della catena alimentare, cioè il consumo e la ristorazione (circa il 21% dello spreco totale) e vede come attore principale il cittadino. In questa fase una delle cause dello spreco sono le porzioni standard troppo abbondanti nei locali, circa il 70% dei clienti infatti non porta a casa ciò che rimane nel piatto, abitudine dovuta spesso alla vergogna nel chiedere. L'iniziativa vuole cambiare la concezione della family bag trasformandola da elemento di vergogna a merito ecologico e buona abitudine.
Tramite "Eco e non spreco" diventa possibile ridurre il rifiuto umido prodotto dai ristoratori sensibilizzando i cittadini sul tema della riduzione e degli sprechi e rivalutando i comportamenti sostenibili.
Un importante passo nella giusta direzione per ridurre gli sprechi alimentari.

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Il decreto del Ministero dell'Ambiente del 26/05/16, che aveva finalmente introdotto le linee guida per un metodo di calcolo della raccolta differenziata dei rifiuti urbani e assimilati, omogeneo a livello nazionale, prevedeva. nel calcolo anche la possibilità del contributo dell'autocompostaggio, oltre che del compostaggio di prossimità e di comunità, purché fosse garantita la tracciabilità ed il controllo.

Le Regioni hanno progressivamente recepito tali indicazioni; in particolare la Regione Piemonte con D.G.R. n. 15-5870 del 3/11/17 ha adeguato il proprio metodo di calcolo, stabilendo quindi l'inserimento nel calcolo della raccolta differenziata dei quantitativi di rifiuti organici sottoposti a compostaggio domestico, di prossimità e di comunità e l' applicazione dal 1 gennaio 2017.
Da tali provvedimenti ne consegue che il monitorare l'autocompostaggio non è solo opportuno al fine dell'individuazione di utenti scorretti che usufruiscono di sconti sulla TARI non dovuti, con il conseguente danno economico per i Comuni e gli altri cittadini, ma è anche uno strumento per migliorare uno degli indicatori ambientali più rilevanti, anche sotto il profilo mediatico, quale la percentuale di raccolta differenziata.

Il Consorzio CISA di Ciriè ha avviato, grazie ad un contributo della Regione Piemonte, un programma molto intenso di verifiche presso le utenze, condotto alla fine del 2017, che ha visto l'effettuazione di sopralluoghi presso 1800 utenze, per lo più domestiche.
I risultati di questa iniziativa sono stati presentati nell'ambito di un convegno tenutosi a Ciriè a Febbraio, dal titolo "Le buone pratiche danno sempre buoni frutti", alla presenza dell'Assessore Regionale all'Ambiente, Alberto Valmaggia, nel quale sono state presentate le più recenti iniziative portate avanti dal Consorzio in tema di prevenzione e gestione dei rifiuti.
Il progetto sul compostaggio realizzato da CISA ha riguardato 14 Comuni in cui la raccolta dei rifiuti urbani avviene con modalità porta a porta ed è presente la raccolta dell'umido e le attività realizzate sono state:
* incontri con amministratori e tecnici dei Comuni coinvolti
* redazione del Regolamento tipo per l'istituzione dell'Albo Compostatori secondo le nuove regole
* campagna di comunicazione
* corsi per i cittadini
* sopralluoghi presso le utenze.
* attività e risultati presentati
L'attività di monitoraggio è stata effettuata da tecnici della società Corintea ed è consistita nella rilevazione di una serie di dati ed informazioni di tipo anagrafico, di carattere tecnico «obbligatorie» per l'Albo Compostatori (secondo le specifiche fissate dalla Regione Piemonte) oppure complementari utili a comprendere come viene affrontato e gestito il compostaggio, del gradimento da parte delle utenze ed infine dell'esito delle verifiche.
Le informazioni raccolte sono state registrate su "cloud" (modulo Google), attraverso l'uso di tablet. Normalmente, al fine di ottenere l'accesso alle aree private, i tecnici sono stati accompagnati da personale, amministratori o altre figure dei Comuni, conosciute dagli utenti.

Complessivamente sono state effettuate 1.783 verifiche a buon fine presso le utenze domestiche e qualche utenza non domestica.
In estrema sintesi, tra i dati rilevati su segnala:
* il 90% delle utenze verificate effettua correttamente l'autocompostaggio e non conferisce la frazione organica nei circuiti di raccolta dei rifiuti, differenziati o non
* una quota del 5% ha importanti lacune, ma sostanzialmente è "recuperabile" e quindi l'iscrizione all'Albo è stata confermata ma verrà effettuata una nuova verifica nei prossimi mesi
* il 5% non pratica l'autocompostaggio e deve essere depennata dall'Albo; nella maggior parte dei casi questi utenti dopo aver iniziato a compostare hanno poi abbandonato la pratica senza preoccuparsi di segnalarlo
* l'età delle persone che praticano l'autocompostaggio è risultata (come peraltro già noto) tendenzialmente elevata, con una larga maggioranza di persone oltre i 65 anni e solo il 6% con meno di 45 anni
* solo il 13% degli utenti compostatori ha seguito i corsi realizzati dal Consorzio, nonostante ogni anno ne vengano proposti e realizzati parecchi
* la compostiera in plastica fornita a prezzo agevolato dal Consorzio viene usata solo in poco più di 1/3 dei casi, mentre è prevalente l'uso di modalità alternative (cumulo, buca) od una compostiera acquistata autonomamente o costruita "fai da te"
* tutti coloro che effettivamente praticano il compostaggio, con rarissime eccezioni, sono soddisfatti di questa pratica.
Le conclusioni tratte nel contesto specifico dei 14 Comuni del Consorzio CISA sono che il compostaggio si conferma una pratica non difficile, che normalmente appassiona e lascia soddisfatti gli utenti, ma che oggi coinvolge per lo più fasce di popolazione anziana. Le modalità adottate indicano che la pratica riguarda per lo più famiglie con forte connotazione culturale rurale, l'approccio è prevalentemente empirico, la conoscenza dei principi tecnici del processo è abbastanza limitata.

Tra i suggerimenti che si possono ricavare si sottolineano:
* vanno creati nuovi strumenti e nuovi «linguaggi» per diffondere il compostaggio presso famiglie più giovani e famiglie di estrazione urbana
* l'incentivazione economica deve riguardare anche le utenze non domestiche (agriturismi, ristoranti che compostano)
* è opportuno, nel caso di adozione della tariffazione puntuale, soprattutto in contesti rurali, il passaggio dalla riduzione del prelievo, per chi pratica l'autocompostaggio, alla quantificazione dell'effettivo servizio reso. Tale approccio è in effetti applicato da quest'anno in un comune di CISA.

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E' partito con successo il progetto "A scuola... con AAMPS!", promosso dall'azienda di Livorno e fortemente voluto dall'Assessore all'Ambiente del Comune Giuseppe Vece per le scuole primarie e secondarie di I° e II° grado.

Ci racconta Paola Petrone, Direttore Generale di AAMPS: "La nostra azienda crede molto nell'educazione ambientale ed in particolare nella "gamification" dei concetti da trasmettere. E' per questo che in sintonia con l'Amministrazione Comunale abbiamo proposto un nuovo progetto biennale che affiancherà ai classici e sempre validissimi interventi in classe anche dei giochi. Da un lato sfruttando metodi più tradizionali e concreti per le scuole primarie, dall'altro sfruttando le tecnologie tanto care ai ragazzi per le scuole secondarie. Con l'obiettivo di coprire tutte le fasce d'età scolastiche".

La prima attività nel mese di marzo 2018 è consistita, appunto, nello svolgimento di laboratori di educazione ambientale nelle classi con più di 40 lezioni organizzate grazie alle adesioni degli insegnanti delle scuole, i quali hanno potuto scegliere l'argomento trattato tra tematiche riguardanti raccolta differenziata e riduzione dei rifiuti, come ad esempio l'affrontare un modo consapevole di fare gli acquisti quotidiani.

Durante le lezioni sul tema "Rifiuti e Raccolta Differenziata" i bambini e i ragazzi sono stati accompagnati dall'educatore in un percorso logico che li ha aiutati a comprendere che i rifiuti non sono solo oggetti di cui disfarsi ma sono importanti risorse che, se gestite correttamente, possono diventare nuovi oggetti risparmiando energia e salvaguardando l'ambiente. Invece, le lezioni sul "Peso dei Rifiuti e la Spesa Consapevole", hanno come spunto iniziale l'idea che fare la spesa è un gesto che non riguarda solo i nostri gusti, il nostro portafoglio, ma anche i problemi ambientali, la nostra salute, il nostro stile di vita. Tramite un consumo consapevole, l'uomo comune può determinare e controllare il modo in cui i beni di consumo vengono prodotti dalle aziende, diventando così padrone vero delle sue scelte e non più consumatore passivo ed indifferente a tutto ciò che sta dietro l'immagine di un prodotto. 

Alcune classi delle secondarie di I e II grado che hanno partecipato ai laboratori hanno aderito anche a un'altra delle proposte formative nel progetto di AAMPS, ovvero Ecoquiz, il gioco-concorso sulla sostenibilità ambientale.

Dal 9 aprile e fino al 7 maggio Ecoquiz è attivo e le classi aderenti possono giocare e sfidarsi attraverso il "serious game" di Achab Group, progettato come strumento di sensibilizzazione finalizzato a misurare e migliorare le conoscenze nel campo della sostenibilità ambientale.
Al termine del mese di gioco i giocatori in testa alla classifica e le migliori classi saranno premiati.
In particolare, i 2 studenti vincitori, il migliore delle secondarie di primo grado e il migliore delle secondarie superiori, saranno premiati con un tablet, mentre le 2 classi migliori (sempre una per grado scolastico) ciascuna con un buono d'acquisto da 250 Euro per materiale didattico.

Infine, ma non da ultimo, nei mesi di aprile e maggio invece verranno formulate le richieste di adesioni per l'ulteriore attività prevista nel progetto, ovvero il concorso per scuole primarie l' "EcoPagella di Capitan Eco" Saranno contattate tutte le scuole primarie di Livorno e il progetto inizierà nei mesi di settembre/ottobre del prossimo anno scolastico. Il gioco-concorso farà perno sulle Ecopagelle (sorta di questionari) che, nelle settimane antecedenti un grande evento finale, i ragazzi somministreranno direttamente agli adulti (genitori, parenti, vicini di casa, ecc.) per testare il loro grado di conoscenza e di informazione sul tema raccolta differenziata. Le Ecopagelle dovranno essere poi riconsegnate in classe con la possibilità di una menzione speciale per le classi che ne compileranno il maggior numero! La festa finale, prevista nel mese di novembre, con la presenza del Pirata ecoloogico per eccellenza, sarà l'occasione per comunicare la classifica e premiare (con un buono per materiale didattico per la classe prima classificata e dei cd di Capitan Eco per gli alunni delle prime 5) i vincitori!

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ambientazioni18

Dopo il successo dell'edizione 2017, torna "AmbientAzioni", il festival per bambini sulla sostenibilità ispirato all'Agenda ONU 2030 (SGDs), con eventi sui temi della raccolta differenziata, acqua, energia, alimentazione, clima, mobilità ed integrazione. L'edizione 2018 è stata aggiornata nella formula ed arricchita da nuovi spettacoli e laboratori che hanno ampliato l'offerta educativa e di intrattenimento. Lo start-up del festival 2018 è previsto per il 1° giugno 2018.

Laboratori e spettacoli animano la piazza di AmbientAzioni dove i bambini scoprono e sognano un mondo sostenibile. Infatti, intrattenimento e apprendimento si coniugano alla perfezione in una formula ideale da proporre in parchi, piazze, lidi, aree giochi e scuole.
Inoltre, grazie ad una formula innovativa e flessibile che permette di mixare tematiche ed eventi, è possibile costruire il proprio festival, scegliendo tra diversi laboratori, spettacoli ed intrattenimento da realizzare su una o più giornate.

Scoprite di più su www.ambientazioni.net

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rifiuti misti

La legge 27 dicembre 2017, n. 205 "Bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2018 e bilancio pluriennale per il triennio 2018-2020" ha conferito all'Autorità per l'energia elettrica il gas e il sistema idrico (Aeegsi) la regolazione anche del settore rifiuti, con specifici compiti da esercitare con gli stessi poteri e quadro di principi finora applicati negli altri settori già di competenza dell'Autorità (elettricità, gas, sistema idrico integrato e teleriscaldamento), come fissati dalla propria legge istitutiva, Legge 14 novembre 1995, n. 481 "Norme per la concorrenza e la regolazione dei servizi di pubblica utilità. Istituzione delle Autorità di regolazione dei servizi di pubblica utilità".

La nuova agenzia ha assunto la denominazione di ARERA - Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente.

Il comma 527 della legge di Bilancio, al fine di migliorare il sistema di regolazione del ciclo dei rifiuti, anche differenziati, urbani e assimilati, individua le seguenti funzioni di regolazione e controllo:
a) emanazione di direttive per la separazione contabile e amministrativa della gestione, la valutazione dei costi delle singole prestazioni, anche ai fini della corretta disaggregazione per funzioni, per area geografica e per categorie di utenze, e definizione di indici di valutazione dell'efficienza e dell'economicità delle gestioni a fronte dei servizi resi;
b) definizione dei livelli di qualità dei servizi, sentiti le regioni, i gestori e le associazioni dei consumatori, nonché vigilanza sulle modalità di erogazione dei servizi;
c) diffusione della conoscenza e della trasparenza delle condizioni di svolgimento dei servizi a beneficio dell'utenza;
d) tutela dei diritti degli utenti, anche tramite la valutazione di reclami, istanze e segnalazioni presentati dagli utenti e dai consumatori, singoli o associati;
e) definizione di schemi tipo dei contratti di servizio di cui all'articolo 203 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152;
f) predisposizione ed aggiornamento del metodo tariffario per la determinazione dei corrispettivi del servizio integrato dei rifiuti e dei singoli servizi che costituiscono attività di gestione, a copertura dei costi di esercizio e di investimento, compresa la remunerazione dei capitali, sulla base della valutazione dei costi efficienti e del principio « chi inquina paga »;
g) fissazione dei criteri per la definizione delle tariffe di accesso agli impianti di trattamento;
h) approvazione delle tariffe definite, ai sensi della legislazione vigente, dall'ente di governo dell'ambito territoriale ottimale per il servizio integrato e dai gestori degli impianti di trattamento;
i) verifica della corretta redazione dei piani di ambito esprimendo osservazioni e rilievi;
l) formulazione di proposte relativamente alle attività comprese nel sistema integrato di gestione dei rifiuti da assoggettare a regime di concessione o autorizzazione in relazione alle condizioni di concorrenza dei mercati;
m) formulazione di proposte di revisione della disciplina vigente, segnalandone altresi i casi di gravi inadempienze e di non corretta applicazione;
n) predisposizione di una relazione annuale alle Camere sull'attività svolta.

L'Autorità è un organo collegiale costituito dal Presidente e da quattro membri nominati con decreto del Presidente della Repubblica. La procedura di nomina prevede il parere vincolante, a maggioranza dei 2/3 dei componenti delle Commissioni parlamentari competenti, sui nomi proposti dal Ministro dello Sviluppo economico d'intesa con il Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare e approvati dal Consiglio dei Ministri. Questa procedura garantisce altissimo quorum di gradimento parlamentare, di fatto bipartisan.
I Componenti restano in carica 7 anni e nel corso del mandato, si applica loro un regime di incompatibilità con altre attività lavorative. Per i successivi due anni dalla cessazione dell'incarico i Componenti non possono intrattenere alcun rapporto di collaborazione, di consulenza o di impiego con le imprese operanti nei settori di competenza.
Le risorse per il funzionamento dell'Autorità non provengono dal bilancio dello Stato ma da un contributo sui ricavi degli operatori regolati.

Dopo l'attribuzione di queste nuove competenze sono stati avviati i primi interventi organizzativi e gestionali per far fronte al nuovo incarico, tra cui la creazione della direzione Ciclo dei Rifiuti Urbani ed assimilati.

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coinger acqua

La seconda edizione del progetto di educazione ambientale "A scuola con COINGER" (società che gestisce la raccolta dei rifiuti in 26 comuni della provincia di Varese) si caratterizza oltre che per la grossa varietà di laboratori tematici in classe offerti a tutte le scuole primarie e secondarie del territorio (ben 210 interventi per 4.000 alunni coinvolti prevalentemente incentrati sul tema rifiuti ma con la possibilità di approfondire anche le tematiche mobilità, acqua e energia) anche per altre due attività parallele.

Sarà lunedì 19 marzo a Cavaria con Premezzo, l'ultimo appuntamento con le 5 repliche del corso di aggiornamento "Il suolo negli ecosistemi e problemi per il suo degrado", a cura del Dottor Michele D'Amico, del Dipartimento di Scienze Agrarie, Forestali e Alimentari dell'università di Torino e Professore di pedologia all'Università della Montagna di Edolo al quale si è già registrata una notevole partecipazione.
Un approfondimento scientifico su una risorsa che spesso consideriamo poco e sul quale trovare degli spunti interessanti per far riflettere docenti e alunni, con uno sguardo sulla situazione del consumo di suolo attuale in Lombardia.

Mentre i docenti sono chiamati ad aggiornarsi sul tema suolo, sempre dal 19 marzo, i ragazzi delle classi primarie e secondarie di primo grado iscritte potranno invece gareggiare per il secondo anno consecutivo a EcoGame che nel 2018 prende il sottotitolo de "la riduzione". La piattaforma online messa a disposizione da Achab Group infatti rinnova completamente le domande sulle quali le classi si sfideranno focalizzandole esclusivamente sul tema della riduzione dei rifiuti.
Ogni classe potrà attivare fino a 7 gruppi di gioco e rispondere ai quesiti a risposta multipla che sono nascosti negli oggetti presenti nei vari ambienti da esplorare, accumulare punti e vincere a giugno il Premio Ballerio 2018.
Il premio vuole ricordare e mantenere viva la figura di Giovanni Ballerio, ex sindaco di Brunello e Presidente dell'Assemblea dei Comuni del Coinger dal 1995 al 2006 e consiste in dei veri e propri eco-assegni per le prime tre classificate di ogni categoria (primaria e secondaria di primo grado).

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iren contest

Sostenibilità ambientale e valorizzazione del patrimonio delle idee. Sono questi i principi e moventi chiave che hanno indotto IREN spa a lanciare una interessantissima iniziativa che coniuga scrittura e ambiente alla quale Achab Group ha dato il suo contribuito curando la distribuzione mirata dei materiali promozionali in Torino e comuni limitrofi.

"L'energia delle parole" è infatti il nome del contest letterario pienamente in corso (c'è tempo fino al 28 marzo) con i quali gli aspiranti nuovi (o già navigati) scrittori di racconti potranno mettersi in mostra facendo fluire in parole la loro passione per la sostenibilità, gratuitamente e previa registrazione, caricando il proprio racconto sul sito web del contest www.energiadelleparole.it.

I primi tre classificati, eletti da una giuria d'eccezione presieduta dallo scrittore Giuseppe Culicchia, verranno proclamati alla 31° edizione del Salone Internazionale del libro di Torino.

Inoltre i migliori venti racconti saranno pubblicati in una raccolta commissionata a un editore specializzato nel settore narrativa, che realizzerà copie cartacee e una versione e-book scaricabile gratuitamente. Insomma, non resta che guardare la luna, prendere tastiera e pc e cominciare a raccontare...

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missione terra

A2A, leader nei servizi ambientali e nel teleriscaldamento, secondo produttore nazionale di energia, dedica da oltre 40 anni una particolare attenzione ai ragazzi e al mondo della scuola attraverso progetti, materiali didattici dedicati e visite guidate ai propri impianti.

Tra le molteplici iniziative rivolte al mondo della scuola per l'anno scolastico 2017/2018, la novità assoluta è rappresentata da "Missione Terra", un innovativo progetto didattico gratuito per gli studenti delle scuole primarie e secondarie di primo grado di tutta Italia, nato anche per rispondere alle esigenze dei docenti di avere a disposizione strumenti didattici stimolanti e coinvolgenti.

"Missione terra – S.O.S.tieni il tuo pianeta" è un gioco sulla sostenibilità ambientale, per sensibilizzare tutti, piccoli e non solo, sull'importanza di ogni nostro gesto quotidiano per la salvaguardia del Pianeta Terra. Una sfida collettiva incentrata sul rispetto dell'ambiente e delle risorse naturali, in cui i giocatori extra-terrestri risolvono quiz e sfide per salvare il precario equilibrio del Pianeta Terra.

Per partecipare al progetto, gli insegnanti devono registrarsi sul sito www.missioneterra2a.eu, inserendo i dati della scuola, i dati personali e le classi che intendono coinvolgere. Per informazioni potranno avvalersi del supporto di Achab Group, segreteria di questo innovativo progetto.
Ogni classe riceverà il kit didattico contenente il gioco in scatola "Missione Terra" e potrà partecipare alla Prova educativa; questa chiede agli studenti di ideare nuove carte, sulla base di quelle presenti nel gioco, caricandole nell'apposita sezione del sito web.
Le carte di "Missione Terra" sono costituite da domande, e relative risposte, sui quattro temi del gioco: acqua, energia, rifiuti, spreco. Bambini e ragazzi, con diversi livelli di difficoltà e rielaborazione, sono stimolati a riflettere sull'equilibrio del Pianeta e sulla responsabilità collettiva rispetto alla salvaguardia delle risorse.

Oltre 500 le classi che hanno già ricevuto il kit didattico!
Ulteriori richieste, fino ad un massimo di 1.000, verranno accolte nelle prossime settimane, mentre sarà possibile partecipare alla Prova educativa fino al 20 aprile 2018.

Come ogni anno, i migliori elaborati saranno selezionati da un'apposita giuria e premiati con materiali scolastici per l'istituto.
Inoltre le migliori carte arricchiranno le prossime edizioni del gioco in scatola, per nuove accattivanti sfide!

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bassano

Il concorso si chiamava "È tempo di metterci il cuore", ma i quartieri che hanno partecipato alla sfida ci hanno messo anche il cervello e le braccia. "Good news is no news": la buona notizia non fa notizia e i media solitamente si accorgono dei quartieri solo quando scoppia qualche schermaglia al loro interno. Questa invece è una storia di valori buoni che vale la pena raccontare.
Il bando in questione è stato promosso nel 2017 dal Comune di Bassano del Grappa in collaborazione con Etra Spa. Scopo del concorso, quello di premiare l'impegno dei quartieri per la valorizzazione e la tutela del proprio territorio e la promozione di una cultura sostenibile e di decoro, in particolare dopo l'introduzione del nuovo sistema di conferimento e di raccolta dei rifiuti. Ai partecipanti è stato richiesto di presentare un elenco con la descrizione delle attività in essere del quartiere in tema di promozione del decoro e della cultura ambientale. I riscontri oggettivi della produzione di rifiuti e degli abbandoni di rifiuti nei singoli rioni sono stati invece elaborati dalla banca dati di Etra.

Al concorso hanno partecipato 9 dei 22 quartieri cittadini: Angarano, Campese, Margnan-Conca d'Oro, Merlo, Prè, Rondò Brenta-Treponti, San Bassiano, San Vito e Sant'Eusebio.
In base al materiale raccolto, sono stati attribuiti dei punteggi per sei distinti criteri di valutazione: il numero di conferimenti del secco residuo, il numero di interventi per l'abbandono di rifiuti nel territorio, il numero di volontari partecipanti al progetto "Ecovolontari" attivato dal Comune, la realizzazione di giornate ecologiche, di eventi sostenibili e di altro (conferenze a tema sostenibile, divulgazione delle buone pratiche sul riutilizzo dei materiali riciclabili, eccetera).

Dati specifici sui rifiuti a parte, il quadro generale che è emerso è quello di un sorprendente attivismo dei quartieri proprio sui temi della tutela e del decoro dell'ambiente. Giornate di disimballo della spesa nei supermercati, laboratori per bambini con materiali naturali, pulizia del quartiere col progetto "Ci sto affare fatica", feste della famiglia senza plastica, pulizia dei parchi pubblici, pranzi comunitari con posate lavabili: sono solo alcune delle attività segnalate dai quartieri, segno di una vitalità sotterranea in materia ambientale che grazie al concorso è venuta a galla.

Rispetto ai dati più strettamente relativi al sistema di raccolta, molte le note positive emerse: il quartiere più virtuoso per i conferimenti di secco residuo è risultato proprio Rondò Brenta-Treponti, al quale ha senza dubbio giovato l'installazione del press-container. Gli abbandoni di rifiuti in città stanno cambiando connotato: salvo qualche eccezione, non vengono cioè più lasciati per strada come in passato rifiuti ingombranti ma soprattutto sacchi e oggetti di piccole dimensioni, a vantaggio dei tempi e dei costi della raccolta. Infine, la media di svuotamenti di secco residuo per utenza è ben al di sotto del numero di conferimenti già compresi in tariffa, segno del fatto che il sistema sta funzionando senza creare grosse difficoltà ai bassanesi.
Sulla base dei punteggi acquisiti nelle singole voci la classifica finale ha visto quindi ai primi tre posti, nell'ordine, i quartieri Angarano (86,22 punti), San Vito (66,87) e Rondò Brenta-Treponti (66,86). Ai primi tre quartieri classificati andrà un contributo del Comune di 5.000 euro ciascuno da investire per lo sviluppo culturale del territorio del rione.

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Braviegrazie

Achab Group ha realizzato due progetti per premiare i comportamenti positivi e diffondere valori condivisi: www.ecopunti.it e www.braviegrazie.it

Negli anni trascorsi si sono erroneamente identificati i sistemi incentivanti con la riduzione della TARI, una soluzione che sconta almeno 2 problemi, uno finanziario e l'altro di comunicazione.

La TARI è il corrispettivo per il servizio di igiene urbana e per legge deve coprire il 100% dei costi di gestione. Ne deriva che gli sconti nel loro complesso diventano un capitolo di spesa dell'Ente che deve essere finanziato con la fiscalità generale. Con il paradosso che l'eventuale successo dell'iniziativa determina un incremento di spese a carico di tutti, anche dei beneficiari degli sconti, in un quadro generale in cui le risorse sono cronicamente scarse.

In termini di pura comunicazione, erogare contestualmente all'emissione della classica bolletta uno sconto di qualche punto percentuale è quanto meno poco efficace. Il peso della tariffa che devo pagare è sempre superiore allo sconto e ne annulla o riduce la percezione, vanificando l'aspetto incentivante. E' naturale percepire più la tariffa che pago che lo sconto che ricevo. Inoltre gli sconti non fanno leva sui classici meccanismi di gamification che permettono invece di amplificare l'efficacia dei sistemi incentivanti e di attivare altre dinamiche di coinvolgimento, oltre al premio in denaro, che per molti cittadini sono altrettanto gratificanti. Classifiche, badge, attestati, feste, sfide: tutte azioni che attivano una dimensione ludica che coinvolge e veicola valori.

Achab Group ha sviluppato e testato in ormai decine di applicazioni, un proprio sistema incentivante a disposizione delle amministrazioni e delle aziende di pubblici servizi per premiare i comportamenti positivi degli utenti. Non solo nel campo rifiuti, ma integrando anche mobilità, riduzione rifiuti e acquisti consapevoli, filiera corta, cultura e volontariato.

Entro il mese di marzo lanceremo un concorso nazionale, con in premio veicoli elettrici (auto, motorino, bicicletta) per promuovere il riciclo, la mobilità sostenibile, la formazione sui temi ambientali. Al concorso possono partecipare tutti i cittadini, le amministrazioni pubbliche, le aziende di pubblici servizi e di trasporto pubblico.

Il concorso potrà essere promosso solo dopo il deposito del regolamento, ma se vuoi saperne di più per valutare la tua adesione puoi scrivere alla mail paolo.silingardi@achabgroup.it

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ricicloniCalabria

Si è svolta a Catanzaro la 3^ edizione dei "Comuni Ricicloni Calabria", manifestazione organizzata da Legambiente Calabria per premiare i Comuni calabresi che si sono contraddistinti nella gestione dei rifiuti urbani. Nel suo complesso la Regione si attesta al 33,2% di raccolta differenziata, in ascesa rispetto al 25% del 2015 ma con tanta strada da fare verso l'obiettivo del 65%. Sono i piccoli Comuni a dare il buon esempio nella gestione dei rifiuti, come già accaduto in altre Regioni, mentre le città fanno fatica ad allinearsi verso modelli di gestione incentrati sulla raccolta differenziata. Fanno eccezione Cosenza e Catanzaro che hanno avviato raccolte domiciliari su tutto il territorio comunale ed i cui risultati sono incoraggianti. Resta il nodo degli impianti di trattamento che rappresenta la vera criticità di tutte le Regioni del Sud Italia per una gestione ottimale dei rifiuti sia dal punto di vista economico che ambientale.

Nella top ten dei Comuni Ricicloni della Calabria, anche quest'anno Casole Bruzio si classifica al primo posto con il 91,8% di raccolta differenziata (RD). Proseguendo nella classifica dei dieci Comuni ricicloni troviamo, sempre in provincia di Cosenza, San Giorgio Albanese, San Benedetto Ullano, San Vincenzo La Costa, Pietrafitta, Carolei, Civita e San Pietro in Guarano ed infine Mongiana in provincia di Vibo Valentia. I Primi 8 Comuni sono anche "Comuni rifiuti free", ovvero le amministrazioni che, oltre ad aver superato il 65% di differenziata finalizzata al riciclaggio, hanno contenuto anche la produzione pro-capite di secco residuo al di sotto dei 75 Kg/anno/abitante. I Comuni rifiuti free calabresi di questa edizione sono 14 di cui ben 12 nella provincia di Cosenza (Scigliano, Casole Bruzio, San Giorgio Albanese, San Benedetto Ullano, San Vincenzo La Costa, Trenta, Pietrafitta, Carolei, Civita, Serra Pedace, Morano Calabro, Mongrassano) e 2 in quella di Catanzaro (Cardinale e Amato). Menzioni speciali sono state consegnate dal Conai al Comune di Catanzaro come migliore "Start Up"; al Comune di Cosenza come "Best Practice" e al Comune di Villapiana come "Teniamoli d'Occhio".

Francesco Falcone, Presidente di Legambiente Calabria, ha affermato che "alla luce di questi importanti risultati, è necessario spingere le politiche di gestione dei rifiuti a scoraggiare il ricorso alle discariche, favorendo la raccolta differenziata "porta a porta" con un sistema impiantistico a supporto e con impianti di prossimità per la gestione anaerobica del rifiuto organico. Da parte loro anche i Sindaci sono chiamati a farsi carico delle proprie responsabilità avviando gli ATO e definendo le ARO".
Anche Laura Brambilla, responsabile nazionale Comuni Ricicloni, ha evidenziato che "l'aumento dei Comuni Ricicloni e la presenza di Comuni Rifiuti Free in Calabria siano un dato positivo anche se c'è preoccupazione per la restante parte dei Comuni calabresi, alcuni dei quali ancora a livelli di raccolta differenziata inaccettabili".

L'Assessore regionale all'Ambiente Rizzo ha evidenziato che "il costante aumento in Calabria della raccolta differenziata che ha fatto registrare un balzo in avanti di ben 8 punti percentuali, passando dal 25% del 2015 al 33,2%, dimostra che la nostra Regione è ben salda su un percorso corretto che ci incoraggia a tendere verso il raggiungimento della percentuale del 65% di raccolta differenziata da raggiungere entro il 2020. Per tale motivo è prioritario il recupero della frazione umida attraverso il compostaggio, la promozione delle filiere del riutilizzo e del riciclo".

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