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cesano boscone

Piccoli pirati di Cesano Boscone... attenti! Sono venuto qui da voi, per ben due mattinate, girando scuole dell'infanzia e scuole primarie non tanto per farvi partecipare ad una gara che premierà la classe e la scuola che collezioneranno più tessere completate con timbri raccolti alla Piattaforma Ecologica al 30 aprile 2018, ma per farvi capire che in ogni viaggio c'è sempre un'isola (o proprio una piattaforma) da raggiungere.

Ed allora nel nostro viaggio nel mondo della raccolta differenziata non dobbiamo mai scordarci che esiste un posto che è sempre casa nostra, la nostra Itaca: la Piattaforma Ecologica (o il Centro di Raccolta o l'Ecocentro... chiamatelo come volete ma chiamatelo tanto) pronto ad accogliere tutti quei rifiuti che non possiamo buttare con il normale sistema di raccolta, domiciliare o stradale che sia. Con innumerevoli vantaggi per il Comune e per l'ambiente, per il recupero di quei rifiuti che troppo spesso finiscono nei cassonetti o nei sacchi del secco. O addirittura (e qui mi si spezza il cuore) finiscono abbandonati sul territorio, con conseguenze a carico di tutti!

Quindi, grazie al Comune di Cesano Boscone (ed in collaborazione con la Cooperativa Orso Blu), voi piccoli pirati (ed i vostri genitori) conoscerete ancor meglio la vostra (e anche un po' mia...) piattaforma dove potrete portare ad esempio RAEE, ferrosi, batterie, ingombranti, palle di cannone, gambe di legno, occhi di vetro ... forse sto esagerando. Ma portate, recuperate, raccogliete tutto, il mondo non ne può più di sprechi e sporcizia. Io sono qui per farvi capire quanto è importante la piattaforma e diffonderne l'utilizzo!

E allora... rileggete bene il regolamento e ricordate, a Maggio verranno premiati i migliori. E i migliori siete sempre voi, piccoli bucanieri miei, che con il vostro spirito ambientalista innato insegnate ai grandi come conferire i rifiuti.

Ma adesso vado, salgo di nuovo sulla nave, come ben sapete Capitan Eco è a disposizione di tutti per arruolare altri pirati in tutta Italia! Buone visite alla piattaforma, Cesano Boscone!

 

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electronic-waste

Emerge da dati diffusi da Ecodom (attraverso un'accurata indagine statistica di circa un mese fa) la situazione della percezione dei RAEE e del loro corretto smaltimento da parte degli italiani.
Quest'ultima attività, come è noto, è normata dal decreto "uno contro uno", che da giugno 2010 obbliga i venditori di prodotti elettrici ed elettronici al ritiro gratuito dell'apparecchiatura dismessa a fronte dell'acquisto di un nuovo prodotto equivalente, e dal nuovo decreto "uno contro zero", che da aprile 2016 prevede la consegna gratuita dei RAEE di piccole dimensioni (inferiori a 25 cm) presso i punti vendita con superfici superiori a 400 mq (il servizio è facoltativo per i negozi più piccoli) senza alcun obbligo di acquisto.

Innanzitutto il dato principale: scopriamo che meno di un intervistato su 4 (18%), una quota ancora poco importante di popolazione, riconosce correttamente i RAEE. Due su cinque (40%) ne hanno solo un'idea approssimativa mentre la maggioranza relativa (42%) non li conosce affatto.
Le principali fonti di informazioni sui RAEE, per i cittadini che li riconoscono, sono l'amministrazione pubblica (31%) o le aziende di igiene urbana (31%).
Emerge quindi una necessità ancora maggiore di comunicazione da parte di questi soggetti, individuati dai cittadini come le fonti preposte alla diffusione di corrette informazioni, attraverso specifiche campagne oppure con interventi sempre più mirati di educazione ambientale per tutti i target scolastici.

Tornando ai risultati dell'indagine, la percezione sul grado di rischio di queste apparecchiature invece appare molto alta, anche tra chi non le conosce (livello medio di pericolosità pari a 8,7 su 10), per le conseguenze dannose che il mancato trattamento può avere sul suolo, sull'aria e sull'acqua, e per la presenza di sostanze inquinanti contenute in alcuni componenti, in base al parere di chi le considera pericolose. 

Nelle abitazioni degli italiani le apparecchiature "a rischio", ovvero non più in uso oppure non più funzionanti (e che quindi potrebbero essere dismesse in modo non corretto) rappresentano il 7,4% del totale posseduto. Il più elevato potenziale di rischio è di videoregistratori, videocamere, macchine fotografiche digitali e calcolatrici.
In merito alle modalità di dismissione, fortunatamente prevalgono i comportamenti virtuosi, nel 60% dei casi tramite il ricorso alle società di igiene urbana e nel 9% dei casi tramite i negozianti, ma le cattive abitudini di conferimento pesano ancora il 17%. 

Ma chi ha la responsabilità degli scarsi risultati di raccolta? Rispetto alla precedente indagine effettuata nel 2011, i cittadini riconoscono di essere i maggiori responsabili (in media il 35%). Nell'attribuzione di responsabilità seguono le amministrazioni pubbliche (30%), valore in sensibile calo rispetto al 2011 (39%). Anche questi ultimi dati possono confermare che un maggior intervento in fase di comunicazione potrebbe regalare risultati migliori a livello locale e nazionale per la raccolta dei RAEE.

La conoscenza del decreto uno contro uno, invece, mostra un sensibile incremento rispetto al 2011 (+13%), ma solo il 30% del campione dichiara di conoscerlo in modo approfondito: un 44% degli intervistati, a distanza di otto anni dall'entrata in vigore, ancora non conosce questa possibilità di conferimento. Il 42% di coloro che sono a conoscenza dell'uno contro uno ha anche utilizzato questo servizio (in media 2,6 volte).

La notorietà del decreto uno contro zero è ancora piuttosto scarsa (18%), probabilmente anche in virtù della sua recente introduzione (aprile 2016).  Secondo gli intervistati, anche il decreto stesso potrà contribuire in modo significativo all'aumento della raccolta dei RAEE. Le principali motivazioni indicate sono la semplificazione del conferimento per i consumatori, anche in termini di convenienza, e le potenzialità in termini di informazione e sensibilizzazione dei cittadini, promuovendo comportamenti virtuosi. 

 

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raee

Raggiungere i livelli di raccolta RAEE stabiliti per legge, è obiettivo strettamente connesso ad una rete di centri di raccolta attivi ed efficienti sul territorio. Per questo motivo ANCI ed il Centro di Coordinamento RAEE promuovono, a partire dal 1 dicembre 2014, il nuovo bando Fondo 5 Euro/tonnellata premiata per l’erogazione di contributi per il potenziamento e l’adeguamento dei Centri di Raccolta RAEE.
I sottoscrittori di convenzioni stipulate nel quadro dell'accordo di programma ANCI - CdC Raee che, nel corso del periodo 1 Dicembre 2013 - 1 Dicembre 2014, abbiano già realizzato interventi per migliorare il proprio centro di raccolta, in particolare per la raccolta dei RAEE (tettoie, informatizzazione, bilance) possono richiedere un contributo per le spese già sostenute (MISURA 1).
Il contributo potrà essere utilizzato per promuovere in modo più efficace i servizi del centri di raccolta rinnovati, ad esempio con campagne informative realizzate ad hoc per famiglie, scuole, utenze non domestiche.
Il bando prevede, inoltre, altre due misure di finanziamento dedicate in particolare ad interventi  ancora da realizzare (MISURA 2) che dovranno concludersi a 180 giorni dalla concessione del contributo e all’attivazione di sistemi di raccolta continuativa dei RAEE sul territorio (MISURA 3).
L’ammontare dei contributo è 20.000 euro come importo massimo per le misure 1 e 3, e 25.000 euro per la misura 2.
Possono richiedere l’ammissione al finanziamento i sottoscrittori dell’Accordo di Programma ANCI - CdC RAEE iscritti al momento del bando e per una sola domanda di ammissione, una sola misura ed un solo centro di raccolta.
E’ possibile per tali soggetti presentare la propria candidatura esclusivamente on-line nell’area riservata ai sottoscrittori del portale CdC RAEE.
Per ulteriori informazioni sviluppo@achabgroup.it.

 

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