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compostgoal

Presso la sede di Anci Puglia, si è tenuta la conferenza stampa di presentazione di "Compost Goal", il programma di misurazione di performance che premia i comportamenti virtuosi dei circa 40 Comuni delle regioni Puglia, Basilicata e Campania che conferiscono la frazione organica presso l'impianto di compostaggio di Progeva con sede in Laterza (TA).

Il progetto è organizzato da Progeva Srl, in collaborazione con Assobioplastiche e Consorzio Italiano Compostatori, coordinato e diretto da Achab Med SrlAnci Puglia, Associazione dei Comuni Virtuosi e Utilitalia sono i partner che hanno concesso il patrocinio morale. Main sponsor dell'iniziativa è Novamont Spa.

Il progetto prende forma attraverso una sfida, una competizione, un campionato: sono 34 i Comuni che hanno risposto alla convocazione ufficiale per giocare nel campionato di "Compost Goal". Scenderanno in campo in rappresentanza di 3 regioni: 24 per la Puglia, 7 per la Basilicata e 3 per la Campania. La partita si gioca sulla sostenibilità ambientale, in particolare sulla qualità dei rifiuti organici raccolti nei diversi Comuni (ossia gli scarti di cucina, i rifiuti dei mercati e i relativi sacchi biodegradabili e compostabili a norma UNI EN 13432:2002). 

I giocatori (i Comuni) potranno prepararsi al meglio alle sfide grazie al media kit informativo ed alla partecipazione a seminari tecnici di approfondimento tenuti da esperti relatori in materia dell'intero panorama nazionale. Potrannno, dunque, sensibilizzare le utenze sul tema della qualità della frazione organica con l'obiettivo di migliorare le proprie performance a beneficio dell'iniziativa stessa.

"Compost Goal" metaforizza i contenuti comunicativi della propria campagna, attraverso l'immaginario del gioco del calcio, traendo ispirazione dall'Agenda Globale per lo sviluppo sostenibile approvata il 25 settembre 2015 dalle Nazioni Unite, e dai relativi 17 Obiettivi di sviluppo sostenibile (Sustainable Development Goals – SDGs nell'acronimo inglese), articolati in 169 Target da raggiungere entro il 2030.

Per info sul progetto: www.compostgoal.net

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27 maggio

Il 19 aprile scorso è stato pubblicato nella gazzetta ufficiale il DPCM del 7 marzo 2016: “Misure per la realizzazione di un sistema adeguato e integrato di gestione della frazione organica dei rifiuti urbani, ricognizione dell'offerta esistente ed individuazione del fabbisogno residuo di impianti di recupero della frazione organica di rifiuti urbani raccolta in maniera differenziata, articolato per regioni”. 

Il decreto si prefigge di prevenire e ridurre gli effetti negativi sull'ambiente e sulla salute umana derivanti dalla gestione dell'organico, e di raggiungere gli obiettivi stabiliti dall'Unione europea in tema di riciclaggio e di riduzione del conferimento in discarica dei rifiuti biodegradabili. A tal fine il decreto detta le principali definizioni in materia e indica le necessità impiantistiche per la corretta gestione della frazione organica raccolta in maniera differenziata.
Nello specifico (per ciascuna regione) il decreto:

  • riepiloga gli impianti di recupero dell'organico;
  • individua il fabbisogno teorico di trattamento dell'organico;
  • individua il fabbisogno residuo di impianti di recupero.

Va sottolineato come si sia ritenuto necessario considerare nella ricognizione dell'offerta esistente anche gli impianti che trattano solo verde e di non sottrarre alla capacità degli impianti una quota del 30% pari al materiale strutturante (ritenuto anch’esso di origine urbana). In effetti l’indicatore utilizzato per la stima dei fabbisogni (pari a 110-130 kg/ab. anno), corrisponde all’insieme di frazione umida e frazione verde.
Non si sono invece considerati gli impianti con capacità autorizzata minore di 1000 tonnellate/anno, in quanto non sempre ufficialmente censiti e non sempre realmente operativi.

Le Regioni pienamente autosufficienti risultano essere il Veneto, il Friuli V.G., l’Umbria, la Sardegna. Anche Valle d’Aosta risulta pienamente autosufficiente, ma in questo caso la stima congiunta di fabbisogni ed impiantistica per frazione umida e verde non considera che l’impianto esistente tratta solo la frazione verde e la frazione umida deve essere trattata fuori regione.
In valore assoluto le Regioni a maggiore deficit, in ordine decrescente, sono la Campania, la Sicilia, il Lazio, la Lombardia, la Liguria, la Calabria.
La Basilicata non ha impianti inseriti nella ricognizione.

Infine va evidenziato come il decreto sottolinei in premessa che le Regioni possono attuare politiche di prevenzione che riducono la produzione di rifiuti organici e quindi il fabbisogno di impianti di trattamento di tale frazione del rifiuto, in conformità con il principio di prossimità (politiche incentivanti per il compostaggio domestico e altre forme di compostaggio sul luogo di produzione). Tra l’altro, ancora in premessa, si evidenzia come, ai sensi della decisione della Commissione n. 2011/753/UE del 18 novembre 2011, anche il compostaggio domestico dei rifiuti può essere conteggiato ai fini del raggiungimento dell'obiettivo di riciclaggio del 50% (art. 181, comma 1 del D. Lgs. 152/06 e s.m.i.).

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compost lazioArriva dal Lazio un forte richiamo al compostaggio domestico di comunità grazie ai risultati di un interessante confronto sul tema, tenutosi ad Aprile a Sant’Angelo Romano, con il Patrocinio del Consiglio Regionale e della Città Metropolitana di Roma Capitale.
Presso il Castello Orsini, alla presenza di ben 42 rappresentanti di diversi organismi territoriali infatti sono intervenuti esponenti di vari enti per illustrare esperienze e prospettive del compostaggio aerobico, facendo poi particolare attenzione all’esperienza del compostaggio comunitario, pratica in forte diffusione e percepita come un’opportunità innovativa di smaltimento alternativo e riduzione nella produzione dei rifiuti.
L’intervento del Dottor Musmeci di Enea, proprio su quest’ultimo punto ha evidenziato l’esperienza di Enea stessa maturata grazie alla utilizzazione della macchina per compostaggio Big Hanna della svedese Susteco, distribuita da Achab srl in Italia.
Sono intervenuti poi la Dott.ssa Vincenza Di Malta della Città Metropolitana di Roma Capitale per illustrare il Progetto attivo sulla Provincia di Roma dal 2005 e che vede ben 27 comuni coinvolti.
L’Architetto Tonino Cicconetti della Provincia di Rieti ha raccontato della situazione in tale territorio, focalizzando l’attenzione su un’esperienza anche qui di compostaggio comunitario grazie al progetto Carcere Verde attivo nella casa circondariale di Rieti.
Infine, il Direttore Tecnico di Coldiretti Lazio Dottor Cerboni ha esposto le caratteristiche progettuali di una interessante idea, ovvero quella di poter collocare compostatori presso le Aziende Agricole al fine di ottenere un reddito integrativo e la garanzia del riutilizzo del compost stesso.
Insomma, un momento di forte confronto e aggregazione attorno al tema che ha fatto emergere l’enorme interesse delle Amministrazioni e l’esigenza di instaurare quanto prima dei meccanismi e strumenti guida da poter seguire, con il coinvolgimento richiesto della Regione Lazio, al fine di poter sviluppare ultriormente ed armonicamente, con tutti i benefici ambientali derivanti, la pratica del compostaggio domestico comunitario sul territorio.

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