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Nell'imperiese, in una regione Liguria che sta ancora vivendo criticità inerenti lo smaltimento dei rifiuti odierni, emerge comunque una realtà virtuosa come il comune di Seborga, 320 abitanti, capaci di raggiungere il 72% di raccolta differenziata nel 2015, crescendo di ben 4 punti rispetto all'anno precedente, confermando una crescente virtuosità dall'avvio dei nuovi servizi nel 2013.

Risultati che fanno del piccolo comune un soggetto d'eccellenza per la gestione complessiva dei rifiuti. La frazione organica (200108) è, infatti, completamente gestita sul territorio comunale utilizzando sia la macchina compostatrice (Big Hanna T120) sia compostiere individuali. Il compostatore elettromeccanico tratta il rifiuto prodotto sul 70% del territorio del comune, per 187 utenze domestiche e 14 non domestiche. Ogni mese sono conferiti mediamente 1.200 kg, con picchi estivi che arrivano a 3.000 kg/mese. Ecco i dati mese per mese del 2016:

  ORGANICO    
2016   200108  
     
Gennaio  898.90 kg  
Febbraio 744,10 kg  
Marzo 825,61 kg  
Aprile 792,84 kg  
Maggio 1.089,00 kg  
Giugno 1.617,46 kg  
Luglio 3.009,86 kg  
Agosto 1.627,37 kg  
Settembre 1.182,20 kg  
Ottobre 952,15 kg  
Novembre 888,90 kg  
Dicembre 1.092,80 kg  
     
Totale 14.721,19 kg  

Nella restante parte del territorio comunale (30%) viene invece praticato obbligatoriamente il compostaggio domestico individuale.

La Big Hanna T120 ha accentuato di fatto la vocazione ecologista e di sostenibilità dell'antico Principato di Seborga, tanto che la modalità di compostaggio collettiva ha permesso al comune di azzerare i costi di conferimento dell'organico presso impianti autorizzati, nè avere costi di pretrattamento della frazione residua. Il risultato del compostaggio di comunità, ovvero il compost ottenuto con Big Hanna, è poi utilizzato per la gestione delle aree verdi comunali.

"Siamo molto contenti – commenta il Sindaco Enrico Ilariuzzi - è stato fatto un lavoro attento e minuzioso negli anni, con cui siamo riusciti ad abbassare la tariffazione e a raggiungere risultati importanti in termini di raccolta differenziata".
La dott.sa Ficarra che ha accompagnato il Comune di Seborga nell'intero percorso virtuoso aggiunge, in merito alle verifiche qualitative sul compost prodotto: "Siamo in fase di affidamento. Il campione è stato debitamente prelevato e conservato, ma le difficoltà economiche che gli Enti hanno, in seguito ai continui tagli subiti nello Stato, portano all'ottimizzazione delle risorse. Purtroppo l'assenza di contributi e premialità non aiutano chi come noi ha deciso di fare forti investimenti nella politica di gestione del rifiuto, non solo differenziare è una priorità ma come avviene nel resto d'Europa Seborga punta al recupero ab origine, e l'organico ne è esempio: da rifiuto a risorsa. Seborga è il primo Comune Ligure ad utilizzare una compostiera di comunità; grazie all'implementazione del servizio e alla sostituzione della precedente macchina con la BIG HANNA T120 oggi vanta ottimi risultati".

Seborga però non si ferma: visti i risultati e la tendenza decisamente positiva è già in cantiere l'introduzione della tariffazione puntuale, un altro passo di gestione ambientale sostenibile e friendly per le famiglie residenti.

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bighannaSWE
 
Arriva dalla Svezia un esempio di progettazione di area residenziale "green" con trattamento dei rifiuti organici a Km zero grazie a Big Hanna.
 
La società comunale immobiliare Skövde-Bostäder ha costruito un’area residenziale ecologica ad Aspö, nella città di Skövde, situata nella parte sud-ovest della Svezia. 
L'area rappresenta un progetto unico con l'ambizione di creare una zona residenziale a basso impatto ambientale con particolare attenzione all’interazione tra le persone e la natura. 
Il progetto prevede il compostaggio locale e Skövde-Bostäder ha scelto un composter Big Hanna, modello T120, per trasformare gli scarti alimentari dei residenti in compost di qualità.
L'inaugurazione si è tenuta nel settembre 2016 con i rappresentanti della società Skövde-Bostäder e della ditta di costruzioni Peab. 
Cecilia Ek, dell’azienda SUSTECO, leader mondiale nella produzione di composter elettromeccanici di comunità, ha mostrato il funzionamento del composter BIG HANNA, modello T120 e come si trasforma la matrice organica dei rifiuti urbani in compost attraverso un buon processo biologico.
  
Il progetto residenziale Aspö Eko-logi è stato avviato nel febbraio 2015 ed i primi inquilini si sono trasferiti nel mese di giugno 2016. Si stima che l’intera area sarà completata entro il 2018. Quando sarà completamente abitata, l’area sarà composta da sette edifici residenziali differenti per dimensioni e numero di piani. Il proprietario della immobiliare municipale Skövde-Bostäder ha già realizzato un progetto analogo presso un giardino comunale, Aspögården. Questo giardino comunale continuerà a evolvere in armonia con l'area residenziale circostante con l'idea che i futuri residenti prenderanno parte alle attività di gestione e manutenzione del verde in modi diversi.
 
Aspö Eko-logi è stato progettato da Micael Ekberg a Abako Architects. L'area residenziale ha una forte vocazione ambientale, con una serie di dettagli ben progettati. Le facciate esterne, a partire da una certa altezza, saranno costruite con materiali naturali e in armonia con l'ambiente circostante. Il consumo di energia ed il recupero energetico sono entrambe questioni importanti, pertanto gli edifici sono costruiti con la tecnologia della “casa passiva” e verranno aggiunti pannelli solari per la produzione di acqua calda ed elettricità. L'energia sarà recuperata dalle acque reflue, e l'acqua piovana verrà raccolta e utilizzata per innaffiare i giardini comunali e gli orti.
L'architetto paesaggista John Tizzard che ha progettato i giardini ha pianificato numerosi dettagli pratici, come la presenza di numeosi alberi da frutto e cespugli di bacche e piante da condimento che possono essere utilizzate in cucina. I rifiuti organici domestici verranno caricati quotidianamente nel composter elettromeccanico di comunità Big Hanna, modello T120 e trasformati in compost di qualità adatto a fertilizzare i molti giardini dell’area. E' tutto parte di un sistema di recupero delle risorse che mira a creare il minor impatto ambientale possibile.
 
Il composter Big Hanna, modello T120 è stato installato durante l'estate ed il giorno dell’inaugurazione Cecilia Ek era presente per mostrarne il funzionamento ai molti visitatori interessati. Esso produrrà dai 50 ai 100 litri alla settimana di ricco fertilizzante destinato ai giardini agli orti ed ai progetti educativi dell’area.
 
Tutte le informazioni su Big Hanna cliccando qui!
 
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27 maggio

Il 19 aprile scorso è stato pubblicato nella gazzetta ufficiale il DPCM del 7 marzo 2016: “Misure per la realizzazione di un sistema adeguato e integrato di gestione della frazione organica dei rifiuti urbani, ricognizione dell'offerta esistente ed individuazione del fabbisogno residuo di impianti di recupero della frazione organica di rifiuti urbani raccolta in maniera differenziata, articolato per regioni”. 

Il decreto si prefigge di prevenire e ridurre gli effetti negativi sull'ambiente e sulla salute umana derivanti dalla gestione dell'organico, e di raggiungere gli obiettivi stabiliti dall'Unione europea in tema di riciclaggio e di riduzione del conferimento in discarica dei rifiuti biodegradabili. A tal fine il decreto detta le principali definizioni in materia e indica le necessità impiantistiche per la corretta gestione della frazione organica raccolta in maniera differenziata.
Nello specifico (per ciascuna regione) il decreto:

  • riepiloga gli impianti di recupero dell'organico;
  • individua il fabbisogno teorico di trattamento dell'organico;
  • individua il fabbisogno residuo di impianti di recupero.

Va sottolineato come si sia ritenuto necessario considerare nella ricognizione dell'offerta esistente anche gli impianti che trattano solo verde e di non sottrarre alla capacità degli impianti una quota del 30% pari al materiale strutturante (ritenuto anch’esso di origine urbana). In effetti l’indicatore utilizzato per la stima dei fabbisogni (pari a 110-130 kg/ab. anno), corrisponde all’insieme di frazione umida e frazione verde.
Non si sono invece considerati gli impianti con capacità autorizzata minore di 1000 tonnellate/anno, in quanto non sempre ufficialmente censiti e non sempre realmente operativi.

Le Regioni pienamente autosufficienti risultano essere il Veneto, il Friuli V.G., l’Umbria, la Sardegna. Anche Valle d’Aosta risulta pienamente autosufficiente, ma in questo caso la stima congiunta di fabbisogni ed impiantistica per frazione umida e verde non considera che l’impianto esistente tratta solo la frazione verde e la frazione umida deve essere trattata fuori regione.
In valore assoluto le Regioni a maggiore deficit, in ordine decrescente, sono la Campania, la Sicilia, il Lazio, la Lombardia, la Liguria, la Calabria.
La Basilicata non ha impianti inseriti nella ricognizione.

Infine va evidenziato come il decreto sottolinei in premessa che le Regioni possono attuare politiche di prevenzione che riducono la produzione di rifiuti organici e quindi il fabbisogno di impianti di trattamento di tale frazione del rifiuto, in conformità con il principio di prossimità (politiche incentivanti per il compostaggio domestico e altre forme di compostaggio sul luogo di produzione). Tra l’altro, ancora in premessa, si evidenzia come, ai sensi della decisione della Commissione n. 2011/753/UE del 18 novembre 2011, anche il compostaggio domestico dei rifiuti può essere conteggiato ai fini del raggiungimento dell'obiettivo di riciclaggio del 50% (art. 181, comma 1 del D. Lgs. 152/06 e s.m.i.).

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E’ primavera, le nevi cominciano a sciogliersi, i primi germogli a spuntare, la natura si risveglia e le piante hanno bisogno di compost, niente di meglio che produrlo localmente con Big Hanna.

Dalla Valle D’Aosta alla Sicilia sono 32 le Big Hanna all’opera che daranno il loro contributo alla produzione di compost da scarti organici riducendo le emissioni di CO2 ed evitando il trasporto di scarti organici verso impianti spesso distanti centinaia di chilometri.

Compostare a km zero è la situazione ideale per piccoli e medi comuni lontani da impianti di compostaggio industriale che vogliano attivare un ciclo virtuoso dei rifiuti e che possono, con Big Hanna, gestire facilmente la frazione umida promuovendo il compostaggio domestico e il compostaggio collettivo.

 

Scopri tutte le caratteristiche di Big Hanna su www.compostkmzero.it e … buona primavera!

 

 

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T480-002_light_.jpgTra settembre e dicembre Achab Group ha costruito e fornito per 7 comuni pugliesi impianti di "compostaggio a km 0" per trasformare la frazione organica raccolta porta a porta in compost, eliminando i costi di trasporto e trattamento verso impianti industriali troppo distanti. 
I comuni serviti sono Sant'Agata di Puglia, Panni e Anzano di Puglia in provincia di Foggia; Lizzanello, Miggiano, Montesano Salentino e Ugento in provincia di Lecce.
 
L'intervento ha compreso la realizzazione delle opere edili, dei sistemi di sicurezza, la raccolta acque, le coperture e i prefabbricati di supporto. Inoltre Achab Group ha fornito il sistema di stoccaggio e caricamento, impianto Big Hanna di compostaggio e sistema di maturazione del compost finale. 
Gli impianti, della capacità media di 120 t/anno rendono i Comuni autonomi nel trattamento della frazione organica, facilitando le operazioni di gestione del materiale più delicato tra le varie matrici che compongono i rifiuti. 
 
Achab Group garantirà inoltre ai Comuni il supporto formativo e l'assistenza nella gestione delle macchine, integrate via web e dotate di telecontrollo. 
I cantieri sono stati chiusi mediamente in 3 mesi dalla data di aggiudicazione, dimostrando anche la possibilità di realizzare interventi così importanti in davvero poco tempo. Dunque, un esempio di sostenibilità ed efficienza per ridurre concretamente la pressione sull'ambiente eliminando mezzo milione di km ogni anno per il trasporto della frazione organica verso impianti troppo distanti
 
Per maggiori informazioni sui sistemi Big Hanna vedi il sito www.compostkmzero.it
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chalet compostaggio Lemie 2Tra i protagonisti della kermesse di Rimini, anche il compostaggio. Nel convegno “Il compostaggio a piccola scala” infatti (a cura di ENEA e con la partecipazione del Consorzio Italiano Compostatori) si è parlato dunque di tale pratica in “versione piccole dimensioni” (domestico o di comunità) e di come esso integri il sistema di raccolta. Dalle esperienze di Albi Compostatori Comunali piuttosto che di compostatori di comunità (come ad esempio Big Hanna) nascono quesiti tecnici e normativi su monitoraggio, sgravi tariffari ecc.
 
Sotto la conduzione di Marco Ricci di CIC in teamwork con Piergiorgio Landolfo di ENEA si sono succeduti, in una sala che ha fatto fatica a contenere l'audience, gli interventi di Ramon Plana (BT, ISWA) sul compostaggio di comunità nei Paesi Baschi, di Paola Zitella (Envipark) e Michele Giavini (CIC) sul progetto SCOW, di Marco Ricci stesso (CIC) sempre a tema compostaggio di comunità, di Vincenza Di Malta (Roma Città Metropolitana) sul progetto Compostiamo, di Piergiorgio Landolfo (ENEA) sullo stato dell’arte del compostaggio collettivo, di Leopoldo D’Amico (AMA Roma) sulla rete di compostatori della capitale e di Riccardo Marchesi (Achab Group) sul progetto transfrontaliero di riduzione dei rifiuti C3PO.
 
Gli aspetti salienti emersi dalla sessione si possono così riassumere:
1. Il compostaggio di comunità è una risposta al problema della gestione della componente organica dei rifiuti urbani che si va diffondendo in diverse realtà europee. Sotto questo nome sono raggruppate iniziative molto differenti, sia in termini di tecniche e tecnologie, sia in termini di capacità di trattamento.
2. Tutte le varie soluzioni possono offrire risultati adeguati, purchè siano presenti i fattori chiave di successo: chiarezza degli obiettivi, volontà "politica", coinvolgimento e responsabilizzazione degli utenti e degli "attori" coinvolti (in molti casi anche volontari), grande attenzione alla conduzione del processo, assistenza tecnica qualificata, comunicazione efficace, monitoraggio costante.
3. Nell'ambito delle strategie di gestione dei rifiuti il compostaggio di comunità deve considerarsi complementare rispetto al compostaggio individuale ed al compostaggio industriale , andando a collocarsi in quelle situazioni territoriali disperse dove la classica filiera raccolta differenziata/trattamento centralizzato richiede costi operativi eccessivi o dove sia necessario offrire risposte di trattamento in tempi brevi, in attesa della realizzazione o del completamento di una rete impiantistica adeguata.
4. A questo proposito appare opportuna sia la definizione normativa, contenuta nel Collegato Ambientale alla Legge di Stabilità, di prossima approvazione, sia la semplificazione autorizzativa, nella quale comunque devono essere ben individuate responsabilità e standard di processo/prodotto.
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CogoletoL’Istituto comprensivo di Cogoleto in provincia di Genova compie un importante passo verso la riduzione del proprio impatto ambientale. Durante il mese di ottobre 2014, è stata infatti consegnata e avviata una compostiera Big Hanna modello T60 corredata di Biofiltro, che è stata posizionata nel cortile interno adiacente al refettorio scolastico ed alle cucine dove vengono preparati i pasti. 

Con questa compostiera elettromeccanica, gli scarti organici derivati dalla preparazione e dal consumo dei 450 pasti settimanali, consumati dagli alunni della scuola d'infanzia e della scuola primaria, saranno trasformati in terriccio fertilizzante. La Big Hanna di Cogoleto sarà in grado di trattare mediamente circa 25 kg di scarti organici giornalieri, per un totale di circa 18 t/anno.
Gli elementi positivi di questo progetto non si limitano alla valenza ambientale ed educativa dell'intervento ma è importante sottolineare che questa installazione non ha richiesto procedure autorizzative, in quanto rientra in un ciclo chiuso di smaltimento in loco di scarti organici provenienti da un'unica fonte, la mensa scolastica appunto.
Infine, arrivano con la compostiera di Cogoleto importanti novità introdotte nella tecnologia delle compostiere elettromeccaniche svedesi: da settembre 2014 infatti, le compostiere Big Hanna sono disponibili con il pannello operativo standard oppure con un touch screen implementato con tecnologia PLC.
Tale novità, che ha suscitato anche l'interesse di numerosi rappresentanti dell'azienda del servizio di igiene urbana locale, l'Azienda Amiu Multiservizi e d'Igiene Urbana Genova S.p.A, consente nella sua versione standard di impostare i parametri di funzionamento della macchina attraverso un display digitale con accesso dedicato e di leggere le temperature di processo della compostiera in tempo reale. Il pannello è inoltre dotato di porta USB. La connessione opzionale ad un PC è possibile tramite un cavo ethernet.
Con il nuovo pannello touch screen in versione PLC, è possibile attivare una serie di funzioni addizionali, tra cui la connessione internet wi-fi, la ricezione di allarmi e di report via mail/sms, la possibilità di inserire, registrare ed inviare a remoto i valori di peso o volume del rifiuto e del pellet in ingresso e del compost in uscita. Il pannello TOUCH consente di lavorare sulla macchina attraverso operazioni semplici ed intuitive, premendo semplicemente le icone illustrative mostrate sul display.

Foto di copertina: www.comune.cogoleto.ge.it

 

 

 

 

 

 

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big hannaLe buone pratiche ambientali diventano un'opportunità di riscatto per i detenuti. Accade a Rieti, dove nella Casa Circondariale è stato avviato “Carcere Verde”, un progetto che punta a ridurre i rifiuti prodotti dalla struttura coinvolgendo in prima persona i detenuti e permette di ottenere importanti risparmi sia in termini economici che ambientali. Sono stati avviati anche una serie di incontri finalizzati alla sottoscrizione di un protocollo di intesa per la formazione del personale interno, la manutenzione della compostiera ed il monitoraggio con analisi dell'ammendante organico.

La tracciabilità ed analisi dell'intero ciclo potrà essere verificata da una collaborazione con il centro ENEA.  
La corretta gestione degli scarti organici alimentari, unitamente alla loro valorizzazione e reimpiego, sono la base di questo progetto rieducativo in ambito detentivo che punta a diventare un modello da estendere a livello nazionale.

Il progetto “Carcere Verde”, presentato in occasione di Ecomondo 2014 dalla Provincia di Rieti, City Net e da Achab Group, che ne hanno curato la realizzazione, prevede di trattare in loco il rifiuto organico prodotto dalla mensa carceraria - che da solo costituisce circa il 30%-40% del totale degli scarti prodotti all’interno della struttura, attraverso la trasformazione di questo rifiuto in compost.
Il metodo utilizzato per il trattamento del rifiuto organico è il cosiddetto compostaggio di comunità con sistema Aerobico, pratica che prevede l’utilizzo di una compostiera elettromeccanica Big Hanna. Si tratta di macchine che permettono di trasformare direttamente in loco lo scarto della preparazione dei pasti e gli avanzi di cibo in ottimo compost riutilizzabile. Il processo di compostaggio è naturale, senza impiego di additivi chimici ed è completamente automatizzato.

La Provincia di Rieti, prima Provincia nel Lazio, all'interno del proprio programma di prevenzione e riduzione dei rifiuti, ha acquistato e conferito alla Casa circondariale una compostiera elettromeccanica Big Hanna T120 per trattare sul posto gli scarti organici e trasformarli in compost. Una volta ottenuto il fertilizzante, questo potrà essere impiegato all’interno del carcere per la realizzazione di orti e serre, dove i detenuti avranno l'opportunità di coltivare varie tipologie di prodotti, da destinarsi al consumo interno e/o alla commercializzazione esterna di una linea di prodotti biologici da poter mettere sul mercato.

Oltre agli aspetti educativi e di coinvolgimento sociale, il compostaggio di comunità è una pratica che riserva notevoli vantaggi dal punto di vista ambientale. L’impatto ambientale del rifiuto è praticamente azzerato mentre le emissioni di CO2 equivalente, legate ai trasporti di questa tipologia di rifiuto, si riducono drasticamente, dato che il trattamento avviene sul posto e non prevede trasporti a distanza: si stima che per ogni tonnellata di materiale compostato sul posto, si ottenga un risparmio in emissioni di CO2 equivalente in atmosfera, pari a 461 kg. (fonte fronteverde.net).
 Ma i vantaggi non si fermano qui. Attraverso questo progetto, l’amministrazione penitenziaria potrà avere la possibilità di beneficiare di importanti sconti e/o riduzione sulla tariffa rifiuti grazie all’auto-compostaggio del rifiuto organico. Un ulteriore vantaggio offerto da questo sistema è infine legato alla sicurezza della Struttura Penitenziaria che deriva dalla riduzione degli accessi da parte di personale esterno ed automezzi per il servizio di raccolta dei rifiuti.

 

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bighanna Montalto donkeyMontalto Ligure, un piccolo borgo di circa 365 abitanti, situato in Valle Argentina, nell'entroterra della Riviera Ligure in Italia Nord Occidentale, ha detto basta ad autocompattatori e cassonetti.
Un nuovo sistema di raccolta coniuga innovazione e tradizione in ottica di abbattimento delle emissioni inquinanti e riduzione dei rifiuti.

Limone e Gina sono la coppia di asinelli arrivata da qualche tempo in paese, che provvede alla raccolta differenziata porta a porta dei rifiuti, trasportando dentro ceste caricate sul dorso i rifiuti «umidi», il vetro, la plastica, le lattine fino ad un «Porter» alimentato a batterie che completa il circolo virtuoso della raccolta «a impatto zero» trasferendo il tutto in contenitori dove la differenziata diventa realtà. 
Ma la strategia ad “impatto zero” di Montalto ha saputo coniugare alla tradizione anche un'importante elemento di innovazione: è stata infatti installata una compostiera Big Hanna, modello T60, adatta a trattare fino a 250/280 kg di scarti alimentari a settimana, corrispondenti a circa 18 tonnellate all'anno, che trasformerà in terriccio fertilizzante gli scarti organici prodotti dagli abitanti del borgo e verrà riutilizzata nelle coltivazioni circostanti.

Come molti sanno, i nostri rifiuti alimentari, se gettati in discarica, producono gas metano, i cui danni sul nostro clima sono 21 volte superiori a quello della CO2. La filosofia alla base delle macchine Big Hanna è molto semplice: fornire uno strumento efficiente ed affidabile per risolvere il problema dello smaltimento dei rifiuti alimentari in loco. Con una compostiera Big Hanna come quella installata a Montalto Ligure, ad esempio, ogni anno si abbatte la produzione di emissioni corrispondenti a 23 Tonnellate Metriche di CO2. 

Un piccolo borgo ma un grande esempio di impegno per scegliere la soluzione più adatta al rispetto dell'ambiente e dei propri cittadini.

 

 

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immagine compost

La Regione Liguria ha pubblicato un bando per la concessione di contributi per interventi finalizzati alla raccolta differenziata e/o al trattamento della frazione organica dei rifiuti tramite compostiere di comunità (come notificato con d.G.R. n°844 del 04/07/2014 "Approvazione programma 2014 degli interventi in materia ambientale a valere sul capitolo 2067, finanziamento"). 

Il bando è aperto ai Comuni liguri o a loro aggregazioni (con alcune categorie escluse specificate sul bando di gara) ed i progetti possono essere presentati entro il 30 settembre 2014.

Gli importi di finanziamento sono:
- fino a 50.000€  per le compostiere di comunità;
- fino a 100.000€ per la raccolta differenziata della frazione organica.
(solo le aggregazioni di Comuni possono presentare una domanda per ciascuna linea di finanziamento)

Il bando è disponibile al presente link 

Per scoprire i vantaggi dei sistemi di compostaggio collettivo Big Hanna, di cui Achab Group è importatore esclusivo in Italia, visitate il sito www.compostkmzero.it.

Per ulteriori informazioni sulla fornitura di servizi di comunicazione ambientale a supporto del bando emesso dalla Regione Liguria, scriveteci a sviluppo@achabgroup.it

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Il comune in Provincia di Viterbo gestisce il suo scarto organico in modo virtuoso ed efficace


Villa San Giovanni in TusciaLa gestione del rifiuto organico è una delle parti più complesse nei sistemi di raccolta rifiuti sia per ovvie ragioni di putrescibilità degli elementi, che ne impongono una raccolta frequente con rapido conferimento nell'impianto di trattamento, sia per la produzione di percolati ed emissioni di gas serra nelle discariche.
A Villa San Giovanni in Tuscia, comune di 1.400 abitanti in Provincia di Viterbo, la gestione del rifiuto organico è invece diventata un “fiore all'occhiello” dell'amministrazione comunale. La raccolta domiciliare dei rifiuti, passata in due anni di attivazione dal 7,5% ad un lusinghiero 60%, ha infatti fatto da cornice perfetta anche per un'importante innovazione in materia di gestione del rifiuto organico.
Per il recupero di questa frazione l'Amministrazione ha, infatti, scelto due soluzioni molto strutturate e integrate: la promozione spinta del compostaggio domestico e la realizzazione di un impianto di compostaggio comunitario dotato di un composter automatico Big Hanna in grado di compostare fino a 500 kg di scarti organici alla settimana.

Un'operazione di successo sul piano economico e gestionale il cui risparmio è stato quantificato, secondo quanto dichiarato dal Sindaco al blog “Il Gallo Parlante”, in circa 10.000 euro di risparmio sul conferimento in discarica, che pesava sulle casse comunali circa 18.000 euro all'anno. Oggi con 7.000 euro annui di mutuo l'amministrazione è in grado di smaltire e valorizzare in modo autonomo il rifiuto organico prodotto dai propri cittadini che possono utilizzare gratuitamente il compost prodotto in loco, una valorizzazione a reali “km zero”.

Non solo, in una logica di responsabilità condivisa tra cittadini e pubblica amministrazione, ben il 44% delle famiglie ha aderito al compostaggio domestico, rinunciando al ritiro di questa frazione e smaltendola in proprio, con una media di 8 tonnellate al mese. Il restante viene conferito all'impianto con composter presso l' Ecocentro Comunale, accessibile dal personale autorizzato. Per la gestione dell'impianto si è infatti costituita una cooperativa con tre addetti al servizio che rappresenta un ulteriore elemento virtuoso di ricaduta sociale diretta per la comunità.

Con le dovute proporzioni, il successo di Villa San Giovanni è certamente un elemento di riflessione importante in un territorio, quello laziale, in cui la gestione dei rifiuti è in queste settimane oggetto di un intenso dibattito.

 

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Con il finanziamento europeo del programma ALCOTRA si avvia un progetto di compostaggio per la comunità

Al fine di contribuire alla riduzione dei rifiuti da raccogliere e smaltire, il Comune di Lemie, grazie al supporto tecnico del Consorzio CISA di Ciriè in collaborazione con Achab Group e Corintea, ha inaugurato sabato 15 marzo, il nuovo chalet del compostaggio.
Si tratta di un’iniziativa del progetto C3PO, finanziato dall’Unione Europea nell’ambito del Programma transfrontaliero Italia-Francia ALCOTRA, di cui il Consorzio CISA di Ciriè è il capofila. L’obiettivo è quello di sperimentare modalità che consentano di ridurre la quantità di scarti organici nei rifiuti, in particolare nei territori decentrati, come le alte Valli, nei quali la realizzazione della relativa raccolta differenziata della frazione organica è più onerosa, a causa delle maggiori distanze dagli impianti di destinazione. Questa strategia è già stata affrontata da CISA con la promozione del compostaggio domestico individuale, rilanciato negli scorsi anni anche attraverso il precedente progetto transfrontaliero R2D2, ma ora con lo chalet si vuole offrire un’opportunità in più a coloro che non possono effettuare il compostaggio individuale perché non dispongono di un’area verde o sono presenti solo sporadicamente (turisti).
Lo chalet è una struttura in legno che funge da “compostatore”, diviso in più scomparti: scomparto di immissione dei materiali, scomparto di maturazione del compost, scomparto di stoccaggio per il materiali legnoso da miscelare agli scarti organici.
Il progetto riprende un’idea sviluppata in Francia (Nantes, Chambery) ed applicata nella vicina Valle d’Aosta dalla Comunità Monte Cervino (Chatillon), presso alcune grandi utenze quali scuole e case di riposo. L’iniziativa parte su un nucleo ben definito di famiglie di Lemie che non possono attuare il compostaggio individuale, in parte residenti tutto l’anno e in parte in seconde case.
I cittadini conferiranno qui i loro scarti “umidi” con un secchiello appositamente fornito e senza alcun tipo di sacchetto (nemmeno biodegradabile) nello specifico comparto della chalet identificato con il pannello “scarti organici”, al quale accederanno con un’apposita chiave.  Un volontario referente aggiungerà quotidianamente materiale legnoso “strutturante” e un tecnico agronomo verificherà periodicamente il processo di compostaggio e, quando il comparto di immissione sarà pieno, trasferirà il materiale nel comparto di maturazione.
Per l’autunno si prevede la prima produzione di compost con un evento che coinvolgerà tutta la comunità.

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Editoriale tecnico a cura di Riccardo Marchesi Vice Presidente Achab

In riferimento alla possibilità di trattare in loco la frazione organica di rifiuto prodotto, spesso si chiede quali siano le condizioni tecniche minime per effettuare il compostaggio come operazione di recupero dei rifiuti non pericolosi.
L’Art. 214 del D.Lgs 152/06 e ss.mm.ii. individua con le attività e le caratteristiche dei rifiuti per l'ammissione alle procedure semplificate. L’art. 216 prevede poi che, a condizione che siano rispettate le norme tecniche e le prescrizioni specifiche (….), l'esercizio delle operazioni di recupero dei rifiuti può essere intrapreso decorsi novanta giorni dalla comunicazione di inizio di attività alla Provincia territorialmente competente.
Tuttavia, sino all'adozione dei decreti previsti al comma 2 dell’art.214, relativamente alle attività di recupero restano valide e continuano ad applicarsi le norme tecniche inserite nei decreti del Ministro dell'ambiente 5 febbraio 1998. Nello specifico, per il compostaggio (recupero di rifiuti non pericolosi) quindi il riferimento è rappresentato dall’allegato 1 suballegato1_ punto 16 del DM 5/2/98. RIFIUTI COMPOSTABILI (scheda 16.1).
La definizione che ci permette di inquadrare la tipologia dei rifiuti è quella dei rifiuti compostabili per la produzione di compost di qualità (elencati nella norma), mentre l’attività di recupero è definita   “compostaggio attraverso un processo di trasformazione biologica aerobica delle matrici che evolve attraverso uno stadio termofilo e porta alla stabilizzazione ed umificazione della sostanza organica”.
Il processo deve essere condotto in modo da assicurare:

- il controllo dei rapporti di miscelazione e delle caratteristiche chimico fisiche delle matrici organiche di partenza;

- il controllo della temperatura di processo;

- un apporto di ossigeno sufficiente a mantenere le condizioni aerobiche della massa.

La durata del processo così condotto non deve essere inferiore a 90 giorni comprendenti una fase di bio-ossidazione accelerata, durante la quale viene assicurato un apporto di ossigeno alla massa mediante rivoltamento e/o aerazione, seguito da una fase di maturazione in cumulo.
La temperatura deve essere mantenuta per almeno tre giorni oltre i 55 gradi. La fase di stoccaggio delle matrici e la fase di bio-ossidazione accelerata devono avvenire in ambiente confinato, ottenibile anche con coperture o paratie mobili, per il contenimento di polveri e di odori il cui controllo deve essere garantito tramite idonee misure e sistemi di abbattimento… (omissis).
Il prodotto ottenuto deve possedere specifiche caratteristiche di Compost di qualità; queste sono descritte in dettaglio negli allegati alla legge sui fertilizzanti (nello specifico dall'allegato 2 del decreto legislativo 29 aprile 2010, n. 75, e ss.mm.ii.). Devono, quindi, essere rispettati tutta una serie di parametri, tra cui determinati livelli degli acidi umici e fulvici e l’Indice di germinazione, a garanzia che il prodotto sia molto ben stabilizzato e perciò non fitotossico.

In buona sostanza, anche nel caso di compostaggio effettuato con macchine elettromeccaniche (oggi oggetto di grande interesse e che fanno parte della gamma di prodotti di cui Achab Group è rivenditore ufficiale) per rispondere ai requisiti delle norme tecniche e quindi operare in regime di procedura semplificata, da un lato devono essere rispettati i tempi minimi (90 gg, comprendenti la fase di biossidazione nella macchina e l’eventuale fase successiva di maturazione) e dall’altro il materiale stesso deve aver subito il corretto processo di trasformazione che origina la produzione dell’humus e che elimina i fattori di fitotossicità.
Eventuali scorciatoie che portano ad un’apparente ma solo temporanea stabilizzazione in tempi brevi non sono ammesse.

 

Guarda il servizio del TGR Valle d'Aosta dedicato all'installazione del composter Big Hanna modello T40 presso la Fondazione Ollignan, a Quart (AO)

 

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Moio della Civitella (SA) gestisce in autonomia il compostaggio

Nel Comune di Moio della Civitella, 1.800 abitanti in provincia di Salerno, è stato attivato uno dei primi progetti al Sud Italia di gestione a km zero del rifiuto organico. Infatti la compostiera collettiva Big Hanna consente di trattare il loco il rifiuto organico prodotto integrandosi perfettamente con la raccolta “porta a porta” di tutte le frazioni merceologiche consentendo al Comune di superare il 70% di raccolta differenziata

Secondo gli ultimi dati ISPRA, il rifiuto organico rappresenta in Italia il 40,2% sul totale delle raccolte differenziate. La gestione e la valorizzazione di questo rifiuto rappresentano quindi due elementi fondamentali nella complessa ricerca dell’equilibrio fra sostenibilità ambientale ed aumento della raccolta differenziata.
Il sistema progettato a Moio della Civitella è in linea con le disposizioni regionali in materia di compostaggio e prevede una perfetta integrazione fra compostaggio domestico e collettivo attraverso l’attivazione, presso l’isola ecologica comunale, del compostatore elettromeccanico Big Hanna T240, la macchina più grande della sua gamma installata in Italia fino ad oggi con una capacità di trattamento di 62 tonnellate/anno. Il Comune raccoglie il rifiuto organico dalle utenze che non possono effettuare il compostaggio domestico e lo conferisce direttamente all’Isola Ecologica ove è posizionata la compostiera collettiva.
I cittadini che hanno disponibilità di uno spazio verde sono incentivati a compostare autonomamente gli scarti biodegradabili da cucina e da sfalci verdi. In questo modo il Comune riuscirà a trattare in loco tutto il rifiuto organico prodotto con l’azzeramento dei relativi costi di trasporto e smaltimento.
Il rifiuto organico a causa della sua putrescibilità, è il primo responsabile della produzione di percolato e delle emissioni di gas serra dalle discariche. Il compostaggio consente, invece, di trasformare questo materiale in compost, riutilizzandolo in loco e attivando un ciclo virtuoso, sostenibile e perfettamente naturale. 

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