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pievedicento

Scadrà il 21 agosto l'opportunità per tutti gli Istituti Scolastici pubblici di ogni ordine e grado e gli Istituti Universitari, del Friuli Venezia Giulia, di poter ottenere contributi fino a 30.000 euro per l'installazione di compostatori elettromeccanici adibiti all'auto-smaltimento dei rifiuti organici derivanti da mense scolastiche con un minimo di 150 pasti serviti giornalmente.

Un'opportunità, quello dello smaltimento autonomo dell'umido in mense scolastiche, che il composter elettromeccanico Big Hanna, modello T120 sta facendo sfruttare dal 2012 in altre regioni. Presso il Centro Produzione Pasti della Scuola Materna nel Comune di Pieve di Cento (BO) infatti, il macchinario è stato acquistato dal Comune con l'importante finanziamento ottenuto da ATO Bologna, Autorità d'ambito della Provincia di Bologna e dei suoi 60 Comuni, che si occupa di monitoraggio e controllo delle risorse idriche e dei rifiuti solidi urbani. La Big Hanna T120, nel caso specifico, si trova anche in un'area di elevatissima visibilità e fruizione da parte dell'utenza cittadina, nelle immediate vicinanze di un parco pubblico, del distributore di latte alla spina e della casa dell'acqua pubblica refrigerata e gassata.

Il servizio di ristorazione è affidato a terzi mentre il caricamento e la manutenzione del composter sono affidati ad un operatore comunale che vi dedica circa 30 minuti al giorno per 5 gg alla settimana. Il numero di pasti prodotti è di circa 1000 al giorno distribuiti tra quelli della Scuola Materna, quelli della Scuola Primaria, quelli per l'assistenza domiciliare, le case Residenze Anziani e i Centri Diurni dell'Asp Galuppi-Ramponi di Pieve di Cento e San giorgio di Piano. Il composter tratta circa 70 kg di scarti organici al giorno per 5 giorni alla settimana. La capacità di trattamento è di 30 tonnellate all'anno di scarti organici di cucina e giardino, con un quantitativo di compost prodotto stimato annuale di circa 4,5 tonnellate (con una riduzione del 85% del peso e volume del materiale in ingresso).

Il progetto si poneva (e si pone ancora oggi) come obiettivo la realizzazione di un ciclo chiuso e virtuoso di gestione degli scarti organici del servizio di ristorazione con l'utilizzo del compost prodotto nei confini del sito stesso, destinandolo alla manutenzione e gestione delle aree verdi ed agli orti comunali.

Il compostatore elettromeccanico Big Hanna è stato installato anche in tre Istituti della Liguria, sempre con la funzione di provvedere allo smaltimento del rifiuto organico prodotto dalle mense e sempre grazie a finanziamenti di enti locali. Anche per gli Istituti Scolastici del Friuli Venezia Giulia, dunque, una chance da non perdere.

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BIG HANNA GAL GE

Con l'emanazione del D.M. 29 dicembre 2016 (Regolamento recante i criteri operativi e le procedure autorizzative e semplificate per il compostaggio di comunità dei rifiuti organici...) si va chiarendo il quadro, tecnico e amministrativo, degli strumenti di promozione del "compostaggio in loco", previsti dal Collegato Ambientale (Legge 28 dicembre 2015, n. 221 ) agli articoli 37 e 38, sia per la forma individuale (autocompostaggio), sia per quella collettiva.

Nell'ambito di un interessante convegno sull'argomento del "compostaggio di comunità" promosso dall'Associazione Italiana Compostaggio e tenutosi a Roma il 28 aprile 2017 i tecnici del Ministero hanno fornito un ottimo contributo nel definire scelte e percorsi. Intanto le due fattispecie introdotte dall'art. 37 (che ha originato il comma 7 bis dell'art. 214, del D. Lgs. 152/06), e dall'art. 38, che ha definito il compostaggio di comunità e previsto l'emanazione del relativo decreto sui criteri operativi e le procedure autorizzative, sono caratterizzate da:

* precisi limiti nella potenzialità di trattamento

* limiti territoriali di origine dei rifiuti

* tipologie ben definite di scarti organici conferibili.

Il discrimine più rilevante è però rappresentato dalla figura del gestore dell'installazione e utilizzatore del compost: se coincide con le utenze conferenti si può applicare la procedura del compostaggio di comunità, altrimenti si deve seguire la procedura dell'art. 37 o le altre "tradizionali".
Nel caso in cui si rientri nelle condizioni previste per il compostaggio di comunità, l'attività di compostaggio è intrapresa dall'"organismo collettivo", che rappresenta gli utenti, previo invio di una segnalazione certificata al comune territorialmente competente, che ne da' comunicazione all'azienda affidataria del servizio di gestione dei rifiuti urbani. Alla comunicazione vanno allegati una relazione tecnica, il regolamento di gestione, l'elenco delle utenze, più dichiarazioni e documenti amministrativi.

Il D.M 29 dicembre 2016 definisce poi i materiali ed i rifiuti ammissibili, i criteri operativi, le condizioni di installazione ed i requisiti delle apparecchiature. In funzione della taglia (piccola: fino a 10 t/anno; media: da 10 a 60 t/anno; grande: da 60 a 130) sono stabiliti:
* la tipologia di apparecchiature utilizzabili (le compostiere statiche possono essere utilizzate solo per la taglia piccola)

* la tenuta di un registro dei rifiuti conferiti, del compost prodotto, degli scarti e del compost fuori specifica

* la necessità di un corso di formazione per il conduttore

* la necessità della presenza di sonde per la misurazione della temperatura, con rilevazione almeno giornaliera.

Per il compost ottenuto sono stabiliti dei parametri, molto meno articolati e "severi" rispetto a quelli previsti per l'Ammendante compostato misto e l'ammendante compostato verde dal D.Lgs. 75/10 in materia di fertilizzanti.
Poiché l'operazione di compostaggio di comunità da diritto a riduzione della tassa rifiuti, contribuisce alla percentuale di raccolta differenziata dei comuni ed al calcolo delle percentuali di riciclaggio e del RUB in discarica, vengono stabiliti degli obblighi di comunicazione dei dati.
Infine sono previste ulteriori semplificazioni per le installazioni con potenzialità fino ai 1 t/anno.

La presentazione del Ministero dell'Ambiente e le altre del convegno di Roma sono scaricabili dal sito dell'AIC, nella sezione Blog.
Nel caso in cui invece si debba seguire la procedura dell'art. 37, ad esempio nel caso in cui l'impianto sia gestito da un comune o dall'azienda che raccoglie i rifiuti, se sono soddisfatti i requisiti stabiliti, occorre predisporre un regolamento di gestione, acquisire il parere dell'ARPA, nominare un gestore e successivamente effettuare una denuncia di inizio attività. Il tutto nel rispetto delle prescrizioni in materia urbanistica, ambientale, di sicurezza, antincendio, igienico sanitaria, energetica, dei beni culturali e paesistici.

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T480-007 SantAgata 100
 
La Regione Puglia, nell'ottica di una politica di adeguamento del ciclo dei rifiuti alla normativa comunitaria, nazionale e regionale riguardante il raggiungimento delle previste percentuali di raccolta differenziata, ha finanziato sui fondi Programma Operativo FESR 2007-2013-PPA dell'asse II - Linea di intervento 2.5, Azione 2.5.1 per il "Potenziamento e ammodernamento delle strutture dedicate alla raccolta differenziata" oltre 15 Comuni che hanno presentato proposte progettuali per realizzare impianti di compostaggio locali di comunità.

Achab Srl si è aggiudicata e ha completato la realizzazione di 7 centri per il compostaggio a km zero, realizzando le opere edili e fornendo le apparecchiature per trattare il loco la frazione organica dei rifiuti organici raccolti porta a porta.
I progetti realizzati riguardano i Comuni di Anzano di Puglia, Sant'Agata di Puglia e Panni nel foggiano e di Ugento, Miggiano, Montesano Salentino e Lizzanello nel leccese - tutti finanziati al 100% dalle Regione Puglia, con un notevole vantaggio economico nella riduzione dei costi di gestione della frazione organica, che incide per il 50% dei costi del servizio igiene urbana.

Il compostaggio locale con le compostiere elettromeccaniche di comunità rappresenta una soluzione ottimale per le piccole comunità. Si tratta di semplici apparecchiature controllate elettronicamente, monitorate via internet, che non producono emissioni inquinanti - emmettono vapore acqueo e anidride carbonica - con un processo completamente naturale e inodore, grazie ad un sistema di biofiltrazione dell'aria di scarico. Dopo il processo aerobico di compostaggio della frazione organica, agevolato dall'apporto di aria e dal rimescolamento della massa, il compost ottenuto viene messo a maturare dentro casse di legno per stabilizzare la componente acida. Una parte del terriccio fertilizzante ottenuto verrà poi ceduto gratuitamente alla cittadinanza per la cura di terreni e giardini, mentre il restante verrà impiegato nella manutenzione del verde pubblico.
 
La popolazione dei Comuni sopra citati varia da un minimo di 800 fino ad un massimo di 12mila abitanti: questi sistemi elettromeccanici di compostaggio consentiranno ai territori più piccoli di essere completamente autosufficienti nella gestione della frazione organica del rifiuto urbano, in modo ecologico e sostenibile, riducendo i costi di trasferimento verso impianti spesso molto distanti e non sempre disponibili.
Tutti i progetti comprendono una parte di vera e propria edilizia, con la costruzione dei siti di installazione, dotati di pavimentazione piana lavabile, allacci elettrici, tettoia di copertura, area di maturazione ed una parte di forniture, oltre alla fornitura dei Composter elettromeccanici di comunità Big Hanna e dei Biofiltri, combinati con un sistema di caricamento temporizzato con vasca dimensionata in base al mezzo di raccolta e coclea aprisacco con sistema di pesatura con celle di carico e rilascio di scontrino.
Ogni impianto può trattare 130 t/anno, sottraendo gli scarti organici al costo di trasporto e trattamento presso impianti industriali di compostaggio troppo distanti, un primo passo per chiudere definitivamente il ciclo dei rifiuti nel luogo stesso di produzione, senza impatti ambientali e applicando i principi dell'economia circolare.
 
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casalbuono big hanna
 
È stata inaugurata a Casalbuono, comune di 1.230 abitanti in provincia di Salerno, la compostiera di comunità "Big Hanna" che permetterà all’Ente di gestire in loco il rifiuto organico proveniente da raccolta differenziata. Il progetto è stato finanziato dalla Provincia di Salerno nell’ambito di un bando sulla riduzione dei rifiuti. 
 
Innovativa quindi la linea adottata dal Comune per cercare di abbattere i costi di trattamento dell’organico, in una Regione priva di impianti di compostaggio che costringe i Comuni a smaltire fuori Regione l’organico prodotto con costi di trasporto e smaltimento abnormi. Infatti, il Comune ha adottato un regolamento comunale che vedrà i cittadini sottoscrivere una convenzione con l’Ente impegnandosi alla pratica del compostaggio domestico o di comunità. In questo modo l’Ente conta di azzerare i costi di trasporto con ricadute positive sulla TARI. 
 
"E' stato un iter lungo ma alla fine con grande determinazione siamo riusciti a realizzare il progetto di compostaggio di comunità – ha affermato Attilio Romano, Sindaco di Casalbuono - nonché a dotare il Comune di un sistema di gestione dei rifiuti che ci consentirà di avere benefici economici ed ambientali. Piccole realtà come la nostra non possono permettersi elevati costi di gestione pertanto ben vengano soluzioni innovative che consentono di gestire in maniera economica e sostenibile i rifiuti che produciamo. Il compost che produrremo sarà riutilizzato nelle aiuole e giardini comunali. Inoltre abbiamo promosso il compostaggio domestico riconoscendo alle utenze il 10% di sconto sulla TARI". 
 
Una capillare campagna di comunicazione è stata realizzata sul territorio comunale per far conoscere ai cittadini gli obiettivi del progetto nonché fornire informazioni sul compostaggio domestico e di comunità e più in generale sulla corretta separazione dei rifiuti. Protagonista anche la scuola primaria cittadina con laboratori didattici e lezioni sul compostaggio. 
 
Il Comune di Casalbuono si aggiunge al Comune di Cuccaro Vetere (580 abitanti in prov. di Salerno) che già da tempo è dotato di compostiera di comunità.
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BIG HANNA GAL GENell'ambito del progetto di finanziamento ENPI (European Neighbourhood and Partnership Instrument) SCOW (Selective collection of the organic waste in tourist areas and valorisation in farm compostino plants), l'Agenzia di Sviluppo Gal Genovese S.r.l. ha acquisito, tramite procedura di gara, 3 composter di comunità Big Hanna, modello T120_40L, rispettivamente equipaggiati con tramoggia di caricamento e biofiltro, per incentivare la produzione e l'utilizzo di compost maturo di qualità come ammendante per l'agricoltura ed il verde ornamentale presso due scuole ed un Comune nella Provincia di Genova.
 
Il progetto ENPI SCOW ha, tra gli altri, come obiettivo lo sviluppo di sistemi di gestione dei rifiuti biodegradabili producendo compost. Il compostaggio infatti rappresenta uno dei sistemi cardine nell'ambito delle azioni suggerite per la riduzione alla fonte di produzione di rifiuti urbani. Con il compostaggio il rifiuto organico esce dal ciclo del rifiuto urbano contribuendo alla diminuzione, in accordo con la gerarchia di gestione dei rifiuti indicata dalla normativa.
 
Il primo composter è stato installato presso il Villaggio del Ragazzo a San Salvatore di Cogorno (GE), dove gli operatori addetti alle cucine caricano la macchina con gli scarti di preparazione e gli avanzi dei pasti della mensa interna alla scuola, che ospita nei propri spazi interni anche un dormitorio e svariati laboratori.
La macchina viene caricata quotidianamente con circa 30-50 kg di scarti alimentari e pellet, i rifiuti sono ridotti al minimo anche grazie agli attenti protocolli di riduzione degli sprechi interni alla scuola.
Grazie al collegamento tramite cavo ethernet alla rete scolastica, la macchina dotata di router è accessibile da remoto in tempo reale ed è quindi possibile per gli addetti ai lavori monitorare costantemente le temperature di processo interne, i parametri di funzionamento ed i report giornalieri delle attività.
Il compost in uscita verrà utilizzato presso gli orti e le aree verdi interne alla scuola, anche dotata di giardini e campi sportivi. 
 
La seconda macchina è stata installata presso la scuola alberghiera Marco Polo, a Genova. La gestione è affidata al personale delle cucine, opportunamente formato. Anche in questo caso, la macchina viene caricata quotidianamente con 50-70 kg di scarti alimentari e pellet, ed il compost in uscita verrà utilizzato presso le aree verdi adiacenti la scuola.
 
Infine la terza macchina è in fase di autorizzazione da parte della Città Metropolitana di Genova come sperimentazione presso il Comune di Ne, dove verrà utilizzata per trattare gli scarti organici provenienti da raccolta porta a porta di circa 400 utenze.
 
Tutte e 3 le macchine sono dotate di duplice sistema di abbattimento delle emissioni odorigene, naturalmente generate dal processo di compostaggio. Inoltre sono equipaggiate con display digitale touch screen - un sistema più intuitivo- che ne facilita le operazioni e di controllo remoto tramite collegamento alla rete con router e SIM dati.
In generale lo start-up delle prime due macchine ha dato risultati molto positivi, con una buona gestione, ottime temperature di processo e conseguente riduzione della massa organica interna.
 
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chalet compostaggio Lemie 2Tra i protagonisti della kermesse di Rimini, anche il compostaggio. Nel convegno “Il compostaggio a piccola scala” infatti (a cura di ENEA e con la partecipazione del Consorzio Italiano Compostatori) si è parlato dunque di tale pratica in “versione piccole dimensioni” (domestico o di comunità) e di come esso integri il sistema di raccolta. Dalle esperienze di Albi Compostatori Comunali piuttosto che di compostatori di comunità (come ad esempio Big Hanna) nascono quesiti tecnici e normativi su monitoraggio, sgravi tariffari ecc.
 
Sotto la conduzione di Marco Ricci di CIC in teamwork con Piergiorgio Landolfo di ENEA si sono succeduti, in una sala che ha fatto fatica a contenere l'audience, gli interventi di Ramon Plana (BT, ISWA) sul compostaggio di comunità nei Paesi Baschi, di Paola Zitella (Envipark) e Michele Giavini (CIC) sul progetto SCOW, di Marco Ricci stesso (CIC) sempre a tema compostaggio di comunità, di Vincenza Di Malta (Roma Città Metropolitana) sul progetto Compostiamo, di Piergiorgio Landolfo (ENEA) sullo stato dell’arte del compostaggio collettivo, di Leopoldo D’Amico (AMA Roma) sulla rete di compostatori della capitale e di Riccardo Marchesi (Achab Group) sul progetto transfrontaliero di riduzione dei rifiuti C3PO.
 
Gli aspetti salienti emersi dalla sessione si possono così riassumere:
1. Il compostaggio di comunità è una risposta al problema della gestione della componente organica dei rifiuti urbani che si va diffondendo in diverse realtà europee. Sotto questo nome sono raggruppate iniziative molto differenti, sia in termini di tecniche e tecnologie, sia in termini di capacità di trattamento.
2. Tutte le varie soluzioni possono offrire risultati adeguati, purchè siano presenti i fattori chiave di successo: chiarezza degli obiettivi, volontà "politica", coinvolgimento e responsabilizzazione degli utenti e degli "attori" coinvolti (in molti casi anche volontari), grande attenzione alla conduzione del processo, assistenza tecnica qualificata, comunicazione efficace, monitoraggio costante.
3. Nell'ambito delle strategie di gestione dei rifiuti il compostaggio di comunità deve considerarsi complementare rispetto al compostaggio individuale ed al compostaggio industriale , andando a collocarsi in quelle situazioni territoriali disperse dove la classica filiera raccolta differenziata/trattamento centralizzato richiede costi operativi eccessivi o dove sia necessario offrire risposte di trattamento in tempi brevi, in attesa della realizzazione o del completamento di una rete impiantistica adeguata.
4. A questo proposito appare opportuna sia la definizione normativa, contenuta nel Collegato Ambientale alla Legge di Stabilità, di prossima approvazione, sia la semplificazione autorizzativa, nella quale comunque devono essere ben individuate responsabilità e standard di processo/prodotto.
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T240 Fondachelli machine copiaQuando tecnologia, meccanica e processi naturali vanno a braccetto! Chissà se i protagonisti di una bellissima iniziativa si stanno aggirando per la fiera per approfondire il tema del compostaggio domestico di comunità, della riduzione dei rifiuti, traslato a piccole Amministrazioni locali. 
 
Infatti, grazie alla lungimiranza dell'Amministrazione Comunale, Fondachelli Fantina, piccolo Comune a circa 604 metri sul livello del mare in provincia di Messina tra Novara di Sicilia e Francavilla di Sicilia, si è dotato di una compostiera elettromeccanica di comunità Big Hanna, modello T240 con sollevatore per carrellati, tramoggia di caricamento da 80 litri e biofiltro "Hanna", acquistandola con fondi propri del bilancio comunale, e installandola presso il Centro Comunale di Raccolta in Contrada Cottone, Quartiere Santina. Si tratta della prima installazione in Sicilia dove il potenziale per queste soluzioni è davvero considerevole!
 
La macchina, adatta a trattare circa 65 tonnellate all'anno di scarti alimentari, viene caricata con i rifiuti organici raccolti con sistema domiciliare 3 volte alla settimana dal personale che effettua il servizio di raccolta differenziata nel territorio comunale.
Un'importante innovazione rappresentata da questo modello è la presenza di un pannello touch-screen su piattaforma PLC, in grado di registrare le temperature e i dati del processo biologico interno, di inviarli a uno o più terminali remoti in formato excel, di avvisare tramite sms/mail gli operatori se è presente qualche anomalia nel funzionamento del macchinario. Il nuovo pannello operativo presenta un'interfaccia interattiva: premendo semplici simboli illustrati è possibile infatti azionare il macchinario nelle sue principali funzioni. Ma anche caratterizzata da una maggiore sicurezza: sono presenti più livelli di accesso (strumenti, operatore, big hanna) ed ogni livello consente di effettuare determinate azioni/funzioni.
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T240 Fondachelli machine copiaGrazie alla lungimiranza dell'Amministrazione Comunale, Fondachelli Fantina, piccolo Comune a circa 604 metri sul livello del mare in provincia di Messina tra Novara di Sicilia e Francavilla di Sicilia, si è dotato di una compostiera elettromeccanica di comunità Big Hanna, modello T240 con sollevatore per carrellati, tramoggia di caricamento da 80 litri e biofiltro "Hanna", acquistandola con fondi propri del bilancio, e installandola presso il Centro di Raccolta in Contrada Cottone, Quartiere Santina.
Si tratta della prima installazione in Sicilia dove il potenziale per queste soluzioni è davvero considerevole.
La macchina, adatta a trattare circa 65 tonnellate all'anno di scarti alimentari, verrà caricata con i rifiuti organici raccolti con sistema domiciliare 3 volte alla settimana dal personale che effettua il servizio di raccolta differenziata nel territorio comunale.
Un'importante innovazione rappresentata da questo modello è la presenza di un pannello touch-screen su piattaforma PLC, in grado di registrare le temperature e i dati del processo biologico interno, di inviarli a uno o più terminali remoti in formato excel, di avvisare tramite sms/mail gli operatori se è presente qualche anomalia nel funzionamento del macchinario. Il nuovo pannello operativo presenta un'interfaccia interattiva: premendo semplici simboli illustrati è possibile infatti azionare il macchinario nelle sue principali funzioni. Ma anche caratterizzata da una maggiore sicurezza: sono presenti più livelli di accesso (strumenti, operatore, big hanna) ed ogni livello consente di effettuare determinate azioni/funzioni.


 

 

 

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compost lazioArriva dal Lazio un forte richiamo al compostaggio domestico di comunità grazie ai risultati di un interessante confronto sul tema, tenutosi ad Aprile a Sant’Angelo Romano, con il Patrocinio del Consiglio Regionale e della Città Metropolitana di Roma Capitale.
Presso il Castello Orsini, alla presenza di ben 42 rappresentanti di diversi organismi territoriali infatti sono intervenuti esponenti di vari enti per illustrare esperienze e prospettive del compostaggio aerobico, facendo poi particolare attenzione all’esperienza del compostaggio comunitario, pratica in forte diffusione e percepita come un’opportunità innovativa di smaltimento alternativo e riduzione nella produzione dei rifiuti.
L’intervento del Dottor Musmeci di Enea, proprio su quest’ultimo punto ha evidenziato l’esperienza di Enea stessa maturata grazie alla utilizzazione della macchina per compostaggio Big Hanna della svedese Susteco, distribuita da Achab srl in Italia.
Sono intervenuti poi la Dott.ssa Vincenza Di Malta della Città Metropolitana di Roma Capitale per illustrare il Progetto attivo sulla Provincia di Roma dal 2005 e che vede ben 27 comuni coinvolti.
L’Architetto Tonino Cicconetti della Provincia di Rieti ha raccontato della situazione in tale territorio, focalizzando l’attenzione su un’esperienza anche qui di compostaggio comunitario grazie al progetto Carcere Verde attivo nella casa circondariale di Rieti.
Infine, il Direttore Tecnico di Coldiretti Lazio Dottor Cerboni ha esposto le caratteristiche progettuali di una interessante idea, ovvero quella di poter collocare compostatori presso le Aziende Agricole al fine di ottenere un reddito integrativo e la garanzia del riutilizzo del compost stesso.
Insomma, un momento di forte confronto e aggregazione attorno al tema che ha fatto emergere l’enorme interesse delle Amministrazioni e l’esigenza di instaurare quanto prima dei meccanismi e strumenti guida da poter seguire, con il coinvolgimento richiesto della Regione Lazio, al fine di poter sviluppare ultriormente ed armonicamente, con tutti i benefici ambientali derivanti, la pratica del compostaggio domestico comunitario sul territorio.

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