Questo sito utilizza cookie per migliorare la tua navigazione. Chiudendo questo banner o cliccando su qualunque elemento della pagina ne acconsenti all'uso.

Per saperne di piu'

Chiudi
Iscriviti a questa lista tramite RSS Post sul blog taggati in ECODOM
846

electronic-waste

Emerge da dati diffusi da Ecodom (attraverso un'accurata indagine statistica di circa un mese fa) la situazione della percezione dei RAEE e del loro corretto smaltimento da parte degli italiani.
Quest'ultima attività, come è noto, è normata dal decreto "uno contro uno", che da giugno 2010 obbliga i venditori di prodotti elettrici ed elettronici al ritiro gratuito dell'apparecchiatura dismessa a fronte dell'acquisto di un nuovo prodotto equivalente, e dal nuovo decreto "uno contro zero", che da aprile 2016 prevede la consegna gratuita dei RAEE di piccole dimensioni (inferiori a 25 cm) presso i punti vendita con superfici superiori a 400 mq (il servizio è facoltativo per i negozi più piccoli) senza alcun obbligo di acquisto.

Innanzitutto il dato principale: scopriamo che meno di un intervistato su 4 (18%), una quota ancora poco importante di popolazione, riconosce correttamente i RAEE. Due su cinque (40%) ne hanno solo un'idea approssimativa mentre la maggioranza relativa (42%) non li conosce affatto.
Le principali fonti di informazioni sui RAEE, per i cittadini che li riconoscono, sono l'amministrazione pubblica (31%) o le aziende di igiene urbana (31%).
Emerge quindi una necessità ancora maggiore di comunicazione da parte di questi soggetti, individuati dai cittadini come le fonti preposte alla diffusione di corrette informazioni, attraverso specifiche campagne oppure con interventi sempre più mirati di educazione ambientale per tutti i target scolastici.

Tornando ai risultati dell'indagine, la percezione sul grado di rischio di queste apparecchiature invece appare molto alta, anche tra chi non le conosce (livello medio di pericolosità pari a 8,7 su 10), per le conseguenze dannose che il mancato trattamento può avere sul suolo, sull'aria e sull'acqua, e per la presenza di sostanze inquinanti contenute in alcuni componenti, in base al parere di chi le considera pericolose. 

Nelle abitazioni degli italiani le apparecchiature "a rischio", ovvero non più in uso oppure non più funzionanti (e che quindi potrebbero essere dismesse in modo non corretto) rappresentano il 7,4% del totale posseduto. Il più elevato potenziale di rischio è di videoregistratori, videocamere, macchine fotografiche digitali e calcolatrici.
In merito alle modalità di dismissione, fortunatamente prevalgono i comportamenti virtuosi, nel 60% dei casi tramite il ricorso alle società di igiene urbana e nel 9% dei casi tramite i negozianti, ma le cattive abitudini di conferimento pesano ancora il 17%. 

Ma chi ha la responsabilità degli scarsi risultati di raccolta? Rispetto alla precedente indagine effettuata nel 2011, i cittadini riconoscono di essere i maggiori responsabili (in media il 35%). Nell'attribuzione di responsabilità seguono le amministrazioni pubbliche (30%), valore in sensibile calo rispetto al 2011 (39%). Anche questi ultimi dati possono confermare che un maggior intervento in fase di comunicazione potrebbe regalare risultati migliori a livello locale e nazionale per la raccolta dei RAEE.

La conoscenza del decreto uno contro uno, invece, mostra un sensibile incremento rispetto al 2011 (+13%), ma solo il 30% del campione dichiara di conoscerlo in modo approfondito: un 44% degli intervistati, a distanza di otto anni dall'entrata in vigore, ancora non conosce questa possibilità di conferimento. Il 42% di coloro che sono a conoscenza dell'uno contro uno ha anche utilizzato questo servizio (in media 2,6 volte).

La notorietà del decreto uno contro zero è ancora piuttosto scarsa (18%), probabilmente anche in virtù della sua recente introduzione (aprile 2016).  Secondo gli intervistati, anche il decreto stesso potrà contribuire in modo significativo all'aumento della raccolta dei RAEE. Le principali motivazioni indicate sono la semplificazione del conferimento per i consumatori, anche in termini di convenienza, e le potenzialità in termini di informazione e sensibilizzazione dei cittadini, promuovendo comportamenti virtuosi. 

 

Continua a leggere
2727

Garage Story, la nuova campagna di ECODOM per aumentare la raccolta dei RAEE

Tutti abbiamo i nostri "RAEE nell'armadio"! Pensiamo a quanti piccoli o grandi elettromestici giacciono sui nostri scaffali o nei nostri garage perchè non funzionanti o semplicemente perchè inutilizzati. Il Consorzio italiano di Recupero e Riciclaggio degli Elettrodomestici ECODOM ha lanciato il progetto Garage Story, per sensibilizzare l'opinione pubblica sulla necessitrà di addottare comportamenti virtuosi capaci di aumentare il tasso di raccolta dei RAEE. In Italia, secondo una ricerca Ipsos del 2011 commissionata dallo stesso ECODOM, ogni famiglia possiede un totale di 46,5 apparrecchi elettronici di cui il 19% non sono più utilizzati. Fra questi, spiccano i condizionatori portatili e le pianole elettriche che sono rispettivamente quelli più inutilizzati fra i grandi e i piccoli elettrodomestici.

L'obiettivo del progetto Garage Story è, quindi, quello di sottolineare che la corretta gestione dei RAEE è fondamentale sia per i rischi ambientali poichè essi possono contenere sostanze inquinanti, sia per i danni economici derivati dalla mancata valorizzazione di risorse ancora utilizzabili per la creazione di nuovi beni o di materie prime seconde.
Il primo step della campagna è stato un'indagine Doxa per per fornire una quantificazione del fenomeno di "abbandono casalingo" di elettrodomestici e per scoprire le ragioni per cui non ci si è ancora liberati di tali apparecchi. Dall'indagine sono successivamente emersi 10 profili, che Ecodom ha interpretato creativamente raccontandoli in altrettante brevi “stories” ritratte dagli scatti del fotografo Mario Guerra, raccolti poi in una brochure.

Il progetto si completa con video-testimonianze di personaggi di spicco del mondo politco-istituzionale: il Presidente della Commissione Ambiente della Camera dei Deputati Ermete Realacci, la decoratrice e conduttrice tv Barbara Gulienetti e lo chef Renato Bernardi.

 

 

Continua a leggere