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27 maggio

Il 19 aprile scorso è stato pubblicato nella gazzetta ufficiale il DPCM del 7 marzo 2016: “Misure per la realizzazione di un sistema adeguato e integrato di gestione della frazione organica dei rifiuti urbani, ricognizione dell'offerta esistente ed individuazione del fabbisogno residuo di impianti di recupero della frazione organica di rifiuti urbani raccolta in maniera differenziata, articolato per regioni”. 

Il decreto si prefigge di prevenire e ridurre gli effetti negativi sull'ambiente e sulla salute umana derivanti dalla gestione dell'organico, e di raggiungere gli obiettivi stabiliti dall'Unione europea in tema di riciclaggio e di riduzione del conferimento in discarica dei rifiuti biodegradabili. A tal fine il decreto detta le principali definizioni in materia e indica le necessità impiantistiche per la corretta gestione della frazione organica raccolta in maniera differenziata.
Nello specifico (per ciascuna regione) il decreto:

  • riepiloga gli impianti di recupero dell'organico;
  • individua il fabbisogno teorico di trattamento dell'organico;
  • individua il fabbisogno residuo di impianti di recupero.

Va sottolineato come si sia ritenuto necessario considerare nella ricognizione dell'offerta esistente anche gli impianti che trattano solo verde e di non sottrarre alla capacità degli impianti una quota del 30% pari al materiale strutturante (ritenuto anch’esso di origine urbana). In effetti l’indicatore utilizzato per la stima dei fabbisogni (pari a 110-130 kg/ab. anno), corrisponde all’insieme di frazione umida e frazione verde.
Non si sono invece considerati gli impianti con capacità autorizzata minore di 1000 tonnellate/anno, in quanto non sempre ufficialmente censiti e non sempre realmente operativi.

Le Regioni pienamente autosufficienti risultano essere il Veneto, il Friuli V.G., l’Umbria, la Sardegna. Anche Valle d’Aosta risulta pienamente autosufficiente, ma in questo caso la stima congiunta di fabbisogni ed impiantistica per frazione umida e verde non considera che l’impianto esistente tratta solo la frazione verde e la frazione umida deve essere trattata fuori regione.
In valore assoluto le Regioni a maggiore deficit, in ordine decrescente, sono la Campania, la Sicilia, il Lazio, la Lombardia, la Liguria, la Calabria.
La Basilicata non ha impianti inseriti nella ricognizione.

Infine va evidenziato come il decreto sottolinei in premessa che le Regioni possono attuare politiche di prevenzione che riducono la produzione di rifiuti organici e quindi il fabbisogno di impianti di trattamento di tale frazione del rifiuto, in conformità con il principio di prossimità (politiche incentivanti per il compostaggio domestico e altre forme di compostaggio sul luogo di produzione). Tra l’altro, ancora in premessa, si evidenzia come, ai sensi della decisione della Commissione n. 2011/753/UE del 18 novembre 2011, anche il compostaggio domestico dei rifiuti può essere conteggiato ai fini del raggiungimento dell'obiettivo di riciclaggio del 50% (art. 181, comma 1 del D. Lgs. 152/06 e s.m.i.).

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24 maggio

Le scuole finiscono o stanno per finire e non potevo mancare io… il pirata ecologico, il terrore dei bucanieri zozzoni, l’unico e inimitabile Capitan Eco a chiudere l’anno scegliendo la Lombardia ed Assago, precisamente la scuola primaria Giovanni Falcone.

In collaborazione con il gestore della raccolta San Germano Derichebourg ed il Comune, mi sono introdotto furtivamente nella scuola di Assago organizzando una grande festa finale per premiare le classi vincenti del concorso “L’ecopagella di Capitan Eco”.

La classe che più di tutte ha intervistato e valutato adulti sul tema raccolta differenziata è stata la 3^A, la quale ha raccolto ben 14 ecopagelle ad alunno! Ma cosa succede? La 3^ A non c’è… è in gita! Corpo di mille torte… Devo lasciare il premio in classe… guardate il video!

Ma sono stati bravi tutti questi pirati assaghesi, anche la 4^D e la 4^A rispettivamente seconda e terza classificata. E saluto tutti, le maestre, la Dirigente Scolastica dell’Istituto Comprensivo Margherita Hack Vilella, l’Assessore Burgazzi, così gentili e brave/i nell’indicarmi la giusta strada al cuore di questi meravigliosi bambini!

Perchè il futuro sono loro e senza di loro la mia missione di riciclare tutto quello che è possibile per mantenere i mari puliti non potrebbe avere successo. Alla prossima avventura!

Il vostro amico, Capitan Eco

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CARPOOLING FLOOTTA
 
E' stato siglato un accordo tra Inno.vie ed Achab Group per distribuire in Italia un sistema di carpooling personalizzabile per specifiche destinazioni (enti pubblici, università, grandi imprese, poli di aggregazione di servizi, centri storici) che promuove la condivisione delle auto private fra i dipendenti o utenti di servizi, con l’obiettivo finale di semplificare la mobilità locale
 
Di questo accordo parla proprio Paolo Silingardi, Presidente di Achab: “Nuovi strumenti smart per muoversi in modo intelligente sono la strada vincente per ridurre le emissioni di CO2 e recuperare spazi urbani alleggerendo la pressione del traffico privato; Carpooling Flootta è uno strumento agile, rapido da implementare e personalizzabile sul territorio che si integra con le strategie per la mobilità sostenibile”.
 
L’idea progettuale arriva da Inno.vie, in poco tempo il disegno iniziale matura e prende forma. Nasce quindi Carpooling Flootta, una piattaforma web studiata sulle specifiche realtà locali; un sistema semplice, immediato e fortemente “social” per mettere in relazione persone che accedono regolarmente ad una destinazione comune.
 
Uno strumento Eco&Friendly, per muoversi in modo condiviso, economico e rispettoso dell’ambiente, molto utile per alleggerire il traffico cittadino e ridurre l’occupazione dei posteggi: un servizio di valore a beneficio delle persone che ne usufruiscono. Flootta è una piattaforma mappata LEED e permette l'ottenimento e mantenimento delle certificazioni ambientali come EMAS (Eco-Management and Audit Scheme), ISO, LEED e CSR (Impresa Responsabile). Facendo carpooling si riduce in modo comprovato l'inquinamento acustico e gli agenti inquinanti (CO2, benzolo, PM10). Segnalando il carpooling nella certificazione ISO 14001, l'azienda mostra il suo impegno nella riduzione dell'impatto ambientale.
 
Il prodotto è già stato testato in più realtà come ad esempio: Provincia Autonoma di Trento, Università degli studi di Trento, una trentina di Istituti scolastici, Sistemi Territoriali Spa (PD). Il contratto stipulato con la Provincia di Trento sta dando risultati: in un anno sono stati agganciati 190 utenti che condividono il mezzo, con notevoli risparmi di soldi e inquinamento. Ora l’intenzione è di estendere il servizio a società collegate del territorio, per un bacino potenziale di 7000 utenti. Si tratta di modificare abitudini consolidate ma l’approccio ai consumi sta cambiando rapidamente: non più il mero possesso del bene ma bensì il soddisfacimento di un bisogno attraverso il suo utilizzo condiviso. 
Senza dimenticare gli obiettivi europei: il settore dei trasporti è responsabile di un terzo del consumo energetico globale. E proprio il consumo energetico è il punto dolente nella corsa agli obiettivi 20-20-20 contenuto del cosiddetto "pacchetto clima-energia 20-20-20" varato dall'Unione Europea.
 
Oggi il prodotto è pronto per essere “esportato” nel territorio nazionale: nasce da qui il contratto commerciale siglato con Achab Group, una partnership per far conoscere Carpooling Flootta agli enti pubblici e alle aziende in tutta Italia.
 
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news-cisa
 
Con l’attivazione del nuovo appalto anche il Consorzio CISA di Ciriè ha realizzato un forte piano di coinvolgimento della cittadinanza, in collaborazione con San Germano srl, gruppo Derichebourg, CNS, La nuova Cooperativa, e la Cooperativa Piergiorgio Frassati.
Il nuovo sistema di appalto prevede un coinvolgimento diretto da parte di tutti i cittadini poichè, i costi del servizio applicati al Comune saranno commisurati anche all’effettivo numero di svuotamenti dei contenitori adibiti alla raccolta
 
La campagna di comunicazione ha previsto un tour di punti informativi nei mercati di 21 Comuni del Consorzio CISA di Ciriè, nei quali gli operatori incaricati hanno promosso le corrette regole della raccolta differenziata e dell’utilizzo del sistema di raccolta, oltre che distribuito, laddove necessario, i sacchi per la raccolta porta a porta degli imballaggi in plastica. Una serie di eventi capillare, che ha toccato comuni di medie dimensioni (da Nole a San Maurizio Canavese) e comuni più piccoli (come Fiano, Varisella o Germagnano) nell’ambito di una campagna informativa per cui CISA Ciriè si è rifatto il look, predisponendo dei nuovi calendari di raccolta biennali e una nuova brochure guida per la corretta gestione dei rifiuti utilizzando una rinnovata veste grafica. Tra i contenuti divulgati tramite Cisa di Ciriè ha ricordato a tutte le famiglie l’importanza e le modalità per separare correttamente anche i cartoni per bevande Tetra Pak con la raccolta differenziata della carta
 
Un buon successo ha avuto anche la promozione della raccolta dell’olio vegetale presso i centri di raccolta consortili (Ecostazioni): durante i gazebo informativi infatti sono state distribuite gratuitamente le tanichette per la raccolta casalinga, da svuotare poi negli appositi contenitori presenti, appunto, alle Ecostazioni.
 
Infine CiSA Ciriè ha appena visto terminare un’altra importante iniziativa, con la consegna dei premi alle classi vincitrici dell’Ecopagella di Capitan Eco il giorno 6 Maggio. Tra tutte le classi si sono contraddistinte la 3A e la 5A di Vallo Torinese! I bambini delle due classi, infatti, sono stati i migliori tra tutto il consorzio collezionando rispettivamente una media di oltre 14 e 13 eco-pagelle ad alunno e contribuendo a sensibilizzare l’intera comunità per una maggiore attenzione su questi temi. 
 
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img-NOTES_AET2000.jpgLunedì 16 maggio si terrà a Pasian di Prato (UD) la festa conclusiva della 5° edizione de Per l’ambiente… tutti presenti!, progetto didattico che ormai da 5 anni coinvolge moltissimi studenti della provincia di Udine, interamente dedicato alla sostenibilità e alla tutela ambientale. Anche quest’anno si è registrata una forte partecipazione: più di 70 classi, per un totale di 1300 alunni coinvolti!

L’iniziativa è promossa e finanziata da A&T 2000 S.p.A gestore del servizio rifiuti in 50 Comuni del territorio udinese, che da sempre ha a cuore la formazione e la sensibilizzazione della popolazione sui temi ambientali.

Ogni anno una iniziativa diversa, nuovi spunti educativi rivolti agli insegnanti e nuove attività didattiche per gli alunni. Il tutto veicolato attraverso un sito internet interamente dedicato alle scuole e al progetto e, come prassi ormai consolidata nelle varie edizioni, tramite newsletter e schede didattiche che periodicamente vengono inviate gli insegnanti, tenendo alta l’attenzione degli insegnanti per l’intero anno scolastico e permettendo loro di organizzare liberamente le attività nel tempo.

Inoltre quest’anno è stata proposta, come attività complementare, la mostra esperienziale con diverse postazioni tematiche e attività pratiche per le classi, da svolgere con la guida di educatori ambientali.

Un progetto a tutto tondo, all’insegna dell’educazione sì, ma anche del divertimento con sfide rivolte alle classi. A&T 2000 infatti, al termine dei percorsi formativi, propone dei giochi-concorso che hanno lo scopo di far interiorizzare agli alunni i concetti appresi in aula.

In questa ultima edizione il tema è stato “Le buone pratiche della sostenibilità nella mia scuola e nel mio territorio” (su una scelta tra uno o più argomenti proposti: dall’orto biologico alla raccolta differenziata, passando per la riduzione dei rifiuti, il corretto consumo dell’energia e lo scambio di giochi/libri usati), che ha visto abbinati due giochi-concorso:

“La mia ECOscuola” per le Primarie: si è chiesto alle classi di ideare e realizzare una piccola esperienza concreta all’interno della propria realtà scolastica.

“ECOreporter” per le Secondarie di I grado: le classi si sono trasformate in redazioni giornalistiche che hanno documentato (con articoli, video, giornalini, interviste…) le realtà del loro territorio legate ai temi proposti.

E lunedì si festeggia con Mr Ambient e Tina Lattina, i due personaggi creati proprio dagli alunni delle scuole e diventati le mascotte indiscusse del filone educativo scolastico. Mr Ambient e Tina Lattina premieranno i vincitori e coinvolgeranno le classi sul palco attraverso sketch di animazione che simuleranno una testata giornalistica in cui i ragazzi diventeranno degli inviati… molto speciali! Ma non possiamo anticipare nient’altro…

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SUM16-Banner_250x250_NUOVO.jpgDal 23 al 25 maggio presso l’ex Monastero di Sant’Agostino a Bergamo prenderà il via il SUM 2016 – terzo Simposio sull’Urban Mining e la Circular Economy, organizzato da International Waste Working Group (IWWG) e promosso dalla Regione Lombardia, con il supporto scientifico delle Università di Padova e Bergamo e diverse università straniere.

 

In apertura il Prof. Raffaello Cossu, docente di Solid Waste Management presso l'Università di Padova, presenterà il nuovo approccio globale al tema della gestione dei rifiuti, e sarà preceduto dagli interventi del Prof. Alessandro Marangoni, economista consulente strategico di Althesys che parlerà di valori condivisi creati dalla circular economy e da Paolo Silingardi, Presidente di Achab Group.  Il Simposio si focalizzerà sul concetto dell'Urban Mining e sulla necessità di guardare oltre la raccolta differenziata e l’attuale approccio basato sulla responsabilità del consumatore, con maggiore recupero di risorse e migliore qualità, con maggiore tutela dell’ambiente, con il coinvolgimento della responsabilita’ dei produttori, con minori costi per la collettività. Tutti gli aspetti tipici dell’Urban Mining devono essere esplorati nell’ottica della Circular Economy. Questo significa sostenere azioni in ogni fase della catena del valore e cioè durante produzione, consumo, riparazione e rigenerazione, gestione dei rifiuti e reimmissione nell’economia delle materie prime secondarie.


Il Simposio durerà tre giorni e oltre alle classiche sessioni orali, sono previste delle "networking session" organizzate per favorire il confronto e il dibattito internazionale su specifiche tematiche riviste nell'ottica della circular economy (tariffazione dei rifiuti, gestione dei rifiuti alimentari, landfill mining, ecc) e dare vita a nuovi gruppi di lavoro internazionali.

La lingua ufficiale del Simposio sarà l’inglese ma sono previste diverse sessioni in lingua italiana.

 

Contatti: Segretario scientifico del simposio, dr. ing. Maria Cristina Lavagnolo, Univ. di Padova

mariacristina.lavagnolo@unipd.it

www.urbanmining.it

 

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ato-polesine.pngSi è concluso venerdì 6 maggio al teatro Don Bosco di Rovigo, il “Watergame”proposto dal Consiglio di Bacino Polesine (in collaborazione con Achab Group) a tutte le scuole primarie e secondarie di primo gradodell’Ambito territoriale ottimale Polesine (i 50 Comuni della Provincia di Rovigo oltre ai Comuni di Castagnaro e Cavarzere). L’adesione è stata molto buona e ha visto l’iscrizione di ben 60 classi per un totale di quasi 1000 alunni.

Watergame è un web quiz interattivo le cui domande sono correlate ad “ambienti” conosciuti e vissuti quotidianamente dai ragazzi (la scuola, la palestra, la cucina di casa, la propria cameretta) e con il quale i ragazzi possono confrontarsi rispetto al viverli secondo principi quotidiani di sostenibilità e di conoscenza e tenendo conto delle peculiarità del territorio.

Per l’occasione è stato messo in scena anche il divertente spettacolo “Ecochè” sui temi della sostenibilità ambientale, interpretato dalla compagnia di attori professionisti “Barbamoccolo” di Martellago.

Alla fine dello spettacolo spazio ai veri protagonisti, i vincitori: per le scuole primarie, in ordine di punteggio: la classe V della scuola A.Milan di Grignano Polesine, la classe V della scuola A. Manzoni di Bergantino e la classe III della scuola Sante Bonvento di Bosaro;  per le scuole secondarie di primo grado, sempre in ordine di punteggio: la classe IA della scuola L. Da Vinci di Papozze, la classe IB della scuola L. Da Vinci di Papozze e la classe II C della scuola Papa Giovanni Paolo II di Pontecchio Polesine.

Le classi sul podio hanno permesso alle rispettive scuole di ottenere  un “Eco-assegno” messo a disposizione dal Consiglio di bacino Polesine per l’acquisto di materiale didattico, mentre a tutti i ragazzi partecipanti è stato consegnato un gadget ricordo!

L’obiettivo perseguito dal Consiglio di bacino Polesine, ente preposto alla pianificazione e controllo del servizio idrico integrato del territorio, è stato anche quello di promuovere, mediante le nuove tecnologie informazioni di valore ambientale, anche complesse, promuovendo il cambiamento di “cattive abitudini ecologiche” partendo dalla scuola, vera prima piattaforma di vita ambientale e sociale dei giovani ragazzi coinvolti.

 

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marchio_q_spazio.jpgIl Marchio Qualità Gran Paradiso è uno strumento di identificazione che il Parco Nazionale del Gran Paradiso assegna ad imprese locali del settore turistico alberghiero, artigianale e agroalimentare che rispondono a determinati requisiti, di qualità, ecocompatibilità ed accoglienza e si impegnano in un percorso di miglioramento continuo.

Tale iniziativa è stata realizzata sulla base della Legge Quadro sulle aree protette 394/91, la quale prevede che l’Ente Parco possa concedere il proprio emblema a servizi e prodotti locali che soddisfino requisiti di qualità e le finalità dell’Ente stesso.

Il Marchio di Qualità individua coloro che svolgono l’attività sia all’interno del territorio del Parco, sia nelle zone immediatamente circostanti, identificate come “Spazio Gran Paradiso”. La qualità ed il rispetto dell’ambiente sono verificati attraverso un sistema di analisi e controlli.

 

Gli obiettivi che l’Ente Parco persegue con l’istituzione del Marchio si possono così riassumere:

  • far convergere verso un’unica direzione comune tutti i produttori ed erogatori di servizi locali attraverso criteri di qualità condivisi e controllati alla fonte
  • migliorare gli standard di sostenibilità ambientale e di valorizzazione delle risorse del territorio
  • dare maggior visibilità alle produzioni attraverso una comunicazione uniforme
  • dare garanzie ai consumatori e ai fruitori dei servizi favorendo l’accesso a prodotti di origine controllata e a basso impatto ambientale.

 

L’Ente Parco supporta le imprese aderenti al Marchio sia mediante strumenti di visibilità (targhe in vetro e pannelli da apporre in loco, flyer, banner per i siti WEB ecc.), sia con l’inserimento in eventi fiere e manifestazioni (ad esempio EXPO), oltre alla presenza di una specifica area nel proprio sito WEB. Un’analisi dei flussi degli accessi ad Internet ha recentemente messo in evidenza l’importanza del sito WEB del Parco Nazionale del Gran Paradiso sull’indirizzamento verso le imprese recettive (e non solo) del proprio territorio.

Le regole che le imprese  devono rispettare per ottenere e mantenere il Marchio collettivo sono contenute in un Regolamento d’uso ed in appositi Disciplinar, a seconda dell’attività svolta.

Le imprese aderenti sono attualmente circa una settantina, in costante incremento, a dimostrazione che questa strategia sta incontrando via via più successo come strumento di “green marketing”, sia di impresa, sia di territorio.

 

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Dal 1° febbraio al 1° aprile Ecoquiz è stato il terreno di sfida per 9 istituti superiori dei comuni di Rivoli, Pianezza, Venaria, Collegno, Sangano e Grugliasco, (facenti parte del bacino del CIDIU) che hanno gareggiato in migliaia di partite, contendendosi i vari premi in palio. I ragazzi hanno avuto la possibilità di giocare partite singole oppure lanciare sfide con tutti gli utenti on-line, mettendosi alla prova sulle diverse tematiche ambientali, cercando di accumulare punti e scalare la classifica generale.

L’iniziativa ha avuto un seguito eccezionale:

in 2 mesi di concorso sono state 21.190 le partite giocate dagli oltre 450 giocatori iscritti, per una media di  60 partite per giocatore e 353 partite al giorno.  

Ogni partita ha avuto un punteggio medio di circa 2.000 punti: il primo classificato del concorso ha totalizzato quasi mezzo milione di punti!

Questi i premi per i vincitori: un Tablet Android 10 pollici con Wifi e fotocamera per il campione assoluto e due Tablet Android 7 pollici con Wifi per il secondo e terzo classificati.

Gli studenti, premiati dall’ Amministratore unico di CIDIU SERVIZI Giovanni Demarco, sono tre ragazzi della classe 3D Informatica dell’Istituto d’Istruzione Superiore E. Majorana di Grugliasco, cui si aggiunge uno studente della classe 4LC del Liceo Scientifico Filippo Juvarra di Venaria, premiato anch’egli alla presenza dell’Assessore all’Ambiente venariese Scisci.

Altra nota interessante: avendo previsto, da regolamento, di premiare cittadini residenti all’interno del proprio bacino, CIDIU ha poi ritenuto di offrire un premio aggiuntivo, un Ipod Shuffle, per premiare l’impegno di uno dei ragazzi posizionatosi ai primi posti della classifica ma residente nel comune di Torino.

Le classifiche a conclusione del concorso (1 aprile ore 15:00) sono consultabili qui.

L’evento di premiazione ha inoltre visto la partecipazione attiva del dirigente del Majorana Tiziana Calandri e del sindaco di Grugliasco Roberto Montà, a testimonianza di un’iniziativa promossa, a partire dal coinvolgimento delle istituzioni scolastiche, sull’intero territorio dei Comuni soci.

Il successo di Ecoquiz è stato decretato da una dinamica di gioco veloce, in cui le risposte devono essere fornite entro un tempo massimo, con la possibilità di guadagnare bonus e postare i propri risultati in tempo reale su Facebook ove da poco è stata aperta la pagina ufficiale del gioco.

E’ possibile continuare a giocare a Ecoquiz da smartphone, tablet o pc, attraverso il sito internet www.ecoquiz.it.

 

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Dopo il successo riscosso dalla prima edizione, torna l'appuntamento con “La nuova era dei RAEE”, a Milano, il 4 Maggio 2016 all’Art Hotel Navigli, via Angelo Fumagalli 4 , dalle ore 14.00 alle ore 18.30.
L'evento (leggi qui il programma) ha l'obiettivo di animare un confronto fra i soggetti che hanno un ruolo attivo nel ciclo di vita dei prodotti elettrici e elettronici: dai produttori ai retailer, fino agli utilizzatori, passando per gli attori della filiera distributiva, fino ai Consorzi, Associazioni e agli operatori del riciclo. Questi, dunque, gli attori protagonisti che si confronteranno su temi quali ritiro e smaltimento, riciclo e riuso, RAEE illegali, comunicazione, informazione e ruolo dei cittadini.
 
Giuseppe Miretti, Presidente di Apiraee condividerà l'esperienza positiva di un consorzio rivolto ai produttori di AEE della PMI.
Paolo Silingardi, Presidente di Achab Group parlerà dell'importanza della comunicazione e informazione e del ruolo dei cittadini nella filiera dei RAEE, con la presentazione dell'uso delle nuove tecnologie per la comunicazione ed il coinvolgimento non solo della popolazione adulta ma anche dei giovani.
 
Interverranno inoltre i rappresentanti degli autorevoli partner che patrocinano l'evento: Gabriele Cané, Past President Assoraee; Renato Calì, Segretario Nazionale Adiconsum; Lorenzo Bellachioma, Vicepresidente Nazionale CNA Installazione e Impianti e Presidente A.R.E. Torino; Fabrizio Venturini Direttore Generale Comufficio; Nadia Carbonaro Responsabile Ambiente e Energia Ceced Italia; Mirko Regazzi Presidio Tecnico e Innovazione Direzione Servizi Ambientali Hera Spa; Mara Chilosi Avvocato e Coordinatore CTS Assorecuperi; Paolo Serra Vice Presidente Associazione Reloader Onlus; Stefano Leoni Coordinatore responsabile del settore rifiuti ed efficienza dei materiali Fondazione Sviluppo Sostenibile; Innocenzo Sartor Presidente Naz. Riparatori Confartigianato; Fausto Pesce Supply Chain Manager Unieuro; Piermarco Chiesa Resp.Affari Ambientali Unieuro; Anna Rita Certo, Project Manager LIFE Weeenmodels, Comune di Genova.
 
Co-moderatore dell’evento sarà il direttore di una importante rivista di settore, media partner dell’evento: Graziano Girotti, di Bianco & Bruno. Altri media partner saranno le riviste Alternativa Sostenibile.it e il Corriere del Web.it.
 

Il convegno si svolge grazie alla partnership di:

  • Apiraee, consorzio che sostiene le piccole e medie imprese nell'ottemperare agli obblighi che prevedono un corretto recupero-smaltimento dei RAEE.
  • Achab Group, azienda leader nella comunicazione a tema ambientale e co-curatrice di numerosi progetti fra i quali “Diamo una scossa alla raccolta differenziata” (per Amiat Gruppo Iren) nato per agevolare la raccolta degli R4 a Torino.
  • Euroinformatica-Atlantide, azienda specializzata in software innovativi per il controllo dello smaltimento dei rifiuti.

 

 

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Ai nastri di partenza il gioco “ ECO QUIZ - in missione per il pianeta”: presso l’istituto superiore statale Silvio D’Arzo di Montecchio Emilia, l’iniziativa è stata presentata Martedì 12 Aprile ai rappresentanti delle 61 classi della scuola da Fiorenza Genovese di Iren, dall’Assessore all’ambiente del Comune Daniele Golinelli e dalla Dirigente scolastica Maria Sala.

Il concorso ECO QUIZ: IN MISSIONE PER IL PIANETA (realizzato in collaborazione con Achab Group) si rivolge agli studenti del Silvio D’Arzo (sia per la sede di Montecchio Emilia che per quella di Sant’Ilario d’Enza) e consiste in un gioco a quiz sottoforma di app per smartphone agile e avvincente, che contiene più di 1000 domande a scelta multipla, grazie alle quali i ragazzi possono sfidarsi tra loro e misurare le loro conoscenze rispetto ai temi della sostenibilità ambientale: rifiuti, energia, ecosostenibilità e mobilità. EcoQuiz è quindi uno strumento molto vicino alla loro realtà quotidiana che, in qualche modo, si contrappone agli strumenti più tradizionali utilizzati a scuola, per parlare di ambiente e anche di rifiuti con una modalità nuova, il gioco a punteggio. Chi fa più punti e nel minor tempo possibile vince.

Il concorso si svolgerà dal 18 Aprile al 15 Maggio 2016. Ben 1300 i potenziali studenti coinvolti, provenienti non solo dal territorio reggiano. Di sicuro interesse i premi messi in palio: un tablet per il primo clsssificato, due smartphone per il secondo e il terzo, e, per la classe in testa alla classifica, un buono spesa di 600 Euro per l’acquisto di materiale didattico

L’ “ECO QUIZ” si affianca alla campagna di comunicazione, già realizzata per il comune di Montecchio Emilia in occasione del cambio di servizio di raccolta rifiuti. Da stradale a porta a porta, che ha visto coinvolto i cittadini di Montecchio Emilia dal mese di novembre 2015 e gli studenti con le attività didattiche all’interno delle scuole. L’istituto Silvio d’Arzo ha accolto con piacere l’iniziativa: anche la scuola farà la sua parte organizzandosi per incentivare la raccolta differenziata, grazie anche ai contenitori ed al “rifiutologo” distribuiti da Iren per l’istituto classe per classe.

“Il comune di Montecchio Emilia ha aderito al Patto dei Sindaci nel 2013 - ha sottolineato l’Assessore all’Ambiente Daniele Golinelli - e presentato il proprio piano d'azione per l'energia sostenibile nell'aprile 2015. Fra le azioni più significative del piano figurano le azioni volte a ridurre gli sprechi ed in particolare la modifica del sistema di raccolta dei rifiuti. L'Amministrazione Comunale è convinta che il risultato si ottenga solo attraverso la partecipazione di tutti i cittadini, in particolare informando e coinvolgendo chi rappresenta il futuro della nostra comunità. L'App proposta da Iren per gli studenti delle superiori è senz'altro uno strumento che permetterà di migliorare conoscenza e consapevolezza in una fascia di età della comunità molto importante per il nostro immediato futuro"

“IREN investe nel mondo della scuola - ha sottolineato Fiorenza Genovese referente del progetto educativo EDU-IREN - in quanto l’educazione dei ragazzi di oggi crea i cittadini di domani. C’è più che mai bisogno di informazione per rendere consapevoli le persone dell’impatto ambientale dei propri stili di vita. Per questo IREN, oltre alle attività informative già realizzate sul territorio, ha deciso di impegnarsi ulteriormente in questo progetto a servizio del mondo della scuola. Nell’ultimo anno oltre 27.000 studenti sono stati coinvolti nel progetto educativo EDU-IREN nella provincia reggiana."

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rifiuti in circolo CEMSi terrà a Milano, venerdì 29 aprile, dalle ore 9.00 alle 13.30, allo Spazio Oberdan di Viale Vittorio Veneto 2 (Sala Merini) a Milano, il Convegno organizzato da Cem Ambiente Spa di Cavenago dal titolo: RIFIUTI IN CIRCOLO. Verso la tariffa puntuale – Educazione, efficienza e sostenibilità nella gestione del ciclo dei rifiuti.
 
Durante l’evento Cem Ambiente presenterà il progetto sperimentale e innovativo di raccolta differenziata Ecuo Sacco, finalizzato a migliorare la qualità dei rifiuti differenziati, responsabilizzando sempre più il cittadino. Il beneficio sarà sia ambientale che economico (secondo il principio “si paga in base a quanto rifiuto si produce”).
Grazie a Ecuo Sacco, i Comuni Cem che hanno avviato la sperimentazione hanno diminuito la produzione di secco del 66%, a favore delle altre frazioni di rifiuto (vetro, multipak, carta, umido).
 
La giornata sarà anche occasione di confronto tra esperienze virtuose nella gestione dei rifiuti, dall'applicazione della tariffa puntuale alle campagne per la qualità della raccolta differenziata. Oltre agli interventi relativi al territorio gestito direttamente da Cem Ambiente quindi saranno raccontate le esperienze, tra gli altri, del Consiglio di Bacino Priula, si parlerà di situazione giuridica con l’Avvocato Maurizio Lovisetti e si potranno ascoltare le parole del Direttore Generale CONAI, Walter Facciotto e del Presidente di Legambiente Lombardia, Barbara Meggetto.
 
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Pare ormai scontato, noioso, per noi abituati a differenziare meticolosamente gli imballaggi in plastica, fin troppo risaputo. Ma la “leggenda” della plastica che inquina i nostri oceani è invece sempre più dura e triste realtà.

Uno studio presentato da Science ci fornisce dati allarmanti: 8,8 milioni di tonnellate di materiale plastico annualmente vengono sversate in mare. E il 70% circa di queste materie proviene da paesi del quadrante Asia-pacifico (Cina, Vietnam, Indonesia, Thailandia, Filippine in primis, con la Cina che, purtroppo la fa da padrona).

Le cause ormai sono note ed arcinote: uno sviluppo economico troppo veloce rispetto alla capacità di organizzarsi per assorbire e smaltire i rifiuti, laddove c’è anche tanto spazio per buttare tutto insieme così, da qualche parte. Ma poco si è fatto e poco si continua a fare a livello locale e globale, con il nostro ecosistema che, purtroppo, ne risente. E così pesci, crostacei ma anche tartarughe piuttosto che uccelli marini continuano a morire magari soffocati da sacchetti, cannucce o pezzi di plastica di vario genere.
I dati in possesso di organizzazioni internazionali di ricerca parlano di circa 100 mila esemplari all’anno che scompaiono ingerendo accidentalmente sostanze plastiche.

Ricordiamo infine dove si stima si accumuli la maggior parte della plastica nei nostri oceani:
Pacific Trash Vortex: è un enorme accumulo di spazzatura galleggiante (composto soprattutto da plastica, c’è chi parla di 3 milioni di tonnellate) situato nell'Oceano Pacifico, approssimativamente fra il 135º e il 155º meridiano Ovest e fra il 35º e il 42º parallelo Nord. La sua estensione può essere paragonata all’intera penisola iberica!
Oceano Atlantico: in corrispondenza del Mare dei Sargassi pare sia individuata anche una grossa isola di rifiuti (fra le latitudini di 22°N e 38°N).
Simulazioni e studi poi ritengono sia possibile che si siano già formati i primi ammassi di altre due isole di rifiuti: una orizzontale tra Argentina e Sudafrica ed una al largo del Cile
Infine il Circolo Polare Artico dove starebbe nascendo un ulteriore accumulo nel mare di Barents.

Per approfondire: leggi lo studio (in lingua inglese) qui!

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Il COVAR 14, Consorzio per la gestione dei rifiuti di 19 comuni dell’area sud ovest di Torino, in collaborazione con il gestore dei servizi CNS, e le Cooperative incaricate dei servizi di raccolta (La Nuova, Frassati e Cooplat) ed in sinergia con Achab Group in questa primavera, per i comuni di Beinasco, Bruino, Orbassano, Piossasco e Rivalta di Torino “mette il riciclo in fiera” e aderisce per la terza volta consecutiva al Let's clean up europe!

Sono in programma infatti delle importanti partecipazioni con propri stand a fiere e sagre dei 5 comuni coinvolti, dedicati sì all'informazione, ma anche e soprattutto ad expo-laboratori sul riciclo e sul riuso, con la creazione di costumi-vestiti a partire da materiali riciclabili e di oggetti utili a partire da semplici rifiuti.
Ecco il programma, un vero e proprio tour delle fiere-sagre territoriali (ore 9.00-18.00):

DOMENICA 3 APRILE – Orbassano, Fiera di Primavera
SABATO 7 MAGGIO (dalle 16.30) – Rivalta di Torino, Festa di San Vittore
DOMENICA 8 MAGGIO – Beinasco, Fiera dij Cossot
DOMENICA 15 MAGGIO – Piossasco, Piossasco in fiore
GIOVEDI' 2 GIUGNO – Bruino, Assaggia Bruino

Previsti poi, per l'ultima settimana di Maggio anche dei punti informativi e di sensibilizzazione degli operatori mercatali presso i mercati comunali.
Gli eventi in programma daranno anche modo a COVAR14 attraverso la realizzazione di un volantino multilingua e la consegna di “mozzichini” (piccoli posacenere portatili) di ricordare ai cittadini di tenere pulite le proprie città e di non buttare piccoli rifiuti (appunto mozziconi, ma anche fazzoletti, gomme da masticare, scontrini) a terra. In questo modo il consorzio adersice nuovamente a “Let's clean up Europe”, manifestazione a livello europeo giunta ormai alla terza edizione e ricorda le nuove norme e sanzioni generate dall'approvazione recente del Collegato Ambientale.

Nelle foto alcuni momenti di vita dello stand nella “Fiera di Primavera” di Orbassano.

 

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La chiusura di un grande progetto. Da Aprile, infatti, il servizio di raccolta differenziata porta a porta a Velletri, comune di 53 mila abitanti della Città Metropolitana di Roma, si estende a tutto il territorio comunale, fagocitando anche l’ultima zona ancora esclusa. Il Comune di Velletri, in team con Volsca Ambiente, gestore del servizio, ha provveduto a lanciare una puntuale campagna informativa illustrando i vantaggi globali ed integrati della conclusione di un progetto partito 4 anni fa, e che ha visto, a tappe, assimilare tutte le zone della città. Con il coinvolgimento di tutti i veliterni nel meccanismo del porta a porta anche nella città laziale si potranno godere i benefici ambientali derivanti dal produrre meno rifiuti da destinare allo smaltimento, dal recuperare materiali riciclabili e dal destinare il proprio rifiuto umido ad impianti industriali di compostaggio. Ad esempio, grazie alla collaborazione dei cittadini nel mese di Marzo 2016 per la prima volta i rifiuti non riciclabili destinati in discarica sono scesi sotto le 1.000 tonnellate (precisamente 971.580 kg) corrispondenti al 43% in meno rispetto al mese di Marzo 2015 (1.704.300 kg)!

Per illustrare ai residenti ancora “esclusi” il nuovo sistema sono stati organizzati alcuni incontri pubblici e dei punti informativi itineranti, nel corso dei quali Amministrazione Comunale e tecnici specializzati hanno erogato spiegazioni dettagliate sulle modalità di differenziazione e conferimento dei rifiuti, rispondendo alle sempre numerose domande dei cittadini, promuovendo altresì le azioni da svolgere in modo corretto..

Intanto continua l’attività di lotta ad uno dei fenomeni più antipatici a livello nazionale ovvero l’abbandono dei rifiuti sul territorio. Il personale incaricato, di concerto con tecnici Volsca, sta infatti cercando di individuare i responsabili a partire dai sacchi abbandonati impunemente e, in caso positivo, procedendo con le relative sanzioni.

Insomma, a Velletri si chiude con il porta a porta, ma il tema e le attività legate alla gestione corretta dei rifiuti (ad esempio si stanno ancora installando ulteriori cestini stradali per aumentare il decoro urbano) continueranno costantemente nella quotidianità.

 

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L’Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna ha approvato nel mese di ottobre 2015 una nuova legge per la gestione dei rifiuti urbani, la Legge Regionale 5 ottobre 2015, n. 16 “Disposizioni a sostegno dell’economia circolare, della riduzione della produzione dei rifiuti urbani, del riuso dei beni a fine vita, della raccolta differenziata e modifiche alla legge regionale 19 agosto 1996 n. 31 (disciplina del tributo speciale per il deposito in discarica dei rifiuti solidi)”.

Il provvedimento è stato emanato in attuazione alla decisione 1386/2013/UE del Parlamento Europeo e del Consiglio, del 20 novembre 2013, relativa ad un programma generale di azione dell'Unione in materia ambientale fino al 2020 “Vivere bene entro i limiti del nostro pianeta” e, per quanto riguarda la gestione dei rifiuti, al fine di garantire il rispetto della gerarchia di cui all'articolo 4 della direttiva 2008/98/CE del Parlamento (ovvero a) prevenzione; b) preparazione per il riutilizzo; c) riciclaggio; d) recupero di altro tipo; e) smaltimento).

La Regione assume come proprio il principio dell'economia circolare, che promuove una gestione sostenibile dei rifiuti attraverso la quale gli stessi rientrano, una volta recuperati, nel ciclo produttivo consentendo il risparmio di nuove risorse.

La Legge:

  • istituisce il “Forum permanente per l’economia circolare”
  • incentiva le attività di informazione ed educazione
  • Introduce un obiettivo di raccolta differenziata del 73%
  • prevede entro cinque anni la riduzione del 25% delle produzione di rifiuti pro-capite, il riciclaggio del 70% del totale dei rifiuti, il contenimento delle discariche e l’autosufficienza regionale.

Ai fini del raggiungimento degli obiettivi  sono promosse le seguenti azioni:

  1. incentivare con meccanismi economici i comuni che ottengono i migliori risultati di riduzione dei rifiuti;

  2. favorire i progetti e le azioni di riduzione della produzione dei rifiuti urbani;

  3. favorire i progetti e le azioni di riduzione dello spreco alimentare;

  4. favorire i progetti di riuso dei beni a fine vita;

  5. favorire i sistemi di raccolta differenziata che consentono di ottenere la minimizzazione della produzione e la migliore qualità delle frazioni raccolte separatamente, quali le raccolte domiciliari di tipo porta a porta o sistemi equipollenti;

  6. applicare la tariffa puntuale quale strumento per la riduzione della produzione di rifiuti;

  7. promuovere lo sviluppo dell'impiantistica collegata al riuso e al riciclaggio;

  8. promuovere la ricerca sul rifiuto residuale;

  9. promuovere lo sviluppo dei centri di raccolta (CDR) in sinergia ai centri per il riuso.

Tra gli aspetti innovativi della legge si sottolinea l’incentivazione alla riduzione dei rifiuti non inviati a riciclaggio, la quale costituisce il criterio principale per la valutazione di efficienza nella gestione dei rifiuti. A questo fine  viene costituito il Fondo d’ambito di incentivazione alla prevenzione e riduzione dei rifiuti, alimentato da una quota compresa tra i costi comuni del servizio di gestione integrata dei rifiuti urbani e, a decorrere dall'anno 2016, dal contributo derivante dalla quota parte del tributo speciale per il deposito in discarica dei rifiuti solidi, nonché dagli eventuali contributi pubblici specificatamente finalizzati.

Un altro principio interessante, poi ripreso dal successivo Collegato Ambientale, è quello che prevede che il regolamento relativo al corrispettivo del servizio di gestione dei rifiuti possa prevedere agevolazioni per le imprese che attuano azioni finalizzate alla prevenzione nella produzione di rifiuti.

Altra norma degna di nota è quella che riguarda l’accertamento e la contestazione delle violazioni ai divieti in materia di raccolta dei rifiuti urbani contenute nei regolamenti di gestione del servizio, nella quale si prevede che possa anche provvedervi il soggetto gestore attraverso i propri dipendenti, che a tal fine sono nominati agenti accertatori dall’ente preposto (i cosiddetti “ispettori ambientali”).

Per raggiungere gli obiettivi di riduzione e recupero dei rifiuti, la Regione tra l’altro incentiva le attività di informazione ed educazione a partire dai soggetti del sistema Infeas, in particolare dai Centri di educazione alla sostenibilità, in conformità con quanto disposto dalla legge regionale 29 dicembre 2009, n. 27 (Promozione, organizzazione e sviluppo delle attività di informazione e di educazione alla sostenibilità).

Inoltre i Comuni che programmano iniziative di informazione ed educazione possono destinare a tali attività una quota degli introiti derivati dall’applicazione della tariffa.

 

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E’ primavera, le nevi cominciano a sciogliersi, i primi germogli a spuntare, la natura si risveglia e le piante hanno bisogno di compost, niente di meglio che produrlo localmente con Big Hanna.

Dalla Valle D’Aosta alla Sicilia sono 32 le Big Hanna all’opera che daranno il loro contributo alla produzione di compost da scarti organici riducendo le emissioni di CO2 ed evitando il trasporto di scarti organici verso impianti spesso distanti centinaia di chilometri.

Compostare a km zero è la situazione ideale per piccoli e medi comuni lontani da impianti di compostaggio industriale che vogliano attivare un ciclo virtuoso dei rifiuti e che possono, con Big Hanna, gestire facilmente la frazione umida promuovendo il compostaggio domestico e il compostaggio collettivo.

 

Scopri tutte le caratteristiche di Big Hanna su www.compostkmzero.it e … buona primavera!

 

 

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La corsa verso l’uniformità di servizio di raccolta rifiuti sta procedendo senza sosta nel comune di Prato.

 

ASM infatti si prepara per concludere il piano che porterà entro la fine del 2016 ad avere tutto il territorio comunale coperto dalla raccolta “porta a porta”. Si tratta di un dato importante, Prato, seconda città toscana per numero di abitanti, vedrà sparire gli ultimi cassonetti stradali, salvo la campana verde per il conferimento del vetro, in tutto il comune e quindi nell’intera provincia.

 

In questi giorni si sta procedendo alla consegna dei contenitori nella prima delle 4 zone previste dalle attivazioni 2016 che porteranno così al completamento della città e alla chiusura del cerchio.

 

ASM, oltre alle attivazioni del nuovo sistema, guarda avanti anche rivedendo e aggiornando i servizi presso le zone già servite da raccolta domiciliare: dopo aver introdotto lo scorso anno le campane per la raccolta monomateriale del vetro, come disposto nella Delibera della Regione Toscana n° 1049 del 6/12/2010, nelle zone a nord e ad est della città, si propone adesso di portare la stessa raccolta a tutte le attività di ristorazione del centro storico di Prato.

 

In quella specifica area la raccolta “porta a porta” è cominciata ormai da molti anni, primo passo dei tanti che ASM ha fatto verso tale direzione nel comune di Prato. Le utenze commerciali coinvolte verranno adeguatamente informate.

 

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“La differenza la fanno le persone. Il riciclo C’èm”. È questo lo slogan della nuova campagna di comunicazione di Cem Ambiente Spa (in collaborazione con Achab Group), società che gestisce l'igiene urbana in 59 comuni dell'area milanese e Monza e Brianza, che è da poco partita con affissioni in tutti i comuni gestiti.

Ben 1.500 poster affissi su tutto il territorio di Cem Ambiente, oltre a 70mila cartoline distribuite in Comune e nelle scuole per ricordare a tutti l’impegno della società in tema di raccolta dei rifiuti e la sua volontà di avvicinarsi sempre di più e sensibilizzare sempre meglio i cittadini, che sono i veri protagonisti della raccolta differenziata.

 

“Da oltre 40 anni la nostra società – spiega Virginio Pedrazzi, Amministratore unico di Cem Ambiente – lavora con i Comuni per una raccolta differenziata di qualità che garantisca riduzione, riciclo, riuso dei rifiuti. Oggi vogliamo fare un passo in più e crescere ancora rivolgendoci direttamente ai cittadini, sempre attraverso i nostri Comuni, per mandare un messaggio univoco sulla presenza di Cem sul territorio e sull’importanza di raccogliere i rifiuti in modo corretto, puntando sempre di più alla qualità della raccolta domestica”.

La campagna di Cem Ambiente “La differenza la fanno le persone. Il riciclo C’èm”, fa seguito al lancio di numerose altre iniziative parallele, rivolte ad ogni tipologia di target e si inserisce in un contesto di comunicazione molto più ampio in cui la società è impegnata da anni.

 

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20403-NSP9HZ.jpgContinuiamo con l’analisi delle opportunità offerte dalla recente approvazione del “Collegato Ambientale”.

Il Green Public Procurement (GPP)  previsto dalla Commissione europea con la Comunicazione 2003/302 come strumento per orientare le scelte delle pubbliche amministrazioni verso beni e servizi in linea con una politica sostenibile sempre più rispettosa dell’ambiente, favorisce la diffusione di tecnologie ambientali e contribuisce alla riduzione delle emissioni e della produzione dei rifiuti.

Nel 2008, con il D.M. dell’11 aprile, l’Italia dà seguito all’invito della Commissione rivolto a tutti gli Stati membri di dotarsi di un Piano per l’integrazione delle esigenze ambientali negli appalti e approva il Piano di azione Nazionale per la sostenibilità ambientale dei consumi della pubblica amministrazione (PAN GPP).

Il PAN rinvia ad appositi decreti emanati dal Ministero dell’Ambiente l’individuazione di un set di “criteri ambientali “minimi” (CAM) per ciascuna tipologia di acquisto che ricade nell’ambito di una serie di “categorie merceologiche”.

I criteri inseriti nei CAM si suddividono in criteri ambientali di base (selezione dei candidati, specifiche tecniche, condizioni di esecuzione e criteri ambientali premiali (criteri di aggiudicazione). Un appalto può essere definito “verde” dalla PA (ai sensi del PAN GPP) se include almeno i criteri di base. Le stazioni appaltanti possono utilizzare anche i criteri premiali quando aggiudicano la gara con il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa.

L’art. 18 del Collegato Ambientale (Applicazione di criteri ambientali minimi negli appalti pubblici per le forniture e negli affidamenti di servizi) prevede l’inserimento dell’art. 68 bis al Codice degli appalti, sull’applicazione dei criteri ambientali minimi.

Tale articolo introduce l'obbligo per le amministrazioni pubbliche (incluse le centrali di committenza) di inserimento, nei documenti di gara, almeno delle specifiche tecniche e delle clausole contrattuali contenute nei CAM relativi alle seguenti categorie di forniture e affidamenti:

  • acquisto di lampade a scarica ad alta intensità, di alimentatori elettronici e di moduli a LED per illuminazione pubblica, acquisto di apparecchi di illuminazione per illuminazione pubblica e affidamento del servizio di progettazione di impianti di illuminazione pubblica;
  • attrezzature elettriche ed elettroniche d’ufficio, quali personal computer, stampanti, apparecchi multifunzione e fotocopiatrici;
  • servizi energetici per gli edifici : servizio di illuminazione e forza motrice, servizio di riscaldamento/raffrescamento di edifici

L’obbligo si applica invece per almeno il 50 per cento del valore delle gare d’appalto (% che sarà incrementata nel tempo)  sia sopra che sotto la soglia di rilievo comunitario previste per gli altri CAM già emanati:

  1. affidamento del servizio di gestione dei rifiuti urbani;
  2. forniture di cartucce toner e cartucce a getto di inchiostro, affidamento del servizio integrato di ritiro e fornitura di cartucce toner e a getto di inchiostro;
  3. affidamento del servizio di gestione del verde pubblico, per acquisto di ammendanti, di piante ornamentali, di impianti di irrigazione;
  4. carta per copia e carta grafica;
  5. ristorazione collettiva e derrate alimentari;
  6. affidamento del servizio di pulizia e per la fornitura di prodotti per l’igiene;
  7. prodotti tessili;
  8. arredi per ufficio

L’obbligo è esteso anche alle forniture di beni e servizi e agli affidamenti di lavori oggetto di ulteriori decreti ministeriali di adozione dei relativi criteri ambientali minimi (ad esempio quello del 24/12/15 relativo all'affidamento di servizi di progettazione e lavori per la nuova costruzione, ristrutturazione e manutenzione di edifici e per la gestione dei cantieri della pubblica amministrazione).

Ciascun soggetto obbligato all’attuazione di tali disposizioni è tenuto a pubblicare nel proprio sito internet istituzionale i bandi e i documenti di gara con le relative clausole contrattuali recanti i relativi criteri ambientali minimi, nonché l’indicazione dei soggetti aggiudicatari dell’appalto e i relativi capitolati contenenti il recepimento dei suddetti criteri ambientali minimi.

Il Collegato Ambientale ha anche previsto un sistema di controllo allungando l’elenco dei compiti dell’Osservatorio dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture di cui all’art. 7 del Codice degli appalti. Dal 2 febbraio, infatti, l’Osservatorio, che si avvale delle sezioni regionali, provvederà a monitorare l’applicazione dei criteri ambientali minimi e il raggiungimento degli obiettivi prefissati dal PAN GPP.

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