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19 Dicembre 2025

Analisi del Rapporto rifiuti urbani ISPRA Edizione 2025 – Parte 1 di 2: produzione di rifiuti urbani

Il Rapporto Rifiuti Urbani, che presenta i dati relativi all’anno 2024, è stato elaborato dal Centro Nazionale dei rifiuti e dell’economia circolare, dell’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA), con la collaborazione delle Agenzie regionali e provinciali per la protezione dell’ambiente e dei Consorzi di filiera degli imballaggi.

 

Produzione e raccolta differenziata dei rifiuti urbani

Per quanto riguarda il Capitolo su Produzione e raccolta differenziata dei rifiuti urbani ed in particolare i dati sulla produzione di rifiuti urbani totali, le principali considerazioni riportate sono le seguenti.

Nel 2024, la produzione nazionale dei rifiuti urbani (RU) si attesta a poco più di 29,9 milioni di tonnellate, in

aumento del 2,3% (664 mila tonnellate) rispetto al 2023. Tale andamento fa seguito ad un aumento dello 0,7% del 2023 rispetto al 2022 e ad un calo dell’1,8% del 2022 rispetto al 2021.

Con riferimento ad un arco temporale più lungo, si osserva tra il 2009 e il 2010 una produzione che si è mantenuta al di sopra dei 32 milioni di tonnellate. Dopo il brusco calo del biennio 2011-2012 (concomitante con la contrazione dei valori del prodotto interno lordo e dei consumi delle famiglie), la produzione si è attestata a quantitativi inferiori a 30 milioni di tonnellate fino al 2015. Successivamente, ad esclusione dell’anno 2017, i valori sono nuovamente aumentati attestandosi al di sopra dei 30,1 milioni di tonnellate per poi iniziare a diminuire, in modo contenuto, nel 2019 e in modo più significativo, per effetto della pandemia, nel 2020. Nel 2021, si assiste ad un’inversione di tendenza, in linea con la ripresa economica post-pandemia, con una produzione comunque al di sotto di 30 milioni di tonnellate. Infine, dopo una contrazione registrata nel 2022, il dato di produzione fa segnare nuovamente un incremento nel 2023 e molto più marcato nel 2024.

Va rilevato che la produzione complessiva dei rifiuti urbani è influenzata dall’inclusione o meno delle quote prodotte da utenze non domestiche e conferite al di fuori del servizio pubblico di raccolta ma comunque destinate a soggetti che ne garantiscono il recupero.

 

Produzione pro-capite

La produzione pro capite si attesta, nel 2024, a 508 kg per abitante, facendo registrare una crescita percentuale del 2,4% rispetto al 2023 e tornando a superare la soglia dei 500 kg. Negli ultimi anni è stato registrato un valore pro capite di produzione al di sotto dei 500 kg per abitante nel 2020, nel 2022 e nel 2023.

Il dato per macroarea geografica porta a rilevare, tra il 2023 e il 2024, un aumento della produzione del 3,7% al Nord, dell’1,2 al Centro e dello 0,8% al Sud. In valore assoluto, il nord Italia produce quasi 14,7 milioni di tonnellate, il Centro 6,3 milioni di tonnellate e il Sud 8,9 milioni di tonnellate.

I valori più alti di produzione pro capite si osservano, come nelle precedenti annualità, per il Centro, con 538 kg per abitante (+7 kg per abitante). Il valore medio del nord Italia si attesta a 534 kg per abitante, in aumento di 19 kg per abitante rispetto al 2023, mentre il dato del Sud è pari a 454 kg per abitante (+5 kg per abitante).

 

Produzione di rifiuti e indicatori socioeconomici

È estremamente interessante l’analisi della correlazione tra produzione di rifiuti urbani e indicatori socioeconomici, anche perché tra gli obiettivi della politica ambientale europea vi è proprio il disaccoppiamento tra l’andamento economico e la produzione di rifiuti. 

Il vecchio Programma Nazionale di Prevenzione dei Rifiuti del 2013 individuava la produzione dei rifiuti urbani per unità di PIL come uno dei parametri oggetto di monitoraggio per la valutazione dell’efficacia delle misure intraprese. Per tale parametro era, infatti, fissato un obiettivo di riduzione del 5%, misurato in relazione ai valori del 2010, da conseguire entro il 2020. Il Programma prevedeva, inoltre, che nell’ambito del monitoraggio sia considerato anche l’andamento della produzione degli RU in rapporto ai consumi delle famiglie.

Effettuando il calcolo per il periodo 2010-2024, adottando gli indicatori stabiliti dal Programma, si ottiene una variazione percentuale negativa sia per il rapporto RU/PIL (-13,3%) sia per il rapporto RU/spese delle famiglie (-8,2%).

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di Riccardo Marchesi

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