
Nel 2024, la percentuale di raccolta differenziata (RD) è pari al 67,7% della produzione nazionale, con una crescita di 1,1 punti percentuale rispetto al 2023. In termini quantitativi, la raccolta differenziata aumenta di 755 mila tonnellate (+3,9%), attestandosi a quasi 20,3 milioni di tonnellate. Si segnala che il dato di raccolta differenziata ricomprende, laddove disponibili, i quantitativi di rifiuti organici destinati a compostaggio domestico, pari nel 2024 a poco meno di 316 mila tonnellate.
Analisi dei dati
Analizzando il dato sui territori, la RD è risultata pari al 74,2% per le regioni settentrionali, al 63,2% per quelle del Centro e al 60,2% per le regioni del Mezzogiorno. Rispetto al 2023, tutte le macroaree geografiche mostrano incrementi della percentuale di raccolta differenziata: nelle regioni del Nord e del Centro la crescita è di poco inferiore a un punto percentuale, mentre in quelle del Sud è di 1,2 punti.
Analizzando gli andamenti delle percentuali di raccolta nel periodo 2020-2024 si può rilevare che la differenza tra la percentuale media del Nord e la percentuale nazionale si è ridotta di 1,3 punti (lo scostamento era di 7,8 punti nel 2020 ed è di 6,5 punti nel 2024), la differenza tra Nord e Centro si è ridotta di 0,6 punti (da 11,6 a 11), mentre lo scostamento tra il Nord e il Sud si è abbassato di 3,3 punti (da 17,3 a 14). La differenza tra Centro e Sud, infine, si è ridotta di 2,7 punti (da 5,7 a 3) a dimostrazione che le regioni del Mezzogiorno sono quelle che hanno mostrato negli ultimi anni le maggiori crescite della raccolta differenziata.
La raccolta (RD) pro capite nazionale è di 344 kg per abitante per anno (+13 kg per abitante rispetto al 2023), con valori di 396 kg nel Nord (18 kg in più rispetto al 2023), 340 kg nel Centro (+9 kg) e 273 kg nel Sud (+8 kg)
Singole frazioni merceologiche
Relativamente alle singole frazioni merceologiche, si rileva che la raccolta dei rifiuti organici passa da quasi 7,5 milioni di tonnellate a poco meno di 7,7 milioni di tonnellate, con un incremento di 196 mila tonnellate (+2,6%), confermando l’andamento crescente mostrato tra il 2022 e il 2023.
La frazione organica è costituita dai rifiuti biodegradabili prodotti da cucine e mense (frazione umida), da quelli derivanti dalla manutenzione di giardini e parchi (frazione verde), dai rifiuti raccolti presso i mercati e dai rifiuti biodegradabili destinati alla pratica dell’autocompostaggio (questi ultimi, essenzialmente costituiti da frazione umida, non sono conferiti al sistema di raccolta).
Con riferimento all’intero periodo 2013-2024, si osserva un incremento medio annuo della raccolta della frazione organica del 3,6%, con un valore massimo del 9,7% tra il 2013 e il 2014, mentre cali della raccolta si sono registrati nel 2020 e nel 2022.
La ripartizione dei quantitativi della frazione organica nelle quattro componenti precedentemente indicate individua un 68,1% è costituito dalla frazione umida da cucine e mense (poco più di 5,2 milioni di tonnellate), un 27% dai rifiuti biodegradabili provenienti dalla manutenzione di giardini e parchi (quasi 2,1 milioni di tonnellate), un 4,1% dai rifiuti avviati al compostaggio domestico (316 mila tonnellate) e lo 0,8% (63 mila tonnellate) dai rifiuti dei mercati.
Per quanto riguarda la composizione percentuale della RD tra le varie frazioni merceologiche, si hanno i seguenti dati:
- Frazione organica 37,8% (38,3% nel 2023);
- Carta e cartone 19,5% (19,1% nel 2023);
- Vetro 11,3% (11,9% nel 2023);
- Plastica 8,8% (8,8% anche nel 2023);
- Legno 5,6% (5,4% nel 2023);
- Ingombranti misti 5,2% (5,1% nel 2023);
- Spazzamento stradale a recupero 2,5% (2,6% nel 2023);
- Rifiuti da C&D 2,2% (2,2% anche nel 2023);
- Metallo 2,1% (2,0% nel 2023);
- RAEE 1,4% (1,4% anche nel 2023);
- Tessili 0,9% (0,9% anche nel 2023);
- Selettiva 0,3% (0,3% anche nel 2023);
- Altro 2,4% (2,1% nel 2023).
Infine, tra gli indicatori di maggiore interesse del 2023 vi sono i dati pro capite per frazione merceologica:
- Frazione organica 130 kg (126,6 kg nel 2023);
- Carta e cartone 67,0 kg (63,2 kg nel 2023);
- Vetro 39,0 kg (39,3 kg nel 2023);
- Plastica 30,3 kg (29,2 kg nel 2023);
- Legno 19,1 kg (17,8 kg nel 2023);
- Ingombranti misti 17,8 (16,7 kg nel 2023);
- Spazzamento stradale a recupero 8,6 kg (8,4 kg nel 2023);
- Rifiuti da C&D 7,4 kg (7,2 kg nel 2023);
- Metallo 7,1 kg (6,7 kg nel 2023);
- RAEE 4,8 kg (4,6 kg nel 2023);
- Tessili 3,1 kg (2,9 kg nel 2023);
- Selettiva 1,0 kg (1,0 kg anche nel 2023);
- Altro 8,3 kg (6,9 kg nel 2023).
Trattamento e gestione
Per ciò che riguarda il trattamento e la gestione, la percentuale di riciclaggio dei rifiuti urbani si attesta al 52,3%, in crescita rispetto al precedente anno (50,8%), al di sopra dell’obiettivo del 50% previsto dalla normativa per il 2020, ma ancora lontano di 2,7 punti percentuali rispetto all’obiettivo fissato dall’UE del 55% per il 2025 (quelli futuri sono del 60% per il 2030 e del 65% per il 2035).
Rispetto al tasso di raccolta differenziata si osserva una differenza di 15,4 punti percentuali (in miglioramento rispetto ai 15,8 punti del 2023) a riprova del fatto che la raccolta, pur costituendo un passaggio fondamentale per garantire l’ottenimento di flussi omogenei e riciclabili, non può limitarsi al solo raggiungimento di alti tassi ma deve garantire anche un’elevata qualità delle differenti frazioni intercettate al fine di consentirne l’effettivo riciclo. Lo sviluppo delle raccolte deve essere, inoltre, accompagnato dalla disponibilità di un adeguato sistema impiantistico di gestione.
Tipologia di impianti di destinazione
In merito alla tipologia di impianti di destinazione, l’analisi dei dati evidenzia che lo smaltimento in discarica interessa il 15% dei rifiuti urbani prodotti (nel 2023 la percentuale era del 16%). Si ricorda che L’Unione Europea ha stabilito un obiettivo vincolante di riduzione del collocamento in discarica a un massimo del 10 % dei rifiuti urbani entro il 2035. Agli impianti di recupero di materia per il trattamento delle raccolte differenziate viene inviato, nel suo complesso, il 54% dei rifiuti prodotti (53% nel 2023): il 24% agli impianti che recuperano la frazione organica da RD (umido + verde) e il 30% agli impianti di recupero delle altre frazioni merceologiche della raccolta differenziata. Il 18% dei rifiuti urbani prodotti è incenerito, mentre l’1% viene inviato ad impianti produttivi (quali i cementifici, centrali termoelettriche, ecc.) per essere utilizzato per produrre energia all’interno del ciclo produttivo; il 2% viene utilizzato, dopo adeguato trattamento, per la ricopertura delle discariche, il 5%, costituito da rifiuti derivanti dagli impianti TM e TMB, viene inviato a ulteriori trattamenti tra cui la raffinazione per la produzione di CSS o la biostabilizzazione, il 4% è esportato (circa 1,3 milioni di tonnellate) e l’1% viene gestito direttamente dai cittadini attraverso il compostaggio domestico (316 mila tonnellate). Si precisa che il dato rilevato per le esportazioni non include i materiali esportati dopo operazioni di recupero a seguito delle quali gli stessi sono qualificati come prodotti o materie prime secondarie.
di Riccardo Marchesi
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