
Il 26 marzo 2025 è stato presentato il Rapporto Annuale 2024 del Centro di Coordinamento RAEE, giunto alla 17a edizione.
Il Rapporto raccoglie e sintetizza i risultati conseguiti da tutti i Sistemi Collettivi che si occupano del ritiro dei RAEE presso i centri di raccolta e i luoghi di raggruppamento organizzati dalla distribuzione per la gestione dei rifiuti tecnologici in Italia.
La raccolta in Italia
In Italia i RAEE vengono raccolti presso:
- i centri di raccolta predisposti dai Comuni accessibili ai cittadini (CdR);
- i luoghi di raggruppamento dove la distribuzione colloca i RAEE consegnati dai consumatori secondo le modalità 1 contro 1 e 1 contro 0 (LdR);
- i luoghi di raccolta dove installatori e centri di assistenza tecnica di AEE collocano i RAEE ritirati ai propri clienti secondo le modalità 1 contro 1 e 1 contro 0 (Altri servizi di ritiro);
- i luoghi di raccolta dove i grandi utilizzatori di AEE, come centri di ricerca, ospedali e aeroporti, collocano i RAEE “Dual use” generati nell’ambito della propria attività (Altri servizi di ritiro);
- i luoghi di raccolta realizzati dai produttori di AEE tramite i Sistemi Collettivi (Altri servizi di ritiro).
Tutti questi siti ricevono il servizio di ritiro dei RAEE da parte dei Sistemi Collettivi, che li trasportano agli impianti di trattamento certificati per il riciclo e il recupero.
I dati del 2024
Nel 2024 i volumi di rifiuti elettrici ed elettronici avviati a riciclo nel nostro Paese tornano a crescere: 358.138 t, con quasi 9.000 tonnellate in più rispetto al 2023, la raccolta registra un incremento del 2,5%. La raccolta pro capite si attesta su un valore di 6,07 kg/ab. Il risultato positivo è determinato dall’aumento dei quantitativi di elettronica di consumo e di grandi e piccoli elettrodomestici. Si deve però ricordare che nel 2022 si erano raccolte 361.381 tonnellate di RAEE e nel 2021 385.258 tonnellate e quindi nel tempo il trend positivo auspicato non si è mai consolidato.
La performance a segno più tra il 2023 e il 2024 è trainata dalle regioni del Nord Italia, che raccolgono il 4,1% in più rispetto al 2023 e mantengono il primato per raccolta totale (188.860 ton) e per risultato pro capite (6,87 kg/ab). Il Centro registra un aumento dei volumi dell’1,8% e, con 81.261 ton avviate a riciclo, conferma un risultato pro capite (6,26 kg/ab) sopra la media nazionale. Il Sud chiude il 2024 con un lieve calo (-0,2%) della raccolta complessiva, che si attesta a 88.017 ton, mentre il dato pro capite evidenzia un leggero incremento e sale a 4,75 kg/ab. Quasi tutte le regioni italiane mostrano una raccolta in crescita, o almeno stabile, rispetto al 2023. Tra queste spiccano: Valle d’Aosta (+8,7%), Lombardia (+7,8%), Friuli Venezia Giulia (+6,3%) e Veneto (+6,2%).
Analizzando la raccolta per abitante, anche nel 2024 la Valle d’Aosta (10,34 kg/ab), la Sardegna (9,67 kg/ab), la Toscana (8,30 kg/ab) e la Liguria (8,15 kg/ab) sono le più virtuose, in forza soprattutto di una raccolta di grandi elettrodomestici superiore alla media nazionale.
Analisi per raggruppamenti
Passando all’analisi dei risultati per Raggruppamenti, si evidenzia come la raccolta dei raggruppamenti 1 – Apparecchi per lo scambio di temperatura con fluidi, 2 – Altri grandi bianchi e 4 – IT, Consumer Electronics e PED (attrezzature a pressione) aumenta in tutte le macroaree d’Italia. I quantitativi di Sorgenti luminose (R5) avviati a riciclo crescono nelle regioni del Centro, rimangono stabili in quelle del Nord (+0,1%) e calano in quelle del Sud (-4,3%). R3 – Tv e monitor registra ancora una volta andamenti negativi in tutte le macroaree perché ancora condizionato dall’erogazione del Bonus Tv che ha influenzato l’immesso di nuove apparecchiature dal 2021.
I documenti sono disponibili nella versione digitale e scaricabili dal portale del CdC RAEE.
Gli obiettivi di raccolta
Si ricorda che a partire dal 2019 (Direttiva 2012/19/UE sui rifiuti di apparecchiature elettriche e elettroniche, recepito all’art. 14 D. Lgs. 49/2014) il tasso minimo di raccolta dei RAEE da conseguire ogni anno è pari al 65% del peso medio delle AEE immesse sul mercato nei tre anni precedenti o, in alternativa, l’85% del peso dei RAEE prodotti nel territorio nazionale. Nel Piano Nazionale di Gestione dei rifiuti si riportava per il 2019, a fronte di una quantità nazionale raccolta pari a 343.069 t (di poco inferiore a quella 2024), una intercettazione del 39,4%. E’ evidente che per raggiungere gli obiettivi UE ci sia da lavorare molto in termini di comunicazione e sensibilizzazione…
Confronto dati ISPRA e CDC RAEE
Interessante notare una certa differenza tra il dato censito da ISPRA in Rapporto Rifiuti Urbani 2024 e quello pubblicato dal Centro di Coordinamento RAEE: il confronto è possibile sull’anno 2023 e il primo risulta più contenuto, essendo pari a 274.000 t rispetto a quello di CdC RAEE, che quantifica la raccolta dei rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche di provenienza domestica nel 2023 in 348 mila tonnellate. Tale differenza potrebbe essere dovuta a due principali ordini di fattori:
- l’attribuzione, presso i centri di raccolta comunale, di un codice diverso rispetto a quello specifico dei RAEE, ad esempio, un codice relativo ai rifiuti ingombranti, con conseguente sottostima della quota relativa ai rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche effettivamente raccolti. Le differenze più consistenti tra i dati ISPRA e i dati del CdC RAEE si riscontrano, infatti, per le apparecchiature di maggiori dimensioni (“freddo e clima” e “altri grandi bianchi” appartenenti ai Raggruppamenti R1 e R2 di cui al decreto ministeriale 185/20073); si tenga al riguardo presente che gli ingombranti misti a recupero contabilizzati nella raccolta differenziata sono ammontati in Italia, nel 2023, a quasi 988 mila tonnellate;
- i flussi di rifiuti intercettati presso la distribuzione possono seguire canali di gestione che non prevedono il passaggio per le piattaforme comunali o a servizio della raccolta differenziata. Questi flussi, se non comunicati, non risultano, pertanto, contabilizzati dai Comuni e non contribuiscono, di conseguenza, al dato di raccolta differenziata dei comuni stessi.
di Riccardo Marchesi
660

