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2 Dicembre 2024

Rapporto IFEL: la tariffazione puntuale in Italia funziona

IFEL (Istituto per la Finanza e l’Economia Locale, una Fondazione costituita dall’Associazione Nazionale Comuni Italiani – ANCI,) ha pubblicato a novembre 2024 il Rapporto La tariffazione puntuale in Italia. Diffusione e performance ambientali. Dati 2022. Analisi delle politiche regionali per la promozione del PAYT”.

 

Il rapporto: caratteristiche e metodologia

Questo Rapporto illustra i risultati dell’indagine realizzata dalla Fondazione IFEL nel corso del 2023 sulla diffusione della tariffazione puntuale (TP) fra i Comuni italiani. La rilevazione, condotta sugli anni 2021-2022, con meticolosi controlli, è stata possibile grazie alla collaborazione delle Agenzie regionali per la protezione dell’ambiente (ARPA), delle Regioni e delle Province Autonome di Bolzano e Trento, nonché degli Enti d’Ambito e di numerosi Comuni e soggetti gestori del servizio di igiene urbana. Si tratta del terzo studio che viene pubblicato dalla Fondazione.

 

Le performance dei comuni a tariffa

Come nelle precedenti edizioni, nella prima parte del Rapporto viene descritta la diffusione e l’evoluzione della TP a livello nazionale, regionale e per classi demografiche dei Comuni che la adottano, nonché la distribuzione dei regimi tariffari e dei gestori del servizio di raccolta; sono state poi analizzate le performance ambientali del servizio rifiuti dei Comuni in TP, anche in comparazione con Comuni analoghi che applicano il regime di prelievo presuntivo.

Lo studio ribadisce che i regimi di tariffazione puntuale (indipendentemente dal regime applicato, ovvero TARI tributo puntuale o tariffa corrispettiva) si confermano uno strumento capace di contribuire in modo decisivo ad ottenere elevate performance ambientali a raggiungere gli obiettivi di economia circolare, come peraltro suggerito dalla UE (Direttiva 2018/851/CE, Allegato IV bis – Strumenti economici e altre misure per incentivare l’applicazione della gerarchia dei rifiuti). In particolare, vengono analizzati i due indicatori principali, ossia la % di RD e il RUR pro capite annuo.

 

La tariffa puntuale funziona

I dati 2022 indicano che il tasso medio di RD è infatti pari all’81,8%, mentre la produzione media annua di RUR è di 84,98 kg/abitante. Quasi il 96% dei Comuni in TP supera l’obiettivo di legge del 65% di RD, l’84% il 75%. La produzione di rifiuto indifferenziato pro capite risulta inferiore a 100 kg annui nel 79% dei Comuni.

In quasi tutte le classi demografiche dei Comuni e in pressoché tutte le Province considerate, gli Enti che applicano sistemi di prelievo per la copertura del costo del servizio rifiuti basato sull’approccio PAYT raggiungono risultati ambientali (sia per quanto riguarda la RD% che il RUR pro capite annuo) migliori rispetto ai Comuni che applicano la Tari presuntiva. 

Salvo che in 2 delle 28 Province/Città metropolitane considerate, i Comuni che applicano regimi di TP raggiungono sempre, in tutte le classi demografiche, una percentuale media di raccolta differenziata più elevata, e soprattutto una produzione media annua di rifiuto residuo (RUR) pro capite nettamente inferiore rispetto ai Comuni in regime presuntivo.

 

I numeri della TP in Italia

Nel 2022 i Comuni italiani che risultano applicare un sistema di tariffazione puntuale dei rifiuti urbani sono 1.116, con una popolazione complessiva di 8.086.495 abitanti, pari rispettivamente al 14,1% del totale dei Comuni e al 13,7% della popolazione nazionale.

Dal punto di vista della distribuzione geografica si rileva:

  • una elevata diffusione in una sola area del Paese, il Nord-Est: qui la tariffazione puntuale è ormai uno strumento di governance acquisito, adottato da poco meno della metà dei Comuni;
  • una relativa diffusione in due Regioni del Nord-Ovest, cioè Lombardia e Piemonte, quest’ultima interessata da diversi anni da una crescita particolarmente sostenuta promossa dalla Regione;
  • una presenza sporadica nel Centro, con concentrazioni in Toscana e Umbria (questa Regione è una delle new entry del 2021-2022);
  • un’estrema episodicità della tariffazione puntuale nel Mezzogiorno e nelle Isole, dove le esperienze si contano sulle dita di una mano e la dinamica è ancora scarsa. Le uniche Regioni senza nessuna esperienza rilevata si trovano, appunto, al Sud.

 

Tariffa corrispettiva e tributo puntuale

Dai dati rilevati emerge chiaramente che, a differenza di quanto si pensi comunemente, allo stato attuale i sistemi di tariffazione puntuale sono implementati nei Comuni di tutte le dimensioni demografiche, tranne che nelle metropoli.

Nel 2022 quasi il 71% dei Comuni individuati da IFEL (791 su 1.116) applica la tariffa corrispettiva, con una popolazione totale pari a 5.642.624 abitanti, contro 2.443.871 dei Comuni in tributo puntuale (30,2% della popolazione totale in TP).

La seconda parte del lavoro è invece dedicata alle policy adottate dalle Regioni (soprattutto negli ultimi anni) per promuovere la tariffazione puntuale. I risultati sono sintetizzati in schede sintetiche, corredate dai principali indicatori statistici sulla diffusione della TP nel territorio regionale. L’analisi dell’azione regionale è stata focalizzata su tre ambiti: 

  1. previsioni della pianificazione in materia di rifiuti urbani e normativa ad hoc regionale/delle Province Autonome in materia di TP
  2. Strumenti di facilitazione e supporto all’implementazione della TP: linee guida, regolamenti tipo, accordi di collaborazione con le Autorità d’ambito e/o le Anci regionali.
  3. Leva economica: contributi e/o agevolazioni.

I risultati della ricerca sono interessanti: praticamente tutte le Regioni, così come le due Province Autonome di Bolzano e Trento, prevedono (alcune già da diversi anni) un ruolo significativo per la TP a livello di Piano, quale strumento per raggiungere gli obiettivi generali e specifici della pianificazione in materia di rifiuti, in particolare per quanto riguarda la prevenzione della produzione di rifiuto indifferenziato e per incrementare la quantità e le qualità delle raccolte differenziate. Alcune Regioni assegnano alla TP anche la funzione di riduzione della produzione totale di rifiuti.

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di Riccardo Marchesi

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