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19 Gennaio 2025

Rapporto rifiuti urbani ISPRA Edizione 2024, 2/2: raccolta differenziata

 

Nel 2023, la percentuale di raccolta differenziata (RD) è stata pari al 66,6% della produzione nazionale, con una crescita di 1,4 punti rispetto al 2022. In termini quantitativi, la raccolta differenziata è aumentata di 567 mila tonnellate (+3,0%), attestandosi a 19,5 milioni di tonnellate. Il dato di raccolta differenziata ricomprende, laddove disponibili, i quantitativi di rifiuti organici destinati a compostaggio domestico, pari nel 2023 a 333 mila tonnellate.

 

Analizzando il dato sui territori, si sono registrati valori del 73,4% al Nord, del 62,3% al Centro e del 58,9% al Sud. Nel complesso, quasi il 71% dei comuni italiani ha conseguito una percentuale di raccolta differenziata superiore al 65%. A livello regionale, il Mezzogiorno ha mostrato negli ultimi anni la crescita maggiore della raccolta differenziata, tanto che lo scostamento tra Nord e Sud si è ridotto di 4,5 punti e tra Centro e Sud di 3,8. Da rimarcare il risultato di Bologna, che arriva a quasi al 73%, qualificandosi come la prima città con popolazione superiore ai 200.000 abitanti a superare l’obiettivo del 65%.

 

Singole frazioni merceologiche: rifiuti organici

Relativamente alle singole frazioni merceologiche, si rileva che la raccolta dei rifiuti organici passa da poco più di 7,2 milioni di tonnellate a quasi 7,5 milioni di tonnellate, con un incremento di poco inferiore alle 230 mila tonnellate (+3,2%), che fa seguito al decremento mostrato tra il 2021 e il 2022. La crescita dell’ultimo anno, confermata anche da un andamento analogo dei dati di gestione presso gli impianti di trattamento biologico, è legata ad un aumento del dato di raccolta dei rifiuti biodegradabili provenienti dalla manutenzione di giardini e parchi (+190 mila tonnellate, pari, in termini percentuali, a +10,6%).

Con riferimento all’intero periodo 2013-2023, si osserva un incremento medio annuo della raccolta della frazione organica del 3,7%, con un valore massimo del 9,7% tra il 2013 e il 2014, mentre cali della raccolta si sono registrati nel 2020 e nel 2022.

Si ricorda che la frazione organica è costituita dall’insieme dei quantitativi di rifiuti biodegradabili prodotti da cucine e mense (frazione umida), dalla manutenzione di giardini e parchi (frazione verde), dalla raccolta presso i mercati e dai rifiuti biodegradabili destinati alla pratica dell’autocompostaggio (questi ultimi, soprattutto costituiti da frazione umida, non sono conferiti al sistema di raccolta). 

La ripartizione dei quantitativi della frazione organica nelle quattro componenti precedentemente indicate è per il 68,4% costituita dalla frazione umida da cucine e mense (5,1 milioni di tonnellate), il 26,4% dai rifiuti biodegradabili provenienti dalla manutenzione di giardini e parchi (quasi 2 milioni di tonnellate), il 4,5% dai rifiuti avviati all’autocompostaggio (poco più di 333 mila tonnellate) e lo 0,7% (quasi 51 mila tonnellate) dai rifiuti dei mercati.

 

Le altre frazioni

Per quanto riguarda la composizione percentuale della RD tra le varie frazioni merceologiche, si hanno i seguenti dati: 

  • Frazione organica 38,3%; 
  • Carta e cartone 19,1%; 
  • Vetro 11,9%; 
  • Plastica 8,8%; 
  • Legno 5,4%; 
  • Ingombranti misti 5,1%; 
  • Spazzamento stradale a recupero 2,6%; 
  • Rifiuti da C&D 2,2%; 
  • Metallo 2,0%; 
  • RAEE 1,4%; 
  • Tessili 0,9%; 
  • Selettiva 0,3%; 
  • Altro 2,1%.

Infine, tra gli indicatori di maggiore interesse del 2023 vi sono i dati pro capite per frazione merceologica

  • Frazione organica 126,6 kg; 
  • Carta e cartone 63,2 kg; 
  • Vetro 39,3 kg; 
  • Plastica 29,2 kg; 
  • Legno 17,8 kg; 
  • Ingombranti misti 16,7 kg; 
  • Spazzamento stradale a recupero 8,4 kg; 
  • Rifiuti da C&D 7,2 kg; 
  • Metallo 6,7 kg; 
  • RAEE 4,6 kg; 
  • Tessili 2,9 kg; 
  • Selettiva 1,0 kg; 
  • Altro 6,9 kg.

 

Gestione e riciclo: importanza della qualità

Per ciò che riguarda il trattamento e la gestione, la percentuale di riciclaggio dei rifiuti urbani si attesta al 50,8%, in crescita rispetto al precedente anno (49,2%), al di sopra dell’obiettivo del 50% previsto dalla normativa per il 2020. Vale la pena sottolineare che gli obiettivi futuri fissati dall’UE sono del 55% per il 2025, del 60% per il 2030 e del 65% per il 2035).

Rispetto al tasso di raccolta differenziata si osserva una differenza di 15,8 punti percentuali a riprova del fatto che la raccolta, pur costituendo un passaggio fondamentale per garantire l’ottenimento di flussi omogenei e riciclabili, non può limitarsi al solo raggiungimento di tassi elevati ma deve garantire anche un’elevata qualità delle differenti frazioni intercettate al fine di consentirne l’effettivo riciclo. Lo sviluppo delle raccolte deve essere, inoltre, accompagnato dalla disponibilità di un adeguato sistema impiantistico di gestione.

Infine, si segnala che i rifiuti urbani complessivamente smaltiti in discarica rappresentano il 15,8% dei rifiuti urbani prodotti, attestandosi a 4,6 milioni di tonnellate, in calo rispetto ai 5,2 milioni di tonnellate del 2022. L’Unione Europea ha stabilito un obiettivo vincolante di riduzione del collocamento in discarica a un massimo del 10 % dei rifiuti urbani entro il 2035.

 

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di Riccardo Marchesi

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