Iscriviti e ricevi le nostre news sulla sostenibilità.
Nella sezione Notizie Sostenibili puoi scoprire i nostri progetti e ascoltare le esperienze di chi ha scelto di lavorare con Achab Group.
Guarda nella sezione Approfondimenti Sostenibili per saperne di più sul tema della sostenibilità e i nostri consigli su come applicarla.
Compila il form per iscriverti alla nostra newsletter NoteS e restare aggiornato sulla sostenibilità.

Iscriviti!


Quando invii il modulo, controlla la tua inbox per confermare l’iscrizione

 

Privacy Policy

17 Ottobre 2025

#LettureLeggere – L’ultimo insegnamento di Jane Goodall: la speranza come eredità

Quando Dame Jane Goodall si è spenta a Los Angeles, il 1° ottobre 2025, all’età di 91 anni , era ancora impegnata in un “Hope Global Tour”, dimostrando che la sua missione non era mai terminata. Nonostante una vita trascorsa a cavallo di grandi crisi, dalla Seconda Guerra Mondiale alla pandemia globale, Goodall non ha mai ceduto al pessimismo.

Il suo ultimo lavoro, “Il libro della speranza. Manuale di sopravvivenza per un pianeta in pericolo” (edito da Bompiani), scritto in forma di dialogo intimo con Douglas Abrams durante i mesi del lockdown, è ora il suo lascito più potente: non un addio malinconico, ma un invito urgente all’azione.  

Questo libro è l’atto finale di un’attivista che, da “Messaggera di pace” delle Nazioni Unite, ha sempre creduto in una possibile “alleanza” tra l’umanità e il Pianeta. Leggerlo dopo la sua scomparsa ne rafforza il significato, trasformandolo in un vero e proprio testamento morale.  

 

La speranza non è un sogno, ma un lavoro duro

Il fulcro del volume è la definizione della speranza. Goodall affronta l’angoscia generata dalla crisi climatica e dalla perdita di biodiversità affermando che la speranza non è una “pia illusione” , ma un motore: “è ciò che ci permette di andare avanti a dispetto delle avversità“. Non è un sentimento passivo ma, al contrario, “dobbiamo essere preparati a lavorare sodo perché succeda“.  

 

La sua fiducia non è ingenua, ma radicata in un’esperienza di vita di tenacia. Se è riuscita a imporsi come donna scienziata in un ambiente ostile e a dimostrare, contro il dogma scientifico, che gli animali provano emozioni e possiedono intelligenza, allora il cambiamento su scala globale è altrettanto possibile.  

 

L'eredità immortale: un mondo condiviso

L’insegnamento più profondo e duraturo di Jane Goodall è la rivoluzione etica che ha imposto alla nostra visione del mondo: l’Uomo non è l’unica specie su questo pianeta e non ha nessun diritto di prerogativa sugli altri.

La sua scoperta più celebre, fatta a Gombe nel 1960, fu che gli scimpanzé non solo utilizzavano, ma fabbricavano strumenti. Questa osservazione ha infranto la presunzione di unicità dell’Homo Sapiens. Goodall ha insistito nel dare nomi ai suoi scimpanzé, riconoscendo la loro personalità, le loro emozioni (gioia e dolore) e il loro pensiero razionale.  

 

Riconoscere la dignità emotiva di ogni essere vivente, dagli scimpanzé agli alberi che ci danno benessere, è l’atto filosofico che delegittima il nostro dominio. Il suo messaggio è che l’Uomo, l’ambiente e gli animali sono “un tutt’uno imprescindibile”.  

 

Un testamento per agire

“Il libro della speranza” non è solo un resoconto di una vita straordinaria; è la prova definitiva che la coesistenza basata sul rispetto, senza la presunzione di un “diritto di prerogativa” umano, è l’unica via possibile per la sopravvivenza. La sua eredità è l’azione: Goodall ci lascia una mappa morale per costruire quel futuro che ha sognato e per cui ha lottato fino all’ultimo respiro. 

Tags: , ,

di Redazione

181
Share