
Il 9 settembre 2025 Parlamento europeo ha dato il via libera definitivo a nuove misure per prevenire e ridurre i rifiuti alimentari e tessili in tutta l’UE. Il provvedimento, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione in data 26 settembre, costituisce una revisione della Direttiva quadro 2008/98/CE sui rifiuti, revisione che era stata formalizzata con un accordo tra il Consiglio e il Parlamento europeo nel febbraio 2025.
I numeri
Ogni anno, nell’UE, si generano quasi 60 milioni di tonnellate di rifiuti alimentari (132 kg a persona) e 12,6 milioni di tonnellate di rifiuti tessili. Solo l’abbigliamento e le calzature rappresentano 5,2 milioni di tonnellate di rifiuti, equivalenti a 12 kg a persona ogni anno. Si stima che meno dell’1% di tutti i tessili a livello mondiale venga riciclato in nuovi prodotti. La maggior parte dei prodotti tessili non è progettata in modo da rispettare i principi di circolarità e il 78 % di tutti i prodotti tessili richiede il disassemblaggio prima del riciclaggio dei tessili da fibra a fibra. Va inoltre evidenziato come il 73 % dei capi di abbigliamento e dei prodotti tessili per la casa consumati in Europa sia importato.
Gli obiettivi di riduzione
La direttiva aggiornata introduce obiettivi vincolanti di riduzione degli sprechi alimentari, da raggiungere a livello nazionale entro il 31 dicembre 2030: il 10% per la produzione e la trasformazione alimentare e il 30% pro capite per i rifiuti provenienti dal commercio al dettaglio, dai ristoranti, dai servizi di ristorazione e dai nuclei domestici. Gli obiettivi saranno calcolati sulla media annua 2021-2023.
In generale gli Stati membri devono adottare misure adeguate a prevenire la produzione di rifiuti alimentari lungo l’intera filiera alimentare, nella produzione primaria, nella trasformazione e nella fabbricazione, nella vendita al dettaglio e in altre forme di distribuzione degli alimenti, nei ristoranti e nei servizi di ristorazione, nonché nei nuclei domestici. Tali misure comprendono almeno:
- sviluppare e sostenere interventi che stimolino un cambiamento comportamentale per ridurre i rifiuti alimentari e campagne di informazione per sensibilizzare in merito alla prevenzione dei rifiuti alimentari;
- individuare e affrontare le inefficienze nel funzionamento della filiera alimentare e sostenere la cooperazione tra tutti i soggetti, garantendo un’equa distribuzione dei costi e dei benefici delle misure di prevenzione;
- incoraggiare la donazione di alimenti e altre forme di ridistribuzione per il consumo umano, facendo sì che sia data priorità all’utilizzo umano rispetto ai mangimi e al ritrattamento per l’ottenimento di prodotti non alimentari;
- sostenere la formazione e lo sviluppo delle competenze e facilitare l’accesso alle opportunità di finanziamento, in particolare per le piccole e medie imprese e i soggetti dell’economia sociale;
- incoraggiare e promuovere le soluzioni innovative e tecnologiche che contribuiscono alla prevenzione dei rifiuti alimentari.
Su richiesta del Parlamento, i Paesi UE dovranno adottare misure per garantire che gli operatori economici con un ruolo rilevante nella prevenzione e generazione di sprechi facilitino la donazione di alimenti invenduti ancora idonei al consumo umano.
EPR per i rifiuti tessili
I produttori che immettono tessili sul mercato UE dovranno sostenere i costi di raccolta, cernita e riciclo, tramite nuovi regimi di responsabilità estesa del produttore (EPR), da istituire in ciascuno Stato membro entro 30 mesi dall’entrata in vigore della direttiva. Le norme si applicheranno a tutti i produttori, anche quelli che operano via l’e-commerce e indipendentemente dal luogo di stabilimento. Le microimprese avranno un anno supplementare per adeguarsi.
Le nuove regole riguarderanno abbigliamento e accessori, cappelli, calzature, coperte, tende, biancheria da letto e da cucina. Su iniziativa del Parlamento, i paesi UE potranno estendere i regimi di responsabilità estesa del produttore anche per i materassi.
I soggetti coinvolti comprendono
- a) i produttori che mettono a disposizione prodotti sul mercato;
- b) le organizzazioni che attuano gli obblighi di responsabilità estesa del produttore per conto dei produttori che mettono a disposizione prodotti sul mercato;
- c) i gestori pubblici o privati di rifiuti;
- d) le autorità locali;
- e) gli operatori del riutilizzo e della preparazione per il riutilizzo;
- f) i soggetti dell’economia sociale, comprese le imprese sociali locali.
Fast fashion
Infine, gli Stati membri dovranno considerare le pratiche di ultra-fast fashion e fast fashion nel determinare i contributi finanziari per sostenere i nuovi compiti dei produttori.
Gli Stati membri provvedono affinché l’organizzazione per l’adempimento della responsabilità del produttore fornisca periodicamente le informazioni necessarie e che tali informazioni siano aggiornate e diffuse mediante:
- a) un sito web o altri mezzi di comunicazione elettronica;
- b) comunicazioni negli spazi pubblici e nei punti di raccolta;
- c) programmi educativi, campagne di sensibilizzazione e attività di coinvolgimento della collettività;
- d) segnaletica in una o più lingue di facile comprensione per gli utilizzatori e i consumatori.
Gli Stati membri (Italia inclusa) hanno tempo fino al 17 giugno 2027 per recepire le nuove norme nella propria legislazione.
La situazione in Italia
Va rimarcato che la raccolta differenziata dei rifiuti tessili è già obbligatoria in Italia dal 1° gennaio 2022, grazie al Decreto Legislativo n. 116/2020 (ma nella maggior parte dei casi in sostanza riguarda per lo più abiti ed accessori in buono stato) e che Il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) ha pubblicato a inizio aprile 2025 uno schema di decreto per l’istituzione del regime EPR tessile e ha avviato una consultazione pubblica che si è chiusa il 5 maggio 2025.
Una significativa affermazione contenuta nelle considerazioni in premessa al provvedimento è che “è fondamentale che la Commissione e gli Stati membri continuino a sviluppare, sostenere e ampliare campagne di informazione ed educazione in materia di prevenzione e gestione dei rifiuti. Sebbene vi siano miglioramenti nella sensibilizzazione generale, in tutti i settori, in merito all’importanza della prevenzione e di una corretta gestione dei rifiuti, sono ancora necessari ulteriori progressi.
di Riccardo Marchesi
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