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27 Giugno 2023

Posizionamento dei vari Paesi europei rispetto agli obiettivi di gestione dei rifiuti urbani

 

L’8 giugno 2023 la Commissione europea ha pubblicato una relazione al Parlamento Europeo, al Consiglio, al Comitato Economico e Sociale Europeo e al Comitato Delle Regioni che individua gli Stati membri che rischiano di non raggiungere l’obiettivo di preparazione per il riutilizzo e riciclaggio dei rifiuti urbani per il 2025, l’obiettivo di riciclaggio dei rifiuti di imballaggio per il 2025 e l’obiettivo di riduzione del collocamento in discarica dei rifiuti per il 2035. Si tratta di obiettivi definiti in tre direttive del cosiddetto “pacchetto dell’economia circolare”.

 

I target degli obiettivi

Si ricorda che questi obiettivi, che sono strategici per la gestione sostenibile dei rifiuti dell’Unione Europea, hanno i seguenti target:

  • preparazione per il riutilizzo e riciclaggio del 55 % dei rifiuti urbani per il 2025;
  • riciclaggio del 65 % di tutti i rifiuti di imballaggio, e per materiale: 75 % per la carta e il cartone, 70 % per il vetro, 50 % per l’alluminio, 50 % per la plastica e 25 % per il legno per il 2025;
  • riduzione del collocamento in discarica dei rifiuti urbani a meno del 10 % entro il 2035 (in questo caso l’orizzonte temporale è più lungo). 

La relazione è inserita in un sistema di segnalazione preventiva per individuare le lacune e consentire di intervenire prima dello scadere dei termini prestabiliti per il conseguimento degli obiettivi, sulla base dei dati forniti, dall’Agenzia europea dell’ambiente (EEA), elaborati al fine di una valutazione preliminare della probabilità di raggiungimento degli obiettivi stessi.

La valutazione si è basata su una metodologia sviluppata dall’EEA che, a partire dai dati sulla gestione dei rifiuti trasmessi a Eurostat dagli Stati membri in linea con gli obblighi di comunicazione previsti dalle direttive in materia di rifiuti, ha esaminato le politiche vigenti e pianificate a livello nazionale e altre informazioni pertinenti. In questo contesto è stata presa in considerazione l’adozione di programmi nazionali rivisti di prevenzione dei rifiuti come richiesto dalla direttiva quadro sui rifiuti.

 

I contenuti, non proprio ottimistici

In generale, secondo la valutazione svolta dall’EEA, la maggioranza degli Stati membri rischia di non conseguire gli obiettivi di preparazione per il riutilizzo e riciclaggio dei rifiuti urbani per il 2025.

Più nello specifico, per quanto riguarda gli obiettivi di preparare per il riutilizzo e riciclare il 55 % dei rifiuti urbani e di riciclare il 65 % di tutti i rifiuti di imballaggio da raggiungere entro il 2025:

  • 9 Stati membri sono sulla buona strada per raggiungere entrambi gli obiettivi: Austria, Belgio, Cechia, Danimarca, Germania, Italia, Lussemburgo, Paesi Bassi e Slovenia;
  • 8 Stati membri rischiano di mancare solo l’obiettivo per i rifiuti urbani, ma non quello del riciclaggio di tutti i rifiuti di imballaggio: Estonia, Finlandia, Francia, Irlanda, Lettonia, Portogallo, Spagna e Svezia;
  • 10 Stati membri rischiano di mancare sia l’obiettivo per i rifiuti urbani che quello per tutti i rifiuti di imballaggio per il 2025: Bulgaria, Cipro, Croazia, Grecia, Lituania, Malta, Polonia, Romania, Slovacchia e Ungheria.

 

Raccomandazioni ai paesi

Sono state individuate raccomandazioni specifiche per paese e raccomandazioni generali. Tra queste ultime le attività di sensibilizzazione sono fondamentali per incrementare la partecipazione dei cittadini a una migliore gestione dei rifiuti e possono essere adattate ai differenti destinatari (nuclei domestici, studenti, turisti ecc.).

La maggior parte degli Stati membri fatica a raggiungere l’obiettivo relativo agli imballaggi di plastica, e tra questi anche l’Italia. Secondo la Commissione questo problema può essere affrontato migliorando i sistemi di raccolta differenziata per la plastica e aumentando le capacità di cernita e trattamento di questo materiale. Tra le considerazioni vi è che Intensificare gli sforzi per istituire sistemi di riutilizzo degli imballaggi apporterà benefici ambientali e aiuterà gli Stati membri a rispettare gli obiettivi dell’UE in materia di riciclaggio degli imballaggi.

 

Discariche

Il collocamento dei rifiuti in discarica è l’opzione meno opportuna per il trattamento dei rifiuti. La direttiva sulle discariche impone agli Stati membri di ridurre al 10 % massimo il collocamento in discarica dei rifiuti urbani entro il 2035 e introduce il divieto di ricorrere a questa soluzione per i rifiuti provenienti da raccolta differenziata, compresi i rifiuti biodegradabili.

çNel 2020 otto Stati membri collocavano ancora in discarica più del 50 % dei rifiuti urbani e tre di essi hanno riferito tassi superiori al 70 %.

Complessivamente 13 Stati membri sono ancora lontani dall’obiettivo di ridurre al massimo al 10 % il collocamento in discarica dei rifiuti urbani, da raggiungere entro il 203529: Bulgaria, Cechia, Cipro, Croazia, Grecia, Lettonia, Malta, Polonia, Portogallo, Romania, Slovacchia, Spagna e Ungheria.

Tra l’altro ci sono ancora problemi sul rispetto dell’obbligo di trattare i rifiuti prima del collocamento in discarica e sulla presenza di discariche illegali o non conformi alle norme che dovevano essere bonificate o adeguate alle norme dell’UE.

 

I dati italiani

Per quanto riguarda l’Italia, secondo i dati al 2020, il tasso di riciclaggio dei rifiuti urbani era del 51,4% (obiettivo UE 2025: 55%), il tasso di riciclo degli imballaggi del 72,8% (obiettivo UE al 2025: 65%) e il collocamento in discarica dei rifiuti urbani si posizionava al 20,1% (obiettivo UE al 2035 del 10%).

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di Riccardo Marchesi

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