
La primavera 2026 porta con sé una grande novità: quella che per anni avete conosciuto come #lettureleggere si evolve. Abbiamo deciso di ampliare i nostri orizzonti perché le belle storie, quelle in grado di farci riflettere con il sorriso, non si trovano solo tra le pagine di un libro, ma anche sul grande schermo. Da oggi, la nostra rubrica si trasforma in uno spazio dedicato a tutto tondo alle narrazioni: romanzi, film, documentari e molto altro.
E per inaugurare questo nuovo capitolo, abbiamo scelto una pellicola italiana recente che ci ha colpito profondamente: “La vita va così” di Riccardo Milani GUARDA IL TRAILER
Il coraggio di dire no
Uscito nelle sale alla fine del 2025 (e disponibile su Netflix al momento della redazione di questo articolo), “La vita va così” non è solo una brillante commedia ma un vero e proprio manifesto sul rispetto del territorio e sulla forza delle proprie radici. Ispirato alla storia vera del pastore sardo Ovidio Marras, il film ci porta a Bellesamanna, un angolo incontaminato e mozzafiato della Sardegna. Qui incontriamo Efisio Mulas, interpretato magistralmente dall’ottantaquattrenne Giuseppe Ignazio Loi (un pastore anche nella vita reale, alla sua prima esperienza sul set), che si ritrova al centro di una spietata speculazione edilizia. Quando una società gli offre milioni di euro per cedere le sue terre e far spazio a un resort a cinque stelle, la sua risposta è un netto, categorico e inamovibile rifiuto.
Il valore profondo di quest’opera risiede proprio nella netta contrapposizione tra il mito del “progresso” a tutti i costi e la sacralità dell’ambiente. Il regista Riccardo Milani riesce a mostrare con estrema lucidità come il territorio non sia un semplice appezzamento di terra da monetizzare, ma un custode vitale di identità, memoria e comunità. Efisio non fa complessi discorsi politici o ecologisti; la sua è un’ostinazione antica, viscerale, che finisce per difendere un intero ecosistema dalla cementificazione. Di fronte a imprenditori pronti a tutto, l’anziano pastore diventa il simbolo di una resistenza silenziosa ma inarrestabile.
Siamo tutti Efisio Mulas
“La vita va così” ci pone davanti a una domanda scomoda e attualissima: quanto siamo disposti a sacrificare in nome del profitto e del lavoro? È un film che fa ridere, che fa stringere lo stomaco e che, soprattutto, ci ricorda che la tutela della natura parte sempre dai gesti dei singoli. Un’opera necessaria, che ci insegna come, a volte, il gesto più rivoluzionario sia semplicemente piantare i piedi per terra, rifiutarsi di vendere l’anima e difendere la propria casa. Una visione assolutamente imperdibile per inaugurare la nostra nuova rubrica.

di Redazione
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