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23 Ottobre 2019

Manutenzione e prevenzione del rischio, al via il progetto “Io tu noi: il Piave”

A poco meno di un anno dalla tempesta “Vaia”, che nel 2018 colpì molte zone del Veneto, incluse quelle lungo l’asse del fiume Piave, l’Autorità di Bacino Distrettuale della Alpi Orientali in collaborazione con Achab Group ha presentato il progetto “Io tu noi: il Piave” che coinvolgerà anche diversi atenei italiani (Politecnico di MilanoUniversità degli Studi di Padova con il TESAFUniversità di Siena in collaborazione con quella di Bologna) i quali si occuperanno di realizzare studi specifici sul fiume. Achab seguirà invece il progetto educativo rivolto alle scuole primarie e secondarie di primo e secondo grado del territorio. Ragazzi e famiglie saranno coinvolti in un programma didattico che utilizzerà la citizen science come approccio formativo nell’ottica di una didattica innovativa e inclusiva, volta alla preservazione e al miglioramento delle condizioni del fiume e del suo ambiente.

La presentazione di come si possa giungere a una riqualificazione ambientale del Piave ha avuto luogo lunedì 7 ottobre u.s. a Ponte di Piave, che rientra fra i 15 Comuniinteressati alla tematica. L’Assessore all’Ambiente della Regione Veneto, Gianpaolo Bottacin, e il segretario generale dell’Autorità di Bacino distrettuale delle Alpi Orientali, Francesco Baruffi, hanno tracciato un quadro degli studi sino a oggi condotti e hanno illustrato il piano d’azione per monitorare efficacemente il fiume e il suo ambiente.

«L’educazione al rischio riveste un ruolo fondamentale per comprendere le situazioni che si possono presentare, e per difendersi preventivamente nel modo migliore – ha dichiarato Francesco Baruffi – e, partendo dalle scuole si intende arrivare a tutti i cittadini attraverso uno scambio paritetico di informazioni». L’assessore regionale, Gianpaolo Bottacin ha commentato: «La Regione punta su tutto ciò che è utile alla sicurezza e all’incolumità pubblica e in questi anni abbiamo investito in particolare su due aspetti fondamentali, collegati alla previsione e prevenzione degli eventi, senza mai dimenticare di organizzare la gestione delle emergenze e del post emergenza, come è stato nel caso della tempesta Vaia».

L’obiettivo è analizzare la situazione ambientale del tratto terminale del Piave, studiarne l’alveo e le caratteristiche, individuare la sua reale capacità di portata per arrivare a definire quali sono gli interventi più idonei ed efficaci in termini di prevenzione, affinché le future esondazioni siano meno impattanti per il territorio e per coloro che in quel territorio vivono. Tutto questo finirà in un piano elaborato dalla Regione e dall’Autorità di Bacino distrettuale delle Alpi Orientali.

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di Paolo Carmignola

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