
Nel mese di ottobre 2026 è stato pubblicato il Report dell’ISTAT “. Raccolta differenziata dei rifiuti: comportamenti civici e politiche per la sostenibilità urbana – anni 2024-2025”. Il Report Istat combina diverse fonti di dati statistici e amministrativi, strutturate secondo una metodologia integrata, con Indagine campionaria sulle famiglie: “Aspetti della vita quotidiana” (condotta su un campione di circa 25mila famiglie nel primo trimestre del 2025), Rilevazione censuaria sui Comuni: “Dati ambientali nelle città” e Censimento permanente delle Istituzioni Pubbliche.
Tralasciando le informazioni riguardanti i flussi di rifiuti, già oggetto dei Report ISPRA (a fine anno uscirà quello con i dati 2025), poniamo il focus su alcuni aspetti legati a politiche, strategie e comportamenti.
Comportamenti delle Famiglie, Servizi e Modelli di Raccolta
Nel 2025, l’87,4% delle famiglie dichiara di effettuare sempre la separazione del set minimo di materiali (carta, vetro, plastica e alluminio) stabilito a suo tempo dalla Direttiva 2008/98/CE (prima dell’inserimento dell’obbligo della RD dell’organico, dei tessili e di altre frazioni), contro il 24,1% registrato nel 1998.
Frazioni Merceologiche e Modellistica di Servizio
- Carta e Cartone: intercettati costantemente dal 93,0% delle famiglie.
- Plastica: 92,7% delle famiglie.
- Vetro: 92,2% delle famiglie.
- Frazione Organica (Umido): raggiunge l’89,8% delle famiglie (rispetto all’86,7% del 2021).
- Alluminio: registra una crescita significativa, salendo all’83,9% (dall’81,3% del 2021).
- Frazioni Particolari: si rileva una lieve flessione per le batterie esauste (51,3%) e per i farmaci scaduti (54,0%).
Il servizio porta a porta serve il 73% delle famiglie italiane (rispetto al 66% del 2018) con un tasso di soddisfazione globale pari al 72,6% degli utenti. Le stazioni ecologiche / centri di raccolta sono impiegati dal 45,3% delle famiglie nel 2025 (in calo dal 54% del 2021), prevalentemente per il conferimento di rifiuti ingombranti (53,1%) e RAEE (52,9%).
Politiche Comunali di Prevenzione, Tarip e Gradimento Utenti
Nel 2024, le amministrazioni dei comuni capoluogo hanno implementato diverse misure volte alla sostenibilità:
- Buone pratiche negli uffici/scuole: adottate dal 72,9% dei capoluoghi.
- Erogatori di acqua potabile (casette dell’acqua): attivi nel 72,0% dei capoluoghi.
- Campagne di prevenzione: effettuate dal 64,5% dei capoluoghi (+6,2 p.p. sul 2022).
- Centri di riuso / Mercatini dell’usato: presenti nel 52,3% dei capoluoghi.
- Contrasto allo spreco alimentare: promosso dal 44,9% dei capoluoghi.
- Compostaggio domestico: incentivato tramite agevolazioni tariffarie dal 79,8% dei capoluoghi.
- Tariffazione Puntuale (Tarip): sebbene il 55,1% dei capoluoghi disponga di sistemi di tracciamento idonei, l’applicazione effettiva della Tarip si attesta al 25,2% (tra le città metropolitane, attiva solo a Cagliari).
Aspetti Critici e Leve di Partecipazione
Il 63,7% delle famiglie giudica elevato il costo del servizio di gestione rifiuti, valore che sfiora l’81% nelle Isole e l’81,7% in Sicilia. Tra le insoddisfazioni operative nel sistema porta a porta, emergono la frequenza di raccolta (55,9% degli insoddisfatti) e la gestione degli odori dei rifiuti organici (35,0%).
Per stimolare un maggiore coinvolgimento dei cittadini nella RD, le leve prioritarie individuate dagli utenti sono:
- Agevolazioni e detrazioni fiscali/tariffarie (77,6% delle famiglie);
- Garanzie trasparenti sull’effettivo riciclo dei materiali (66,3%);
- Applicazione di sanzioni per il mancato rispetto della differenziata (59,6%).
di Riccardo Marchesi
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