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9 Ottobre 2026

UNA NUOVA POLITICA INDUSTRIALE EUROPEA PER L’ECONOMIA CIRCOLARE

 

Lo studio strategico “Una Nuova Politica Industriale Europea per l’Economia Circolare“, realizzato da TEHA Group (think tank privato e gruppo indipendente di consulenza strategica, analisi degli scenari e sviluppo della leadership, nato nel 2024 come evoluzione societaria di The European House – Ambrosetti) in collaborazione con CONAI (Consorzio Nazionale Imballaggi), CONAI, è stato presentato il 4 settembre 2026 in occasione del 52° Forum TEHA di Cernobbio.

 

Il cambio di paradigma: da dossier ambientale a pilastro della competitività UE

Lo studio analizza il passaggio cruciale nella gestione dell’economia circolare e delle Materie Prime Seconde (MPS) che sta affrontando l’Unione Europea ed evidenzia come la circolarità debba evolvere da mero obiettivo di tutela ambientale a componente strutturale della politica industriale, della competitività e dell’autonomia strategica del continente.

L’Europa ha sviluppato negli anni il quadro normativo sulla sostenibilità più articolato al mondo, strutturato su sei pilastri regolatori e oltre 35 obiettivi vincolanti. Tuttavia, emerge un marcato disallineamento tra le ambizioni legislative e la realtà industriale. Nel 2024, su circa 7,70 miliardi di tonnellate di materiali processati dall’economia europea, soltanto 1,04 miliardi (pari al 14%) derivano da operazioni di riciclo e backfilling. Nello stesso anno, il tasso di utilizzo circolare dei materiali (circular material use rate) si è attestato al 12,2%, ben lontano dal target UE del 24% fissato per il 2030, il quale richiederebbe un incremento del +96,7% in soli sei anni. Nel 2023, inoltre, 21 Stati membri risultavano a rischio di non raggiungere l’obiettivo di riciclo dei rifiuti urbani del 55% previsto per il 2025.

A questo divario si sommano forti pressioni competitive: le cause risiedono nella volatilità dei prezzi delle MPS, negli elevati costi energetici e di compliance in Europa, e nella concorrenza di materie prima vergini o riciclate importate da Paesi terzi a basso costo e senza verificabili standard ambientali equivalenti. Nella sola filiera della plastica, si registra la perdita di quasi 1 milione di tonnellate di capacità di riciclo installata negli ultimi tre anni e un aumento del 50% delle chiusure di impianti nel 2025. Attualmente, il 40% del commercio di MPS dell’UE proviene dall’estero, mentre l’Unione continua ad essere un esportatore netto di rifiuti.

 

Il valore economico e sociale quantificato: l'impatto e il moltiplicatore del riciclo

Per la prima volta a livello comunitario, lo studio ha applicato la metodologia proprietaria di TEHA per quantificare il valore reale generato dalla filiera industriale del riciclo.

  • L’industria “core” del riciclo nell’UE: Comprende 53.440 imprese private attive, capaci di generare un fatturato diretto di 218 miliardi di euro e di impiegare direttamente 1,1 milioni di persone.
  • L’impatto economico complessivo: Sommando l’impatto diretto, quello indiretto (lungo le catene di fornitura) e quello indotto (attivato dai consumi delle famiglie), l’industria del riciclo genera 555 miliardi di euro di fatturato annuo (con un moltiplicatore economico pari a 2,54). Il valore aggiunto lordo complessivo raggiunge i 222 miliardi di euro (pari a circa l’1,2% del PIL dell’UE, con un moltiplicatore di 3,04) e sostiene oltre 3 milioni di posti di lavoro (moltiplicatore occupazionale di 2,66).
  • La funzione abilitante sulle filiere manifatturiere: La reimmissione sul mercato delle MPS da parte del settore del riciclo abilita l’attività industriale a valle in sette filiere strategiche (acciaio, alluminio, vetro, carta, legno, plastica e bioplastica compostabile), per un valore di ulteriori 325 miliardi di euro di fatturato, 96,1 miliardi di valore aggiunto e 1,14 milioni di occupati.
  • Analisi costi-benefici sociali per gli imballaggi: Limitando l’analisi al sistema di gestione dei rifiuti di imballaggio (UE-27), a fronte di circa 18,8 miliardi di euro di costi annui di funzionamento (raccolta, selezione, trasporto e riciclo), il sistema restituisce 31,2 miliardi di euro di benefici economici, ambientali e sociali. Ciò determina un saldo netto positivo per la collettività di 12,4 miliardi di euro all’anno (circa 62 euro/anno per nucleo familiare).
  • Il rendimento sociale del riciclo: Per ogni 1 euro investito nel sistema europeo del riciclo degli imballaggi, vengono generati 1,66 euro di benefici per la società europea.

 

Il "Momentum Normativo" 2026-2027 e la Roadmap "One Europe, One Market"

Il biennio 2026-2027 rappresenta una finestra di opportunità unica e non ripetibile per allineare le regole di mercato alla base industriale europea. La roadmap congiunta delle istituzioni europee “One Europe, One Market” racchiude infatti quattro iniziative legislative negoziate simultaneamente:

  1. Circular Economy Act (CEA): Traccia le regole per la creazione di un mercato unico delle MPS, puntando ad armonizzare i criteri di cessazione della qualifica di rifiuto (End-of-Waste), migliorare la tracciabilità e stimolare la domanda industriale.
  2. European Products Act (EPA): Agisce su ecodesign, estensione del Passaporto Digitale di Prodotto (DPP) e requisiti di contenuto riciclato obbligatorio.
  3. Critical Raw Materials Centre: Strutturato come operatore pubblico per la market intelligence, la gestione di scorte strategiche e il coordinamento degli acquisti congiunti di materie prime primarie e secondarie.
  4. Public Procurement Act (PPA): Riforma le regole degli appalti pubblici per introdurre la domanda green vincolante e criteri di preferenza per le filiere europee (“Made in EU”) nei settori strategici.

 

L'architettura del modello e le tre priorità di policy

Per tutelare il valore generato e superare la frammentazione, lo studio TEHA-CONAI propone un modello fondato su 5 pilastri verticali (Market Design, Governance, Standard e Qualità, Finanza e Investimenti, Autonomia Strategica) e un blocco di fattori abilitanti trasversali (energia a costi competitivi, digitalizzazione/dati, competenze e accettazione sociale). Il modello declina quattro principi guida: mutuo riconoscimento dei sistemi nazionali efficienti, simbiosi industriale fra chi produce e chi impiega MPS, attivazione degli investimenti e sicurezza strategica.

Da questo impianto discendono tre priorità d’azione fondamentali:

Priorità 1: Governance, Mercato Unico e regole comuni

  • Piattaforma tecnica per l’EPR: Istituire una piattaforma europea di confronto partecipata dai sistemi di Responsabilità Estesa del Produttore (EPR) e coordinata a livello comunitario, finalizzata a promuovere l’interoperabilità e la condivisione delle best practice.
  • Mutuo riconoscimento dell’End-of-Waste: Superare lo stallo dei criteri europei unificati promuovendo il riconoscimento reciproco dei criteri nazionali di cessazione della qualifica di rifiuto.
  • Pieno riconoscimento al riciclo organico: Riconoscere al riciclo organico e al compostaggio pari dignità, tassi e tutele rispetto al riciclo meccanico.
  • Passaporto Digitale di Prodotto (DPP): Estendere il DPP alle materie prime seconde per garantire trasparenza su origine, composizione e contenuto riciclato lungo tutta la catena del valore.

Priorità 2: Incontro tra domanda e offerta e simbiosi industriale

  • Marketplace unico europeo per le MPS: Creare una piattaforma unica e neutrale per facilitare gli scambi tra domanda e offerta, fornendo un segnale di prezzo pubblico, trasparente e condiviso.
  • Contenuto riciclato vincolante “Made in EU” negli appalti: Rendere obbligatorie le soglie minime di contenuto riciclato prodotto all’interno dell’Unione negli appalti pubblici (Public Procurement), superando i meri criteri premianti a punteggio.
  • Verifica delle equivalenze alla frontiera: Applicare effettivi controlli sostanziali sugli standard ambientali, sociali e sulla tracciabilità dei materiali riciclati importati da Paesi extra-UE.
  • Roadmap UE Domanda-Offerta al 2035: Pubblicare una programmazione di lungo periodo che permetta alle imprese di pianificare la capacità industriale in modo sincrono con gli obblighi regolatori.

Priorità 3: Finanza e investimenti per la crescita della filiera

  • Tecnologie di riciclo “Net-Zero”: Inserire le tecnologie avanzate di riciclo all’interno del Net-Zero Industry Act per accedere a iter autorizzativi semplificati e veloci, superando i colli di bottiglia burocratici.
  • Contratti per Differenza (CfD) sulle MPS: Introduzione di meccanismi finanziari bidirezionali di riduzione del rischio sui prezzi (ispirati al settore delle rinnovabili) per stabilizzare i ricavi degli impianti a fronte della volatilità delle materie vergini.
  • Sinergia con le risorse ETS: Collegare il finanziamento della filiera del riciclo alla riforma del sistema ETS, la cui progressiva estensione all’incenerimento e co-incenerimento dei rifiuti non pericolosi fornirà risorse utili alla decarbonizzazione industriale.
  • Piano Industriale Europeo e Unione degli Investimenti: Mobilitare il capitale privato di lungo periodo attraverso la Savings and Investments Union e sviluppare un Piano Industriale Europeo comune per il riciclo con bandi dedicati a livello UE.

 

 

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di Riccardo Marchesi

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