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12 Giugno 2026

TURISMO SPORTIVO E SOSTENIBILITÀ: LE NUOVE DIRETTIVE DEL CONSIGLIO UE PER LA TRANSIZIONE ECOLOGICA DEI TERRITORI

 

Le recenti Conclusioni del Consiglio dell’Unione Europea, pubblicate il 1° giugno 2026, accendono i riflettori sul turismo sportivo definendolo uno strumento strategico per lo sviluppo locale e regionale. Per gli amministratori pubblici e i tecnici che gestiscono i servizi ambientali territoriali, il documento rappresenta uno snodo cruciale: le attività e gli eventi sportivi devono diventare un volano per la sostenibilità economica, sociale e, soprattutto, ambientale, allineandosi in modo rigoroso agli obiettivi di neutralità climatica dell’UE.

 

Un'alternativa al turismo di massa per mitigare le pressioni ambientali

Secondo il Consiglio UE, il turismo sportivo, inteso come viaggio motivato dalla pratica fisica o dalla partecipazione a eventi sportivi, offre una valida alternativa ai modelli di turismo di massa, spesso associati a forti squilibri e gravi pressioni ecosistemiche. Se strategicamente programmato e proporzionato alle capacità di carico locali, permette di diversificare l’offerta turistica, valorizzare destinazioni meno note e ridurre la stagionalità.

Tuttavia, il Consiglio precisa che la sostenibilità è il prerequisito imprescindibile: le pratiche non sostenibili contribuiscono negativamente ai cambiamenti climatici e, al contempo, ne subiscono gli impatti. Per questo motivo, le attività connesse al turismo sportivo devono essere realizzate in piena linea con gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (OSS) delle Nazioni Unite, bilanciando la redditività economica con la tutela dell’ambiente.

 

Gestione delle risorse, ecosistemi sensibili e mobilità

Per le autorità territoriali locali e i gestori dei servizi pubblici, il documento evidenzia alcune aree di intervento prioritarie. Innanzitutto, è richiesta un’attenzione rigorosa all’uso sostenibile delle risorse naturali e alla conservazione degli ecosistemi terrestri, costieri e marini. Le autorità sono invitate a gestire i flussi turistici in base alla “capacità di tolleranza dell’ambiente” locale.

Un’altra criticità ambientale sollevata dal Consiglio riguarda le emissioni legate ai trasporti, che rappresentano una quota preponderante dell’impronta carbonica del turismo. Viene pertanto richiesta una pianificazione della mobilità “attenta al clima”, con la realizzazione di infrastrutture adeguate e incentivi per l’uso dei trasporti pubblici e di modalità a basse emissioni. Un elemento di forte interesse gestionale è l’indicazione secondo cui i proventi stessi del turismo sportivo dovrebbero essere reinvestiti a livello locale per finanziare la conservazione dell’ambiente e la manutenzione di infrastrutture sostenibili.

 

Il ruolo dei dati e dell'innovazione tecnologica nel monitoraggio

La vera sfida per le amministrazioni pubbliche si gioca sul terreno del monitoraggio. L’Unione Europea sollecita lo sviluppo della ricerca e l’implementazione di valutazioni di impatto sistematiche, basate su indicatori ambientali comparabili e armonizzati.

Per il tracciamento dei flussi di visitatori finalizzato a evitare il sovraffollamento, si raccomanda l’adozione di strumenti digitali avanzati (piattaforme, applicazioni, Intelligenza Artificiale e realtà aumentata). Questi strumenti dovranno essere centrali anche per monitorare e rendicontare i costi ambientali generati dalle attività turistico-sportive, con un focus specifico posto sui consumi idrici ed energetici.

 

Integrazione delle politiche e cooperazione territoriale

In conclusione, il Consiglio invita gli Stati Membri e le entità locali ad abbandonare le logiche a compartimenti stagni, adottando un approccio strategico che allinei le politiche in materia di sport, turismo e gestione ambientale. Viene fortemente incoraggiata la cooperazione tra autorità pubbliche, enti gestori, imprese locali e organizzazioni ambientaliste. I portatori d’interesse sono inoltre invitati ad aderire al “Green Sport Manifesto” (https://sport.ec.europa.eu/whats-new/news/share-20-green-sport-manifesto-join-the-sustainability-movement), redigendo piani di mobilità sostenibile per i singoli eventi e promuovendo l’educazione ambientale.

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di Riccardo Marchesi

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