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Notizie sostenibili

Progetto Alcotra C3PO: comunicare

schema progetto sito-01Continua l’attuazione dei progetti pilota e lo scambio di esperienze fra i partner

Dopo lo chalet del compostaggio installato a Lemie nel mese di marzo, proseguono le attività del progetto C3PO, nato per costruire un percorso di lavoro collaborativo tra le frontiere e finalizzato alla minimizzazione, prevenzione e gestione dei rifiuti. Lo scorso 3 maggio anche Vialfrè, infatti, ha inaugurato il suo chalet del compostaggio e in queste settimane fervono le attività a Cantoira e Carema per l’avvio di un sistema di raccolta differenziata ad accesso controllato.
Territori e storie diverse ma con molti aspetti geografici e demografici in comune; coinvolti in questo ampio progetto che propone di offrire agli enti partecipanti modelli e strumenti per migliorare la politica locale di minimizzazione dei rifiuti urbani, prevenendo la produzione di rifiuti, aumentando la raccolta differenziata nelle aree dove le performances sono ancora sensibilmente migliorabili.
Lo strumento scelto dalla partnership come “lavagna interattiva” è sito Internet c3-po.eu, sviluppato in collaborazione con Achab Group che è il refente comunicativo del progetto. Questo spazio nasce e si svilluppa “work in progress” per raccogliere approfondimenti tematici che speriamo possano essere utili a molti cittadini e operatori del settore attraverso il racconto delle esperienze e lo scambio di informazioni fra partner.
Il sito si arricchirà di foto, video e materiali informativi inerenti le campagne di comunicazione a supporto dei progetti e sarà “gemellato” con un nuovo spazio web dedicato alla prevenzione rifiuti a cui lo staff di progetto sta lavorando in queste settimane e che raccoglierà esempi pratici, luoghi e punti vendita e indicatori di riduzione dedicati ai cittadini dei territori coinvolti per aiutarli e stimolarli all’impegno quotidiano nella prevenzione dei rifiuti e nel contrasto allo spreco.

Rimanete aggiornati su achabgroup.it oppure su c3-po.eu!

RAEE: differenziare 14 kg per abitante entro il 2019

a cura di Riccardo Marchesi

RAEEDal 12 aprile 2014 è entrato in vigore il nuovo Decreto Legislativo 49/2014 sulla gestione dei RAEE (rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche). I RAEE costituiscono una parte molto significativa dei rifiuti ancora oggi destinati a smaltimento (discarica o inceneritore), soprattutto per quanto riguarda i piccoli elettrodomestici. Il centro di coordinamento dei RAEE e Legambiente stimano che nel 2011 ogni cittadino italiano abbia prodotto poco più di 16 kg all’anno di rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche.

In Italia la raccolta separata nel 2012 si è attesta sui 4 kg ad abitante all’anno; solo le realtà più virtuose sono riuscite a raccoglierne fino ad 8 kg. La restante parte è spesso abbandonata o comunque è conferita erroneamente dai cittadini nel rifiuto non riciclabile (con gravi rischi ambientali, soprattutto per quanto riguarda i gas climalteranti). L’introduzione dei nuovi obiettivi supporta la corretta separazione e l’introduzione di nuovi punti di raccolta più agevoli per i cittadini, se ne saranno informati. Per le amministrazioni è un’occasione per ridurre le quantità destinate a smaltimento (ed i relativi costi), ed al contempo rispettare le limitazione delle immissioni di gas serra (obiettivi del 20-20-20).

I principali punti e le novità introdotte dal decreto sui RAEE, che attua la direttiva 2012/19/Ue, ed dunque abroga quasi del tutto il previgente D. Lgs. 151/2005., si possono così sintetizzare:
- l’ampliamento degli oneri di raccolta primaria per i produttori, con l’introduzione dell’”uno contro zero”, ovvero la possibilità, per il consumatore, di consegnare i RAEE nei punti vendita, senza dover necessariamente effettuare un acquisto come nel caso dell’”uno contro uno” in vigore oggi. L’uno contro zero sarà valido però soltanto per i RAEE di piccole dimensioni. Nello specifico i rifiuti elettrici ed elettronici non dovranno superare i 25 centimetri di grandezza. Inoltre i piccoli negozi saranno esentati e l’obbligo di ritiro gratuito sarà obbligatorio solo per i rivenditori che gestiscono negozi con una superficie totale superiore ai 400 metri quadrati.
Obiettivi più ambiziosi per la raccolta e l’avvio al riciclo delle apparecchiature elettriche ed elettroniche. Entro il 1/1/2019 il Governo si prefigge di riuscire a recuperare ben l’85% dei RAEE prodotti in Italia dalle famiglie o il 65% di tutti i prodotti immessi sul mercato nazionale.
-l’inclusione dei pannelli fotovoltaici nei RAEE, certamente una delle novità più importanti del nuovo decreto che sarà seguita a partire dall’agosto del 2018 dall’estensione ad ulteriori prodotti ora esclusi dalla filiera. Nello specifico tutte le AEE, le apparecchiature elettriche ed elettroniche, dovranno essere smaltite in base alle nuove norme.
- la possibilità per il produttore di indicare l’ecocontributo sul prezzo di vendita del prodotto.
- l’obbligo, anche per i venditori online, di ritirare gratuitamente il prodotto a fine vita, istituendo dei punti di raccolta sul territorio
- maggiori controlli per arginare il fenomeno dello smaltimento improprio dei RAEE
- un sistema di pre-trattamento dei rifiuti da avviare al riciclo, regolamentato da un apposito decreto.
- l’istituzione di un elenco, gestito dal Centro di Coordinamento, con iscrizione obbligatoria per tutti gli impianti di trattamento dei RAEE
- maggiore enfasi sul riutilizzo, che va privilegiato rispetto all’attività di riciclo

Tra l’altro il nuovo Decreto mira ad arginare le spedizioni all’estero e, con il rafforzamento dei criteri di qualità voluti dal decreto, si continueranno ad assicurare elevati standard di riciclo e sicurezza.
Va sottolineato come il Decreto valorizzi il sistema fin qui sviluppato dai produttori di AEE e dai gestori di RAEE, e gli affianca il modello “all actors” (cioè entrano gli operatori accreditati del settore). Il decreto specifica i requisiti giuridici e operativi dei Sistemi collettivi e chiarisce le modalità di funzionamento di quelli individuali: i sistemi individuali opereranno previo riconoscimento ministeriale, mentre i collettivi si adegueranno ad uno statuto tipo oggetto di un futuro DM. I sistemi collettivi assumeranno la forma consortile e saranno partecipati anche da distributori, raccoglitori, trasportatori, riciclatori e recuperatori di RAEE, previo accordo con i produttori di AEE.
Per rendere più efficace il monitoraggio dei flussi di rifiuti tecnologici, si rafforza il ruolo del Centro di coordinamento RAEE.
Rimane aperto il quesito rispetto a chi si occuperà di informare i cittadini rispetto al diritto dell’uno contro zero; dal momento la stessa promozione dell’uno contro uno già in vigore ha ancora ad oggi ampi margini di miglioramento.

Dipende da uno

Nel centro storico di Prato ASM attiva una campagna per migliorare il decoro urbano e la raccolta differenziata

 

banner asm

bici asmAsm Prato, l’azienda che gestisce il servizio di raccolta dei rifiuti in città, ha deciso di coinvolgere la cittadinanza con una campagna di comunicazione di forte impatto: un visual firmato dalla matita di Silver, storico fumettista italiano che da anni collabora con ASM, uno slogan coinvolgente ed una serie di azioni di presidio itinerante sul campo per coinvolgere direttamente la cittadinanza.

Il primo contatto con i cittadini e i commercianti è passato da un mailing informativo a tutti i cittadini e da locandine con lo slogan e i messaggi dei materiali per coinvolgere anche i negozianti. La comunicazione inoltre ha letteralmente “fatto il giro del centro storico” su biciclette personalizzate che hanno percorso il centro della città distribuendo materiali informativi e rispondendo alle domande dei cittadini, con più di 1.500 cittadini contattati.

Gli operatori non si sono limitati alle sole azioni d’informazione ma hanno monitorato per tutta la durata della campagna alcuni “punti critici” di abbandono dei rifiuti, posizionando pannelli multilingua con informazioni sulla raccolta, presidiando il territorio e raccogliendo informazioni per poi cercare di attivare un contatto diretto. In casi di evidente errore da parte dei cittadini nell’esposizione dei rifiuti, infatti, gli operatori hanno coinvolto gli utenti della zona interessata per verificare che le regole fossero conosciute e rispettate da tutti. Questa particolare modalità di contatto diretto ha attivato circuiti molto positivi: gli stessi cittadini hanno supportato ed incoraggiato gli operatori informativi nelle loro azioni e si sono ricordati a vicenda il rispetto delle regole con risultati che sono parsi visibili nei giorni immediatamente successivi al passaggio.

Rispettare le regole di raccolta porta a porta e trasmettere l’importanza della cura del decoro urbano in un contesto socio-territoriale complesso come quello del centro storico di Prato è certamente obiettivo ambizioso ma altrettanto doveroso nei confronti dei cittadini residenti o che transitano in centro per la fruizione di servizi: “Dipende da uno, dipende da tutti!”.

 

Ad Oristano un kit di stoviglie lavabili

Intervista all’Assessore Sanna sul progetto “LeggeOR - Oristano Leggera”

Mense leggereAbbiamo intervistato Efisio Sanna, Assessore ai servizi tecnologici, tutela e valorizzazione delle aree urbane, decoro della città, lavori pubblici, manutenzioni e cimiteri del Comune di Oristano, per qualche domanda su Mense Leggere, un progetto studiato con Achab Group per la riduzione degli impatti ambientali delle mense scolastiche.

Cos’è il progetto “mense leggere”?
"Mense leggere” è un’azione sperimentale del progetto
“LeggeOR - Oristano Leggera” cofinanziato dalla Regione Sardegna, per l’educazione ambientale e la riduzione dei rifiuti nel nostro Comune. Con il progetto LeggeOR abbiamo lavorato su quattro fronti: l’introduzione dei criteri GPP (acquisti pubblici verdi) negli appalti del Comune, la spesa consapevole da parte delle famiglie con una serie di eco-check up degli acquisti nei centri commerciali, la sostenibilità ambientale della Sartiglia introducendo la raccolta differenziata durante la manifestazione, il “non spreco” nelle mense scolastiche con l’azione “mense leggere”.
Con quest’ultima azione abbiamo proposto ad alcune famiglie con bimbi che frequentano le nostre scuole elementari di sostituire le stoviglie usa e getta con un kit lavabile fornito gratuitamente dall’amministrazione. L’obiettivo è quello di ridurre la quantità di rifiuti smaltiti in discarica, migliorando l’eccellenza del Comune di Oristano nell’ambito della raccolta differenziata.

Come è stata recepita la proposta dei kit lavabili da parte delle famiglie?
Sorprendentemente bene. Non appena i primi 80 kit sono stati consegnati abbiamo avuto decine di nuove richieste, segno che l’idea piaciuta e il messaggio fondamentale del progetto, e cioè ridurre gli sprechi, è passato. Attualmente, sempre nell’ambito del progetto LeggeOR, abbiamo recepito strutturalmente l’innovazione, introducendo le stoviglie lavabili e i criteri ambientali minimi ministeriali sugli acquisti pubblici verdi nel nuovo appalto di ristorazione scolastica. Il nostro progetto mense leggere è candidato anche su un bando per progetti pilota sulle mense sostenibili della Regione, con il quale speriamo di attivare nuovi fondi.

In un momento di tagli e spending review come fa un’amministrazione ad investire su progetti come questo?
Abbiamo calcolato che rientreremo dell’investimento per i kit e per la campagna di informazione in un periodo di 2 o 3 anni. Questo perché con le stoviglie lavabili l’amministrazione risparmia sull’acquisto dell’usa e getta e sui suoi costi di smaltimento in discarica. Si genera un’economia sui prossimi anni che ci ha permesso di sperimentare oggi una soluzione che, alla prova dei fatti, si è rivelata vincente.

Crede che altre amministrazioni possano replicare il progetto?
La sensibilità delle amministrazioni sui temi degli acquisti verdi e della razionalizzazione delle spese sta crescendo. Il nostro progetto è ampiamente replicabile, e vi sono in esso alcuni elementi che possono essere uno spunto per altre amministrazioni: l’attivazione del servizio con le stoviglie lavabili noi l'abbiamo fatta su base volontaria, in modo da non originare conflitto con le famiglie; inoltre la novità è stata inserita in un percorso di educazione al rispetto dell’ambiente e al non spreco ben strutturato, che il Comune di Oristano segue da anni. Questo ha fatto sì che la nuova modalità di servizio fosse accettata e anzi richiesta spontaneamente dalla gran parte delle famiglie!

Quali novità dobbiamo aspettarci ad Oristano per il futuro?
La nostra amministrazione e gli uffici del servizio ambiente hanno in campo molte proposte per rendere Oristano più sostenibile. Il Comune ha, nel gennaio 2013, aderito al percorso “Rifiuti Zero” che prevede alla data del 2020, la definizione di atti deliberativi e di concreti strumenti operativi, volti a scoraggiare l’incremento dei rifiuti e lo smaltimento in discarica, oltre ad iniziative di generalizzata estensione della raccolta differenziata; come Comune saremo attivi nella partecipazione e promozione della nuova campagna informativa che partirà a breve.
Da poco abbiamo inoltre rinnovato l’appalto del servizio di igiene urbana, richiedendo alla ditta varie migliorie nel servizio. Nel 2013 abbiamo un dato medio di raccolta differenziata di circa il 67% e ci aspettiamo di crescere ancora. E anche sulla riduzione dei rifiuti ci siamo candidati per un finanziamento regionale con il quale puntiamo ad attivare dei mercatini dello scambio e del riuso, ed altre iniziative di informazione.
Oristano primeggia in molti settori della difesa dell’ambiente, e grazie alle idee ed ai progetti di oggi, domani faremo ancora meglio.

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