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18 Giugno 2020

La Francia emana una legge “antispreco”

Le due camere del sistema parlamentare francese (Assemblea nazionale e Senato) hanno approvato all’unanimità nel mese di gennaio la legge anti-spreco (“anti gaspillage”) per un’economia circolare. Questa legge è il frutto di una concertazione con tutti gli attori, lanciato nell’ottobre 2017 ed il risultato di un consenso politico ampio.

 

La legge contiene oltre un centinaio di misure che prevedono:

  • nuovi obblighi con la creazione di ulteriori settori in cui applicare il principio della responsabilità condivisa e il requisito della trasparenza sugli impatti sanitari ed ambientali dei prodotti, nonché sulla gestione dei rifiuti
  • nuovi divieti per rafforzare le politiche di contrasto all’impiego di materie plastiche monouso ed agli sprechi dei prodotti alimentari e non alimentari invenduti
  • nuovi strumenti per controllare e punire meglio i crimini ambientali, per sostenere le imprese nei loro percorsi di eco-design, per accompagnare i cittadini nelle nuove pratiche di consumo responsabile.

Il provvedimento si articola su una serie di obiettivi concreti:

  • uscire dalla plastica usa e getta
  • informare meglio i consumatori
  • lottare contro gli sprechi
  • il riuso solidale
  • il contrasto all’obsolescenza programmata
  • produrre “meglio”
  • fornire un kit di comunicazione.

L’azione “Uscire dalla plastica usa e getta” prevede un divieto progressivo di tutti gli imballaggi in plastica monouso entro il 2040 e una serie di misure per vietare subito la plastica monouso per una prima serie di prodotti che sono maggiormente abbandonati nell’ambiente e negli oceani.

 

In particolare nel breve termine si parla di sostituire le stoviglie usa e getta dai fast food con stoviglie riutilizzabili, di vietare la menzione “biodegradabile”, di vietare le scatole in polistirolo espanso, le bustine di the di plastica, i giocattoli di plastica offerti in alcuni menu, i coriandoli di plastica, l’invio in imballaggi di plastica di pubblicazioni stampa e pubblicitarie.

Inoltre sono previste azioni specifiche per promuovere e rafforzare il riutilizzo e il riciclaggio (con un metodo concordato tra Stato e comunità locali per raggiungere obiettivi più ambiziosi di raccolta e riciclaggio delle bottiglie di plastica), per favorire la vendita di prodotti sfusi (contenitori per prodotti e bevande normalizzati e riduzioni tariffarie per i consumatori), per garantire la piena applicazione del divieto di fornitura di sacchetti di plastica.

 

In accordo con il Regolamento UE n. 2019/2023 riguardanti le lavatrici domestiche (cfr. precedente Notizia del 19/12/19) si prevede l’aggiunta di un filtro per le microfibre di plastica alle nuove lavatrici.

Le strutture aperte al pubblico, quali stazioni, biblioteche, scuole, università, ospedali ecc., dovranno dotarsi di punti acqua e non potranno più distribuire bottiglie d’acqua in plastica gratuitamente. I bar e i ristoranti saranno tenuti a indicare in modo visibile la possibilità per i consumatori di chiedere l’acqua potabile gratuita.

 

E’ stabilito il divieto di imballaggi in plastica intorno a frutta e verdura e l’obbligo di posizionare contenitori per il recupero di imballaggi e confezioni nei supermercati.

Infine sono proibiti i contenitori in plastica per il riscaldamento di bevande e alimenti destinati a neonati e bambini piccoli.

 

L’azione “Informare meglio i consumatori” comprende:

  • un’armonizzazione visuale, attraverso la creazione di un logo unico (“Triman”), obbligatoriamente apposto sul prodotto, il suo imballaggio o sulla documentazione fornita e che sarà accompagnato dall’informazione sul gesto da effettuare per la differenziazione del relativo rifiuto, e la definizione di colori standard per i contenitori della raccolta dei rifiuti;
  • l’obbligo della messa a disposizione del pubblico di informazioni sui prodotti contenenti interferenti endocrini;
  • lo sviluppo di una metodologia obbligatoria per l’etichettatura ambientale: gli attori del settore dovranno lavorare con l’ADEME (l’agenzia nazionale dell’ambiente) per la creazione di una visualizzazione delle prestazioni ambientali o sociali per le filiere produttive. I primi due settori individuati nel breve termine sono il tessile e l’alimentare;
  • l’obbligo per i fornitori di servizi Internet e rete mobile di comunicare al consumatore le emissioni di gas a effetto serra; 
  • l’obbligo di informare sulla garanzia legale di conformità, con sua indicazione sullo scontrino o sulla fattura.

L’azione “Lottare contro lo spreco e per il riuso solidale” si articola in una serie di misure quali:

  • vietare la distruzione dei beni non alimentari invenduti; costituiranno eccezione solo determinati prodotti per i quali il riciclaggio comporterebbe un impatto ambientale negativo od è vietato o per i quali non esiste una soluzione tecnica per il riutilizzo;
  • aumentare le sanzioni in caso di violazione del divieto di spreco dei rifiuti alimentari, che in Francia fa riferimento ad una legge del 2016;
  • creare dei fondi per il riuso, con una dotazione più di 50 milioni di euro all’anno, grazie ad un contributo del 5% per i diversi settori sottoposti alla responsabilità condivisa;
  • consentire la vendita di medicinali in numero corrispondente esattamente al bisogno e non solo in scatole preconfezionate (“dispensazione singola”);
  • mettere fine alla distribuzione di stampe pubblicitarie contenenti oli minerali (gli inchiostri di queste stampe sono spesso realizzati con oli non biodegradabili e inquinanti); sarà inoltre vietata la distribuzione di materiale pubblicitario sulle automobili;
  • rendere più accessibile e più ecologica l’attrezzatura medica per persone con mobilità ridotta, favorendo la scelta di materiali usati e della riparazione;
  • fermare la stampa degli scontrini ed in generale delle ricevute su carta termica; per far fronte a questo spreco di carta, la legge propone di vietare la stampa sistematica delle ricevute, comprese quelle dei Bancomat e dei POS, tuttavia, i clienti avranno comunque la possibilità di richiedere la stampa quando lo desiderano.

L’azione “Agire contro l’obsolescenza programmata” consiste in:

  • applicare un indice di riparabilità, con l’obiettivo di passare dall’attuale 40% di tasso di riparazione per i prodotti elettrici ed elettronici al 60% entro 5 anni; l’indice di riparabilità consentirà ai consumatori di sapere se il loro prodotto è riparabile, difficile da riparare o non riparabile; il Ministero della transizione ecologica, ADEME e gli attori del settore stanno lavorando a un semplice indice (scala da 1 a 10) apposto direttamente sul prodotto o sulla sua confezione e nel punto vendita, ad esempio insieme al prezzo;
  • facilitare la riparazione e promuovere l’utilizzo dei ricambi di seconda mano; la legge prevede che durante un acquisto il consumatore possa disporre di tutte le informazioni complete e affidabili; questa misura riguarderà apparecchiature elettriche ed elettroniche (telefoni cellulari, apparecchiature IT, piccoli e grandi elettrodomestici, televisori, sistemi Hi-Fi, ecc.) e mobili; l’elenco dei pezzi di ricambio disponibili verrà visualizzato nel punto vendita; 
  • allungare la garanzia legale: si prevede, tra l’altro, un’estensione della garanzia legale di conformità di 6 mesi se il dispositivo è soggetto a riparazione in garanzia; 
  • obbligo di informazioni sulla compatibilità dell’uso di computer, telefoni, tablet con gli aggiornamenti del software operativo: i produttori, e conseguentemente i venditori dovranno fornire informazioni sulla durata durante la quale gli aggiornamenti software consentono ai dispositivi di rimanere in uso normale;
  • creare dei fondi per la riparazione dei beni prodotti dalle imprese appartenenti alle filiere in cui è applicata la responsabilità estesa del produttore; queste dovranno finanziare i fondi per le riparazioni, attraverso la loro eco-organizzazione, con l’obiettivo di ridurre il costo della riparazione per il consumatore quando si rivolge a un riparatore certificato;
  • consentire l’uso della stampa 3D per riparare gli oggetti: quando un pezzo di ricambio può essere prodotto mediante stampa tridimensionale e non è più disponibile sul mercato, il produttore o l’importatore di beni mobili deve, nel rispetto dei diritti di proprietà intellettuale, fornire ai venditori o riparatori professionisti che ne facciano richiesta il piano di produzione mediante la stampa tridimensionale del pezzo di ricambio o le informazioni tecniche utili.

L’azione “Produrre meglio” prevede di:

  • trasformare le filiere “inquinatori-pagatori”: oggi in Francia i produttori assoggettati alla responsabilità estesa sono tenuti a finanziare la gestione dei propri rifiuti mediante la partecipazione a un’eco-organizzazione che li assicura per loro conto, tuttavia, non sono fissati obiettivi prestazionali; lo Stato modificherà il regime sanzionatorio che grava sulle eco-organizzazioni e verrà inoltre loro chiesto di raggiungere obiettivi quantificati in termini di riutilizzo, riparazione e soprattutto eco-progettazione di prodotti;
  • estendere la responsabilità estesa del produttore a nuove filiere, quali gli imballaggi professionali, prodotti o materiali per l’edilizia, giocattoli, articoli sportivi e per il tempo libero, articoli per bricolage e da giardino, oli usati, mozziconi, gomme da masticare, tessili sanitari (salviette, asciugamani di carta, cotone, pannolini, ecc.), gli attrezzi da pesca ecc.; 
  • realizzare una raccolta gratuita dei rifiuti differenziati dell’edilizia; si prevede l’estensione della responsabilità condivisa anche a questo settore e la realizzazione di nuovi centri di riciclaggio professionali, i quali ritireranno i rifiuti professionali gratuitamente, a condizione che siano differenziati (rottami metallici, legno, macerie, ecc.);
  • presa in carico per filiera della bonifica delle discariche abusive: i costi della pulizia dei depositi abusivi saranno sostenuti “pro quota” da parte delle filiere di origine dei rifiuti presenti, anche al fine di evitare che le situazioni si ripetano nel tempo e che questo sia a carico dei contribuenti;
  • creare dei piani quinquennali di eco design: i produttori soggetti alla responsabilità condivisa dovranno sviluppare ogni cinque anni un piano d’azione di prevenzione ed eco-progettazione per i loro prodotti, in modo che contengano più materiale riciclato e siano più riciclabili sul territorio nazionale;
  • incoraggiare i prodotti più rispettosi  dell’ambiente; grazie alla visualizzazione di un “bonusmalus” i consumatori francesi saranno in grado di scegliere prodotti progettati in modo ecologico, con materiali riciclati, senza inutile sovraimballaggio o resi riparabili: coloro che progettano i loro prodotti in modo più ecologico beneficeranno di un bonus sul contributo che pagano al loro eco-organismo per la gestione e il trattamento della fine della vita dei loro prodotti, mentre, al contrario, i produttori che non adotteranno un approccio di eco-design vedranno aumentare questo contributo con una penalità; saranno interessati tutti i prodotti che fanno parte di un settore a responsabilità estesa del produttore.

Per la gran parte delle misure l’entrata in vigore è dal primo gennaio 2021 o dal primo gennaio 2022, mentre per altre i tempi sono un più lunghi, anche in relazione all’esigenza di alcuni decreti applicativi.

Sicuramente vi sono moltissimi spunti per le normative europea e nazionale italiana, dove alcune cose sono già previste o attuate, ma molto resta da fare, in un’auspicabile ottica di armonizzazione a livello europeo.

 

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di Riccardo Marchesi

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