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18 Giugno 2020

Didattica a distanza, la nostra emozionante esperienza

Era il 13 marzo quando abbiamo assicurato che l’educazione ambientale non si sarebbe fermata nonostante la difficile situazione che ha imposto grandi sacrifici a tutti, e forse ai bambini in particolare. E così è stato!

Siamo felici di raccontarvi come sono andate le cose, e quali strumenti siamo riusciti a mettere in pista per non perdere le attività programmate per quest’anno scolastico!

 

I laboratori ed eventi dei progetti didattici di Achab Group previsti per l’anno appena concluso erano quasi 3.400; per fortuna molti erano già stati realizzati, in tutta Italia, prima dell’emergenza sanitaria che ha portato ad uno stop di tutte le attività didattiche. 

E come promesso, ci siamo riusciti: quasi 300 i laboratori realizzati in teledidattica! 

Tema più gettonato quello della plastica, adattato ai diversi target e realizzato con lezioni in diretta che hanno permesso di mantenere l’interazione tra l’educatore e i ragazzi, aspetto sicuramente delicato quando si tratta di scuole. 

Dove non è stato possibile realizzare incontri online in diretta, abbiamo riconvertito i nostri laboratori in video fruibili “on demand”, cercando così di soddisfare la necessità di poter usufruire delle lezioni nel momento della giornata più comodo, senza dover presenziare ad un orario stabilito. 

 

Ma non si tratta, poi, soltanto di numeri e strumenti, abbiamo toccato con mano l’aspetto umano di questa vicenda. Noi, non solo non ancorati alla stessa classe ed alla stessa scuola, ma con la possibilità, per i singoli educatori di approcciare più classi, più insegnanti di svariate scuole e a volte di diverse regioni.

Abbiamo visto docenti e alunni commuoversi a marzo perchè la videolezione di educazione ambientale rappresentava il primo momento di contatto dopo tanto tempo. Abbiamo visto bambini di 7-8 anni padroneggiare le piattaforme meglio di noi adulti o di altri studenti più grandi. Abbiamo sentito centinaia di storie di famiglia con genitori, fratelli, sorelle, animali domestici sullo sfondo di quei piccoli quadratini che erano i nostri allievi. Abbiamo ricevuto sempre un caloroso “grazie” da parte degli insegnanti per aver offerto loro una possibilità in più, a volte anche un supporto morale e tecnico. Abbiamo conosciuto classi e scuole lanciatissime nella DAD (Didattica a Distanza ovviamente…), altre che invece facevano fatica e che ci chiedevano un confronto.

 

Insomma, l’aspetto emozionale, la voglia di confrontarsi, la voglia di stare insieme (in modalità online, perchè in altro modo non era possibile) è stato ciò che più ci rimarrà in questa esperienza professionale. Come la frattura tra i diversi docenti: chi, più elastico e felice di cimentarsi in nuove metodologie e chi, conservatore, non ha accettato e ha rimpianto ogni giorno la didattica tradizionale.

In attesa di nuovi mondi da esplorare, di esserci ancora per tutti quei progetti e quei docenti che vorranno riproporre gli stessi strumenti o anche solo provarli, accanto, si spera, a quella bellissima e non più scontata possibilità di essere di fronte a 20 bambini, guardarli negli occhi e parlar loro di ambiente e sostenibilità.

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di Redazione

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