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20 Aprile 2023

Fidenza, 28 aprile: Evoluzione in Terra Incognita

 

 

Achab Group, San Donnino Multiservizi e il Comune di Fidenza, all’interno del progetto “Terra Incognita 2023” hanno organizzato presso lo storico teatro Girolamo Magnani di Fidenza, per la serata di venerdì 28 aprile alle ore 21:00 lo spettacolo teatrale “Evoluzione. Riflessioni postume di un Australopiteco.”

La rappresentazione sarà poi seguita da un confronto dibattito, sui contenuti del monologo, legato ad una riflessione sul rapporto tra uomo e natura, e sulla raccolta differenziata, a cui parteciperanno Paolo Silingardi, presidente di Achab Group e Saverio Bari, regista e attore.

 

“Terra Incognita”

E’ un evento che si sviluppa da giovedì 27 aprile a domenica 30 aprile 2023, un percorso bellissimo, ma anche denso di sfide da affrontare assieme, completamente centrato sulla natura da tanti punti di vista solo apparentemente distanti, in realtà convergenti a evidenziare ancora una volta come siano complessi, ramificati e delicati gli equilibri dell’ecosistema di cui facciamo parte.

I luoghi del festival per questa edizione primaverile saranno il Teatro Magnani, il Ridotto del Teatro e il My Cinema.

 

Ospiti e temi

Tanti gli ospiti e i temi trattati: Lella Bussandri, Giacomo Agnetti con un documentario sulla storia di Elena Samperi, la fisica del clima Elisa Palazzi, Claudia Carani di AESS per plarlare di energia, Margherita Zanardelli e Simone Panigada dell’Istituto Tethys, che vantano esperienze sul campo dall’Antartide al Mare del Nord, dalle Colonne d’Ercole a Sanremo, Alessandro Cerofolini e Daniele Zovi, scrittori e con una pluridecennale esperienza di forestali nei luoghi più ricchi di biodiversità e più affascinanti del nostro incredibile Paese, Daniele Rielli ci racconterà del “Fuoco Invisibile” che sta mangiandosi letteral mente decine di milioni di ulivi del sud Italia, infine ci confronteremo con il celebre teologo e filosofo Vito Mancuso e Alessandra Viola per capire come le transizioni ecologiche e digitali in corso siano controbilanciate dalla trasformazione di una umanità all’altezza della sfida, perché, come ci dice Vito Mancuso, “la vera differenza non è tra chi crede e chi non crede, ma tra chi supera sé stesso per servire valori più alti e chi invece riporta tutto a sé”. 

 

Evoluzione. Riflessioni postume di un australopiteco

Achab Group parteciperà all’evento con “Evoluzione. Riflessioni postume di un Australopiteco.” un monologo teatrale in cui l’attore interpreta la parte di un Australopiteco, un genere dell’ordine dei Primati vissuto da 8 a 3 milioni di anni fa, derivato dagli ominidi e staccatosi dalle scimmie antropomorfe. L’Australopiteco è il precursore del genere Homo, ha sviluppato il bipedismo e il pollice opponibile con la presa di precisione, realizzando le condizioni strutturali per lo sviluppo del nostro genere fino alla specie Sapiens Sapiens.

Sta alle nostre origini ma si è estinto, vivendo in prima persona l’evoluzione come un processo che comprende anche la fine di una specie, a ricordarci che non siamo eterni e che la “vita” intesa come la presenza di organismi biologici sulla Terra, proseguirà anche senza di noi. Ed è condizionata dall’ambiente, del cui degrado e cambiamento noi siamo fortemente responsabili.

Il monologo è un viaggio raccontato in prima persona nella storia dell’umanità, re-interpretata da un punto di vista differente dal nostro e che stimola riflessioni e consapevolezza.

Nel monologo l’Australopiteco riflette sulle sorti dell’umanità con un accento critico, a volte ironico, esponendo eventi scientificamente certi e valutazioni strettamente personali, fino a far emergere le contraddizioni e le criticità della nostra specie, ed in particolare del nostro rapporto con la natura e l’ambiente.

Lo stile narrativo coniuga il taglio divulgativo e quello teatrale, grazie all’interpretazione dell’attore-divulgatore, che racconta esperienze personali, punti di vista, valutazioni insieme a fatti scientifici ambientali, climatici, geologici, evolutivi e storici.

L’interpretazione gioca tra il tono “scientifico”, obiettivo e didascalico, e quello “ironico”, critico e irrisorio verso la nostra specie di Sapiens, con una particolare attenzione all’interazione con il pubblico e le sue reazioni.

Nel monologo il concetto di evoluzione come storia positiva che si sviluppa fino all’Uomo, arbitrariamente postosi al centro della scena evolutiva, viene via via superato per far emergere la assoluta precarietà della condizione umana e la fragilità del nostro presunto dominio sulla natura.

La conclusione è aperta, lascia il pubblico sospeso tra due esiti possibili, una positivo, l’altro negativo, rappresentati anche dalle immagini che scorrono sulla parete di cartoni bianchi.

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di Paolo Silingardi

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