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1 Giugno 2020

In viaggio con Paolo n.4 – Dalla pompa alla spina: come cambia il rifornimento con un’auto elettrica

Siamo da sempre abituati a rifornire di carburante un’auto endotermica quando si accende la spia della riserva, raggiungendo la prima pompa di benzina che troviamo sul nostro percorso. E’ un’abitudine talmente radicata che diamo per scontato che sia l’unica modalità per rifornire un’automobile. Per cui la prima domanda che chiunque ti rivolge quando vede che guidi un’auto elettrica è: “ Ma per fare il pieno come fai?”

Il ”rifornimento“ con un’auto elettrica funziona in maniera completamente diversa da un’auto endotermica a combustibili fossili. L’auto elettrica non si ricarica quasi mai quando è in “riserva” ma si rabbocca quasi sempre quando è in sosta. Mi fermo a pranzo è c’è una colonnina? Rabbocco. Arrivo in ufficio è c’è una presa? Rabbocco.  A casa, sul posto di lavoro, in un parcheggio, fuori dal ristorante, mentre mi faccio i fatti miei lei si ricarica.

Il caso più classico è a casa, arrivo a fine giornata, passeranno almeno 12 ore prima che riprenda in mano l’auto, la posso rabboccare con 3 Kwatt/h che in 12 ore sono 36 Kwatt di energia sufficienti a fare da 180 a 220 km a seconda che viaggi in autostrada o in strade urbane o statali, dove l’elettrico da il meglio di sé. Attenzione che la ricarica non viene quasi mai fatta partendo da zero, per cui in 12 ore è probabile che arrivi quasi sempre a fare il “pieno” della batterie.

Inoltre esistono sistemi veloci che ti permettono di ricaricare in 10 minuti circa 25 Kwatt pari a 125 km in autostrada, molti di più in strade urbane. In 15 minuti carichi 190 km e puoi partire tranquillo, sempre tenendo presente che non rabbocchi quasi mai quando sei in riserva ma con ancora 100 o 200 km di disponibilità.

Per viaggi superiori ai 400 km i sistemi di ricarica veloce, con potenze disponibili dai 150 Kwatt/h in su, sono fondamentali. 15 minuti di pausa dopo 200 o 300 km di guida sono utili, giusto per fare 2 telefonate e mandare 4 mail e prendere un caffè. Non a caso Tesla ha costruito una propria rete appena fuori dai caselli autostradali a una distanza di 100-150 km uno dall’altro. Partendo da Modena ne trovo a Modena Sud, a Campogalliano, a Piacenza Sud, a Moncalieri, a Milano, a Occhiobello, a Firenze, …. A questi si aggiungono le stazioni di altri operatori privati, ma per gli utenti Tesla ad oggi le ricariche sono gratuite, inoltre il computer di bordo calcola il viaggio pianificando già le soste e predispone la batteria alla ricarica, adeguandone la temperatura pochi minuti prima di arrivare alla stazione, per ottimizzare i tempi di rifornimento.

In breve, per la mia esperienza, partendo con il pieno se faccio meno di 400 km andata e ritorno non ho problemi. Se ne faccio di più basta una sosta di 15 minuti e rabbocco. Se devo fare una sosta lunga prediligo punti dove possa ricaricare, ad esempio invece che pagare la sosta preferisco pagare la ricarica. Resta da capire perché non ci sono postazioni di ricarica nelle stazioni di servizio autostradale, per me andrebbero rese obbligatorie per legge. 

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di Paolo

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